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NEWS: Giornali Internet 27/04/07



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CACCIA
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AZZANO DECIMO Esaminate le eccezioni è stato rinviato il processo per
resistenza a pubblico ufficiale
Lite di caccia, sindaco alla sbarra
La difesa: «In aula faremo emergere che le guardie ittico-venatorie hanno
torto»
Azzano Decimo
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3356629&Pagina=9
La passione per la caccia e l'amore per la riserva di Azzano Decimo, della
quale è socio, da parte del primo cittadino Enzo Bortolotti, sono note a
tutti. Per quella viscerale passione, probabilmente unita ad un malinteso,
il sindaco sta passando un mezzo "guaio", una spiacevole disavventura. Prima
si è ritrovato iscritto sul registro degli indagati e adesso sottoposto a
procedimento penale. Il motivo? Gli è stata contestata l'ipotesi d'accusa di
resistenza a pubblico ufficiale. Da quanto è emerso nella fase preliminare
del processo, avviato ieri davanti al giudice Monica Biasutti, con pm Carlo
Anzil, il sindaco Bortolotti avrebbe avuto un comportamento scorretto e
minaccioso nei confronti di una guardia ittico venatoria della Provincia
che, nella primavera del 2006, lo aveva fermato per un controllo di routine
nelle campagne di Azzano Decimo. «Siamo certi - ha puntualizzato l'avvocato
Fabio Pes, che assiste il primo cittadino azzanese - di far emergere
l'assoluta estraneità di Bortolotti dall'accusa di resistenza a pubblico
ufficiale che gli è stata contestata. Il primo cittadino ha avuto un
comportamento legittimo e corretto. Forse c'è stata una difficoltà di
comunicazione dalla quale è nato un malinteso e poi l'accusa, per noi
ingiustificata, di minaccia a pubblico ufficiale». L'episodio in
contestazione - è emerso in aula - risale alla primavera del 2006. A
spiegarlo e lo stesso primo cittadino Enzo Bortolotti: «Avevo appena
terminato un controllo, come spesso mi capita quale socio della riserva di
caccia, nelle campagne di Azzano Decimo - ha puntualizzato il primo
cittadino - quando sono stato fermato da una guardia ittico venatoria. Ho
subito spiegato quello che stavo facendo». Tutto finito? Per nulla. Le
guardie ittico venatorie sottoposero a un minuzioso controllo l'auto del
sindaco. Dopo venti minuti Bortolotti fece presente che aveva un
appuntamento un municipio. «Devo andare - avrebbe aggiunto - ma potete
seguirmi e proseguire gli accertamenti in municipio». Quando sia diventata
animata a quel punto la discussione non è lecito saperlo. Il sindaco, con
calma quasi serafica, decise però di raggiungere il Comune. «Pensavo - ha
spiegato Bortolotti - che "l'incidente" si fosse chiuso. Mi sono però
trovato indagato e, onestamente, non riesco a comprenderne il motivo».
Le guardie ittico venatorie presentarono infatti un'articolata relazione,
ipotizzando l'accusa di resistenza nei confronti di Bortolotti. Ieri la
processo, con la prima interlocutoria udienza. Ro
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PESCA
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MARINA DI PALMA: MULTATI DUE PALERMITANI
Sequestrati cinquemila ricci di mare
http://www.lasicilia.it
PALMA DIMONTECHIARO. a. c.) Cinquemila ricci di mare è l?ingente
quantitativo che nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso i poliziotti della
motovedetta "Squalo" della squadra nautica Porto Empedocle, con l?ausilio
dei colleghi del commissariato di Palma, hanno sequestrato e rigettato in
mare. A scoprire giovani sub palermitani, gli uomini della sezione volante
commissariato del villaggio Giordano. I due avevano indossato una muta e si
erano tuffati a Marina di Palma all?altezza della Torre S. Carlo, in poco
tempo avevano riempito ben quindici speciali sacchi posti all?interno dell?
abitacolo di un fuoristrada ed erano pronti per riprendere la via del
ritorno. Il tempestivo arrivo via mare della motovedetta e da terra d?alcune
volanti al comando del commissario Cesare Castelli, dirigente locale
commissariato, ha consentito di identificare i due palermitani ai quali è
stata inflitta la salata sanzione pecuniaria tre mila euro ciascuno oltre al
sequestro e confisca di un potente aspiratore utilizzato per l?illecita
attività. Un?operazione simile è avvenuta nei giorni scorsi a Porto
Empedocle.
