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NEWS: Giornali Internet 18/04/07



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CACCIA
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FREGONA
Nei sacchi di plastica anche una cerva con il suo bambi
I resti dell?animale con in grembo il piccolo rinvenuti lungo un ruscello da
un contadino che punta l?indice contro i bracconieri
Fregona
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3345086&Pagina=VITTORIO%20VENETO
I resti di una cerva gravida e il piccolo cerbiatto ancora nel grembo erano
contenuti in un paio di sacchi di plastica abbandonati ai bordi di un
ruscello in località Buse, nei pressi della strada che dalle Fratte porta a
Montaner e Osigo. Non verrà dimenticata tanto facilmente la giornata
ecologia di sabato scorso, soprattutto per i ritrovamenti che sono avvenuti
nel territorio comunale.
Oltre a vari reperti inquinanti anche i resti di vari animali ungulati, come
alcune pelli di cervo e cinghiale, ma quello che sta facendo ancora
discutere è la macabra scoperta dei resti della povera cerva con le
interiora e la placenta con il bambi ormai prossimo a venire al mondo. A
rendere pubblica la cosa è un cacciatore agricoltore del luogo, Bruno Gava,
che partecipando con il figlio ed un paio di amici all'intervento ecologico
di sabato è stato attirato da un'inusuale presenza di mosche e da un odore
fortissimo che si avvertiva nell'aria anche dalla strada che dopo le Buse
scende verso il bivio Osigo-Montaner.
«È stato un mattino particolare - racconta Gava - perchè prima abbiamo
raccolto un paio di pelli di cinghiale quasi rinsecchite e le abbiamo
gettate nel contenitore, ma quello che ci ha fatto arrabbiare è stata la
scoperta dei resti di quella povera cerva ma soprattutto di quel povero
cerbiatto già maturo che sarebbe sicuramente nato di lì a pochi giorni».
Bruno Gava se la prende con quei bracconieri che avrebbero compiuto
l'esecrabile gesto e ricorda che in questo periodo è in atto l'eradicazione
del cinghiale, un genere di caccia limitata a pochi selezionatori abilitati
armati delle più sofisticate carabine anche a lunga gittata.
«Non possiamo andare avanti così - prosegue- Abito in territorio collinare e
di notte avverto spesso colpi di fucile. Forse tutto si svolge nella
regolarità, forse. Sembra che per l'eradicazione dei cinghiali ai chiusini
debbano essere preferite le altane, in ogni caso serve maggior disciplina.
Una cosa è certa, da cacciatore questa storia continua a non farmi piacere
anche perchè nonostante abbia reso noto a tutti il ritrovamento, i resti
della cerva sono ancora lì dove li vicino a dove li ho trovati».
Una brutta storia che suo malgrado sembra coinvolgere anche il presidente
della riserva alpina di Fregona.
«Non fa bene a nessuno di noi cacciatori - Osserva Giacomo De Martin - Ma
siamo cauti nelle considerazioni. Ad esempio potrebbere essere stato un
automobilista che come accaduto lo scorso anno lungo la statale per il
Cansiglio ha investito l'animale e se l'è portato via e in un secondo tempo
si è liberato dei resti. Non credo nemmeno che il reato sia avvenuto nella
nostra zona, la stagione è particolarmente calda e i cervi si sono portati
tutti a quote più elevate dove i selezionatori non sono presenti». Giorgio
Marenco
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Il protagonista del tragico gesto è Giulio Giacinti di 79 anni. Viveva da
solo a Piane di Falerone
Anziano si punta il fucile al volto e si spara
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=DF63BADEA82E71C62DCA05C
D5433CE91
FALERONE ? Si puntato il fucile al volto e ha premuto il grilletto. E? così
che Giulio Giacinti, 79 anni, ieri mattina si è tolto la vita nella sua
abitazione di Piane di Falerone.
Per la comunità è stato come un fulmine a ciel sereno apprendere del tragico
gesto compiuto dall?anziano, perché pur vivendo da solo era frequentemente
seguito dai familiari, non aveva particolari acciacchi fisici che in qualche
modo ne avessero limitato l?autonomia. Insomma l?uomo anche nei giorni
scorsi non aveva lasciato presagire alcun tipo di malessere, neppure la più
piccola difficoltà di essere solo e magari di essere caduto in depressione
per questo o altri particolari motivi.
Il tragico fatto è avvenuto intorno alle ore 10,30 di ieri mattina, presso
l'abitazione dell?uomo in via Pozzo. Giulio Giacinti dopo aver caricato il
suo fucile da caccia una dei suoi hobby che praticava da anni, ha rivolto l?
arma verso il suo volto e ha premuto il grilletto.
