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NEWS: Giornali Internet 30/05/07



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CACCIA
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CONSIGLIO IN BROLETTO. Rivista anche la disciplina per le guardie ittico
venatorie volontarie. Due agenti premiati a Milano
Polizia provinciale, è polemica
Approvato il nuovo regolamento che assegna più funzioni di ordine pubblico
di Natalia Danesi
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070530/cronaca/Aaa.htm
Il consiglio in Broletto dà il via libera al nuovo regolamento istitutivo
della polizia provinciale. Ma non senza polemiche. La delibera approvata
nella seduta di ieri con 17 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto
ridisegna le funzioni del corpo, a cui - sottolinea l’assessore Guido
Bonomelli nel suo intervento - viene riconosciuto il concorso alle politiche
di controllo e presidio del territorio, in coordinamento con le altre forze
dell’ordine. «Un’occasione in più per garantire la sicurezza della nostra
provincia - precisa Bonomelli - in relazione soprattutto alla violazione
delle leggi sull’immigrazione e al controllo dei laboratori clandestini». Il
nuovo regolamento conferma - spiega ancora l’assessore - la vocazione
ittico-venatoria del Corpo ed assegna la priorità negli interventi alle aree
nelle quali la polizia locale è carente. Scompaiono i vecchi nuclei per
garantire una maggiore flessibilità della provinciale che «potrà così
valorizzare appieno le professionalità già presenti».
Critica l’opposizione. Nel sottolineare che manca ancora una risposta sul
nodo del comandante dopo la sospensione dal servizio di Giulio Honorati,
Pierluigi Mottinelli (Margherita) sposa la posizione dei sindacati, secondo
cui - come spiega una nota delle Rsu, frutto dell’assemblea che si è tenuta
in concomitanza con la convocazione del consiglio - il nuovo regolamento è
più orientato a connotare il corpo innanzitutto come forza di polizia dedita
all’ordine pubblico. «Vorremmo che finisca questa contrapposizione di
ruoli - sottolinea il documento - e ribadiamo che, a parere di queste
federazioni sindacali, l’unica soluzione alla situazione all’incertezza deve
passare attraverso il ripristino dei ruoli che a ciascuno competono; e alla
polizia provinciale spettano prima di tutto funzioni in materia di tutela
ambientale, ittico-venatoria e di sicurezza stradale». Della stessa opinione
anche Gianna Baresi (Prc), secondo cui la delibera approvata ieri con il
voto contrario dell’opposizione «stravolge il ruolo degli agenti e non
prende minimamente in considerazione le considerazioni già più volte
inoltrate dalle rappresentanze sindacali».
Ma la polizia provinciale non suscita solo polemiche. Una buona notizia: in
occasione dell’annuale Giornata della gratitudine, oggi a Milano il
governatore della Lombardia Roberto Formigoni e l’assessore Massimo Ponzoni
attribuiranno un premio ad Angelo Rivetta e Pierluigi Zappa, agenti della
provinciale che hanno prestato soccorso a due anziane e una disabile
precipitate in una scarpata con la loro auto, che perdeva carburante e
rischiava di incendiarsi.
Tornando al consiglio, sono state approvate con il solo voto contrario di
Rifondazione altre due delibere che disciplinano rispettivamente il rilascio
dell’abilitazione a guardia ittico-venatoria da parte della provinciale,
dando precedenza ai residenti in provincia, e la nascita di un regolamento
per disciplinare il lavoro e il coordinamento delle guardie venatorie
volontarie, che avranno tra le funzioni, oltre alla vigilanza, anche la
promozione di programmi didattici ed educativi. Molte le perplessità di Prc
sulla natura del vincolo tra gli operatori e l’Ente. Baresi, elencando le
incongruenze, si dice critica sulla «costituzione di una commissione
disciplinare presieduta da un dirigente della Provincia», e contraria a che
nel regolamento venga indicato per le guardie «un numero di ore minime
annuali e giornaliere di lavoro». Il che, «come ha già evidenziato il Tar in
una sentenza su una situazione analoga del 4 aprile 2006, non è possibile
trattandosi di volontari, e non dipendenti».
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AVVELENAMENTI
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Cane ucciso: indagato
Pergine, finisce nei guai un agricoltore Billy aveva mangiato bocconi
avvelenati
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=26452&p
agina=29&versione=testuale&zoom=&id_articolo=137415
Billy, un cane meticcio di piccola taglia, è morto tra atroci sofferenze,
avvelenato da alcuni bocconi a base di pesticida. Il suo padrone ha sporto
denuncia contro ignoti e per la morte del cagnolino ora è indagato un
agricoltore di Pergine: il pubblico ministero Carmine Russo aveva chiesto
per due volte l'archiviazione, ma il giudice per le indagini preliminari
Marco La Ganga l'ha respinta ed ha ordinato al pm l'iscrizione nel registro
degli indagati dell'agricoltore. I fatti risalgono al 29 gennaio 2006. Il
padrone del cane era uscito con il suo amico a quattro zampe per una
passeggiata nella zona di Masi di Mezzo, all'indomani di una forte nevicata.
Al ritorno a casa la brutta sorpresa: Billy ha iniziato a stare male.
Vomito, bava alla bocca, irrigidimento del corpo, erano i chiari segnali
dell'avvelenamento, che dopo nemmeno un'ora ha portato alla morte del cane.
