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NEWS: Giornali Internet 24/04/07



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CACCIA
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SEDICO
Caccia abusiva, il Parco come parte civile
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3352145&Pagina=PEDEMONTANA
Sedico
Due cacciatori a processo per caccia abusiva all'interno del Parco. Dopo
l'udienza filtro di ieri il processo vero e proprio inizierà il prossimo 8
giugno, quando Sandro Livan, 37 anni, di Sedico, e Renzo Vedana, 33 anni, di
Sospirolo, entrambi difesi dall'avvocato Sandro De Vecchi, saranno chiamati
a comparire davanti al giudice. In realtà il caso era già passato attraverso
una filtro tempo fa. Dal resoconto uscito sui giornali la direzione del
Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si era accorta di non essere a
conoscenza del procedimento rilevando che, se fosse stata informata a suo
tempo, si sarebbe costituita parte civile contro i due presunti cacciatori
di frodo. La richiesta dell'avv. Luciano Perco, in rappresentanza del Parco,
fu accolta e gli atti trasmessi ad altro giudice. Ieri davanti a Federico
Montalto l'ente Parco si è costituito parte civile ed è stata dunque fissata
la data di inizio del processo vero e proprio, a giugno, quando verranno
sentiti gli agenti della polizia forestale che furono testimoni di quanto
avvenne quel 18 ottobre 2003 nella zona del monte Peron, a Sedico, entro i
confini del parco. Erao le sette e mezzo del mattino quando gli agenti
sentirono sparare quattro colpi di fucile e videro con il cannocchiale un
camoscio precipitare in un vallino. Del fatto furono accusati i due
cacciatori oggi imputati.
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La caccia vuole il ritorno della preapertura
Le associazioni venatorie e gli atc propongono di dare via libera alle
doppiette il 1. settembre per la selvaggina stanziale e migratoria
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3352609&Pagina=3
A caccia dal 1 settembre, dalle 7 alle 13, sia alla selvaggina stanziale che
migratoria. È la proposta che arriva dagli atc e dalle associazioni
venatorie formulata ieri nella riunione in Provincia promossa
dall'assessorato alle Risorse faunistiche per raccogliere le idee da
presentare in Regione per il nuovo calendario venatorio 2007-08. Torna
quindi la preapertura, anche se a titolo sperimentale, al posto della
cononica terza domenica di settembre. Iniziative simili e ridotte solo alla
selvaggina migratoria e al solo Delta, crearono parecchio scalpore e
contrasti gli anni scorsi, quando a volerle d'imperio era l'ex assessore
regionale Sergio Berlato. Un anticipo al via libera alle doppiette, insomma,
che potrebbe far discutere, anche se atc e associazioni hanno anteposto come
criterio di contenimento l'orario ridotto 7-13, che dovrebbe essere esteso
fino al 2 ottobre.
Tra le altre proposte, che ora la Provincia farà proprie in attesa del
nulla-osta regionale, vi è anche l'estensione dei piano di prelievo a otto
lepri stagionali (prima erano cinque), l'addestramento cani aperto solo agli
iscritti degli atc e l'accesso nei frutteti unicamente per scovare della
selvaggina stanziale. Tutti d'accordo? Forse no. Alla riunione di ieri erano
assenti sia Cacciatori veneti che l'atc Ro2. Saranno inoltre recuperate a
fini venatori trasformandole in zone di ripopolamento e cattura, in oasi e
una anche in un centro pubblico per la riproduzione della fauna selvatica,
alcune aree di rispetto sul territorio polesano che già la Provincia aveva
in qualche mondo salvato dall'apertura alle doppiette, dopo l'impossibilità
di trasformazione emersa nel corso del 2007.
È la proposta che ha fatto l'assessorato provinciale alle Risorse
faunistiche. La Regione dà facoltà all'articolo 4 della legge 1 del 2007 la
possibilità di proporre modifiche purché non contrastino con i criteri
informatori del piano stesso. Disponibili per diversa destinazione ex aree
di rispetto per 2.500 ettari in tutto il Veneto. Un'esigenza già evidenziata
da atc e associazioni che possono salvaguardare meglio il patrimonio
faunistico faticosamente conservato. La proposta di riconversione in zona di
ripopolamento e cattura riguarda l'area "Pascolon" nel Comune di Ariano, in
tutto 140 ettari nell'atc Ro3. Sempre nello stesso atc a Corbola verranno
destinati a centro pubblico per la riproduzione della fauna selvatica i 120
ettari del "Crocerone". A oasi verranno destinati due appezzamenti del Ro1,
"Le gorghe", sette ettari a Fiesso, e la golena "Cibo", 70 ettari a
Castelnovo Bariano. Franco Pavan
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Dirigente Enpa
Provincia Diffamò il capo delle guardie?
