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NEWS: Giornali Internet 18/05/07



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CACCIA
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Accusato di bracconaggio
Sul monte Arcuentu con il fucile: arrestato allevatore
http://www.unionesarda.it
Ignaro d’essere osservato, passeggiava alle pendici del monte Arcuentu con
un fucile da caccia ma senza porto d’armi. Fermato e perquisito, un giovane
pastore originario di Gonnosfanadiga, Daviano Canoppia, 37 anni, è stato
arrestato per bracconaggio e porto abusivo d’arma durante un’operazione dei
carabinieri che ha visto anche la partecipazione di un commando dello
squadrone Cacciatori di Sardegna.
Percorreva un sentiero con il semiautomatico calibro 12 a tracolla, ma
contemporaneamente i militari del reparto speciale di Abbasanta, affiancati
dai colleghi della stazione di Guspini, ne seguivano le mosse a distanza
attraverso i binocoli.
Così quando l’allevatore, residente a Guspini, è giunto ad una svolta della
mulattiera e si è accorto che a breve distanza lo attendevano i carabinieri,
ha cercato di sbarazzarsi del fucile (regolarmente denunciato) gettandolo
dietro un cespuglio. Tentativo inutile, cui ha fatto seguito un’immediata
perquisizione personale, in seguito alla quale gli sono state trovate
addosso anche cinque cartucce caricate a pallettoni.
Ma Daviano Canoppia era senza porto d’armi e, dopo un controllo all’interno
della sua azienda nell’isola amministrativa gonnese di Pardu Atzei, gli
inquirenti hanno rinvenuto pure diversi lacci per la cattura di animali
selvatici e una torcia per la caccia notturna.
Dopo l’arresto, l’allevatore è stato accompagnato dinnanzi al giudice, che
ne ha convalidato il fermo. Il giovane ha chiesto i termini a difesa ed è
stato rimesso in libertà in attesa del processo.
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Al Centro Affari e convegni due giorni dedicati alla gestione di cervidi e
bovidi, con esposizione dei trofei della stagione 2006/2007
http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?anno=2007&idnotizia=5115
AREZZO - Si rinnova, come ogni anno, l'appuntamento organizzato da Urca,
Unione regionale cacciatori dell'Appennino, e Provincia di Arezzo dedicato
alla caccia di selezione. Quest'anno l'esposizione dei trofei di cervidi e
bovidi della stagione 2006/2007 sarà allestita al Centro Affari e Convegni e
sarà inaugurata sabato 19 maggio alle 18. Domenica 20 maggio, invece, è in
programma, sempre al Centro Affari, il convegno sul tema della valutazione
dei trofei in una sintesi tra gestione e tradizione, al quale parteciperanno
l'Assessore provinciale alla caccia Roberto Vasai ed il Presidente nazionale
dell'Urca Antonio Drovandi. "La gestione dei cervidi e dei bovidi secondo i
criteri della caccia di selezione - spiega l'Assessore Vasai - costituisce
da tempo uno dei modelli più affermati di gestione sostenibile delle risorse
faunistiche. Nell'area appenninica questa esperienza si sta avvicinando
all'importante traguardo di 20 anni di cammino. Possiamo quindi affermare
che in questo arco di tempo si è consolidata nel nostro territorio una
tradizione di gestione degli ungulati radicata nella più antica esperienza
alpina, ma anche caratterizzata da una propria originalità. La valutazione
dei trofei costituisce da sempre una parte importante della gestione, in
quanto riunisce in sé molteplici aspetti legati ad essa, e l'organizzazione
della mostra e del convegno vuole sviluppare tutte queste potenzialità",
conclude l'Assessore Roberto Vasai. Tra i relatori del convegno, i cui
lavori prenderanno il via alle10, ci saranno anche il segretario generale
della Provincia Gabriele Chianucci ed il professor Marco Apollonio
dell'Università di Sassari.
