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NEWS: Giornali Internet 22/04/07



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CACCIA
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I circa duecento presidenti delle sezioni comunali all?assemblea provinciale
ospitata al Park hotel Cà Nöa
Federcaccia contro il ministro
«Deroghe, Pecoraro Scanio sostiene posizioni ideologiche e fazione»
La protesta
Il presidente Bosio premiato con piatto d?onore
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070422/cronaca/Aac.htm
Difesa dell?attività venatoria, dei suoi valori e delle sue leggi - a
partire dalla recente legge regionale in materia di deroghe - «da posizioni
ideologiche e faziose» come quelle del ministro dell?Ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio; sinergia con la Regione Lombardia affinché tuteli al
massimo la caccia nelle zone di protezione speciale (Zps) e nei siti di
interesse comunitario (Sic) «dal fuoco incrociato delle forze ambientaliste
sostenute con troppa parzialità dallo stesso ministro»: è ferma e convinta
la posizione della Federcaccia Brescia (17mila e 500 associati su 30mila
cacciatori bresciani) ripetuta ieri nell?assemblea provinciale al park hotel
Cà Nöa, alla presenza di circa duecento presidenti delle sezioni comunali,
del presidente nazionale (Franco Timo), regionale (Mauro Cavallari) e
provinciale (Enzo Bosio) dell?associazione, dell?assessore provinciale alla
caccia Alessandro Sala e della vicepresidente della Regione Lombardia
(nonché assessore all?agricoltura) Viviana Beccalossi. Ed è stata proprio la
Beccalossi a difendere con passione i valori e la cultura venatoria
bresciana, suscitando vivo entusiasmo nella platea. Una difesa ad oltranza
della "sua" legge in materia di deroghe - impugnata di fronte alla Corte
costituzionale dal ministero dell?Ambiente - per fermare le "prevaricazioni"
messe in atto dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio, nel tentativo di imporre
alle regioni quali specie possono essere cacciabili all?interno delle zone a
protezione speciale». Una "guerra", quella tra regione e ministero, che
rischia anche di costare molto cara al Pirellone, che si ritroverebbe a
dover pagare milioni di euro di multa comminatagli dall?Ue qualora venisse
dichiarata incostituzionale. La Beccalossi, nell?annunciare l?importante
bozza di revisione della Legge 26 del 1993 (prima verranno consultati enti
ed associazioni di categoria) e nello sparare a zero "sull?inutilità e la
politicizzazione" dell?Istituto Nazionale Fauna Selvatica (che per conto del
ministero dell?Ambiente decide tempi e modi delle specie cacciabili) ha
ricordato il suo costante impegno - che prosegue da 7 anni - nel difendere
strenuamente le ragioni dei cacciatori lombardi e bresciani, «tentando di
conciliare i sogni con il possibile». «Il ministro Pecoraro sta cercando di
rendere illegale la Caccia - ha proseguito la Beccalossi - e con una
postilla all?ultima Finanziaria è riuscito a scippare la materia venatoria
al ministro dell?Agricoltura De Castro. Nell?ultimo incontro Stato-Regioni
tutte le Regioni, anche quelle del centrosinistra, si sono dichiarate
contrarie al suo decreto anticaccia, chiedendo di ritirarlo. Non può passare
il principio che all?interno delle Zps decida il ministro cosa e come
cacciare e non le regioni. Quel decreto in Lombardia non passerà mai, a
costo di alzare vere e proprie barricate». Con la stessa pacata incisività
la vicepresidente della Regione ha attaccato l?istituto nazionale di Fauna
Selvatica, dalla quale si è dimessa per protesta dalla carica di
rappresentante regionale: «Un ente costoso e inutile». E valuta come
interessante l?opportunità di aprire un distaccamento regionale dell?Infs,
«anche se non potrà avere risorse per sostituirsi all?ente nazionale».
Accorata difesa dell?attività venatoria bresciana anche quella espressa dall
?avvocato Enzo Bosio, presidente provinciale Federcaccia: «Il pericolo
risiede nel fatto che il ministero all?Ambiente ha pensato bene di
appropriarsi del diritto di stabilire con un prossimo decreto, i decreti
minimi uniformi a cui dovranno attenersi le Regioni nello stabilire le
misure di protezione all?interno dei Sic e delle Zps, indipendentemente
dalla disciplina che queste hanno già approntato». Bosio ha poi affrontato
la questione delle deroghe: «Lo stesso ministero ha impugnato la legge
approvata dalla Regione Lombardia lo scorso 30 gennaio, in materia di
prelievo in deroga; l?impugnazione appare pretestuosa e frutto di ragioni
prettamente ideologiche. Infatti la legge regionale si limita a fissare
soltanto i principi generali per l?adozione delle deroghe, senza indicare né
le specie oggetto di caccia, né il periodo per l?adozione delle deroghe, né
le quantità giornaliere e stagionali, rimandando ad una successiva legge da
approvarsi da parte del consiglio entro il 15 giugno di ogni anno». Bosio si
è quindi augurato una revisione globale della legge regionale 26/1993 e
anche un modifica della legge quadro 157/1992.
Ad addolcire l?amarezza dei cacciatori è arrivato, dulcis in fundo, il
plauso del presidente nazionale Federcaccia alla sezione bresciana («una
delle realtà più importanti a livello nazionale») che ha consegnato a Bosio
un «piatto d?onore» in segno di riconoscenza. Plauso ai seguaci di Diana
bresciani anche dal consigliere nazionale (e presidente provinciale della
Federcaccia Milano) Rodolfo Grassi e dal presidente regionale Mauro
Cavallari, che ha sottolineato «l?importanza il suo impegno e l?importanza
di avvicinare i giovani al mondo venatorio ai suoi valori, ai suoi principi
morali, per garantirgli il futuro che si merita». Pietro Gorlani
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MALTRATTAMENTI
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Ucciso dopo una liteil cane di La Mattina
tribunale
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=553974&IDCategori
a=592
E' STATO processato e condannato a un anno di reclusione un vigilantes di
Monza che l'altro ieri ha ucciso il pastore tedesco dei vicini di casa
durante l'ennesima lite a causa dei rispettivi animali. Il cane è di
Giuseppe La Mattina, attuale presidente del tribunale di Savona, che è
residente a Monza ed è stato tristemente informato della notizia. Il
fattaccio è accaduto quando il suo pastore tedesco era a passeggio con la
moglie per le strade della città lombarda. Il vigilantes, di 34 anni, è
stato arrestato subito dai carabinieri per porto abusivo di arma da fuoco,
detenzione di munizionamento da guerra e uccisione di animale. Ha incontrato
la vicina tra via Grigna e via Monte Grappa. Entrambi portavano a spasso i
propri cani e, come spesso accade, tra loro è scoppiata una zuffa: uno dei
motivi era la mancanza della museruola al cane del vigilantes, infrazione
per la quale l'uomo è stato denunciato all'azienda sanitaria locale. La lite
si è fatta via via più accesa e alla fine la guardia giurata ha sparato tre
colpi d'arma da fuoco con la pistola semiautomatica Beretta 9x17
regolarmente denunciata contro il pastore tedesco uccidendolo sul colpo.
Durante una perquisizione in casa i carabinieri gli hanno poi sequestrato
un'altra pistola, una semiautomatica calibro 40, e circa 150 proiettili.
D. Frec.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it