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NEWS: Giornali Internet 28/03/07



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CACCIA
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SCHIO
I richiami vivi drogati del roccolo dei "Rossi": un cacciatore condannato,
otto rinviati a giudizio
Schio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3319272&Pagina=PROVINCIA
(pa.ma) Una tecnica davvero crudele per attirare altre vittime: iniezioni a
base di testosterone per farli cantare più a lungo, tanto da farli morire
per overdose. Così gli uomini della Forestale avevano trovato al roccolo dei
"Rossi", ai piedi del monte Novegno, decine di uccelli chiusi in minuscole
gabbie. Ne era scattata un'indagine, battezzata "prigionieri alati", che nel
dicembre del 2003 aveva portato alla denuncia per peculato tre persone,
sette per ricettazione e all'arresto di altre due, tra cui un poliziotto di
Schio, Maurizio Marsiglio per detenzione di armi. Ma questi reati sono ormai
prescritti così come lo sono quelle ipotesi di reato per aver catturato
specie protette, tra cui sparvieri, astori, gufi e civette. La parola fine,
dunque, a quell'operazione che aveva visto in prima linea anche gli
attivisti della Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, pronti a
chiedere un risarcimento di 100 mila euro da investire in campagne regionali
contro le leggi che autorizzano la cattura degli uccelli con le reti? No,
perchè ieri, proprio grazie a quell'operazione della Forestale, davanti al
gip Eloisa Pesenti sono comparsi in dodici. Il giudice ha assolto due
fratelli, Gianfranco e Ottorino Miolo, di Caldogno, e Ivana Fabbris, di
Villaverla, perchè il fatto non sussiste. Ha dichiarato poi il non doversi
procedere per alcuni reati nel caso di Renato Trentin, di Valli del Pasubio,
Maurizio Marsilio, di Schio, Rutilio Benincà, di Thiene e Giovanni
Caneppele, di Lavarone, perchè, come detto sopra, i reati loro contestati
sono stati nel frattempo prescritti. È stato invece condannato a 1 anno e 10
mesi Renato Trentin, 59 anni, proprietario del roccolo Rossi a Schio.
Maurizio Marsilio, Rutilio Benincà, Emanuele De Tomasi, Giovanni Caneppele,
Marcello Marchioro, Nevio Della Croce, Nazareno Rigon e Giampiero Gaspari
sono stati invece rinviati a giudizio. Dovranno essere processati davanti al
collegio del tribunale. L'udienza è stata fissata per il 9 ottobre prossimo.
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L?indagine della Forestale sull?impianto di cattura Rossi a Schio ha trovato
conferma al processo
Il mercato nero degli uccelli da richiamo Gestore del roccolo colpevole, 8 a
giudizio
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Daa.htm
(i. t.) Il mercato nero degli uccelli da richiamo catturati al roccolo Rossi
a Santa Caterina del Tretto di Schio trova conferma nell?aula penale. Il gup
Eloisa Pesenti condanna il gestore dell?impianto Renato Trentin, 58 anni, di
Schio, via Caile 5 (avv. Alessandro Zocca), a 1 anno 10 mesi di reclusione
per peculato e falso ideologico. Si salva da tutti gli illeciti commessi in
materia di protezione della fauna selvatica, contro la caccia e di
maltrattamenti di animali solo perché si abbatte la scure della
prescrizione, cioè il tempo che cancella i reati.
Della prescrizione beneficiano anche il poliziotto Maurizio Marsilio (avv.
Lucio Zarantonello), 43 anni, anch?egli di Schio, collaboratore di Trentin,
ed i cacciatori Rutilio Benincà (avv. Nicola Mele), 33 anni, Santorso e
Giovanni Caneppele, 65 anni, di Lavarone. Tutti e tre, però, sono stati
rinviati a giudizio e dovranno presentarsi davanti al tribunale di Vicenza
il 9 ottobre assieme ad Emanuele De Tomasi (avv. Olivo Fioravanti), 44 anni,
di Malo; Marcello Marchioro, 46 anni, di Schio; Nevio Della Croce (avv.
Ezzelino Marangoni), 47 anni, anch?egli di Schio; Nazareno Rigon, 57 anni,
di Thiene e Giampietro Gaspari (avv. Paola Regazzo), 40 anni, di Isola. Ad
eccezione di Marsilio, il quale deve rispondere di peculato e falso
ideologico (solo per l?anno 2003), gli altri sono imputati di ricettazione
per avere acquistato uccelli da richiamo - in tesi d?accusa - provenienti da
catture illecite.
L?ipotetica ricettazione per Benincà è avvenuta in qualità di concessionario
del centro di raccolta di aviofauna di Santorso.
Sono stati invece assolti con formula piena perché il fatto non sussiste
dall?accusa di ricettazione i commercianti Gianfranco e Ottorino Miolo,
rispettivamente di 57 e 45 anni, di Caldogno, e la moglie del primo Ivana
Fabris, 53 anni, difesi dagli avv. Adriano Garziera e Giuseppe Pantaleone.
Dunque, dall?udienza preliminare è uscita confermata l?impostazione
accusatoria del pm Alessandro Severi e il lavoro della forestale diretta da
Domenico Zovi, che nel corso del 2003 aveva fatto scattare l?operazione
?prigionieri alati?. L?accettazione della prescrizione da parte degli
imputati rappresenta per l?accusa un?ulteriore risposta a fondamento del
lavoro investigativo compiuto.
