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NEWS: Giornali Internet 22/05/07



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CACCIA
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Colli Euganei
No ai cacciatori ...
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3385969&Data=2007-05-22&Pagina=7&Hilights=donazzan
Ferdinando Garavello
Colli Euganei - No ai cacciatori privati, anzi sì: conflitto di idee fra
Parco Colli, i cui vertici hanno bocciato la proposta di introdurre i
selecontrollori sui colli, e la Regione, che invece pare propensa a trattare
sulla presenza di questa nuova figura per debellare la piaga dei cinghiali.
I selecontrollori sono operatori privati, che possono svolgere interventi
tecnici di contenimento della fauna. In soldoni, cittadini addestrati e
dotati di un patentino di caccia che, in accordo con gli enti che gestiscono
le aree protette, vengono incaricati dell'abbattimento degli animali più o
meno dannosi.+Sono favorevole all'introduzione dei selecontrollori assicura
l'assessore regionale alla caccia, Elena Donazzan dobbiamo sfruttare le
potenzialità di controllo e selezione sugli animali che la caccia può dare
all'interno del territorio collinare;. L'assessore riporta alcuni esempi di
parchi nazionali e regionali in cui alcune specie, come i caprioli, si
ritrovano a non aver alcun competitore naturale e quindi sono in
soprannumero. Alzandosi il numero degli esemplari, però, tutta la comunità
ne risente perchi dopo un certo periodo le condizioni necessarie per la
sopravvivenza vengono a diminuire. In casi come quello dei caprioli, i
selecontrollori vengono utilizzati regolarmente per tenere la popolazione a
livelli accettabili. I cinghiali, invece, dovrebbero essere eliminati;.+Nel
caso dei colli Euganei spiega la Donazzan - dove è stata introdotta una
specie non autoctona e che non ha predatori naturali, l'unica soluzione è
l'eliminazione. Stiamo registrando danni enormi alle altre specie, il cui
habitat è distrutto dai cinghiali, ma anche agli agricoltori della
zona;.L'importante è non confondere controllori con cacciatori, dato che i
primi verrebbero preparati con durissime selezioni e corsi particolari.+La
caccia al cinghiale avverte l'assessore regionale - necessita di particolare
preparazione, ma in questo caso ci scontriamo con la normativa regionale
sulle aree protette;.Gli altri sistemi, come quello delle trappole o
chiusini, sarebbero troppo costose e a conti fatti inutili.+Il cacciatore è
uno strumento straordinario per risolvere il problema conclude la Donazzan -
gli appassionati di caccia e i visitatori del territorio collinare si
rendono conto che ormai tutto è distrutto dai cinghiali. Sono convinta che,
se il Parco potesse riuscire a comprendere l'entità dei danni ambientali che
la specie sta causando, si arriverebbe ad una soluzione molto presto;.
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Cagli, l’incontro con l’assessore Minardi
Cacciatori, si prepara una dura protesta
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=B5CB34DB994AA36E24E7D13
0DEAFCE11
CAGLI - L’assemblea dei cacciatori e agricoltori riuniti, che si è tenuta a
Cagli recentemente, è da ricollegarsi a quella di martedì scorso,
organizzata dalla Comunità montana del Catria e Nerone, per discutere l’
argomento caccia, le misure di conservazione generali per le zone di
Protezione speciale e per i Siti di Importanza Comunitaria - Modifiche e
Integrazioni della legge n°60 del 29 gennaio 2007.
A questa assemblea hanno partecipato le associazioni venatorie Federcaccia,
Arcicaccia, Liberacaccia; presiedeva Gino Traversini, presidente della
Comunità montana di Cagli, era presente anche il sindaco di Cagli, Domenico
Papi; le conclusioni sono state di Luigi Minardi, assessore regionale alla
Cultura.
Tante polemiche e proteste da parte dei cacciatori che hanno espresso le
loro preoccupazioni alla delibera regionale n°60 con le modifiche apportate
e con quelle non considerate.
Queste avevano provocato una sollevazione popolare nella assemblea
precedente per le eccessive limitazioni imposte. Limitazioni che secondo l’
assemblea non troverebbero riscontro nelle direttive europee e ne nell’
applicazione vigente negli Stati dell’Unione. Dopo l’ illustrazione delle
modifiche apportate alla delibera 60 nella assemblea del 15 maggio, i
contenuti di questa seconda delibera sono stati giudicati dall’assemblea non
rispondenti alle aspettative del mondo venatorio. E’ stata, è vero,
recuperata la “braccatura” al cinghiale, ma a prezzi onerosi - hanno
detto -. “Ci vogliono insegnare come si va a caccia? Con una serie di
balzelli ritenuti ridicoli , facendo scivolare in secondo piano le proposte
avanzate da tutte le associazioni venatorie, da tutti i comitati cinghialai
della Regione Marche, dai comitati spontanei di protesta sorti sul
territorio, dalle associazioni agricole e dai sindaci del territorio”.
