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NEWS: Giornali Internet 26/04/07



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CACCIA
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Ponza
Antibracconaggio, aggrediti i volontari Lac
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1183396&Sectionid=8&Edit
ionid=3
PONZA ? Aggrediti i volontari della Lega abolizione caccia, dal 15 aprile
scorso e fino al 20 maggio impegnati sull?isola in attività
antibracconaggio, finalizzate ad impedire la mattanza di uccelli in questo
periodo di migrazione. Come già accaduto lo scorso anno, la presenza dei
giovani della Lac, in costante contatto con le forze dell?ordine ed alla
ricerca di trappole e reti, disturberebbe più di qualcuno. Quasi impossibile
sparare e restare impuniti con la presenza costante dei volontari anche in
località impervie e solitamente poco frequentate. Due giovani della Lega si
sono così visti accerchiare da sei persone, allontanatesi poi solo alla
vista delle forze dell?ordine, mentre un altro è stato spinto a terra da un
uomo in motorino, subito dileguatosi. Lo scorso anno la Lac, durante la
campagna contro il bracconaggio a Ponza nel periodo della migrazione,
recuperò 105 trappole e 25 reti. Le zone dove solitamente operano i
bracconieri sono Monte Guardia e Punta Incenso. Lì la presenza dei volontari
è costante ed è quasi impossibile sparare e restare impuniti. Nel 2006 la
Lac denunciò che alcuni giovani del campo erano stati presi a fucilate.
Quest?anno già si registrano altre aggressioni. I due episodi di quest?anno,
a dieci giorni dall?apertura del campo, sembrano mostrare un clima affatto
rasserenato. In alcune zone sono comparsi fili con attaccati cartelli di
presunta proprietà privata in cui è vietato l?accesso. E qualcuno già
avrebbe chiesto ai carabinieri di provvedere a denunciare i giovani della
Lac per violazione di domicilio, alla luce del loro scorrazzare tra le aree
verdi dell?isola. Pochi intanto i colpi di fucile uditi in questi giorni ed
affascinante lo spettacolo del volo di quaglie e tortore, visibili anche in
stormi di 200-300 capi. cle.pis.
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Animalisti accusano «Falsati i dati dei caprioli nei boschi»
il caso
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=555100&IDCategori
a=592
L'associazione anti-caccia accusa i "selecontrollori"«Censiscono più capi
per poterne abbattere di più»
Cairo. Chi controlla i controllori dei caprioli? Nel mirino delle
associazioni animaliste sono finite le modalità di censimento degli animali
sul territorio, iniziate il mese scorso, da parte dei cacciatori
(selecontrollori). In particolare la quantità degli avvistamenti. Cifre che
sarebbero gonfiate secondo gli animalisti. «Dati inverosimili, sballati,
secondo noi». Dati in base ai quali poi la Provincia stabilisce il numero
del contingente da abbattere per la stagione successiva. L'anno scorso la
quota era stata fissata a 878. A gennaio la stagione di caccia si chiuse
raggiungendo circa il 90% di quanto stabilito. L'ultimo episodio di polemica
è avvenuto nei giorni scorsi a Cairo, in località Camponuovo, durante la
giornata di censimento sotto la regia degli esperti dell'Università di
Genova, coordinati dallo zoologo Marsan, a cui hanno partecipato anche i
volontari della Lac (Lega abolizione della caccia). «In un'ora e mezza di
appostamenti con i nostri volontari presenti nella zona di Cairo gli
avvistamenti di caprioli si sono assestati al massimo da tre a sei, neanche
siamo arrivati ad una decina - dice Valentina Scasso, responsabile Lac -
nello stesso arco di tempo, in una zona di pari estensione, un altro gruppo
di avvistatori formato solo da cacciatori è arrivato ad annotarne 130. Ci
chiediamo se sia possibile? Riteniamo che gli stessi controllori possano
essere tentati dal dichiarare un numero superiore di caprioli per innalzare
poi successivamente la quota di quelli da abbattere».
I volontari della Lac dopo l'ultimo giorno di censimento portano un altro
esempio. In base ai dati in loro possesso «il territorio di Pontinvrea
dovrebbe essere un deserto, viste le segnalazioni milionarie di danni a orti
e coltivazioni causati dai caprioli che mangiano i germogli delle piante.
