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NEWS: Giornali Internet 15/04/07



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CACCIA
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IL DEBUTTO A BRIXIA EXPO
Nuovo partito per i cacciatori
«Caccia e ambiente», arma speciale per gli 800 mila seguaci di Diana
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070415/cronaca/Aad.htm
«Finalmente i cacciatori italiani potranno contare su una propria
rappresentanza politica». Finisce l?era dei tira e molla elettorali per
ottocento mila cacciatori italiani da sempre presi per la giacca (mimetica)
da destra e sinistra interessate a scambi di voti in cambio di favori di
stampo venatorio. Ieri, in anteprima nazionale, nell?ambito dell?edizione
2007 di Exa, è stato ufficialmente presentato il partito «Caccia e ambiente»
che raggruppa per ora tutte le associazioni venatorie di Lombardia, Marche,
Emilia, Umbria e Toscana, ma conta presto di allargare il proprio consenso
in tutta Italia.
Definito dagli stessi fondatori«un?arma speciale per la difesa della caccia»
il neonato partito ha ben chiara la linea (o, meglio, il sentiero) da
seguire: tutela delle tradizioni venatorie e rispetto per l?ambiente. In
sostanza «stiamo dalla parte opposta rispetto a quella del ministro
Percoraro Scanio che ha dimostrato con i fatti il proprio preconcetto nei
confronti dei cacciatori italiani costringendoci a scendere in campo in
difesa della nostra passione» dice il portavoce Fortunato Busani.
Delusi dal governo di centrosinitra, disillusi dalle promesse non mantenute
dal centrodestra, i cacciatori entrano nell?agone politico forti di un
consenso ipotetico «di almeno un milione di voti» affermano. Contrari per
ragioni di sopravvivenza alle soglie di sbarramento della futura legge
elettorale i membri di «Caccia e ambiente» sono disponibili a «dialogare con
tutti quelle forze politche» disposte a tendere loro una mano sincera.
A differenza del Pd, «Caccia e ambiente» nasce dalle esigenze di una base
venatoria che si fonda sull?entusiasmo della manifestazione dello scorso
mese di settembre che aveva portato a Roma più di centomila doppiette.
«Siamo riusciti ad riunire il consenso dell?eterogeneo mondo della caccia,
andando al di là delle tessere sindacali - afferma il presidente dell?Ucl
Eugenio Casella -. Cinque anni con Pecoraro Scanio non garantiscono la
sopravvivenza della caccia».
Il movimento non dimentica le proprie tradizioni e lancia un appello anche
per una tutela ambientale a 360 gradi dalla pesca all?agricoltura. «I
cacciatori sono i primi veri ambientalisti - afferma Busani -. Puliscono i
sentieri, combattono il braconaggio e rispettano le leggi, ma da diversi
anni subiscono troppe delusioni».
Tra gli altri c?è pure un funzionario del ministero dell?ambiente con la
passione per la caccia che, esasperato dai provvedimenti del ministro verde,
preferisce rimanere anonimo, ma rivendica la necessità di «un mondo a colori
dove tutti rispettino le posizioni degli altri - dice -. Anche io sono
ambientalista, ma amo la caccia e non intendo smettere».
Presenti all?incontro l?assessore provinciale alla caccia Alessandro Sala e
la coordinatrice regionale di Forza Italia Maria Stella Gelmini che
ascoltano in silenzio gli interventi dei cacciatori. «Da oggi anche noi
abbiamo una rappresentanza - afferma con orgoglio il romagnolo Gelsomino
Cantelli -. Non sappiamo se questo partito potrà farci avere quello che
vogliamo, di sicuro andremo avanti con coraggio e non patiremo la delusione
dell?abbandono che ci hanno riservato forze politiche che si erano definite
"amiche"». Francesco Apostoli
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IL FRONTE DEI CONTRARI ALLA RASSEGNA
Ambientalisti e pacifisti, corteo per pochi
Trenta persone in bici e un centinaio di animalisti preceduti da percussioni
carioca
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070415/cronaca/Dac.htm
Non ci sono più i pacifisti di una volta? Solo trenta amici di Beppe Grillo
in bicicletta davanti a Brixia Expo, nemmeno cento persone in corteo per le
strade della città e una piccola mostra fotografica in largo Formentone.
Mentre Exa riempie i locali del centro fiera, il movimento pacifista
bresciano accusa una battuta d?arresto a causa di divisioni interne.
Gli organizzatori dell?esposizione d?armi palesano per il primo anno la
presenza fissa di un padiglione militare dedicato alla «difesa». Un?
occasione d?oro per i detrattori dell?evento fieristico che però disertano
piazze e strade e rimandano al prossimo 21 aprile (dai padri Saveriani)
eventuali approfondimenti sulle necessità di una solida politica di disarmo.
