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NEWS: Giornali Internet 21/05/07



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CACCIA
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Sos ambiente. Iniziativa di Danilo Mainardi, etologo e presidente onorario
della Lega protezione uccelli
Lipu: «Salviamo i passeri»
Appello contro la scomparsa della specie: «Serve un censimento»
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/A.htm
«Il passero non sarebbe dovuto diventare una specie a rischio». L’allarme lo
lancia Danilo Mainardi, noto etologo e presidente onorario della Lega
italiana protezione uccelli (Lipu), che si fa promotore nel nostro paese
della campagna «Sos passeri». Se eravamo convinti che a rischio estinzione
ci fossero solo animali lontani dal nostro ambiente, come balene e
rinoceronti, dobbiamo ricrederci, perché anche quei piccoli concittadini con
le ali, che sono i passeri europei, diffusi tanto in campagna quanto sui
viali urbani, sono decimati dal progresso. Il fenomeno è più evidente nel
Nord Europa, da dove è partita la campagna di Bird Life International, della
quale la Lipu è rappresentante in Italia. All’inizio degli anni ’70 c’erano
12 milioni di coppie di passeri nei cieli inglesi: oggi solo 6-7 milioni e
Bird Life International ha incluso per la prima volta il passero nella lista
delle specie minacciate.
Il passero è un generalista che si nutre in tanti modi e di tante cose ed ha
il vantaggio di essere adattabile, caratteristica che gli ha permesso di
sistemarsi in tutto il mondo. Evidentemente, non basta: pur essendo
prevalentemente granivoro, il passero ha bisogno di insetti per svezzare la
prole e se non ne trova la mortalità delle nidiate è altissima, oltre al
fatto che in tutti i nidi ispezionati non si è trovato più di un paio di
uova per coppia. Il fenomeno non è rilevabile in Europa in maniera uniforme
ma puntiforme: si calcola che ci sia stata una diminuzione del 50 per cento
negli ultimi 10 anni ma che a Londra sia del 66 per cento. In Italia un
censimento è stato fatto nella città di Livorno e Marco Dinetti della Lipu
ha potuto dimostrare una diminuzione del 53,6 per cento rispetto a 12 anni
fa.
Le cause ipotizzate dagli studiosi sono diverse, non tutte esclusive, non
tutte determinanti allo stesso modo in aree diverse. Nei giardini londinesi
di Kensington c’erano 2.603 passeri nel 1925, mentre l’anno scorso sono
stati censisti solo 4 maschi. Crolli di popolazione si sono registrati anche
ad Amsterdam e ad Amburgo, mentre viceversa a Berlino non ci sono segni
evidenti di crisi. Questo ha lasciato stupiti gli studiosi che non hanno
trovato una causa comune ai diversi cali di popolazione.
Al meeting sul declino del passero europeo in ambiente urbano, svoltosi all’
Istituto di zoologia di Londra lo scorso febbraio, 37 studiosi di otto paesi
hanno presentato le loro ricerche. Per l’inglese Denis Summers-Smith, che
studia questo gruppo di uccelli dal 1947, la diminuzione in ambiente rurale
è causata dall’intensificazione agricola ma il declino nelle aree urbane,
iniziato negli anni ’90, ha altre origini e colpisce in particolare le città
più grandi. Il ricercatore ha ipotizzato come cause più importanti la
riduzione dei siti per i nidi con le ristrutturazione dei tetti coibentati
dell’edilizia moderna e l’espansione urbanistica che comporta una minore
disponibilità di aree verdi e di conseguenza di cibo. In particolare
Summers-Smith ha puntato il dito contro l’introduzione della benzina verde
che eliminerebbe gli insetti con cui i passeri nutrono la prole: la tesi
sarebbe suffragata dal fatto che l’inizio della diminuzione dei passeri è
coincisa con il boom della benzina verde e che a Parigi, dove ci sono più
auto a gasolio che a benzina ci sono più passeri che a Londra.
Mairead MacLean, dell’Università di Exeter nel Regno Unito, ha ricercato gli
effetti della predazione dei gatti domestici. L’ornitologo olandese Guus van
der Poel ha sottolineato che i passeri sono spariti anche dai quartieri dove
tutte le case sono state costruite prima degli anni Cinquanta, pur con
sottotetti adatti alla nidificazione.
Resta il fatto che la popolazione di passeri è in calo e un tabloid
londinese ha offerto 8 mila sterline a chi sappia dare una spiegazione
scientifica e convincente del fenomeno, mentre il British Trust for
Onithology ha chiamato migliaia di volontari a una campagna di censimento.
