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NEWS: Giornali Internet 29/04/07



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CACCIA
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All?assemblea polesana di Federcaccia l?assessore regionale Isi Coppola
critica la collega Elena Donazzan sugli ambiti territoriali: «Aiuterò le
associazioni»
Sulla caccia è scontro fra le due donne leader di An
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Rovigo
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«No all'invasione dei cacciatori di altre province su terre e valli del
Polesine». Se a pronunciare questa frase non fosse stata l'assessore
regionale Isi Coppola, ma - come del resto ha fatto - il suo omologo della
Provincia di Rovigo, Gino Sandro Spinello, che è anche vicepresidente di una
giunta di centrosinistra, si poteva pensare al solito attacco politico allo
schieramento avverso. Tanto più che fautrice della prossima rivoluzione che
stravolgerà assetti ed equilibri venatori tra Adige e Po è l'assessore
regionale alla Caccia Elena Donazzan, che siede a fianco di Isi Coppola
nella giunta Galan ed è anche dello stesso partito. La rivoluzione vedrà un
innalzamento della densità venatoria, attualmente di un cacciatore ogni 18
ettari, che arriverà ad uno ogni sei.
Invece, dopo essersi rallegrata dell'invito di Federcaccia ("l'unica
associazione venatoria che mi usa questa cortesia"), l'assessore Coppola ha
fatto proprio lo sconcerto emerso dagli interventi dei vertici locali dei
"federcacciatori" (rappresentati dal presidente Arnaldo Pisetti e dal vice
Lorenzo Carnacina). Non solo: ha assicurato anche che se ne sarebbe fatta
portavoce in giunta regionale.
Cosa si dirannno adesso le due donne del Governo veneto dopo lo scontro a
distanza consumatosi ieri all'assise polesana di Federcaccia? Difficile
dirlo, ma sta di fatto che sono state lanciate accuse precise nei confronti
dell'assessorato guidato dalla Donazzan, sottolineandone, come ha fatto
l'assessore provinciale alle Risorse faunistiche Spinello, il suo
"atteggiamento supino agli ordini di un'unica rappresentanza venatoria, i
Cacciatori veneti".
Pietra dello scandalo, insieme al ventilato aumento della densità venatoria,
è la sospensione della delibera provinciale di Rovigo che voleva
disciplinare in modo più restrittivo la possibilità di diventare soci
dell'ambito territoriale di caccia "Ro3" Delta del Po. L'idea sarebbe di
aumentare la superficie di terreno in proprietà o in affitto nel territorio.
Un metodo abusato da chi, acquistando o affittando piccoli appezzamenti di
poche centinaia di metri quadri, si garantisce un diritto di prelazione
venatoria anche a scapito di residenti o gente che opera sul territorio da
anni.
«Il tentativo di cambiare la norma è stato inevitabilmente fermato dalla
Regione - ha spiegato l'assessore Isi Coppola - Non si poteva fare e
l'assessore Spinello che lo sapeva, ha fatto finta di niente. Però è vero,
non possiamo restare fermi davanti a centinaia di cacciatori non polesani
che espropriano del loro diritto venatorio i residenti nel Delta. Sarebbe
una discriminazione inaccettabile. Ne parlerò in giunta, visto che tutte le
associazioni, a parte i Cacciatori veneti, sono contrarie». Franco Pavan
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PESCA
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Reti fuorilegge sequestrate
Riposto. Controlli della Guardia costiera sui pescherecci fuori dal limite
di pesca. Sanzioni agli armatori
http://www.lasicilia.it
Continua il monitoraggio delle Capitanerie di Porto sulla filiera della
pesca - operazioni coordinate dal Comando generale di Roma - ed in
particolare sull?attività nel mare Jonio, monitoraggio che ha visto anche
gli uomini dell?Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto, guidato dal
tenente di vascello Francesco Terranova.
Positivo anche il bilancio registrato dal locale Circomare negli ultimi
giorni di vigilanza sulle attività di pesca. Giovedì, la motovedetta Cp 537
è intervenuta a 17 miglia dalla costa, compresa tra Riposto e Acireale, per
scortare nel porto ripostese due pescherecci di S. Maria La Scala, sorpresi
dal pattugliatore Cp 904 "Fiorillo" della VI squadriglia navale della
Guardia costiera di base a Messina mentre pescavano con delle lunghe reti
"ferrettara". Secondo una recente normativa europea, tali tipo di "mestiere
da pesca" può essere utilizzato, a condizione che la lunghezza non superi i
2.500 metri. Quella che i guardacoste hanno rinvenuto e sequestrato a bordo
dei due motopesca acesi era complessivamente di 7 mila metri. Una sanzione
amministrativa di 2064 euro è stata inflitta complessivamente ai due
capobarca. Altre due unità da pesca - appartenenti sempre alla marineria di
Santa Maria La Scala - sono stati localizzati, ieri mattina, dalla Sala
operativa del Comando generale delle Cp di Roma, attraverso il sistema
satellitare di bordo "blue box", mentre pescavano oltre le 20 miglia dalla
costa (le imbarcazioni superiori a 15 mt di lunghezza non possono navigare
oltre tale limite). Appena attraccati nel porto di Riposto, gli uomini del
"1530" hanno contestato ai responsabili dei due pescherecci l?infrazione
rilevata dal "blue box", sequestrando circa 6.000 mt di rete ed elevando a
ciascuno dei due capobarca una multa di 1032 euro. Infine, la motovedetta Cp
537 ha sequestrato a un pescatore dilettante una rete da posta lunga 150
metri, che stava calando all?imbocco della struttura portuale ripostese.
Anche in questo caso scattata una sanzione amministrativa di 1.032 euro.
Controlli a tappeto anche del personale della Capitaneria di Porto di
Catania. Nei giorni scorsi la motovedetta d?altura CP266 ha elevato tre
sanzioni amministrative - tutte pari a 1032 euro - ad altrettanti armatori
che a bordo delle loro unità da pesca detenevano reti del tipo ?ferrettara?
oltre la misura consentita. Dai controlli è, infatti, emerso che sulle tre
imbarcazioni - tutte iscritte al Compartimento Marittimo di Catania - erano
presenti reti che superavano la lunghezza prevista dalla legge fissata in
2500 mt. In particolare su due scafi sono state ritrovate reti pari a 4 mila
metri ed in un?altra a 4.500 metri. La rete in eccesso è stata sequestrata.
Per un armatore castellese - sorpreso dalla stessa motovedetta a pescare con
un palangaro ("conzo") a 16 miglia dalla costa, oltre i limiti della
licenza - è scatta una denuncia alla Procura della Repubblica.
A dire del pescatore sarebbe stato tradito dalla corrente. Nel corso di un
controllo, ieri mattina, a Capomulini, una pattuglia della Cp catanese ha
sequestrato ad un venditore ambulante 100 kg di prodotti ittici (saraghi,
pesce spada e acciughe). All?ambulante è stata inflitta una sanzione di
diecimila euro. SALVO SESSA

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it