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MALTRATTAMENTI
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Bologna: sequestrati 96 cani da caccia
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7BEE0D4E80-2AB1-4E1C-B2B6-
A42A904AEEDE%7D
BOLOGNA - Maltrattamento di animali. Questa la motivazione di una denuncia
per un 50enne di Pianoro, in provincia di Bologna. Nel suo podere i
carabinieri del Noe hanno trovato 96 cani da caccia di varie razze e taglie
custoditi in pessime condizioni igienico-sanitarie. I cani erano stipati in
diversi container e gabbie. Ora sono stati trasferiti in un canile di
Bologna. (Agr)
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RANDAGISMO
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PORTO EMPEDOCLE
Il sindaco ha convinto il gruppo Moncada a provvedere al trasferimento degli
animali in strutture attrezzate anche in altre parti del Paese
Trovata una soluzione per i cani
Per completare i lavori nell’ex Montedison bisogna prima smantellare il
canile
http://www.lasicilia.it/giornale/1805/AG1805/AG/AG06/navipdf.html
PORTO EMPEDOCLE. Trovata la soluzione al problema dei cani randagi fino a
oggi ospitati nell’area ex Montedison, recentemente assegnata al gruppo
Moncada. E oggi i primi dodici cani saranno trasferiti in un canile situato
a Poggio Bonzi, a spese del gruppo Moncada. «Nel corso di una riunione che
si è svolta nei giorni scorsi - ha spiegato il sindaco Firetto - siamo
riusciti a individuare un accordo secondo il quale il gruppo Moncada si
impegna a trasferire a proprie spese i 120 cani, attualmente ospitati nell’
area ex Montedison, e a ricoverarli presso canili sitit su tutto il
territorio nazionale, autorizzati a norma di legge, che abbiano
disponibilità di posti. E la prima disponibilità è stata data da un canile
di Poggi Bonzi e oggi, con un mezzo della ditta Moncada e con l’assistenza
dell’associazione empedoclina per la protezione dei cani randagi, saranno
accompagnati i primi 12 cani, situati all’interno di casse di legno per il
trasporto fornite dalla stessa associazione». I cani randagi sono ospitati
nell’area ex Montedison da circa cinque anni «in una situazione di grande
disagio igienico sanitario - ha aggiunto il sindaco Firetto - Si è trattato
di una vera e propria bomba sanitaria un problema che i precedenti sindaci
avevano cercato di risolvere addirittura con una ordinanza di sgombero dell’
area mai ottemperata». E le sorprese non sono ancora finite. La vicenda,
infatti, non si concluderà soltanto con il trasferimento dei 120 cani
presenti, da concludersi nell’arco di 30 giorni. «Il gruppo Moncada - ha
spiegato il sindaco Firetto - si impegna a costruire un canile di 50 posti,
che sarà realizzato a norma delle vigenti leggi in materia, entro 150 giorni
a partire dalla data di immissione in possesso dell’area che il Comune ha
già individuato in contrada Fauma». Un fazzoletto di terra che si estende
per oltre 5mila metri quadrati per il quale è stata avviata la procedura
espropriativa. «L’opera - ha concluso Firetto - sarà consegnata al Comune di
Porto Empedocle, che provvederà alla dotazione delle strutture mobili
occorrenti al rifiugio sanitario e alle relative strumentazioni mediche
(laboratorio di veterinaria, sala per la sterilizzazione, per l’
installazione dei microchip e infermeria). Ovviamente l’associazione
empedoclina avrà l’obbligo di non ricevere più cani nell’area Montedison».
Il caso dei randagi di Porto Empedocle, finito anche in trasmissioni
televisive di un certo rilievo, come Forum e Striscia la notizia, sembra
ormai avviarsi verso una soluzione che accontenta tutti: l’area sarà
sgomberata e sarà anche superata la condizione di emergenza sanitaria che si
era determinata. Nel contempo sarà realizzato un rifugio sanitario per cani
di pertinenza del Comune che ne affiderà la gestione alle associazioni
animaliste. RITA BAIO

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it