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NEWS: Giornali Internet 22/03/07



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CACCIA
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Pollino. Operazione del Corpo forestale nel Parco
Bracconieri in fuga
Raggiunti e arrestati
http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=32-qca-2203-art_5.t
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CERCHIARA - La silenziosa lotta delle forze dell'ordine per tutelare il
territorio a particolare rilevanza ambientale del Parco Nazionale del
Pollino ha portato, ieri sera in località San Fele di Cerchiara di Calabria,
all'arresto di tre giovani bracconieri di età compresa tra i 20 ed i 24 anni
armati di fucile con matricola abrasa.
Mentre un violento nubifragio si stava abbattendo sulla zona, intorno alle
ore 20 di martedì, il personale del Corpo Forestale dello Stato abbinato dei
comandi stazione di Cerchiara di Calabria e Morano Calabro, composta da due
unità e impegnata nel servizio di emergenza ambientale 1515, in un luogo al
di fuori della viabilità ordinaria che è spesso meta di atti di bracconaggio
notturno, ha sorpreso i tre bracconieri che si davano alla fuga con un
fuoristrada.
Durante l'inseguimento, solo grazie all'esperienza e alla perizia degli
agenti del Cfs, si è evitato un conflitto a fuoco, giacché gli inseguiti
hanno più volte puntato un fucile e tenuto sotto tiro i forestali che
avevano a pochi metri.
I fuggitivi hanno poi lanciato il fucile ai bordi della strada, cercando di
sbarazzarsene, fino a quando non avendo più vie di fuga e tentando una
inversione venivano finalmente bloccati ed il fucile recuperato.
Richiesti i rinforzi alla Centrale operativa regionale ed avendo appreso che
questi erano distanti dalla zona in questione, per tempestività, i forestali
hanno chiesto collaborazione ai Carabinieri di Cerchiara di Calabria, che
sono prontamente intervenuti. Il fucile ritrovato è una doppietta a cani
esterni, senza marca e reso clandestino con l'abrasione e la punzonatura
della matricola, che al momento del suo recupero risultava funzionante e
carico con cartucce a piombo spezzato, tipiche della caccia al cinghiale, e
che è stato messo a disposizione della magistratura. Considerato ciò sono
state effettuate, oltre a quelle personali e del mezzo, perquisizioni nelle
abitazioni dei 3 bracconieri. Dopo tutti gli accertamenti e la convalida
dell'arresto da parte del sostituto di turno della procura di Castrovillari,
due giovani di Francavilla Marittima (CS), rispettivamente di 20 e 21 anni,
ed uno di Cerchiara di Calabria, di 24 anni, sono stati tradotti alla Casa
Circondariale di Castrovillari.
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NOCIVOSARAITU
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GIUNTA
Scatta l'allarme piccioni: sono trentamila e portano malattie. Così
l'amministrazione pensa alla castrazione chimica (e a multare chi li sfama)
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3311862&Pagina=VICENZA
(r.c.) Secondo alcune stime sarebbero trentamila. Troppi, commentano in
Comune. Così a Vicenza scatterà la campagna per il contenimento del numero
dei piccioni. Come bloccare la loro proliferazione? È uno dei temi che
l'assessore ai Servizi Sociali Patrizia Barbieri affronterà in una delle
prossime sedute della giunta comunale. Non è esclusa la castrazione chimica,
ma le ipotesi sul metodo sono più d'una. «La questione è complessa che va
affrontata con prudenza», ammette l'assessore. Una cosa è certa: la
diffusione dei colombi va ridotta quanto prima, soprattutto per motivi
igienico-sanitari. I volatili sono portatori di agenti patogeni (virus,
funghi e parassiti come le zecche) che possono essere contratti anche dalle
persone. Lo stesso patrimonio artistico e architettonico è esposto a danni
prodotti dall'accumulo di guano che corrode i materiali lapidei. La
sovrappopolazione viene inoltre considerata negativa in quanto i colombi
risultano più vulnerabili alle malattie ed entrano in forte competizione per
la conquista e la difesa del territorio.
Non è la prima volta che il Comune si occupa del contenimento dei colombi
che vivono in centro storico, in particolare tra la Basilica palladiana e
piazza dei Signori. Ma la difficoltà principale è sempre stata quella di
individuare la tecnica migliore per limitarne la riproduzione. Si era
parlato per esempio della cattura attraverso gabbie da sistemare sui tetti
di edifici pubblici e privati. I colombi sarebbero poi finiti al Centro
rapaci nei pressi del lago di Fimon, in pasto a uccelli da preda come i
falchi. Ma l'idea scatenò le ire degli animalisti.
Sempre per ridurre la proliferazione, da qualche anno in tutta la città vige
il divieto di somministrazione o abbandono volontario di cibo ai colombi. I
trasgressori rischiano multe che variano da un minimo di 25,82 euro a un
massimo di 154,94 euro. Multe che finora non sono mai state elevate. Come
dire: controlli sì, ma con spirito di collaborazione, non di repressione.
«Ci sono state più che altro segnalazioni. L'intento è quello di educare la
gente», sostengono i vigili. La volontà resta comunque quella non di
eliminare i piccioni ma di ristabilire l'equilibrio tra il loro numero e la
tutela sanitaria ed artistica.
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Intervento chirurgico su due giovani esemplari ai giardini Italia. La
veterinaria: «Prassi anche negli zoo»
Tagliate le ali al cigno: «Provocava incidenti»
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=23042&p
agina=31&versione=testuale&zoom=&id_articolo=119693
«Si pratica una piccola incisione nella sottoala, è sufficiente intervenire
soltanto da un lato - spiega la veterinaria incaricata dal comune di
monitorare la situazione igienica e sanitaria degli uccelli ai giardini
Italia - lo si fa ormai in tutti gli zoo, per evitare che gli animali
spicchino il volo e si allontanino troppo». A Rovereto come a Roma, anche i
cigni hanno le ali «tarpate» da ormai un paio d'anni: è la prassi,
autorizzata anche da chi gli animali li ama e li considera creature
meritevoli di rispetto. «È una scelta dolorosa, nel senso che si priva della
libertà il pennuto - spiega Claudio D'Ingiullo, animalista della Pan Eppaa -
ma è indispensabile. Serve per evitare che i cigni, allontanandosi dal
laghetto finiscano contro le automobili e, oltre a farsi del male o
addirittura morire, rechino danni ai cittadini». Due di questi interventi
chirurgici sono stati praticati l'estate scorsa: due esemplari giovani di
cigno avevano ancora la piena facoltà di volo ed erano per questo a rischio
di collisione con i mezzi su via Dante. Per tutti i maschi giovani inoltre
si prevede un intervento di sterilizzazione, «al fine di contenere un
eccessivo ripopolamento dei cigni, non consono alle dimensioni limitate
dell'area», spiegano in comune. I cigni dei giardini Italia, che come si
ricorderà qualche mese fa avevano dovuto coabitare con una numerosa famiglia
di ratti, saranno inoltre sottoposti a puntuali controlli da parte della
dottoressa Maria Elena Mussa: esami batteriologici mediante tampone, cicli
di terapia antibiotica o antiparassitaria, ricerca parassiti su escrementi a
fresco, queste le mansioni riconfermate alla veterinaria, per una spesa di
2800 euro.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it