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NEWS: Giornali Internet 21/03/07



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CACCIA
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Campagna mediatica
La finta guerra ai bracconieri
http://www.unionesarda.it
Più che una campagna antibracconaggio, una campagna mediatica: tali ci
sembrano le frequenti "visite" di gruppi di volontari (pare esponenti di
associazioni animaliste) nei boschi di Gutturu Mannu e dei Sette Fratelli,
con presunti intenti di controllo e contrasto all?uccellagione e alla caccia
di frodo in genere, che hanno avuto ampio risalto anche per l?evidente vena
polemica nei confronti del Corpo Forestale.
Non sappiamo se ci siano "mandanti", ma a giudicare dalla violenza degli
attacchi risulta chiaro l?intento di screditare il Corpo Forestale della
Regione Sarda. E forse non è neppure questo l?obiettivo principale. Questi
impavidi volontari dai tratti somatici gentili e dall?accento continentale,
calati nella selvaggia Sardegna per ristabilire ordine e legalità,
propagandano le loro improbabili campagne antibracconaggio come veri atti di
eroismo nel cuore dei monti del Sulcis e del Sarrabus, infernale girone per
cervi, cinghiali ed uccelli, patria di pericolosi bracconieri ed
irriducibili uccellatori.
Questi gitanti in incognito, senza alcun raccordo con le istituzioni locali,
se la suonano e se la cantano passeggiando lungo le piste più frequentate
(non da pericolosi bracconieri ma da gente comune) e sono convinti di aver
"penetrato nell?intimo" le foreste di leccio più vaste d?Europa, dando un
determinante contributo alla sconfitta del bracconaggio in Sardegna. Il
fenomeno in realtà ha radici antiche e complessi risvolti culturali e
sociali e vede quotidianamente impegnate forze istituzionali organizzate e
preparate, che solo a prezzo di importanti sacrifici (forse poco
propagandati, ma concreti) producono qualche risultato. Forze che hanno un
approccio, una visione ed una conoscenza reale ed articolata del fenomeno, a
differenza dei "nostri eroi" del tutto all?oscuro di queste "piccolezze".
Lungi da chi scrive giustificare il bracconaggio; è però certo che
concedendo a queste pseudo-incursioni la dignità di notizia, si alimenta un
gioco pericoloso che rischia di compromettere delicati equilibri e di creare
rischi ben maggiori per l?ambiente. I sistematici attacchi alle Istituzioni
locali ed al Corpo forestale espongono inoltre alla speculazione politica il
principio della autonomia della nostra Regione in materia di tutela dell?
ambiente. Riteniamo quindi necessario ed urgente un chiaro intervento della
Giunta regionale sulla questione, a tutela non solo degli amministratori e
degli operatori del Corpo Forestale regionale, ma soprattutto per respingere
con sdegno e fermezza i malcelati tentativi di minare la nostra
autodeterminazione nella difesa del nostro patrimonio naturale. Auspichiamo
un deciso intervento politico ed istituzionale per porre fine a questa
ridicola farsa.
EMILIO CARTA
Ispettore Forestale Segretario regionale Gruppo aziendale Uil
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RAMONTI DI SOTTO Braccio di ferro tra sindaco e cacciatori
Vietata la gara di tiro
Tramonti di Sotto
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3310101&Pagina=8
(lor.pad.) Una decisione, quella assunta dal sindaco di Tramonti di Sotto
Arturo Cappello, che rischia di aumentare gli attriti con i soci della
locale Riserva di Caccia. Si tratta del provvedimento con cui il primo
cittadino ha deciso di non concedere l'autorizzazione a svolgere l'annuale
gara di tiro.
«A causa delle reiterate proteste di frontisti e di cittadini si legge nella
missiva spedita da Cappello ad Adriano Dean, direttore della Riserva di
caccia non ritengo opportuno, stante peraltro la discrezionalità del
relativo atto amministrativo, di concedere ulteriori autorizzazioni allo
svolgimento della consueta gara di tiro».
«Pertanto prosegue il sindaco qualora siate intenzionati a proseguire
nell'organizzazione di tale attività sportiva, potrete rivolgervi
all'amministrazione comunale di Tramonti di Sopra, che condivide il
territorio per i fini delle attività venatorie».
Il futuro della gara di tiro è quindi a rischio e si dovranno attendere le
decisioni assunte dai soci della Riserva, che ogni anno organizzano un
evento in grado di calamitare l'attenzione di centinaia di doppiette che
giungono da tutta la regione, e anche oltre, per partecipare alla
manifestazione.
La mancata autorizzazione all'allestimento del poligono si somma all'altra
decisione assunta nelle scorse settimane dal sindaco che, dopo un incendio
doloso che aveva coinvolto il monte Teglara, aveva sospeso i permessi di
transito in auto lungo i sentieri montani. Un divieto che colpì
prevalentemente gli stessi cacciatori coi quali, a questo punto, è in atto
un vero e proprio braccio di ferro.