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Daa.htm
Comincerà il 9 maggio davanti al giudice Gerace (pm Pecori) il processo per
diffamazione aggravata al responsabile del settore fauna dell?Enpa Renzo
Rizzi, 49 anni, di Montegalda (avv. Paolo Mele senior) nei confronti del
comandante delle guardie provinciali Giancarlo Bonamigo. Rizzi avrebbe
offeso lui e gli agenti dubitando delle loro capacità operative con una
lettera pubblicata anche su internet, nella quale avrebbe sollevato pesanti
censure. Per l?accusa Rizzi con la sua missiva avrebbe sostenuto l?
inefficace azione della polizia provinciale nella tutela della fauna
selvatica e nella soppressione del bracconaggio. Il processo è slittato per
consentire la costituzione di parte civile della Provincia.
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MALTRATTAMENTI
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L?anno scorso la sentenza del tribunale vicentino e il ricorso sul caso dei
crostacei tenuti sul ghiaccio, invece che in acqua, che fece il giro del
mondo
L?astice maltrattato finisce in prescrizione
La Cassazione annulla la condanna per il titolare del ristorante ?Conchiglia
d?oro?
La denuncia era stata fatta da un cliente, ne era nata una guerra legale e
di perizie
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/E.htm
di Alessandro Mognon
Sono rimasti di ghiaccio per la seconda volta. La prima quando, da poveri
astici destinati alla pentola, erano finiti al centro di una guerra
giudiziaria perché maltrattati dal ristoratore che li teneva, appunto, vivi
sotto ghiaccio e non in un acquario. E si era beccato una condanna a 688
euro. La seconda in questi giorni, quando la Cassazione a cui si era rivolto
Camillo Scalesia, titolare del ristorante Conchiglia d?oro di via Bassano,
ha chiuso la questione. All?italiana: sentenza di primo grado annullata per
?intervenuta prescrizione?.
E così è finita senza vincitori nè vinti. A parte gli astici che oramai
cinque anni fa, assiderati o meno, sono bolliti in pentola comunque. Mentre
a darsi battaglia sono rimasti gli umani. A scatenare l?affare-crostacei era
stato un cliente, Giampaolo Cecchetto, ex cuoco e attivista ambientalista.
Vede gli astici nel ghiaccio, fa la segnalazione alle guardie dell?Enpa che
si rivolgono alla Procura parlando di maltrattamenti e crudeltà verso gli
animali. Reato confermato dal pm Mazza che accusava il ristoratore di aver
sottoposto gli astici a «sofferenze causa lenta asfissia».
Scalesia viene condannato a una onerosa multa, non ci sta ma si accorda con
l?Enpa e versa 500 euro. L?anno dopo però gli arriva la condanna penale. E
fa ricorso. Siamo all?aprile del 2006. Gli avvocati Angelo Bazzea e Daniela
Biafora chiedono una perizia tecnica, parlano di «vuoto legislativo». Niente
da fare. Scalesia insiste: gli astici si tengono vivi, il ghiaccio funziona.
«No, si tengono vivi nell?acqua, nel gelo soffrono». Conclusione: ricorso
perso. Ma il ristoratore insiste e ricorre in Cassazione, anche perché nel
frattempo la storia degli astici e il suo locale sono diventati famosi in
mezzo mondo. Scalesia finisce su giornali e tv, perfino le agenzie cinesi e
australiane rilanciano la notizia dei gamberoni vicentini maltrattati. Oltre
a beccarsi fuori dal locale le proteste e gli striscioni degli animalisti.
Così tramite gli avvocati Bazzea e Luigi Arena vai con la Corte Suprema.
Allegano studi e perizie, fra cui quella del professor Marco Scaroglia,
specialista in Patologia generale e ordinario di zooculture, docente di
Acquicolture e fisiologia degli animali domestici. Che parla di sistema
nervoso, invertebrati, benessere, ?metodi umanitari?, sedazione, meccanismi
innati. «I crostacei non elaborano la sofferenza, il ghiaccio fa da
sedativo» dice.
E adesso? Adesso ci pensa la prescrizione: niente multa, niente condanna
penale. Anche se forse nelle motivazioni riconoscerà che gli astici della
Conchiglia d?oro meritavano un trattamento migliore. Meno gelido, almeno.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it