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NEWS: Giornali Internet 25/05/07



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CACCIA
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Sull’alto Garda la fauna selvatica è in sofferenza. Da Toscolano a Tignale
in vigore i primi divieti di transito
Strage di cervi nel Parco
Trovate quattro carcasse, animali forse abbattuti dai bracconieri
di Bruno Festa
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070525/Provincia/Aae.htm
Sull'alto lago di Garda la fauna selvatica è in affanno, presumibilmente
sotto i colpi dei bracconieri. Nelle ultime settimane infatti sono stati
quattro i cervi trovati morti sui monti dell'alto Garda, in pieno territorio
del Parco. Anzi, nel cuore stesso del Parco.
Due carcasse sono state individuate nella zona di Puria Nuova, una in
prossimità della galleria di Puria ed un'altra in territorio di Tignale. Gli
esemplari avevano un'età attorno ai quattro anni.
Tra le ipotesi più accreditate viene vagliata quella di qualche bracconiere
che potrebbe essersi appostato in macchina sulle strade sterrate che
permettono di individuare ed abbattere gli animali, prendendo la mira e
premendo il grilletto in prossimità della propria vettura.
Ma, spiega qualche esperto, al contrario dei caprioli che, abbattuti, cadono
quasi sempre sul luogo dove sono stati colpiti e lì muoiono, i cervi -
animali di grande mole - incassano il colpo e riescono poi a spostarsi anche
per qualche centinaio di metri, per poi cadere e morire. In pratica, succede
che il bracconiere non riesce più a recuperare neppure la carcassa dell’
esemplare abbattuto, che spesso, dopo alcuni mesi, viene individuata,
segnalata e, come nei casi di cui si sta parlando, fotografata.
Quanto al sistema di «caccia», non parrebbero esservi problemi, in quanto
sono disponibili fucili dotati di infrarossi e silenziatori, per cui colpire
in condizioni di scarsa visibilità e senza farsi notare non rappresenta una
difficoltà.
L'ostacolo, si diceva, consiste invece nel procedere al recupero
dell'animale. Proprio per questo capita che, come nei quattro casi segnalati
di recente, vengano rinvenute praticamente solo le ossa.
Tra le ipotesi alternative al bracconaggio vero e proprio se ne affaccia
un'altra, più remota, costituita dall'azione dei cani in periodo di caccia.
Quanto alla provenienza dei bracconieri, questi potrebbero essere gardesani,
ma è elevato il sospetto che possano portarsi nel Parco da zone vicine e a
poco servono sia i cartelli (spesso impallinati o divelti) o le sbarre che
chiudono le strade di montagna, sulle quali il transito è vietato. In
quest'ultimo caso vengono aperte, dopo che sono stati tranciati i bulloni.
Altri episodi che si sono verificati all'interno del territorio del Parco
hanno visto abbattere camosci in piena area demaniale, con colpi sparati sul
confine dell'area protetta.
E se per i cervi le cose non vanno bene, peggio stanno gli stambecchi, visto
che se ne contano e vedono in giro sempre di meno.
Uno dei possibili rimedi potrebbe essere costituito dalla proibizione del
transito veicolare sulle strade di montagna. Il divieto, peraltro, potrebbe
tutelare anche qualche altro aspetto naturalistico. Ed in questa direzione
si sono mossi negli ultimi mesi alcuni Comuni altogardesani. Toscolano
Maderno ha vietato il transito con veicoli a motore sulla strada Ponte
Campei e Valle dei Gamberi, Valle di Campiglio e Passo Fobia, Archesane per
Casino Verde e per Passo Spino, Le Prade e Rifugio Spino, da Navazzini a
Contrada Prada per Pirello e Pizzoccolo, da contrada Prada a Navazzini, da
S. Urbano a Navazzini, località Serve e C. Veronese.
A Gargnano il divieto vige sul sentiero di Comer, via Cima Lovere, via Croce
(vicino Muslone), via Rocchetta.
Tignale ha proibito il transito (e proceduto ad accertamenti a campione)
sulle strade in località Natone, dal bivio per Stublel alla località
Scarpapé, dalla località Bochèt dei Soldà attraverso la valle delle
Carbonere fino alla località Scarpapé e dal Passo Ere fino ai Termen.
Ma se i divieti esistono, la vera difficoltà consiste nell'operare forme di
controllo e farli rispettare.
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Il minstro Paolo De Castro alla prima edizione del salone nazionale “Caccia,
pesca e tempo libero”, organizzato dal centro fieristico Fabrofiere
http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=11277
FABRO – Rappresenta uno degli incontri più attesi quello con il ministro
delle politiche agricole e forestali, Paolo De Castro che, sabato 26 maggio,
omaggerà della sua presenza la prima edizione del salone nazionale “Caccia,
pesca e tempo libero”, organizzato dal centro fieristico Fabrofiere e che si
concluderà domenica 27 maggio.
Il ministro prenderà parte ad uno dei tre convegni organizzati in occasione
della manifestazione e dal titolo “Gestione della fauna e prelievo
venatorio: una risorsa per l’ambiente del centro Italia. Regioni e Governo
insieme per una campagna viva e vivibile”. L’incontro si terrà alle ore
16.00 presso il centro fieristico di Fabro.
