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NEWS: Giornali Internet 19/04/07



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PESCA
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Pesca: sequestrati 30 km rete vietata da capitaneria
Al largo di Acireale, serviva per la cattura del pesce spada
http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/sicilia/news/2007-04-19_11972446.htm
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(ANSA) - CATANIA, 19 APR - Al largo di Acireale sequestrati 16 chilometri di
rete da pesca di genere vietato stesi da tre pescherecci in un tratto di
mare protetto. Negli ultimi tre giorni, nell'ambito di un'apposita
operazione di controllo coordinata dal comando generale della capitaneria di
porto di Roma, nella stessa zona le motovedette della capitaneria di porto
di Catania hanno complessivamente sequestrato a 7imbarcazioni 30 chilometri
di rete da pesca, di genere vietato, per la cattura del pesce spada.
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COMMERCIO
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Pelli pregiate e statuette d'avorioblitz e maxi sequestro in porto
operazione della finanza
Recuperate dalle Fiamme Gialle anche 400 borse e portafogli in pitone e
coccodrillo, provenienti da Paesi africani
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=552928&IDCategori
a=590
LE PELLI non lavorate, sussurra un investigatore, erano destinate a un
grosso e rinomato produttore italiano. E anche se gran parte delle statuette
d'avorio è ricavata dalle zanne di elefanti adulti, pure numerosi cuccioli
sono stati sfruttati dalla banda che trafficava tra l'Africa e Genova
commercializzando prodotti derivati da specie protette per un giro d'affari
milionario.
Oltre 400 borse e portafogli in pitone e coccodrillo, 10 pelli di pitone e
34 statuette, appunto, provenienti da Senegal e Costa d'Avorio sono stati
sequestrati nel porto del capoluogo ligure dagli uomini dell'Agenzia delle
dogane e dalla Guardia di finanza. «Al di là del quantitativo di merce
recuperata - spiega il comandante provinciale delle Fiamme Gialle Massimo
Grillo - si dà il segno d'un contrasto ai danni incalcolabili procurati con
un'attività simile».
Il sequestro è avvenuto a metà marzo, in tre fasi distinte, al terminal
Messina del ponte Nino Ronco, e la merce è stata visionata da esperti della
forestale e del Wwf prima d'essere consegnata al nucleo operativo Cites
(tutela animali in via d'estinzione) del corpo forestale. Il valore
attribuito alla partita è di 50 mila euro, ma sul mercato poteva essere
rivenduta a prezzi quintuplicati. Secondo i finanzieri, mentre le borse e le
statuette erano facilmente commercializzabili al dettaglio - perciò sono
stati denunciati a piede libero i titolari di tre ditte individuali, una di
Torino e due di Catanzaro - le pelli erano invece destinate a laboratori di
alto livello.
«Evidentemente - ha concluso Grillo - c'è un mercato di amatori che
acquistano direttamente dai laboratori manufatti di pelle di pitone anche se
sanno che è illecito; si tratta di veri e propri collezionisti, decisi a
muoversi nell'illegalità a nostro giudizio ben consapevoli delle conseguenze
disastrose che un traffico del genere produce su tante specie animali».
Da tempo Dogane e Finanza hanno avviato uno "screening" costante delle merci
provenienti dall'Africa occidentale. «In particolare - si conferma in
ambienti investigativi - ci eravamo resi conto che qualcosa non quadrava
nella segnalazione del contenuto dei tre container intercettati in momenti
diversi. Veniva indicata genericamente la presenza di prodotti destinati al
mercato degli ambulanti (strumenti musicali, ma anche molti capi
d'abbigliamento), sebbene le indicazioni in nostro possesso portassero in
un'altra direzione. Ed è evidente che ormai conosciamo la materia, poiché i
sospetti si sono rivelati fondati».
M. IND.
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RANDAGISMO
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Canili di qualitàcertificati dal rina
l'accordo
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=552934&IDCategori
a=583
Genova. L'igiene, prima di tutto. Ma anche l'obbligo di mantenere il cane
pulito, ben nutrito e ben allenato (la passeggiata quotidiana). Sono solo
alcuni dei requisiti indispensabili perché un canile abbia la certificazione
di qualità. Così recita il regolamento che, da ieri, è stato ufficialmente
adottato dall'Enpa, ente nazionale per la protezione degli animali, e dal
Rina, società di certificazione dei sistemi di qualità.
Per la prima volta in Italia esiste un marchio di qualità per i canili,
pubblici e privati. La certificazione non comporta nessun obbligo da parte
di chi gestisce un canile, che potrà tranquillamente continuare a lavorare
anche senza il "marchio doc". Ma è altrettanto ovvio che la certificazione
rappresenta una garanzia in più per il cliente. Anche perché, accanto alle
norme da rispettare per ottenere il sigillo di qualità, nel disciplinare
siglato da Enpa e Rina, è previsto un riesame periodico di ogni singolo
canile certificato. «E' uno strumento in più a disposizione di tutti per
avere il massimo di garanzie per il proprio animale domestico - spiega
Rosanna Zanardi, responsabile genovese dell'Enpa - chi vuole certificazione
di qualità si deve adeguare ai parametri previsti dagli standard
internazionali». E a valutare se e quando una struttura merita la
certificazione sarà personale specializzato: «Si tratta di persone che hanno
competenze nel campo dell'igiene, della veterinaria e nella tecnica
gestionale - aggiunge Domenico Andreis, direttore della divisione Rina per
certificazione e i servizi industriali - per quanto ci riguarda, la
partnership con l'Enpa conferma l'intenzione di Rina di puntare sempre di
più nel campo ambientale». Per quanto riguarda la scelta di presentare la
certificazione proprio a Genova, non si tratta di una scelta casuale: visto
che sia Rina sia Enpa sono nati qui (l'Enpa è stato fondato da Garibaldi nel
1871).
Edoardo Meoli