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NEWS: Giornali Internet 23/04/07



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CACCIA
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MILANO
Padre uccide a fucilate il figlio dopo un violento litigio
Milano
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=33
50845&Pagina=ATTUALIT%C3%80
Al culmine di una lite, non la prima dicono i carabinieri, ha preso il
fucile da caccia che deteneva regolarmente e ha sparato. Un colpo solo
diretto al figlio di 25 anni. Il proiettile è entrato nel collo per poi
trapassargli il cranio. Per il ragazzo, Massimiliano Truffi, non c'è stato
niente da fare. Quando l'ambulanza del 118 è arrivata nella villetta, una
delle tante, di via Mazzini, a Triginto, una frazione di Mediglia,
nell'hinterland di Milano, era già morto.
In casa, al momento dell'omicidio, c'era anche la madre di Massimiliano.
Subito, spiegano i militari, è corsa gridando dai vicini per dare l'allarme.
Da lì è stato chiamato il 112.
Immediatamente i carabinieri di San Donato Milanese sono intervenuti: sono
andati nella villetta della tragedia. Lì Roberto Truffi, 53 anni, non ha
opposto alcuna resistenza: è stato fermato e portato in caserma per un lungo
interrogatorio.
Non era la prima volta che Massimiliano discuteva con veemenza con i
genitori. La famiglia aveva già segnalato il comportamento del ragazzo, che
era incensurato e che, secondo i militari, sarebbe stato un consumatore di
droga. Ieri pomeriggio, per motivi che gli investigatori definiscono
«futili», una nuova discussione, questa volta sfociata nel delitto. Il
padre, ormai esasperato, ha imbracciato il fucile che aveva in casa e ha
sparato. Un colpo solo, quello mortale, che in un baleno ha cancellato quel
rapporto diventato ormai impossibile.
In paese molti sono rimasti sotto shock per quanto accaduto.
Chi conosce il signor Truffi, di lui dice che «è una bravissima persona»,
discreta, «tranquilla», un «gran lavoratore che ogni mattina prendeva il
pullman per andare a Milano, a lavorare in banca». La madre, anche lei «una
brava donna», una casalinga che si è sempre occupata dei tre figli.
E di Massimiliano in paese si mormora che «frequentasse cattive compagnie» e
che «più volte» avrebbe alzato le mani in casa contro i genitori e che
«rubava loro i soldi. Sa insomma - ha raccontato una signora di Triginto -
sappiamo che il maggiore in casa dava i numeri». E ieri la tragedia: «Non
sono nemmeno uscita di casa - ha continuato la signora - c'era la via piena
di gente e tante macchine dei carabinieri».
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Sconvolti i vicini: «Era una famiglia di brave persone»
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2007/04/23/SM01-gp.asp?Data=2
3/04/2007&Pagina=13
Mediglia «Era una bella famiglia, lui un ragazzo tranquillo, il papà una
persona squisita, seria». A distanza di qualche ora dalla tragedia, la
signora Silvana Gamba, una parente della famiglia Truffi, ha così
tratteggiato con parole rotte dalla commozione una cornice di famiglia
apparentemente tranquilla. Nonostante infatti fosse noto che padre e figlio
venticinquenne di tanto in tanto litigassero, niente, a dire di parenti e
vicini, poteva far presupporre una tragedia del genere. «Il ragazzo -
riprende la parente - lavorava come tornitore, quando lo incontravo era
sempre molto gentile, assolutamente non sono cosa possa essere successo.
Forse tutto è iniziato da una banale lite, a quanto mi risulta non si erano
verificati episodi di violenza in quella famiglia. Ci saranno state delle
liti, come in tutte le case, ma nulla di più». Ieri pomeriggio, a distanza
di qualche ora dalla tragedia, gli amici di Massimiliano, insieme a
conoscenti e vicini si sono stretti intorno all?area transennata di fronte
alla villetta di via Mazzini. «Li ho visti stamattina dalla mia finestra,
che stavano preparando il barbecue: sembrava fosse tutto a posto - racconta
la signora Caterina Luca -, poi nel pomeriggio a un certo punto ho sentito
arrivare i carabinieri, e ho saputo di questo tremendo fatto». Alcuni
uomini, coetanei di Roberto Truffi, raccontano: «Lo conosciamo da tanti
anni: e possiamo dire che è veramente una brava persona. Uno che lavora e
che nel tempo libero coltiva l?orto, l?unica sua passione è sempre stata la
caccia». In molti ricordano il padre di tre figli che si è macchiato dell?
atroce gesto, come un un lavoratore, che appena terminava il suo incarico in
banca, si cambiava e si dirigeva verso l?orto, un appezzamento in un?area a
poca distanza da casa, a cui dedicava il suo tempo libero. «In base alle
voci che giravano - dice Francesca Bassi -, sembra sia emerso che il papà in
passato si fosse anche rivolto ai carabinieri per chiedere aiuto a gestire
la situazione». Nel tiepido pomeriggio di ieri l?attenzione di una piccola
comunità dove la gente bene o male si conosce tutta, è stata così
concentrata su un omicidio che rimane ricco di interrogativi. Del resto,
nessuno tranne i protagonisti di quei tremendi minuti può sapere cosa possa
essere scattato nella testa di un padre che in un raptus ha sparato al suo
ragazzo con uno dei fucili da caccia che teneva nella propria
abitazione.Giulia Cerboni
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PESCA
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Tonno al mercurio, sequestro Nas
Trovate a Bagheria 14. 500 confezioni, valore 40 mila euro
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-04-23_12367192.html
(ANSA)-PALERMO, 23 APR - Tonno al mercurio nel palermitano: circa 14.500
confezioni per un valore di 40 mila euro sono state sequestrate in
un'industria di Bagheria. I carabinieri del Nas hanno denunciato
l'amministratore dell'azienda. Dalle analisi di laboratorio e' emerso che il
tonno conteneva una percentuale di mercurio superiore ai limiti consentiti.
A Palermo, invece, in un deposito all'ingrosso di alimenti, sono stati
sequestrati, sempre dai Nas, cinque quintali tra prodotti caseari, ittici e
salumi, scaduti.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it