Dopo l?iniziativa su due ruote dal titolo «Bici, non bombe» organizzata ieri
mattina dagli «Amici di Beppe Grillo», l?unico corteo che sfila per le
strade della città è quello promosso dal coordinamento animalista «No Exa»
composto dalla Lega anti vivisezione (Lav) e dalla Lega anti caccia (Lac).
Manifestazione nazionale con concentramento in stazione e partenza alle 16
di un caldo pomeriggio che ha il sapore dell?estate anticipata. Sono circa
cento i manifestanti che attraversano le vie del centro di Brescia
accompagnati dalle vivaci percussioni di un gruppo di sambisti in canotta
carioca. Qualche slogan in stile «No War» lanciato all?indirizzo dei
passanti e tante bandiere a riempire gli spazi vuoti.
«No alla caccia, no alle armi da guerra». Questo il senso della sparuta
manifestazione che, a causa del forte connotato «anti caccia», è stata
disertata dalle maggiori organizzazioni pacifiste bresciane. «Ribadiamo la
nostra contrarietà a qualsiasi forma di arma - afferma Giacomo Andreoletti,
responsabile bresciano della Lav -. Manifestiamo contro Exa, ma anche contro
la terribile piaga del bracconaggio che affligge il territorio bresciano e
per denunciare l?ostracismo della Provincia sulla nomina delle guardie
venatorie volontarie».
Mentre Exa registra un notevole afflusso di cultori, esteti e filosofi dell?
arma da fuoco, in Largo Formentone viene allestita (nell?ambito di Expa) una
piccola mostra sull?inutilità dell?uso di pistole, fucili e affini.
Fotografie delle vittime delle mine anti uomo affiancano quella di un
frequentatore di Exa che ammira un mitragliatore accompagnato dal figlio.
Immagini del passato che gli organizzatori ritengono significative.
L?attenzione di Expa è tutta per la zona «D-fence» in cui verrebbero esposti
strumenti ed attrezzature utilizzati dalle forze dell?ordine: «Non era solo
una mostra di armi sportive? - si chiedono gli organizzatori -. Stando ai
fatti pare proprio di no. Per questo chiediamo di conoscere quali siano i
requisiti per accedere alla zona "D-fence" e che sia resa pubblica la
tipologia delle armi esposte e la lista degli accrediti per quest?area».
Anche l?«Area shop» (dove è possibile fare acquisti nei giorni della mostra)
solleva qualche preoccupazione: «maggiore è il numero di armi in
circolazione, maggiore è il rischio di azioni criminali - affermano in una
nota i promotori di Expa -. Non crediamo nella difesa personale armata, ma
in una sicurezza sociale figlia del dialogo e dell?incontro tra uomini». Un
appello che rimanda al prossimo convegno per la pace organizzato tra gli
altri da Brescia Social Forum, Pax Christi e Missione Oggi dal titolo
«Disarmare il territorio, la riconversione dell?industria bellica e delle
basi miltitari» che si terrà il 21 e il 22 aprile nei locali del Centro
saveriano di via Piamarta. Sperando in una maggiore partecipazione.
Francesco Apostoli
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FIERE VENATORIE
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Roberto Cappuzzo: «È la festa dei sacilesi, non si paga per entrare in casa
propria. Trasparenza sugli errori»
«Sagra dei osei, indietro non si torna»
Il sindaco rassicura: «L?edizione 2007 si farà e senza reintrodurre il
biglietto d?ingresso»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3341191&Pagina=8
Sacile
Lo scontro in atto sull'esito negativo della Sagra dei osei 2006 ha fatto
emergere un altro problema: l'edizione 2007 è in pericolo. L'allarme è stato
lanciato dal presidente della Pro Sacile Ruggero Simionato.
«Il clima teso dell'ultima riunione della commissione Cultura e la
situazione di sospensione che vive la Pro Sacile - commenta il sindaco
Roberto Cappuzzo - hanno fatto sì che il presidente si sia espresso così.
L'impegno della maggioranza al fianco della Pro Sacile per proseguire nella
propria attività non è mai mancato: sono certo che la minoranza condividerà
responsabilmente questo cammino».
È stato ventilato il pericolo di tornare al biglietto di ingresso.
«Non mi stancherò di dire che se la Sagra dei Osei, e la Pro Sacile,
torneranno a essere nel cuore dei sacilesi che aderiranno al sodalizio non
ci sarà più un ingresso, perché non c'è ingresso quando si entra a casa
propria. L'eliminazione del biglietto è stata accolta con favore: ritengo
che la scelta debba essere mantenuta recuperando l'importo previsto da chi
ha un beneficio dalla manifestazione. Tuttavia, l'aver raggiunto il
riconoscimento di fiera comporta l'impegno a una registrazione dei
visitatori che dovrà trovare soluzione con una forma di controllo».
