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NEWS: Giornali Internet 21/04/07



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CACCIA
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Dopo Exa Produzione armi: «sfida culturale» dalla Valtrompia
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/rubrica/Lettera1.htm
Caro direttore, la presente per confutare quanto riportato dalla stampa
locale il giorno 11 aprile scorso, relativo all?intervista ai rappresentanti
delle associazioni Lac e Lav in occasione della Fiera Exa. Pur nella
legittimità di opinioni diverse sul tema caccia e produzione armiera, non
posso accettare che centinaia di famiglie e migliaia di persone della mia
comunità, impegnate nel settore armiero, siano additate come portatrici di
mentalità «assassina». Posso assicurare non con le parole, ma coi fatti, che
la comunità gardonese e anche quella valtrumplina sono comunità dedicate al
lavoro, radicate nella famiglia, solidali con le situazioni di difficoltà
sociali del territorio e fuori dell?ambito locale, sia come singoli che come
associazioni e gruppi. In modo superficiale e frettoloso vengono affrontati
ed impropriamente collegati temi come la guerra in Afghanistan, la caccia,
il bracconaggio e la produzione delle armi. Come comunità siamo disponibili
ad affrontare e lanciare una sfida culturale sulle tematiche sopra citate ed
è per questo che, sempre nel concreto, apriremo quest?anno al pubblico a
Gardone Vt. l?Archivio nazionale della caccia ed il Museo della tradizione
armiera, per spiegare la passione e l?impegno che mettiamo nel nostro
lavoro, per approfondire le tradizioni che ci legano al passato e ci
permettono di guardare il futuro, di distinguere tra la produzione e l?uso
di un?arma, di distinguere i vari tipi di arma, di capire che cacciare non
vuol dire uccidere, di valutare il diritto legittimo alla difesa dei singoli
e dei popoli. Questa discussione si può avviare da un punto di partenza
fondamentale: il rispetto reciproco pur nella diversità di opinioni.
Michele Gussago sindaco di Gardone Valtrompia
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La tragedia poche ore prima dell'apertura della mostra di trofei a Cavalese
Una comunità in lutto
Il dolore delle doppiette per l'amico scomparso
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=24515&p
agina=17&versione=testuale&zoom=&id_articolo=127300
di MARIO FELICETTI TESERO - Lo hanno trovato, ormai privo di vita, ai piedi
di una parete di roccia prospiciente sul rio Lagorai, nel cuore dell'omonima
catena, a monte di Lago, frazione di Tesero, nelle vicinanze della «Malga
del Fraton». Forse un malore, forse uno strato di ghiaccio che lo ha
tradito, facendolo scivolare. Fatto sta che per Lorenzo Varesco non c'era
più nulla da fare e vano è stato l'intervento, a bordo dell'elicottero, del
medico del soccorso, al quale non è rimasto altro che constatarne il decesso
a causa delle gravi ferite riportate nella caduta, conclusa dopo un volo di
una sessantina di metri. La tragedia è piombata in paese e sulla valle di
Fiemme ieri mattina, a poche ore di distanza dall'apertura (oggi pomeriggio)
della mostra dei trofei di caccia, in programma a Cavalese, gettando nel
lutto l'intera comunità e soprattutto la categoria dei cacciatori. Un
personaggio taciturno, di poche parole, come lo ricordano i colleghi,
appassionato di caccia, boscaiolo d'estate, quando la foresta diventava la
sua casa, impegnato sugli impianti dell'Itap di Pampeago durante la stagione
invernale. Scapolo, faceva parte di una famiglia numerossima: quattro
fratelli (Piero, Marco, Daniele e Massimo) e cinque sorelle (Franca, Carla,
Paola, Giovanna e Maria). Un gruppo familiare molto affiatato, specialmente
dopo la scomparsa dei genitori, il padre Eliseo nel 1993, la madre Giulia
appena un anno dopo. Lorenzo era uscito giovedì sera dalla propria
abitazione di Lago, dove viveva con un fratello, per una ricognizione
personale nella zona, in vista del censimento ufficiale della fauna
selvatica, che si è svolto ieri sera e durante la notte scorsa. Che cosa sia
successo è difficile saperlo con certezza. Probabilmente ha raggiunto la
vecchia «Malga del Fraton», ai piedi della salita che porta verso il lago di
Lagorai, una costruzione diroccata ma ancora utilizzata da molti cacciatori
della zona. Da qui si è quindi portato su una specie di terrazzo roccioso
che si trova una ventina di metri più a valle e che guarda verso il rio
Lagorai. Poi, purtroppo, la caduta, improvvisa e tragica, che lo ha portato
alla morte. Giovedì sera non ha fatto ritorno a casa. Ieri mattina
l'allarme. La notizia ha fatto in poco tempo il giro del paese e dell'intera
vallata, suscitando il profondo cordoglio di tutti, specie negli ambienti
faunistici. Un'ombra drammatica sulla festa di fine settimana, che ora,
inevitabilmente, sarà impregnata di tristezza. Proprio ieri sera i
cacciatori di Tesero si sono ritrovati nella sede del paese per decidere
come ricordare l'amico scomparso anche in occasione della mostra di trofei
di caccia di Cavalese.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it