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NEWS: Giornali Internet 17/05/07



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CACCIA
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Bolzano
Denunciati due caciatori bergamaschi per uccellagione
http://www.ansa.it
Due cacciatori bergamaschi sono stati denunciati per maltrattamento di
animali dai carabinieri a Termeno. Nella loro auto sono stati trovati 25
uccellini appena catturati. La vettura e' stata sequestrata.(ANSA)
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La Provincia difende la sua delibera
La caccia finisce nell'aula del Tar
Nel mirino le decisioni della Regione
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3380254&Pagina=ROVIGO
La Provincia impugnerà al Tar la decisione della Regione di sospendere la
delibera della giunta Saccardin che di comune accordo con le associazioni
venatorie e i vertici degli Ambiti territoriali, a eccezione di Cacciatori
veneti, ha regolamentato l'iscrizione nelle tre porzioni venatorie nelle
quali è diviso il territorio polesano.
La Regione aveva accolto i ricorsi gerarchici "impropri" di due cacciatori,
Brunetto Stoppa di San Bellino e Dante Cagnoni di Preganziol (Treviso), che
avevano contestato il profilo amministrativo della delibera polesana,
innescando un procedimento di riesame fino alla sospensione del
provvedimento.
Palazzo Celio aveva stabilito tre filoni sui quali imperniare il regolamento
di iscrizione. In primo luogo veniva confermata la densità venatoria (il
numero di ettari di territorio agro-silvo-pastorale a disposizione di ogni
cacciatore) nella misura unica per i tre ambiti, di uno a 18, come da almeno
dieci anni accade in Polesine. La Regione nel nuovo piano faunistico parla,
però, di densità massima di uno a sei, che solo per l'Ambito del Delta si
abbassa a un cacciatore ogni 14 ettari. Una discrepanza che aveva fatto
gridare allo scandalo vertici di Atc e associazioni, che temono invasioni di
cacciatori da fuori provincia per il surplus di posti liberi che verrebbero
a crearsi. La delibera provinciale conteneva anche il criterio, desunto
dalle conclusioni cui era arrivata la commissione competente regionale poi
disattese dall'assessorato veneto di Elena Donazzan, per portare almeno a
tre ettari l'estensione minima di terreni in proprietà o in affitto che
danno diritto a chi proviene da fuori Polesine di figurare come residente
nell'Atc Ro3 Delta, beneficiando dell'iscrizione a scapito anche di chi è
polesano e risiede nell'Atc contermine. Una fuga in avanti che anche la
Provincia considerava azzardata, ma che va incontro a un'esigenza di
chiarezza a più riprese sollecitata in particolare dal presidente del Ro3
Lorenzo Carnacina.
Come ultimo criterio per regolamentare le iscrizioni agli ambiti, veniva
imposto a chi proviene da fuori provincia ed effettua una prima scelta di
Atc in uno degli ambiti polesani, di sottoscrivere una liberatoria sul
medesimo diritto di iscriversi nel proprio Ambito di provenienza. E ciò per
non creare privilegiati che possano fregiarsi di un doppio vantaggio
venatorio in due Ambiti in prima scelta a disposizione. Adesso la parola
passa al Tar che potrebbe annullare la sospensiva della Regione.
Franco Pavan
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MANIAGO Restituito il porto d’armi al cittadino
Tar, cacciatore ok
Maniago
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3380176&Pagina=SPILIMBERGHESE%20
MANIAGHESE(Ro) I giudici del Tar, dopo aver esaminato il dettagliato ricorso
dell'avvocato Romeo Bianchin, hanno dato ragione al cacciatore Paolo
Pascotto, di Maniago, socio della riserva di Tramonti, restituendogli il
porto d'armi per uso caccia (congelato dalla Questura). Non solo. I giudici
del Tar hanno condannato la Questura a pagare le spese di "lite". Dopo la
segnalazione di un cittadino di Tramonti, le guardie ittico-venatorie della
Provincia contestarono a Pascotto d'aver esercitato - l'1 ottobre 2006 in
località Campone - l'attività venatoria, uccidendo un capriolo, a meno di
cento metri da una casa e a meno di 50 metri da una strada. La Provincia
inviò quel verbale alla Questura che revocò il porto d'ami a Pascotto,
ritenendo che avesse usato in fucile con "imprudenza". Il cacciatore,
assistito dall'avvocato Bianchin, ha presentato ricorso al Tar, evidenziando
i limiti di discrezionalità lasciati dalla legge 157 sulla caccia, anche in
termini di sicurezza e incolumità. Pascotto - per l'avvocato Bianchin - ha
ammesso d'aver abbattuto il capriolo, ma a distanza regolare, ma anche se
non lo avesse fatto avrebbe dovuto essere punito con una semplice sanzione
amministrativa. Tesi che il Tar ha accolto, restituendo il porto d'armi al
cacciatore e condannando la Questura, costituitasi con l'Avvocatura, a
pagare le spese.
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MALTRATTAMENTI
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Cane bastonato e impiccato
Montalto Il macabro rinvenimento avvenuto nel bosco comunale. La bestia
aveva il cranio fracassato
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1197075&Sectionid=8&Edit
ionid=9
MONTALTO — Orrenda fine, per un povero cane che è stato trovato impiccato ad
un albero, nel bosco del comunale di Montalto di Castro. A rinvenire la
carcassa dell'animale attaccata ad una corda di nylon è stato un uomo che si
trovava a passeggiare con il suo cavallo nella zona. Prima di essere stato
attaccato all'albero, il cane è stato preso a bastonate in testa. Ad
accertarlo è stato il veterinario della Asl Vt2 che è stato chiamato sul
posto, che ha riscontrando il cranio fracassato dell’animale. Sull'animale
non è stato trovato nessun microchip che permettesse di identificarlo, per
questo il veterinario, Giuseppe Cesetti, che è ha eseguito i rilievi,
raccomanda ai proprietari di cani, di applicargli questo strumento
identificativo. Era da un paio di anni che non si verificavano uccisioni di
cani nella zona del litorale, soltanto qualche mese fa erano stati
avvelenati alcuni gatti, proprio davanti all'ingresso del canile di
Montalto.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it