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ALLEVAMENTO
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Ignoti aprono le gabbieseicento visoni in fuga
blitz notturno al santuario
Il proprietario dell'allevamento: credo si tratti di un gruppo di animalisti
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=545136&IDCategori
a=592
SONO ENTRATI in azione nel cuore della notte. Prima hanno tagliato con delle
cesoie le reti di recinzione del vasto terreno all'interno del quale si
trova l'allevamento di visoni, poi hanno aperto le porte delle gabbie
all'interno delle quali si trovavano circa seicento animali, la maggior
parte dei quali femmine incinte. Le bestiole, ovviamente, sono fuggite, ma
molte di loro hanno trovato la morte poche ore dopo, finendo schiacciate dai
veicoli in transito sulla vicina strada per il Santuario, altre annegando
nelle acque del sottostante torrente. Alla fine soltanto metà dei a visoni
fatti fuggire sono stati recuperati dai proprietari dell'allevamento, che
hanno denunciato l'accaduto ai carabinieri. Il danno subito, secondo una
prima stima, ammonta ad oltre cento mila euro.
Ad esser preso di mira da persone al momento ancora sconosciute, nessuno ha
infatti per il momento rivendicato il gesto, è stato l'allevamento di visoni
che si trova lungo la strada che conduce al Santuario, subito dopo l'abitato
di San Bernardo in Valle. Un allevamento che proprio nei giorni scorsi aveva
tagliato il traguardo dei trent'anni di esistenza e del quale è titolare
Giuseppe Pisacane, 56 anni, al quale da alcuni anni si è affiancato il
figlio Alessandro, di 26 anni.
Nel cuore della notte tra lunedì e ieri, forse approfittando anche delle
avverse condizioni atmosferiche, qualcuno ha tagliato con delle cesoie la
base della rete di recinzione del terreno all'interno del quale si trova
l'allevamento di visoni, e poi ha aperto la maggior parte delle gabbie
all'interno delle quali si trovano gli animali. Alla fine sono stati circa
seicento, sui novecento che si trovavano all'interno dell'allevamento, i
visoni che sono stati liberati. Molti di loro sono stati poi recuperati nel
corso della giornata di ieri, ma molti altri sono purtroppo morti. La
maggior parte finendo schiacciati dai veicoli in transito lungo la strada
del Santuario, altri annegando nelle acque del sottostante torrente. «Coloro
che hanno compiuto questo gesto sono dei delinquenti - afferma Giuseppe
Pisacane - perchè non sanno quello che hanno fatto. Se si tratta, come io
penso, di animalisti o di qualcosa del genere hanno commesso un gravissimo
errore, perchè una parte dei visoni fatti fuggire sono morti nel giro di
poche ore. Una parte schiacciati dalle auto, altri annegati nel torrente».
Giuseppe Pisacane ha ripetuto ai carabinieri, intervenuti ieri mattina per
effettuare indagini sull'accaduto, di non aver mai ricevuto alcuna minaccia
nè tantomeno richieste di tangenti. «Anche perchè gestendo in maniera
corretta come facciamo noi un allevamento di visoni - sottolinea Pisacane -
si riesce a malapena a riuscire a sopravvivere. Chi ha compiuto questo gesto
è soltanto un vigliacco».
Il proprietario dell'allevamento di visoni scagiona nella maniera più
assoluta gli abitanti della zona, che negli anni passati avevano presentato
alcuni esposti alle autorità sanitarie per segnalare l'odore proveniente
dall'allevamento. I controlli effettuati dai carabinieri e dai Nas non
avevano però mai individuato delle irregolarità. «La gente di San Bernardo è
stata al nostro fianco per tutto il giorno - spiega ancora Giuseppe
Pisacane - per aiutarci a riprendere i visoni che qualcuno aveva fatto
scappare.».
Gianluigi Cancelli
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RANDAGISMO
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Fermano due tir diretti in nord Europa e trovano 100 cani senza
documentazione daccompagnamento, probabilmente destinati alla vivisezione.
MARINA VERDENELLI
http://www.ilmessaggero.it
Ancona - Fermano due tir diretti in nord Europa e trovano 100 cani senza
documentazione daccompagnamento, probabilmente destinati alla vivisezione.
A salvare gli animali ci hanno pensato i carabinieri dei Nas, lunedì
mattina, al porto. Dopo numerose segnalazioni arrivate da alcune
associazioni animaliste, i militari dellArma hanno individuato due camion
provenienti dalla Grecia, sbarcati allo scalo dorico. Perquisiti i mezzi, è
stata fatta la scoperta. Stipati insieme a 4 cavalli e scatoloni contenente
materiale vario viaggiavano anche i 100 cani, per lo più meticci, di ogni
taglia. Nel gruppo anche decine di cuccioli appena svezzati. I Nas hanno
chiesto agli autisti, due greci, la documentazione degli animali che
dovevano arrivare fino alla Germania. Per gli equini le carte erano
regolari. I cavalli erano destinati ad un proprietario. Non è andata così
invece per i cani, per lo più senza tatuaggio identificativo e provvisti di
documentazione falsa. Il carico è stato così sequestrato e lepisodio è
stato segnalato alla Procura. Gli autisti sono stati denunciati per
commercio illegale di animali. Affidati al servizio veterinario della Zona
territoriale n. 7 sono ora ospiti di un canile in attesa che la vicenda
venga chiarita.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it