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ALLO STAZZONE
Stava pescando ricci giovane denunciato
http://www.lasicilia.it
(g.re.) - Un saccense di ventidue anni, del quali sono state fornite solo le
iniziali del nome, G.U., è stato denunciato dai militari dell?Ufficio
circondariale marittimo di Sciacca per pesca non autorizzata. Il giovane è
stato sorpreso nei pressi della località Stazzone intento a pescare ricci. A
suo carico è scattata una contravvenzione di 1.032 euro. I militari del
Circomare hanno agito in collaborazione con gli agenti del Commissariato di
Polizia. È stata posta sotto sequestro l?attrezzatura di pesca ed i ricci,
rimessi subito in mare. Il sequestro è scattato perché il quantitativo di
ricci è superiore a quello previsto dalla legge, che non consente l?uso
delle bombole. Un altro intervento analogo ha riguardato due pescatori
palermitani, sorpresi sempre nelle acque della località Stazzone, un?area
vicina al centro abitato ed al porto, dov?è vietata ogni genere di attività
di pesca. I controlli del Circomare proseguiranno anche nelle prossime
settimane. Con l?arrivo della  bella stagione comincia la pesca di specie
ittiche che sono molto apprezzate e vengono ricercate dai ristoratori della
zona.
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Sequestro record di vongole: 41 tonnellate
È il bilancio di 4 mesi della Guardia di finanza. La Provincia: «Basta
guardie e ladri, intervenga il ministero»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3356943&Pagina=3
(r. br.) Mai sequestrate tante vongole da un quarto di secolo a questa
parte: 41 tonnellate e 46 chili, solo tra gennaio e aprile di quest'anno. É
un record quello che il reparto operativo aeronavale di Venezia della
Guardia di finanza, che ha stazioni anche a Chioggia e Porto Levante, ha
messo a segno nei primi quattro mesi del 2007. E un record, nel record,
tocca alla stazione di Venezia che da sola ha sequestrato quasi 32 delle 41
tonnellate complessive. Un risultato legato al maxi sequestro di febbraio
scorso, quando in un centro di depurazione furono individuate quasi 22
tonnellate di vongole "fuorilegge", ma che è anche la spia di un sistema
che, nonostante gli sforzi per passare alla pesca gestita, fa ancora fatica
a mettersi in regola. E proprio di questo si è parlato, ieri, anche al
Consiglio d'amministrazione del Gral. «La situazione è drammatica» riferisce
l'assessore alla pesca, Luigi Solimini, che chiede stanziamenti ministeriali
per dotare la laguna di una rete telematica di controllo («Non si può
continuare a giocare a guardie e ladri»), ma invoca anche un «maggior
coordinamento tra tutti coloro che governano la laguna per trovare soluzioni
che vengano incontro anche alla marineria».
Intanto c'è questo consuntivo della Finanza impressionante. 31 tonnellate e
50 chili, sequestrati solo in laguna e in appena quattro mesi, sono davvero
tanti. Il reparto aeronavale, è noto, si è un po' specializzato in questa
vera e propria caccia ai vongolari fuorilegge: ha barche veloci, personale
addestrato che, mediamente quattro volte la settimana, parte
all'inseguimento notturno dei vongolari abusivi. Problema che l'introduzione
della pesca gestita non ha risolto. Chi di giorno si dedica alla pesca
gestita, la notte viene infatti "pizzicato" dai finanzieri. E allora che
fare? «Ai finanzieri va tutto il nostro sostegno fraterno - premette
Solimini - ma questo giocare a guardie e ladri non ha più senso. I ministeri
all'ambiente e all'agricoltura devono investire in tecnologia per dei
controlli che facciano davvero da deterrente. Basterebbe poco più di un
milione per aveva un sistema telematico efficace e già collaudato». Resta il
problema di una laguna impoverita e una marineria in difficoltà. Insiste
Solimini: «Vanno trovati dei modi per garantire una certa stabilità a chi
lavora nelle regole».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it