Le minoranze hanno individuato in lei l'unico responsabile di una ingerenza
eccessiva nella gestione della Pro.
«Le minoranze svolgono l'insostituibile compito di opporsi alle scelte
operate proponendo soluzioni diverse per ottenere gli stessi risultati. La
caccia alle streghe è un'altra cosa e non mi interessa. Io rivendico la
responsabilità di non aver voluto continuare a saldare a piè di lista le
difficoltà di una associazione, ma di aver proposto soluzioni affinché
questo non accadesse più. La cittadinanza chiede chiarezza e non ho dubbi
che l'attuale presidenza sia in grado di farla come i primi atti già
dimostrano. Non nego che ci siano stati errori e ciascuno ne assumerà le
conseguenze».
Dalla maggioranza più riconoscimento di responsabilità che difesa.
«La commissione aveva il compito di chiarire cosa non ha funzionato, e a
questo si sono attenuti i commissari di maggioranza. Il giudizio complessivo
ci sarà in Consiglio, dove alle tesi della minoranza opporremo le nostre,
nell'onestà di considerare positivamente quanto fatto e non buttare il
bambino con l'acqua sporca».
Si è sentito abbandonato dalla sua maggioranza?
«Il sindaco è responsabile di tutto, anche dei possibili errori degli
assessori. Per questo ritengo faziosa la protervia con cui si cerca di
separare l'operato del sindaco da quello che è la struttura che lo
accompagna e asseconda. Mi sento sostenuto dai partiti e liste che con me
condividono la fatica di trasformare questa bella città, e tra loro sento
anche tanti cittadini che non si riconoscono nei partiti di maggioranza».
Quale soluzione vede per la chiusura della Sagra 2006?
«Ribadisco l'impegno dell'amministrazione ad aiutare concretamente la Pro
Sacile, e confido che la minoranza condivida responsabilmente questa scelta.
Tuttavia abbiamo il dovere di chiarire osa non ha funzionato. Assieme
giungeremo al termine dei lavori e tutto sarà chiarito».
Michelangelo Scarabellotto
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FIERA PRIMAVERILE
In gara 450 uccelli canori, ma a "beccarsi" sono allevatori e Federazione
Sacile
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3341193&Pagina=8
(ms) Oltre 450 concorrenti hanno sancito il successo della prima edizione
della Coppa Italia Uccelli Canori ex Coppa Veneto, accolta da una splendida
giornata di sole: «Una partecipazione - ha sottolineato Graziano Fabbris, il
presidente della Fimov (Federazione italiana manifestazioni ornitologico
venatorie), organizzatrice della manifestazione in collaborazione con la Pro
Sacile - che conferma quanto grande sia la passione degli espositori. Avere
tanti concorrenti in una giornata lavorativa e in una manifestazione senza
premi né rimborsi ci fa capire che finché ci sono tanti appassionati saremo
in grado di offrire spettacoli come quelli odierni». Per il presidente
Fabbris è stato anche il ricordo di Giovanni Oliva, Alvio Carlini, Giuseppe
De Paoli, Danilo Pulin e Giorgio Rizzi a richiamare tanti espositori, che
hanno voluto così testimoniare (erano presenti Stefano Oliva, figlio di
Giovanni, Luca De Paoli, figlio di Giuseppe e Fabio Carlini, figlio di
Alvio) la riconoscenza per quanto da loro fatto per divulgare la passione
per il bel canto. Soddisfatto anche il consigliere della Pro Sacile Attilio
Piccin, coordinatore dell'organizzazione, che ha auspicato «che questo
avvenimento canoro possa diventare momento forte fisso all'interno della
Fiera primaverile degli Uccelli».
Il parco di Prà Castelvecchio si è trasformato in una grande voliera
occupata da 60 tordi, altrettanti merli, una cinquantina di fringuelli, 48
allodole, 60 sasselli, 35 tordine e ben 150 quaglie che hanno dato vita al
tanto atteso concerto, seguito da centinaia di appassionati. E non sono
mancate le polemiche da parte di alcuni allevatori che hanno lamentato «una
scarsa considerazione nei nostri confronti da parte della dirigenza della
Fimov, che si preoccupa solo di aumentare le fiere non tenendo conto di
quelli che sono i veri protagonisti, noi allevatori». «I veri protagonisti -
ha ribattuto Fabris - sono i presidenti delle Fiere che propongono eventi
come quello di questa mattina, che richiamano visitatori che con la loro
presenza consentono l'organizzazione delle manifestazioni. Certamente anche
gli allevatori hanno un ruolo importante, e questo lo abbiamo sempre
riconosciuto». E un appello all'unità lo ha lanciato il presidente regionale
Fimov Walter Moretti, che ha sottolineato che «solo uniti riusciremo a
superare le tante difficoltà che ci affliggono».