A questo punto il dibattito ha assunto toni caldi ed i numerosi interventi
avrebbero confermato lo stato di tensione, di sconcerto, di risentimento, di
diffidenza, serpeggiante fra i numerosi partecipanti, nei confronti di
questa nuova delibera e dell’intera Giunta Regionale.
L’assessore regionale Minardi, che ha parlato per ultimo, ha affermato, fra
le altre cose, di essere una persona che sa ascoltare, e così ha prestato
orecchio alla protesta : “E’ stato fatto un passo avanti - ha detto tra l’
altro - troveremo il modo per applicare altre soluzioni”.
Intanto i cacciatori rivolgevano a Minardi un invito a ffinchè “la Regione
riconsideri nelle Marche la caccia nei suoi vari aspetti, perché siamo
stanchi di essere presi in giro, e che si provveda a modificare le parti
loro riguardanti. Stiamo preparando la protesta da portare in Ancona
prossimamente”.
GIOVANNI BARTOLI
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ANFIBI
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Rospi smeraldini a rischio d'estinzione ...
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3386430&Data=2007-5-22&Pagina=3
Rospi smeraldini a rischio d'estinzione all'interno dei giardini della
Biennale. Da sempre pacifici e silenziosi abitanti delle zone verdi attorno
a Sant'Elena, di cui sono da sempre uno degli elementi caratteristici, sono
adesso minacciati proprio in uno dei luoghi da sempre habitat naturale dai
piccoli animali di terra. A dare notizia del pericolo una biologa, F. M.,
che da anni volontariamente si preoccupa della sorte della specie autoctona:
«A ridosso del padiglione Brasile, in un'enorme vasca solitamente piena
d'acqua, i rospi erano soliti riprodursi tra aprile e maggio. Quest'anno la
vasca è stata prosciugata e sono stati manomessi i tubi dell'acqua,
lasciando all'asciutto i girini, i quali sono morti tutti. Gli operatori che
si occupano di manutenzione dei padiglioni, nei pressi della vasca, anche
gli anni passati hanno compiuto gesti assurdi nei confronti dei piccoli
appena nati, spargendo cloro e vernice nell'acqua».
Effettivamente, come dichiarato dalla biologa, all'interno dei giardini
della Biennale esistono pozze d'acqua che si formano per la fuoriuscita
d'acqua dalle tubature che perdono, ma i rospi tendono a riprodursi sempre
nello stesso posto, e non sono soliti spostarsi per cercare altre pozze
d'acqua. E se durante tutto l'anno i giardini all'interno della Biennale
sono abbandonati a loro stessi e versano nella più totale incuria, non
appena si avvicina l'apertura della mostra espositiva si pensa di sistemare
in fretta la vastissima area verde.«Ho assistito in questi giorni a potature
selvagge di alberi e siepi fuori stagione. Stanno facendo potature senza la
minima conoscenza tecnica e gli operatori non sono giardinieri specializzati
ma manovali stranieri a cui è stato detto di fare un po' di pulizia».Il
tutto nella più assoluta libertà perché nessuno vigila. «Vicino al
padiglione Austria prosegue la biologa - per far passare dei container
volevano tagliare un albero lì da decenni. Li ho fermati appena in tempo».
Pratiche, quelle delle potature, che secondo la biologa andrebbero previste
per tempo e seguendo gli andamenti stagionali. Anche il periodo di
riproduzione dei rospi avviene secondo tempi precisi che non coincidono con
l'apertura della Biennale. Da qui l'incomprensione verso gesti tanto
assurdi.
Dall'ufficio Ambiente comunale rassicurano: «Nessuno ci ha messo al corrente
di quanto sta succedendo ai giardini della Biennale precisa Mario Scattolin,
dirigente e domani invierò dei tecnici a controllare. Se qualcuno ha
danneggiato il verde o l'ambiente dovrà renderne conto. Faccio presente che
il nostro ufficio è preposto ad intervenire in questi casi di incuria e
minaccia per le specie animali. Così come dei rospi smeraldini, di cui non
ero a conoscenza, spetta a noi e non a cittadini volontari l'assistenza in
caso di necessità. Chi assiste a situazioni di questo genere deve
contattarci (il numero a cui rivolgersi è 041.2748152) e saremo pronti ad
intervenire subito. Sbagliato fare tutto da soli». Gioia Tiozzo

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it