Noi della Lac ne abbiamo visti pochissimi: in tutto una ventina di
esemplari. Adesso aspettiamo che ci vengano forniti i dati sugli
avvistamenti dei cacciatori raccolti dall'Università per compararli». Le
lamentele degli animalisti, che chiedono l'intervento della Provincia per
supervisionare le operazioni di censimento, riguardano anche le modalità con
cui vengono eseguite. «I cacciatori si dividono in battitori e controllori e
spingendo i caprioli fanno un baccano tale che li spaventano a tal punto da
rischiare di causarne la morte come nell'incidente di Camponuovo».
Il presidente della Federcaccia di Cairo, Gabriele Parodi, da venticinque
anni a capo dell'associazione che raggruppa le doppiette valbormidesi,
difende però la categoria: «Posso garantire che i selecontrollori segnano
meno caprioli di quelli che in realtà vedono. Sono pronto a mettere la mano
sul fuoco e a garantire sul corretto operato dei miei iscritti che tra
l'altro sono sempre accompagnati nel censimento dagli agenti della polizia
provinciale. E comunque se ci fosse la volontà di gonfiare le cifre per
accrescere il numero degli animali poi da abbattere, si sappia che gli
abbattimenti non raggiungono mai il quorum stabilito».
Alberto Parodi
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Alla riscoperta della falconeria
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=C
ACCIABOCC&Bassa=si&Pagina=42&IDNotizia=2425747
se si dovesse applicare alla lettera quanto affermava l'imperatore federico
ii nel suo noto trattato sulla falconeria «de arte venandi cum avibus»
(l'arte di cacciare con gli uccelli), i cacciatori che praticano questa
elegante forma di caccia dovrebbero essere tutti frati trappisti o poco ci
manca. il fondatore della più antica scuola di falconeria afferma infatti
che «il falconiere non deve avere vizi, non deve bere alcool e non avere una
donna?»; un po' troppo, non vi pare? alla falconeria, intesa come forma di
caccia, ma anche di puro piacere di addestrare un falco e goder poi delle
sue straordinarie evoluzioni celesti alla ricerca di prede, si dedica un
numero sempre maggiore di persone. non è detto poi che tutti diventino
provetti falconieri: molti si «perdono» per strada, sconfitti dalle
difficoltà iniziali. per quelli che restano consigliamo alcuni comportamenti
utili a chi è alle prime armi in questa difficile arte. per i principianti
la scelta del rapace è cosa essenziale. da evitare sono gli esemplare troppo
piccoli (gheppio comune, sparviero o smeriglio): sono troppo delicati e
difficili da gestire. occorre però evitare di cadere nell'opposto, vale a
dire il falco pellegrino o l'astore: troppo veloce ed impegnativo il primo,
troppo nervoso e difficile da controllare il secondo. per chi inizia come
autodidatta o non ha la fortuna di avere come ?maestro? un falconiere
esperto, il rapace ideale per iniziare è la poiana di harris (nel tondo).
entrati in possesso del volatile e dopo aver fatta la reciproca conoscenza,
occorre prepararlo per dare inizio agli allenamenti. in questa fase è bene
non fidarsi mai delle proprie capacità e soprattutto non lasciare mai libero
il rapace: non abituato a star fuori dalla gabbia, potrebbe volar via e
perdersi. per prima cosa vanno messi alle zampe lacci di cuoio (geti), i
quali, circondandole, e legano in maniera sicura sul pugno. ai lacci vanno
fissate una girella, per evitare torsioni, ed una cordicella di circa mezzo
metro, detta «lunga», che ha la funzione di legare il rapace al guanto.
