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NEWS: Giornali Internet 24/03/07



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PESCA
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PORTO EMPEDOCLE
Controlli della Capitaneria sulla pesca
http://www.lasicilia.it
(r.b.) Controlli sulla pesca del bianchetto di sarda. Ecco il bilancio
parziale delle attività svolte dalla Capitaneria di porto di Porto
Empedocle, in particolare sul tratto di costa compreso tra Licata e Porto
Palo di Menfi quotidianamente pattugliato da 4 motovedette: 25 verbali,
30mila euro di sanzioni amministrative, 14 reti da pesca sequestrate, 6
persone denunciate all?autorità
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ALLEVAMENTO
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L CASO/1. Dalla Bassa alla Valcamonica, le nuove norme europee stanno
mettendo in ginocchio molti mattatoi
Piccoli macelli, rischio chiusura
Per il 30 per cento delle strutture i costi di adeguamento sono troppo
onerosi
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070324/Provincia/A.htm
La scure di Bruxelles sta per abbattersi sui piccoli macelli bresciani. L?
allarme è partito dalla Bassa e dal Sebino, ma il rischio chiusura coinvolge
anche la pletora di attività familiari delle valli. In base al regolamento
dell?Unione europea molte strutture non hanno i requisiti per proseguire il
proprio lavoro e se non si adegueranno ai nuovi standard
igienico-qualitativi dovranno cessare l?attività. Per mettersi in regola -
stimano le associazioni di categoria servono in media investimenti compresi
fra i 30 mila e il mezzo milione euro. Costi insostenibili per la
maggioranza dei gestori.
Nella nostra provincia i piccoli mattatoi sono 132: nel 2006 hanno macellato
poco meno di 70 mila capi alimentando una filiera commerciale che occupa
circa 350 addetti.
«Ma almeno il 30 % delle attività bresciane corre il rischio di non
sopravvivere alle norme comunitarie - spiega Diego Liberini, leader del
sindacato macellai dell?Ascom -: le strutture di Bassa, Franciacorta e
Hinterland sono le più esposte al pericolo di chiusura in quanto a
differenza di quelli delle valli non potranno sfruttare le deroghe previste
dalle Comunità montane. Dietro la normativa c?è un grosso equivoco di fondo:
si impongono i protocolli delle aziende di export a piccole realtà che
trattano carne destinata a mercati locali, di nicchia».
Il termine per gli adeguamenti comunitari è il gennaio 2009, ma la Regione
ha fissato un?agenda più restrittiva anticipando la scadenza al 31 dicembre
di quest?anno. I servizi veterinari delle Asl, in base alle indicazioni del
Pirellone, hanno già ispezionato i locali di macellazione della provincia
per verificare la presenza di tutti i requisiti previsti dall?Ue: il recinto
per lo scarico degli animali, la gabbia per il loro abbattimento, le celle
frigorifere, il bagno e altre strutture.
La situazione è tutt?altro che rosea posto che le interpretazioni dei
singoli servizi veterinari, non sono sempre uniformi.
Di certo i gestori delle strutture fuori norma devono presentare un progetto
di adeguamento e realizzare i lavori entro dicembre. Parametri meno
restrittivi sono previsti per i mattatoi montani e islamici.
«Il problema per zone agroalimentari di pregio come Brescia a Bergamo -
sostiene Luigi Macchi dell?Ucl - non riguarda soltanto i macellai ma l?
intera filiera di prodotti di nicchia. Ci saranno ricadute su agricoltori e
allevatori».
I piccoli macelli sono infatti l?anello strategico del cosiddetto ciclo di
autoconsumo che alimenta anche ristoranti tipici ma non solo. Dopo la
petizione promossa dall?Ascom sul territorio lombardo che ha coinvolto anche
il Bresciano dove sono state raccolte circa 700 firme, il caso è al vaglio
della Commissione sanità del Pirellone che ha già avviato una serie di
contatti con le associazioni di categorie per cercare di trovare una via d?
uscita per sottrarre i piccoli mattatoi alla scure di Bruxelles. n.s.
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L CASO/2. L?Ue azzera gli indennizzi. Gli avicoltori protestano
Aviaria, doccia «gelata» sulle aziende della Bassa
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070324/Provincia/C.htm
Doppia doccia «gelata» sugli avicoltori bresciani. L?Unione europea ha
bocciato il piano di sostegno al settore varato dall?ex ministro all?
Agricoltura Gianni Alemanno per fronteggiare l?emergenza aviaria. Respinta
da Bruxelles anche la proposta di «spalmare» gli indenizzi legati al fermo
sanitario degli allevamenti. Il risultato? Una trentina di aziende avicole
comprese nel triangolo Ghedi-Quinzano-Isorella, si vedranno rimborsare 400
mila euro in meno dei danni subiti.
Ma a gettare pesanti ombre sul destino di un settore che si sta
faticosamente riprendendo dalla crisi provocata dal calo dei consumi
provocato dalla psicosi da «febbre dei polli», sono le secche in cui sono
finiti gli ottanta milioni da investire in biosicurezze e nel piano di
ristrutturazione del comparto. Dieci milioni sarebbero dovuti arrivare nel
bresciano per finanziare la «rottamazione» di allevamenti. Una misura che
avrebbe decongestionato le zone ad alta densità di volatili di allevamento,
e quindi più esposte al rischio epidemie. La dismissione incentivata, che in
provincia di Brescia è già stata richiesta da 46 aziende, avrebbe anche
abbattuto l?offerta permettendo lo smaltimento delle carni invendute.
Un progetto che si arena di fronte alla decisione dell?Ue di affossare la
Legge 81. Il comparto si ritrova dunque in una situazione delicata che ha
spinto Gianni Comati, nella duplice veste di vicepresidente nazionale del
settore avicolo dell?Unione agricoltori e di leader dell?Upa di Brescia, a
invocare l?intervento urgente del ministro dell?Agricoltura Paolo De Castro.
«Le associazioni di categoria del Veneto e della Lombardia hanno raccolta le
domande di dismissione volontaria - si legge nella lettera inviata a De
Castro -. Cosa risponderemo ora che non ci sono i soldi?». La delusione
degli avicoltori aumenta pensando che si tratta di una bocciatura
annunciata. «In tempi non sospetti - scrive ancora il leader Upa - avevamo
contestato al ministero la stesura del provvedimento che si esponeva
fatalmente agli strali dell?Ue».
Comati si attende un intervento governativo rapido: «il decreto sui
nitrati - spiega -, porterà alla chiusura di 200 aziende in Lombardia di cui
40 nel bresciano. Non credo che al Governo giovi vedere un comparto
economico strategico andare allo sfascio con ricadute imprevedibili anche
sul piano dell?occupazione». n.s.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it