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CACCIA ILLEGALE, DEFERITE 11 REGIONI ITALIANE



CACCIA ILLEGALE, DEFERITE 11 REGIONI ITALIANE
Decisione della Commissione Europea.
23 marzo 2007 - Bruxelles ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di
giustizia europea per due procedure di violazione frequente della direttiva
europea sugli uccelli selvatici.
Secondo quanto appreso dall'ANSA, nel mirino della Commissione europea e'
finito, con una prima procedura il Veneto, e con una seconda le regioni
Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia,
Marche, Puglia, Toscana e Umbria.
La legislazione italiana, sottolineano le fonti, sia a livello nazionale che
nelle 11 regioni sopra indicate, permette la caccia di certi tipi di uccelli
tra cui il cormorano, la tortora dal collare orientale e il fringuello, in
modo non conforme alle condizioni specifiche di deroga previste dalla
direttiva europea. Per Bruxelles quindi, un'autorizzazione cosi' generale in
materia di caccia porta alla cattura o all'uccisione di troppo uccelli.
Nell'Ue la caccia e' disciplinata dalla direttiva 79 del 1979 sugli uccelli
selvatici che prevede misure di protezione, di gestione e di regolazione di
tutte le specie di uccelli viventi allo stato selvatico. Pur prevedendo il
divieto generale di ucciderli, la direttiva consente la caccia di alcune
specie, se praticata al di fuori dei periodi di riproduzione e di
migrazione, ma non fissa periodi di caccia precisi, dato che questi possono
variare da regione a regione in funzione delle specie e della localizzazione
geografica. Spetta agli Stati membri fissare il calendario venatorio, sulla
base delle conoscenze scientifiche relative ai periodi di riproduzione e di
migrazione delle diverse specie cacciabili. Eccezionalmente le autorita'
nazionali possono autorizzare la cattura o l'uccisione di uccelli tutelati
dalla direttiva mediante determinati metodi o al di fuori della normale
stagione di caccia per una serie limitata di motivi. Tuttavia, le deroghe
sono accordate soltanto se rispettano condizioni rigorose. Nel caso delle 11
regioni italiane gli uffici del commissario europeo all'ambiente Stavros
Dimas ritengono che condizioni poste dalla normativa europea non siano
rispettate.
(ANSA)