serve poi un campanello da legare ad una zampa od alla coda, per segnalare
la posizione del rapace dopo una cattura. occorre poi inserire l'attacco per
la radio trasmittente, indispensabile per ritrovare il rapace se si dovesse
allontanare molto. la fase successiva dell'addestramento prevede che il
rapace si abitui al cappuccio, fondamentale poiché serve a tranquillizzarlo
durante il trasporto. il cacciatore falconiere deve poi procurarsi un guanto
adatto a proteggerlo dagli artigli dei rapaci, che esercitano una forza
davvero notevole; è inoltre indispensabile una capace borsa che deve
contenere tutti gli accessori utili (carne, radio ecc.). occorre poi una
lunga corda, da dieci a cento metri, detta «filagna», da utilizzare nella
parte finale del periodo di addestramento quando il rapace viene lasciato
libero di volare. servono inoltre un blocco ed una pertica per fare un
posatoio. per completare l'attrezzatura occorre un «logoro», una finta preda
formata da cuoio tagliato e cucito a forma di cuore o da un ferro da cavallo
rivestito di cuoio e due ali secche di fagiano. al «logoro» va aggiunto un
fischietto per esercitare un richiamo acustico (quello visivo è il «logoro»
stesso) anche a notevole distanza, per quando il rapace non è a portata di
vista. le specie rapaci più utilizzate dai falconieri sono il falco
pellegrino, il lanario, il sacro, il gheppio, lo smeriglio e gli ibridi;
vólano tutti alto e cacciano alzandosi in volo per picchiare poi sulla preda
che vola più in basso. l'astore, lo sparviero e la poiana di harris (da non
confondere con il nibbio azzurro, al quale somiglia moltissimo) cacciano
partendo direttamente dal pugno del falconiere ed attaccano la preda dopo un
inseguimento che, di solito, non lascia scampo. il falco pellegrino è usato
per la caccia ad anatre, fagiani, starne e corvidi. l'astore è tra i più
utilizzati per la caccia ai volatili in genere ed alla lepre. la poiana di
harris, «acquisto» piuttosto recente nella falconeria, è assai adattabile,
facile da gestire e da addestrare. giovanni maccarrone
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Lepri in recinto prima della sfida con i cacciatori
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070426&ediz=AVELLINO&np
ag=29&file=G.xml&type=STANDARD
MICHELE DE LEO Villamaina. Un recinto di ambientamento per l'immissione di
selvaggina sul territorio. Sarà sperimentata anche nel piccolo comune della
valle d'Ansanto la nuova metodica di popolamento per il ripristino
faunistico prevista dalla recente normativa nazionale e regionale sulla
caccia che sostituisce la precedente immissione a pioggia. Nel recinto di
contrada Felitto, i cacciatori locali, coordinati dal corpo delle guardie
venatorie della Enalcaccia, seguiranno l'ambientamento delle lepri prima di
lasciarle allo stato brado. «Il recinto di ambientamento - spiega il
Presidente provinciale di Enalcaccia Emilio Mazzone, cui è stata affidata la
gestione dei sei recinti provinciali - permette un adattamento graduale
delle specie immesse, che, in circa venti giorni, passano da uno stato di
allevamento allo stato libero in natura. All'interno del recinto, la
selvaggina viene abituata ad un cambio di alimentazione, dai mangimi a
risorse foraggiere del posto. Inoltre, viene protetta dagli eventuali
predatori che possono profittare dell'incapacità di muoversi e difendersi
sul territorio». In sostanza, si cerca di evitare l'immissione della
selvaggina in forma libera poiché è vulnerabile durante il periodo di
adattamento, favorendo un inserimento protetto della fauna selvatica. Nel
recinto di Villamaina sono state immesse alcune lepri che, dal prossimo
cinque maggio, verranno lasciate libere sul territorio circostante.
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PESCA
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Una gara di pesca organizzata da Fipsas, Comune e Provincia
Pescatori per un giorno, 160 bimbi catturano carpe e anche tartarughe
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Dad.htm
(g. z.) Pescatori per un giorno. Sono stati 160 i bambini che ieri
pomeriggio a parco Querini hanno partecipato alla gara di pesca organizzata
dal Comune, dalla Provincia di Vicenza e dalla Fipsas (Federazione italiana
pesca sportiva e attività subacquee) sulle rive verdi dell?isoletta di parco
Querini.
Per i ragazzini che arrivavano a frotte anche dai gruppi della festa dell?
Azione cattolica, bastava iscriversi allo stand della Fipsas, fare un mini
corso accelerato di lancio della lenza sul prato del parco, dove erano stati
sistemati sul terreno anche alcuni ?bersagli? da centrare con l?amo, e poi
tutti in fila sul ponticello per attendere il proprio turno e diventare
pescatori professionisti per 10 minuti, venendo assistiti uno ad uno da
esperti della federazione.
E anche se spesso ad abboccare erano delle povere tartarughe - suscitando
comunque ancora più entusiasmo e sorpresa nei ragazzi, alle prese forse per
la prima volta con una lenza - non sono mancate parecchie carpe e centinaia
di altri pescettini di vario tipo.
«Niente paura - spiega ai bambini, poco prima di iniziare la loro breve
avventura, Luigino Dalle Rive, giudice di gara e responsabile del settore
acque interne della Fipsas di Vicenza - ogni pesce che pescherete verrà
preso con le mani bagnate, lasciandolo dunque in vita, per poi ributtarli
tutti in acqua alla fine della gara».
Ma non bisognava nemmeno preoccuparsi per la quantità di animali acquatici
(o vecchi scarponi...) pescati, perché tutti i 160 partecipanti hanno
ricevuto premi a josa per accontentare chiunque.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it