Il padrone, a quel punto, ha deciso di scoprire cosa fosse successo e,
seguendo le orme lasciate sulla neve, ha fatto il percorso a ritroso,
arrivando davanti ad una ciotola, posta all'esterno di un'abitazione di Masi
di Mezzo, contenente alcuni bocconi, che il proprietario del cane ha
prelevato. L'esame tossicologico eseguito presso l'Istituto di zooprofilassi
di Trento ha confermato che Billy era morto per aver ingerito del pesticida.
Una circostanza che, purtroppo, non è certo nuova in Trentino, dove
puntualmente si registrano casi di animali stroncati da micidiali bocconi a
base di stricnina o di altre sostanze letali, seminate da chi,
evidentemente, odia i cani. Il padrone ha sporto denuncia contro ignoti
presso la stazione dei carabinieri e si è affidato all'avvocato Elisa
Zanolini. Nella denuncia il padrone riferiva anche della ciotola trovata
vicino all'abitazione dell'indagato. L'ispezione eseguita a casa
dell'agricoltore ha portato al rinvenimento di diserbante e topicida, ma non
del pesticida responsabile del decesso di Billy. Dalle indagini eseguite dai
militari non risulterebbe invece che sia stato fatto un raffronto fra il
cibo ingerito dal cane ed i bocconi trovati nella ciotola. Sulla presenza
del contentore, va detto, che il gatto del contadino, per sua stessa
ammissione, sarebbe morto. Al termine degli accertamenti il pm Russo ha
chiesto l'archiviazione del caso, ma il legale si è opposto. Il giudice ha
dunque disposto nuovi accertamenti. L'avvocato ha fornito agli inquirenti
nuovi elementi: tra questi anche alcune testimonianze di persone della zona,
nonché notizie sulla morte di altri cani, sempre per avvelenamento, nelle
stesse campagne. Al termine di questi ulteriori accertamenti il pm ha
presentato una nuova richiesta di archiviazione, non ritenendo che vi fosse
prova certa che il cane aveva mangiato i bocconi avvelenati proprio nella
zona vicina alla casa dell'agricoltore né della volontarietà del gesto.
L'avvocato Elisa Zanolini ha presentato nuovamente opposizione, convinta che
tutto gli elementi raccolti nel corso delle indagini seguissero un preciso
filo conduttore. Il gip Marco La Ganga, come detto, alla fine ha respinto
nuovamente la richiesta di archiviazione ed ha ordinato che il contadino
venisse iscritto nel registro degli indagati.
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Il ritrovamento di alcuni animali selvatici morti a Sarone di Caneva fa
scattare l’indagine della Forestale
Cinghiali e cani avvelenati col cianuro
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3396129&Pagina=5
Bocconi di cibo avvelenati col cianuro: c'è paura in Pedemontana tra Colle
di San Floriano, Col Longone, Col San Martino e Sorgenti della Livenzetta
nei Comuni di Polcenigo e Caneva. L'allarme è scattato dopo il ritrovamento
di due cinghiali morti. Ci sono poi state segnalazioni di cittadini che
hanno visto i propri animali domestici (cani e gatti in particolare) morire
con la bava alla bocca (e vomito): chiari sintomi - poi confermati dai
veterinari - dell'avvelenamento.
Da settimane le guardie ittico venatorie della Provincia (ma ne sono stati
informati anche i carabinieri) hanno avviato indagini che, almeno per ora,
non hanno portato ad alcun risultato né alla scoperta di bocconi avvelenati.
I tutori dell'Ordine, pur non sottovalutando le denunce dei cittadini,
ipotizzano che in alcuni casi si tratti di episodi di psicosi e che la morte
di cani e gatti siano dovute a cause naturali. I due cinghiali morti - è
quanto si apprende dalla Forestale - sono stati trovati, a pochi metri l'uno
dall'altro, nelle vicinanze del fiume Livenza. Ciò fa pensare che siano
morti per avvelenamento. Allo stato attuale - aggiunge la Forestale - non ci
sono elementi oggettivi per poter ritenere che la morte sia stata
determinata dall'ingestione di bocconi avvelenati. Va comunque posta una
precisa attenzione - il consiglio della Forestale - nella zona del Col di
San Martino a Caneva dove, in due situazioni diverse, sono morti, per cause
attribuibili a bocconi avvelenati, due cani appartenenti a famiglie
residenti nella zona. Carabinieri di Caneva, Corpo Forestale Regionale della
Stazione di Aviano e Vigilanza Ittico Venatoria della Provincia di Pordenone
stanno indagando in modo congiunto al fine di individuare eventuali
responsabili dei fatti. Si stanno inoltre eseguendo dei sopralluoghi mirati,
per trovare ulteriori bocconi avvelenati.
L'indagine è partita dal ritrovamento dei due cinghiali e dalle denunce dei
cittadini. «Ho visto il mio cagnolino - spiega C.D., casalinga di Sarone -
morire tra atroci sofferenze, con la bava alla bocca». La donna ha poi
scoperto che altri persone avevano visto morire il cane o il gatto con
sintomi analoghi.
I cittadini si sono informati e, scoperta la pista dei bocconi avvelenati
seminati nei boschi per uccidere i cinghiali, hanno segnalato i fatti ai
tutori dell'Ordine. I boschi tra il colle di San Floriano e il Col di San
Martino sono stati passati al setaccio e controllati minuziosamente: non
sono stati però scoperti bocconi avvelenati. Nessuna traccia nemmeno dei
"criminali" che avrebbero seminato il veleno e che potrebbero aver "aperto"
una guerra fuorilegge contro la presenza dei cinghiali. I rischi, come
avvenne quando nel mirino ci furono le volpi ammalate di rabbia, sono però
altissimi. Roberto Ortolan

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it