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NEWS: Giornali Internet 26/05/07



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PESCA
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CASTELVOLTURNO
Pesca di frodo, scattano le denunce
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070526&ediz=CASERTA&npa
g=42&file=CENA.xml&type=STANDARD
VINCENZO AMMALIATO Blitz della guardia costiera nelle acque del litorale
domizio. Ieri gli uomini in divisa bianca dell'ufficio marittimo di
Castelvolturno, coordinati dalla stazione circondaria marittima di Pozzuoli,
hanno inferto un duro colpo ai pescatori di frodo che quotidianamente si
recano sulla costa casertana per le proprie attività illecite.
Nell'operazione è stato impegnato un alto numero di militari divisi in tre
pattuglie. La zona presa di mira è stata quella di Baia Verde, dove si negli
ultimi mesi si sono registrate numerose denuncie per questo tipo d'attività
illecità. Al termine dell'operazione sono state denunciate sette persone ed
elevati altrettanti verbali amministrativi per un totale di 7.224,00 euro di
multa. Inoltre, è stata posta sotto sequestra l'attrezzatura utilizzata dai
pescatori illegali, consistente in quattordici bombole complete di
respiratori. Le persone denunciate, hanno fatto sapere dalla guardia
costiera, sono tutte residenti a Torre Annunziata. Questo particolare
conferma la tesi di una denuncia presentata alla procura della Repubblica
tre mesi fa dall'assessorato all'ambiente del centro domizio, con la quale
si faceva presente all'autorità giudiziaria la presenza quotidiana di
numerosi pescatori provenienti dall'arEa torrese-stabiese nella località di
Baia Verde. Questi pescatori, secondo l'articolata denuncia, praticavano in
gruppi ben organizzati la pesca di frodo per razziare l'arenicola
napoletana. Presente in grosse quantità nei pressi delle scogliere,
quest'ambita preda dei pescatori di frodo è meglio conosciuta come "esca
rossa". Si tratta di un particolare verme, di colore rosso, appunto, di cui
sono particolarmente ghiotti le spigole e le orate. Per questo motivo
l'arenicola è molto ricercata dai praticanti di pesca sportiva. E il suo
prezzo al dettaglio arriva fino ad un euro al capo. Per raccoglierla in
grosse quantità, però, è necessario spostare gli scogli alla cui base si
annida. Le sette persone fermate ieri, per realizzare questo tipo di pesca
utilizzavano delle grosse aste di ferro, danneggiando seriamente l'intera
scogliera.
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MALTRATTAMENTI
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IL CANE SOTTO IL SOLE COCENTE: CONDANNATO
http://www.lasicilia.it
Non è la prima sentenza che punisce i proprietari di cani che adottano
comportamenti illegali. La «cultura» e l’attenzione verso gli animali
domestici, lascia spesso a desiderare anche se i casi che vengono agli onori
della cronaca sono una piccola parte di quelli che accadono. Diventano
rilevanti, penalmente, quando come in questo caso interviene la Corte di
Cassazione a determinare cosa è illecito e cosa consentito. È vietato dice l
’ultima provincia lasciare i cani i esposti al sole senza possibilità di
muoversi a cercare l’ombra, perchè legati a una catena. Anche la circostanza
che vicino al cane, ma sempre esposta al sole, ci sia una cuccia, non serve
al padrone come attenuante per evitare l’ammenda. In questo ultimo caso i
giudici della Terza sezione penale hanno confermato la condanna al pagamento
di 1.500 euro nei confronti di un trapanese di 42 anni Leonardo C.,
colpevole di maltrattamenti verso il suo pastore tedesco.
Lo aveva tenuto nel cantiere di sua proprietà legato a una catena di soli
due metri, sotto il sole cocente dell’estate, con vicino solo una cuccia
arroventata.
Senza successo Leonardo C. aveva fatto ricorso alla Suprema Corte facendo
presente che in verità era molto attento al suo cane, tutti i giorni gli
dava da mangiare, gli dava l’antiparassitario e non gli faceva mancare
nulla. Quanto all’esposizione al sole, aveva invece sostenuto che il pastore
tedesco poteva ripararsi nella cuccia. Motivazioni giudicate insufficienti
che non sono riuscite a convincere i giudici che hanno rigettato la tesi
difensiva di Leonardo confermando l’ammenda inflittagli dal Tribunale di
Trapani il 9 febbraio 2006.
La Cassazione ha sottolineato che il reato di maltrattamento era provato dal
momento che il cane era «privato della possibilità di muoversi, si trovava
in un cantiere assolato e aveva a disposizione solo una cuccia soffocante».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it