Dopo l’indubbio successo ottenuto, domenica 20 maggio, per il primo dei tre
convegni, intitolato “Predisposizione calendari venatori e mobilità
interregionale”, inserito nel vastissimo programma del salone, la
manifestazione proseguirà fino al prossimo week end con numerose altre
attività riguardanti il mondo della caccia e della pesca. Numerose le
collaborazioni attive nell’organizzazione, come il Comune di Fabro, la
Regione Umbria e la comunità montana Montepeglia e Selva di Meana.
Altrettanto fitto e cospicuo il numero dei patrocini aderenti, quali quali
le Province di Terni, Perugia, Roma, Rieti, Viterbo, Firenze, Siena, Arezzo,
Grosseto e Macerata insieme all’ente GAL Trasimeno Orvietano e alle
organizzazioni Arcicaccia, Federcaccia, Liberacaccia, Enalcaccia, Cpa,
Fidasc, Fitav, Fipsas e Fitetrec Ante. Oltre ai delegati delle Province
aderenti e a tutti i rappresentanti delle organizzazioni patrocinanti, il
primo convegno ha visto la presenza, insieme a Gianni Cardaccia, direttore
del centro fieristico Fabrofiere, dell’assessore all’ambiente della Regione
Umbria Lamberto Bottini e degli assessori alla programmazione faunistica di
Perugia e di Terni, Massimo Buconi e Gianni Pelini.
“Lo scopo di questo evento – ha affermato l’assessore Buconi – è quello di
mostrare alle persone una nuova cultura, quella che si può definire ‘del
fare come’ e non ‘del vietato di’. In sostanza far vedere con un occhio
diverso e più attento, che il territorio deve essere sì conservato, ma anche
utilizzato in una maniera giusta e compatibile con quelle che sono le
passioni dell’uomo”.
Oltre ad una esposizione permanente di oggettistica, abbigliamento,
attrezzature e prodotti specifici Fabrofiere dà la possibilità a tutti gli
appassionati del genere di usufruire di due pacchetti, riguardanti uno l’
attività della caccia e l’altro della pesca. Il tutto potendo gustare
esclusive specialità di cacciagione e pesce di lago nel ristorante sempre in
funzione allestito all’interno del salone nazionale. “Rispetto e
salvaguardia delle acque territoriali” sarà invece il tema dell’ ultimo
convegno, quello del 27 maggio, che vedrà la presenza di Daniela Ferrando
dell’Associazione Fishingladies e di Antonella Carosi del laboratorio ittico
della provincia di Terni. Per il programma dettagliato si può consultare il
sito www.fabrofiere.it
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A COL CUMANO
Cacciatori a convegno con i massimi esperti sui vincoli venatori nelle Sic e
Zps
Il tema, stando a quanto hanno dichiarato i responsabili dell'Associazione
cacciatori bellunesi, è di estrema attualità e importanza non solo per i
protagonisti del mondo venatorio, ma anche per quelli del mondo
imprenditoriale e agricolo.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3389800&Pagina=4
L'argomento in questione è legato alla gestione dei siti di importanza
comunitaria (SIC) e delle zone di protezione speciale (ZPS) con riferimento
alle problematiche della caccia in tali luoghi. Per discuterne
l'Associazione cacciatori bellunesi, presieduta da Sandro Pelli di S.
Giustina, in collaborazione con l'Associazione nazionale libera caccia, ha
organizzato un convegno di studio che si terrà oggi, 25 maggio, con inizio
alle 20.30, nella sede del centro di spiritualità "Papa Luciani" di Col
Cumano. Al tavolo dei relatori sono stati chiamati esperti qualificati. I
lavori saranno presieduti da Nicola Dirodi, vice presidente regionale
dell'Associazione nazionale libera caccia. Il convegno sarà aperto dal
saluto del presidente provinciale Sandro Pelli al quale seguirà
l'introduzione ai temi del convegno che sarà curata dal presidente nazionale
dell'Associazione libera caccia Gelsomino Cantelli. Al fine di sviscerare a
fondo le varie problematiche in discussione sono state poi programmate tre
relazioni di carattere tecnico-normativo e giuridico-amministrativo. L'ing.
Ferdinando Ranzanici, della Federazione europea dei cacciatori (Face),
parlerà della "Situazione applicativa europea di Rete Natura 2000"; l'avv.
Italo Fanton, capo delegazione di Face Italia, interverrà su "Rete Natura
2000, Sic e Zps: problematiche comunitarie"; infine il dott. Graziano
Martini Barzolai, dirigente del settore pianificazione del territorio della
Regione del Veneto, riferirà delle "Iniziative della Regione per una
corretta gestione e conservazione dei siti Sic e Zips". Dopo il dibattito
tra il pubblico le conclusioni saranno tratte da Sergio Reolon, presidente
della Provincia di Belluno che ha dato il suo patrocinio all'iniziativa.
Dino Bridda
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ZOO
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Animali: raro pinguino nato in Parco faunistico bergamasco
L'esemplare appartiene ad una razza in via di estinzione
http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=1267401
9&mod=foglia
(ANSA) - BERGAMO, 25 MAG - Al parco Le Cornelle di Valbrembo e' nato in
cattivita' un pinguino appartenente a una famiglia di 11 esemplari in via di
estinzione. Si tratta della razza di Humboldt.Da quattro anni gli uccelli,
sempre piu' rari, sono ospitati all'interno del parco, dov'e' stato ricreato
un habitat naturale di circa 200 metri quadrati. I visitatori del parco
potranno ammirarlo a partire dalla prossima settimana, quando accanto al
nido sara' installata una telecamera collegata a un maxischermo.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it