La condanna del principale imputato Trentin per la procura costituisce il
riconoscimento della fondatezza degli elementi raccolti nel corso dell?
inchiesta. Essa ha messo in luce come tra il 2000 e il 2003 il roccolo Rossi
al Tretto, peraltro autorizzato dalla Provincia, era diventato fonte di
illegalità perché furono dichiarati la metà (559) degli uccelli catturati
(1000). Con la differenza che gli esemplari venduti attraverso il circuito
pubblico costavano 12,9 euro, mentre la media del prezzo al mercato nero era
di 70 euro. A questo bisognava aggiungere il prezzo degli anelli che
costavano sui 20 euro.
A intascare i guadagni del mercato nero era Trentin, come ha sentenziato il
giudice Pesenti, e in tesi d?accusa il braccio destro e agente della
polstrada Marsilio, rinviato a giudizio.
Decisivo ai fini delle indagini fu il sequestro del libro mastro delle
catture, in cui sarebbero state segnate in maniera puntigliosa le catture e
le vendite. Davanti al tribunale quando sfileranno i protagonisti diretti e
indiretti della storia si comprenderanno le eventuali responsabilità, o
estraneità, degli otto imputati.
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ALLEVAMENTO
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AVIARIA/ INDONESIA, TRE MORTI A CAUSA DEL VIRUS H5N1
Sale a 69 il numero delle vittime umane nel paese
http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=1249382
1&mod=foglia
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Giacarta, 28 mar. (Ap) - Tre indonesiani sono morti a causa del virus
dell'influenza aviaria. Lo ha annunciato oggi il ministro indonesiano della
sanità. Sale così a 69 il numero delle vittime umane del virus H5N1 nel
paese.
"I test si sono rivelati positivi per tre pazienti" ha precisato ai
giornalisti il ministro della sanità Siti Fadiliah Supari.
Una donna di 22 anni è morta sabato a Palembang, nel sud di Sumatra. Poi è
morto un adolescente di 15 anni domenica nella città di Bandung, nella zona
occidentale di Giava. Infine, un uomo di 40 anni è morto questa mattina a
Surabaya, nella zona orientale di Giava, ha detto Nyoman Kandun, alto
responsabile del ministero della sanità.
L'influenza aviaria ha ucciso almeno 169 persone da quando il virus è
apparso facendo stragi in allevamenti di volatili in Asia, nel 2003.
L'Indonesia è lo stato più colpito, secondo l'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms)
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MALTRATTAMENTI
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GIALLO A CHIARI
«Fufi» uccisa per strada da una carabina ad aria E? caccia allo sparatore
Il responsabile, se individuato, rischia l?arresto
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070328/cronaca/Bac.htm
Era uscita per la solita passeggiatina nel cuore del centro storico ed è
tornata a casa per morire, colpita da una pallottola.
L?ultimo episodio di crudeltà nei confronti di un animale arriva da Chiari.
In pieno centro, «Fufi», gattina dal pelo grigio, è stata presa a
pistolettate finché un proiettile sparato da una pistola ad aria compressa
non ha raggiunto un organo vitale. Morente, «Fufi» ha raggiunto casa, dove è
morta tra le braccia della padroncina. Ora è caccia all?autore del crudele
quanto irresponsabile tiro a segno: se identificato, rischia l?arresto, non
solo in base alla nuova legge sul maltrattamento degli animali, ma anche per
spari in luogo pubblico. I carabinieri starebbero già lavorando a una pista
precisa e il responsabile della morte del gatto potrebbe essere identificato
in poche ore.
A raccontare l?ennesimo esempio di crudeltà nei confronti degli animali è
Francesca Galli, addolorata per aver perduto un gattino che le faceva
compagnia da sei anni, assieme ad altri due mici: «Ho ritrovato Fufi sullo
zerbino di casa sofferente e in evidente difficoltà. L?abbiamo subito
trasportata dal veterinario che, attraverso i raggi X, ha constatato la
presenza di un bussolotto nel corpo del povero animale. Non c'è stato nulla
da fare. Il giorno dopo il gesto, effettuando un sopralluogo per cercare di
capire chi potesse aver compiuto tale atto, abbiamo individuato la zona: il
colpo, partito dal basso verso l'alto, è stato esploso da una delle
abitazioni del quartiere di via Adamello. Qualcuno - conclude Galli -
certamente sa e tace; invece sarebbe utile poter raccogliere testimonianze
per individuare l?autore del gesto: l?arma ad aria compressa, una pistola da
tiro di precisione, purtroppo è in libera vendita».
La famiglia Galli ha presentato regolare denuncia contro ignoti alla locale
Compagnia dei carabinieri. «La nostra sorpresa - rivela Francesca - è che
abbiamo saputo di essere gli unici ad aver finora sporto una denuncia per
casi del genere a Chiari. Vorremmo invitare chiunque fosse interessato da
simili gesti a non tirarsi indietro: la legge prevede punizioni severe per i
colpevoli, una volta identificati. Se si riuscisse a identificare e a dare
un volto allo sparatore potremmo dare un forte segnale: maltrattare gli
animali è un reato. Benchè ferito e dolorante «Fufi», il gatto in questione,
ha avuto la forza di tornare a casa, di fare le fusa per l'ultima volta,
dopo sei anni di affetto e compagnia».
Chiari, paradossalmente, è una città a misura di gatto, sia per la
peculiarità del centro, raccolto e tranquillo, sia per la presenza di
numerose «gattare», donne ben disposte a sfamare e curare le diverse colonie
presenti. Massimiliano Magli

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it