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NEWS: Giornali Internet 30/03/07



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CACCIA
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PIEVE DI SOLIGO Operazione antibracconaggio al mercato degli agenti del
Corpo Forestale dello Stato
Uccelli protetti, ambulanti denunciati
Un operatore deteneva illegalmente anche dei merli e delle trappole. Gli
atti inviati alla Procura
Pieve di Soligo
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3320335&Pagina=QUARTIER%20DEL%20PIAVE%20VALLATA
Operazione antibracconaggio del comando del Corpo Forestale dello Stato di
Valdobbiadene e del Nucleo di Polizia Forestale di Treviso a Pieve di
Soligo: denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica due
ambulanti per detenzione abusiva di volatili protetti e per mezzi illegali
di cattura.
Una giornata iniziata male e finita peggio quella dei due ambulanti
trevigiani, che già dovendo fare i conti con un tempo decisamente
inclemente, tutto si aspettavano tranne che vedersi spuntare dal nulla gli
agenti della Forestale, che li hanno colti in fragranza di reato, mentre si
accingevano a scambiarsi esemplari di fauna protetta.Un'operazione, quella
scattata sabato all'alba, frutto di mesi di appostamenti e di pedinamenti.
Da tempo, infatti, gli uomini della Forestale stavano sorvegliando un
ambulante pensionato trevigiano, ben noto alle cronache ambientaliste per la
sua passione per il bracconaggio e il cui nome era già finito nei verbali
delle giubbe verdi. Dopo vari appostamenti la Forestale ha deciso di entrare
in azione: quando ancora non era sorto il sole gli agenti in borghese si
sono nascosti di fronte all'abitazione dell'uomo e l'hanno pedinato fino al
mercato di Pieve di Soligo. Qui l'uomo, che frequenta tutti i mercati della
provincia, ha aiutato ad allestire come di consueto la bancarella di
abbigliamento dove opera, e poi ha scaricato dal baule dell'auto diverse
scatole contenenti gabbie con uccelli vivi, nella fattispecie fringuelli,
che in effetti catalogati come specie protetta.
A distanza di poco tempo si è fatto vivo un altro ambulante, sempre operante
nel settore del vestiario e ben conosciuto pure lui dagli uomini
dell'ispettore Stefano Tecini, per la sua passione 'ornitologica', che ha
iniziato a contrattare con l'uomo per effettuare lo scambio dell'insolita
merce. E in questo momento gli agenti sono comparsi, si sono qualificati e
hanno provveduto a denunciare a piede libero i due ambulanti per il reato
penale di detenzione abusiva di uccelli protetti, che sono stati
immediatamente liberati dalla Forestale. Uno dei due ambulanti deteneva
anche illegalmente dei merli, delle reti da uccellagione e delle trappole.
Tutto questo è stato sottoposto a sequestro amministrativo. Ora i due
dovranno vedersela con la Procura della Repubblica.
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Manuela Collodet
Una interrogazione
Perché uccidere tutti i mufloni della Vallarsa?
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=23408&p
agina=36&versione=testuale&zoom=&id_articolo=121529
VALLARSA - Perché sterminare i mufloni della Vallarsa? Se lo chiedono i
consiglieri provinciali Nerio Giovanazzi, Mario Malossini, Walter Viola,
Flavio Mosconi e Mauro Delladio in una interrogazione alla Provincia, che
segue quella di Enzo Erminio Boso di un mese fa. «Da diversi anni, nella
zona della Vallarsa - scrivono - si è insediata una piccola colonia di
mufloni. Questo animale originario della Corsica e della Sardegna è presente
in Trentino da circa trent'anni, a seguito d'immissioni autorizzate, poi
bandite dal Comitato caccia e pesca. Nelle scorse settimane, agenti del
Corpo forestale hanno provveduto all'abbattimento dei capi di muflone in
Vallarsa, sulla base della decisione della Provincia di eradicare questa
colonia. E' stato spiegato che il presupposto di questa scelta è la
decisione presa dall'amministrazione provinciale di eliminare presenze
faunistiche estranee al Trentino e alla natura delle Alpi». Perchè, chiedono
i ocnsiglieri, i mufloni vengono sterminati in Vallarsa mentre invece
vengono «tollerati» in Val di Fassa, dove ne vivono oltre 500? Secondo il
parere di esperti e di cacciatori - dicono i consiglieri - la presenza del
muflone in Vallarsa non ha prodotto conseguenze negative per altre specie,
come i caprioli o i camosci.
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BRACCONIERI SORPRESI DALLE TELECAMERE, DENUNCE E SEQUESTRI
http://www.agipress.it
(AGI) - Reggio Calabria, 29 mar. - Catturavano illegalmente con le reti
tordi e frosoni, e li uccidevano sul posto in modo crudele, schiacciandoli
con le mani e persino comprimendone la testa con i denti. Grazie ad alcune
microscopiche telecamere nascoste nel bosco, quattro bracconieri, tutti di
Cittanova (Reggio Calabria), sono stati denunciati per furto aggravato,
uccellagione e maltrattamento di animali. Cinquantatre strutture abusive per
l'uccellagione, invece, sono state sottoposte a sequestro giudiziario da
parte dei carabinieri. E' l'esito dell'operazione "Canne al vento", condotta
dalla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Reggio Calabria e dai
Carabinieri del comando di Cittanova, in collaborazione con la compagnia
Carabinieri di Taurianova, il nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di
Reggio Calabria e l'Osservatorio sui crimini ambientali del Ministero
dell'Ambiente. Abbattendo abusivamente centinaia di alberi di alto fusto, i
bracconieri avevano realizzato nei boschi di Cittanova delle enormi
palizzate, ancorate ad alberi di sughera o leccio, per catturare soprattutto
tordi e frosoni. Dopo aver rimosso i sigilli apposti dai Carabinieri, i
bracconieri catturavano gli uccelli con grandi reti montate su lunghe canne
azionate a mano, soprattutto all'alba e al tramonto. Grazie a telecamere
nascoste, Carabinieri e Lipu hanno ripreso tutte le fasi dell'attivita'
illegale degli uccellatori: montaggio delle reti; attesa con le lunghe canne
appoggiate alle ginocchia; cattura e uccisione degli uccelli. La Lipu
chiedera' alla Procura della Repubblica di Palmi, tramite l'Osservatorio sui
crimini ambientali del Ministero dell'Ambiente, di poter demolire le
strutture abusive realizzate dai bracconieri, per riportare nei boschi il
rispetto della legge e impedire cosi' che altri uccelli vengano catturati
illegalmente. "Vogliamo ringraziare - dichiara la Lipu - il maggiore Ciro
Trentin, comandante della compagnia Carabinieri di Cittanova, il maresciallo
Giovanni Agresta, comandante della ctazione Carabinieri di Cittanova, e
tutti i militari per le notevoli professionalita' dimostrate e per la grande
sensibilita' ai temi della difesa dell'ambiente e della fauna selvatica".
(AGI) Ros

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it