Il colpo è stato avvertito anche dai vicini di casa che, hanno dato l?
allarme.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Montegiorgio che hanno avviato
le indagini. Indagini che sono ancora in corso, infatti, non ci sono
segnali, neppure poche righe lasciate ai familiari per spiegare il perché di
quel gesto cosi violento e definitivo.
Una vita normale, senza troppe difficoltà e in condizioni di salute normali
per una persona di 79 anni, sono stati questi i pensieri dei residenti di
Falerone che con estremo sgomento hanno appreso del tragico gesto compiuto
da Giulio Giacinti.
E? stata predisposta per oggi l?ispezione cadaverica dell?uomo anche nel
tentativo di fare luce sulla vicenda.
A.C.,
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L'orso subirà una ricerca scientifica. E non sarà restituito all'Italia
Bruno diventa cavia in Baviera
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=24360&p
agina=23&versione=testuale&zoom=&id_articolo=126537
Dieci mesi dopo la sua uccisione a fucilate, l'orso Bruno arrivato l'estate
scorsa dal Trentino fino in Baviera, dove è stato abbattuto per motivi di
sicurezza pubblica, comincia una attività scientifica che lo tratterrà in
Germania, secondo quanto ha fatto capire ieri il ministro dell'Ambiente in
Baviera (Csu), Werner Schnappauf. «Bruno», che si trova attualmente in un
frigorifero segreto dove viene conservato in stato di surgelazione, non sarà
semplicemente impagliato ed esposto al pubblico, ma farà parte di una
presentazione scientifica. «La restituzione dell'animale all'Italia è così
fuori discussione», ha detto la portavoce del ministro a Monaco di Baviera,
secondo la quale la controversia diplomatica tra i due Stati è da ritenere
risolta. L'orso bruno di due anni l'estate scorsa si è aggirato per oltre un
mese nell'area al confine tra la Germania e l'Austria dove era arrivato
dall'Italia. Il vero nome dell'animale era JJ1 essendo nato nel parco
Adamello - Brenta dall'accoppiamento degli orsi Jurka e Joze (per cui le
iniziali JJ1, come quelle del fratello che gli sopravvive e che si chiama
JJ2). Ma in Germania era diventato famoso, ed inizialmente accolto con un
grande benvenuto, con il nome Bruno. Poi l'uccisione.
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ALLEVAMENTO
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CASALE DI SCODOSIA Il Nas aveva trovato 700 capi di anatre e polletti neri
in sacchetti da freezer non sigillati ritenuti pericolosi per la salute
pubblica
Polli senza etichetta, cancellati dall'indulto
Il commerciante cinese ha ricevuto dalla giustizia un conto "virtuale":
patteggiati 4 mesi 10 giorni e 60 ? di multa
Casale di Scodosia
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3344813&Pagina=ABANO%20MONTEGROTTO%20ESTE%20MONTAGN
Oltre 700 tra anatre e polletti "neri" - specialità della Repubblica
popolare cinese - infilati in maniera alquanto casereccia in sacchetti da
freezer non sigillati. Nonchè 750 chili di pesce congelato, soprattutto
ombrine pescate nel Mare della Cina. E infine 585 confezioni sottovuoto di
salsicce, cosce e zampe di pollo e cosce di anatra surgelate. È il "bottino"
che i carabinieri del Nas, coadiuvati dai colleghi della locale stazione,
avevano raccolto nell'ottobre di due anni fa nel blitz eseguito a Casale di
Scodosia, in via Caodalbero 209, nel magazzino di Zhijng Dong, 30 anni
commerciante di Zhejiang.
I carabinieri lo avevano aspettato al varco. Avevano atteso che giungesse al
magazzino alimentare intestato alla società "China & Europe Market" a bordo
del suo autocarro Iveco e lo avevano bloccato. Apparentemente per un normale
controllo. «Ho il permesso per il trasporto», aveva detto il cinese. In
realtà i carabinieri sapevano bene cosa cercare. Nel frigorifero-pozzetto,
del tipo di quelli utilizzati per i gelati, aveva una nutrita partita di
polli surgelati sprovvisti di etichetta e data di scadenza.
Sposato, residente a Montagnana in via Dresseno 20, dov'è anche la sede
legale della società in accomandita semplice, il commerciante asiatico ora
ha ricevuto dalla giustizia un conto "virtuale" per la poco ortodossa
importazione dalla Cina di prodotti destinati all'alimentazione umana.