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PESCA
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CETARA. LO STOP DALL?ASSESSORE NOCERA
La Regione: «Fermate le gabbie dei tonni»
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070414&ediz=SALERNO&npa
g=38&file=MM.xml&type=STANDARD
LUCIA CRISCUOLI Cetara. La regione Campania, con uno specifico provvedimento
(numero di protocollo 962/SP 12 aprile 2007), ha chiesto, al sindaco di
Cetara, Secondo Squizzato, la sospensione ad horas dei lavori per la
sistemazione delle gabbie per la stabulazione dei tonni al largo del mare
che coinvolge i comuni di Cetara, Maiori e Vietri sul Mare. Il
provvedimento, che ha efficacia immediata, è a firma dell'assessore Luigi
Nocera della commissione Ambiente. Nella missiva, inviata al primo cittadino
di Cetara e, per conoscenza al sindaco di Maiori si legge che «il piano
prestabilito di utilizzo per il rilascio di autorizzazioni per questa
attività deve essere sottoposta alle valutazioni ambientali strategiche,
come come disposto dalla direttiva europea 42/ luglio 2001. Deve essere
elaborato un progetto definitivo che indichi il limite massimo di volume da
occupare e quindi la quantità massima dei tonni da stabulare , nonché le
opere a mare, a terra, il protocollo dettagliato dell'alimentazione, la
raccolta, lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, il piano di
monitoraggio, la caratterizzazione "ante operam" del fondale e delle
correnti al fine di verificare la possibilità di sottoporre a valutazione
ambientale . Poiché tale documentazione previste dalla direttiva europea è
assente, si invita a sospendere ad horas i lavori ». Il provvedimento
regionale è stato accolto con molta soddisfazione dall'amministrazione di
Maiori. «Appena lo abbiamo ricevuto - dice il consigliere Salvatore Della
Pace, ne abbiamo mandato comunicazione a tutte le forze dell'ordine e gli
Enti di competenza. Un passo in avanti è stato compiuto per evitare un
pazzesco e inutile scempio ambientale». Cosa farà il sindaco di Cetara,
secondo cui le gabbie per la stabulazione dei pregiati tonni rossi del
mediterraneo potranno risollevare l?economia dell'intero paese dai lui
amministrato? Una gatta da pelare per Squizzato, che si ritrova contro non
solo il comune di Maiori, ma anche le associazioni ambientaliste.
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ALLEVAMENTO
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 L?INCIDENTE
Si incendia un camion, strage di 4.000 polli e galline La viabilità in
Transpolesana rallentata per ore
Minuti di grande apprensione, nel pomeriggio di ieri, lungo la Transpolesana
dove all'altezza dello svincolo per l'uscita di Giacciano con Baruchella, un
autocarro da 75 quintali carico di ben quattromila animali, tra polli,
anatre e galline, appartenente a una ditta di Porto Viro, che viaggiava in
direzione Verona-Rovigo, ha preso fuoco improvvisamente.

A dare l'allarme all'autista del mezzo pesante, R.T., 43enne di Porto Viro,
poco dopo le 15.30, è stato un automobilista che accortosi delle fiamme
divampate nella parte posteriore del mezzo, lo ha sorpassato segnalandogli
il problema per farlo fermare subito.

A quel punto il camionista ha accostato nella corsia di decelerazione dello
svincolo, è uscito dall'abitacolo e con l'estintore ha tentato di domare
l'incendio che, però, diventava sempre più esteso.

L'uomo ha provato anche e soprattutto a salvare gli animali, rinchiusi nelle
gabbie e tutti bruciati vivi. Di questi, alla fine, restavano soltanto
migliaia di carcasse.

Sul posto si sono portate ben quattro squadre di vigili del fuoco, due di
Rovigo e due di Legnago, nel Veronese, oltre a una pattuglia della polizia
stradale di Badia Polesine e al personale dell'Anas che ha la gestione di
quel tratto di strada.
Per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona è stato necessario
chiudere la Transpolesana in direzione di Rovigo per circa quaranta minuti.
Dopodiché la viabilità è stata ripristinata, ma soltanto lungo la corsia di
sorpasso e fino a tarda serata la circolazione è stata comunque
inevitabilmente rallentata.
Ancora da chiarire le cause dell'incendio che potrebbe essere stato
provocato da un'autocombustione generata da un problema meccanico ai freni o
al motore dell'autocarro.
Il fatto è che a causa della vera e propria strage di polli e galline che si
è verificata, è stato necessario anche procedere alla pulizia dell'arteria
per evitare problemi di natura igienico-sanitaria.
Operazioni che fino alla tarda serata sono state effettuate dai vigili del
fuoco del distaccamento di Castelmassa che hanno dato il cambio ai colleghi
rodigini.
Roberta Benedetto