Anche a Verona la Lipu si sta muovendo per la campagna di censimenti dei
passeri. Francesco di Grazia, responsabile della sede locale dell’
associazione, indica le azioni concrete i cui dettagli sono disponibili
anche sul sito www.lipu.it. «Si possono fare donazioni per i nostri
progetti, per acquistare e installare un nido in un parco pubblico; per
rendere sicuri dieci metri di barriera fonoisolante di un’autostrada contro
cui si calcola si schiantino 3 milioni e 750 mila passeri all’anno; per
organizzare interventi di educazione ambientale a scuola; per una giornata
di studi ornitologi necessari a monitorare la popolazione di passeri; per
sostenere l’impegno Lipu a migliorare la pianificazione urbanistica dei
Comuni in senso ecologico», spiega. Il censimento può essere fatto in
ambiente rurale o urbano, si compila la scheda, il censimento compilato va
poi spedito alla Lipu che lo inserisce nei dati nazionali.
Ci sono molti accorgimenti che ognuno può mettere in atto: dal fornire cibo
lasciando crescere erbe più alte in un angolo del giardino, perché
forniscano fiori e semi; installare una mangiatoria per aiutare i passeri a
superare i periodi in cui il cibo in natura scarseggia; fornire rifugi con
piante a cespuglio e provvedere il gatto di casa di un collare con sonaglio
per avvertire gli uccelli della sua presenza. Si possono anche collocare
nidi artificiali.
Vittorio Zambaldo
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I cacciatori: «Nessun rischio estinzione»
Salvelli: «È una scusa per inserirli nella lista delle specie da non
cacciare»
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/D.htm
Ai cacciatori veronesi non risulta affatto che i passeri nostrani siano in
estinzione: «Assolutamente no», esordisce categorico Alessandro Salvelli,
presidente provinciale e consigliere nazionale di Federcaccia, l’
associazione che raggruppa il maggior numero delle oltre diecimila doppiette
veronesi.
«Piuttosto rileviamo una presenza di passeri consistente e non vorrei che
questa campagna fosse l’anticipo di un’altra destinata a togliere la specie
da quelle cacciabili, con la scusa che sarebbe in estinzione», dice alzando
il velo su quello che presume essere il passo successivo.
Salvelli nega che i cacciatori abbiamo interesse prioritario per questa
specie: «Direi anzi che nella scala dei soggetti prelevati è all’ultimo
posto. Non ha una carne eccezionale e dal punto di vista venatorio non si
può certo dire che i passeri siano prede pregiatissime», spiega.
Quanto alla concorrenza di gatti e altri predatori Salvelli, che è anche
dirigente veterinario dell’Asl 22, non ha dubbi: «Da tempo svolgiamo assiduo
controllo sulla popolazione felina della nostra Asl e il fenomeno del
randagismo, grazie alla sterilizzazione, è sotto controllo: non si può dire
che ci siano più gatti di una volta, né che predino passeri con più
assiduità di quanto non sia sempre stato nel loro istinto», aggiunge.
Predatori assolti dunque? «Certamente», risponde Salvelli, «perché i gatti
non ne hanno colpa e i cacciatori, anche se può apparentemente sembrare un
controsenso, sono coloro a cui sta più a cuore che la selvaggina cresca in
numero e qualità. Dove manca la caccia si creano fenomeni di consanguineità
e di sovrappopolazione, che portano alla decimazione delle colonie di
selvatici. E questo sì è un danno grave per l'ambiente, non una caccia
responsabile e controllata», conclude. (v.z.)
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ALLEVAMENTO
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Latte alla diossina, chiuso allevamento
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070521&ediz=NAZIONALE&n
pag=22&file=J.xml&type=STANDARD
Trovata diossina nel latte, sequestrato un allevamento di bufale a Caivano,
in località Omomorto, presso l’ex Masseria Mangoni. Il provvedimento è stato
adottato con un’ordinanza del commissario prefettizio, Elisabetta Lignola,
in seguito alla relazione del servizio veterinario dell’Asl Na3 e dell’
Ufficio Ambiente del Comune per il risultato delle analisi effettuate
dall'Istituto zooprofilattico del Lazio che, dopo una serie di controlli, ha
segnalato il ritrovamento di sostanze tossiche. Pertanto sono immediatamente
scattati i sigilli per l'intera area di circa 4000 mq che si trova ai
confini con Acerra e a poche centinaia di metri dal depuratore delle acque.
A produrre diossina sono anche i roghi dell’immondizia

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it