Davanti al giudice monocratico del tribunale di Este il signor Dong ha
patteggiato ieri mattina la pena di 4 mesi e 10 giorni di reclusione, oltre
a 60 euro di multa, per la detenzione ai fini di commercio di sostanze
alimentari pericolose per la salute pubblica. In particolare 403 confezioni
di anatre congelate nella quali è stata accertata la presenza di
cloramfenicolo e 403 confezioni di "polli interi neri congelati" risultati
positivi alla presenza di "chinolonici" (enrofloxacina). Una pronuncia
"virtuale", dato che risulta completamente coperta dall'indulto. E che getta
sostanzialmente un colpo di spugna sull'intera vicenda.
Sugli scaffali del magazzino i carabinieri del nucleo antisofisticazione
avevano trovato un po' di tutto. Ma un miracolo trovare un'etichetta che ne
indicasse la provenienza. Il commerciante non è stato in grado di esibire
alcuna documentazione che attestasse la provenienza dei generi detenuti.
Claudio Bertoncin
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RANDAGISMO
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Cani e gatti rubati, ora è allarme
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070418&ediz=CASERTA&npa
g=48&file=ANTICHE.xml&type=STANDARD
Cani e gatti rapiti destinati a diventare pellicce, a essere usati per la
vivisezione o per il mercato dell?accattonaggio. In tutt?Italia è scattato l
?allarme, ma una ricerca a tappeto ancora non è stata fatta. Solo in
Campania e in Lombardia abbiamo già alcuni dati grazie al lavoro di due
associazioni: l?Aidaa, che ha raccolto le denunce ricevute dalle forze dell?
ordine nel Nord, e l?Adda di Castellammare i cui volontari controllano i
cani randagi e le colonie feline sul territorio. E le cifre sono davvero
inquietanti: lo scorso anno in Lombardia sono stati rapiti 2.050 cani e
oltre 1.200 gatti, con il picco in provincia di Milano (1.400 cani e 800
gatti). Pellicce. Lo scenario è agghiacciante. Secondo l?Aidaa i cani sani
di media e grossa taglia vengono inviati all?estero, dove sono utilizzati
per la sperimentazione farmacologica. Alcuni animali rapiti sono trasformati
in pellicce, un fenomeno marginale, ma che esiste. E ancora, i cuccioli
rubati dai nomadi vengono sfruttati per il mercato dell?accattonaggio. Ci
sono poi alcuni casi di cani macellati per uso alimentare, e altri di furti
su commissione che riguardano cani di razze pregiate destinati al mercato
dei «ricchi». I gatti, soprattutto quelli delle colonie, vengono quasi
sempre uccisi per avvelenamento, oppure ceduti per la sperimentazione
cosmetica e farmacologica. Vivisezione. A Castellammare la presidente dell?
Adda, Rosaria Boccaccini, denuncia da anni il passaggio settimanale di
furgoni sospetti che prelevano dalle strade cittadine gatti e cani
abbandonati o randagi. Secondo l?associazione negli ultimi mesi, su circa
700 cani censiti, di oltre un centinaio non ci sono più tracce. «I
trafficanti di cani esistono e sanno lavorare molto bene - dice la
Boccaccini - così come ci sono associazioni fittizie o pseudoanimaliste,
persone che si fingono volontari e che si fanno affidare cucciolate intere
per adozioni in canili del nord, che scoppiano per il sovraffollamento, o in
ipotetiche famiglie affettuose in Germania, o in altri Paesi europei. Ma la
realtà è ben più triste». Consigli. L?invito ai proprietari di cani e gatti
è di rivolgersi alle forze dell?ordine entro al massimo due settimane dalla
sparizione dell?animale, e di attenersi ad alcune semplici regole. «Mai
lasciare soli i cani - consiglia la Boccaccini (antingen at libero.it) - né in
macchina né davanti ai negozi. Mai affidare intere cucciolate a sconosciuti
che promettono sistemazioni da favola senza dare alcuna indicazione precisa;
anzi, controllare gli animali dati in adozione anche a distanza di tempo.
Stessa cosa se la richiesta arriva tramite internet o da persone che non
offrono alcuna garanzia di sicurezza o che risiedono troppo lontano dal
proprio territorio. Infine è bene non fidarsi di persone che con la scusa di
prestazioni veterinarie gratuite prelevano gli animali da casa vostra con la
promessa di riportarveli il giorno dopo. E che poi scompaiono nel nulla».
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Una taglia sui trafficanti
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070418&ediz=CIRC_SU1&np
ag=46&file=BOXX.xml&type=STANDARD
Una taglia di 2000 euro sulla testa dei trafficanti dei cani pugliesi. I
volontari della Lega nazionale difesa del cane di Lecce sono pronti a pagare
di tasca propria a chi fornisce informazioni utili a fermare «la
deportazione dei randagi». Secondo la loro denuncia, dai canili pubblici
della Puglia vengono prelevati e trasportati in Germania almeno duecento
cani ogni mese

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it