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NEWS: Giornali Internet 18/06/07



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CACCIA
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Tre denunciati nel Giuglianese: nelle loro abitazioni sono state trovate 80
carcasse di specie protette
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20070618&ediz=CIRC_NORD&npag=3
8&file=3H1.xml
AMALIA DE SIMONE Esemplari di barbagianni ridotti come un ghiacciolo,
pernici di mare legate e con le piume coperte di brina, maestosi cavalieri
d'Italia appesi per le zampe. Si sono trovati davanti a questo crudele
scempio gli agenti della polizia provinciale quando hanno fatto irruzione
nei laboratori di tre tassidermisti, vale a dire tre imbalsamatori, senza
scrupoli dell'area Giuglianese. Secondo le indagini, per anni, i tre hanno
realizzato trofei, con animali di specie protette e in via di estinzione,
per i bracconieri della provincia napoletana e si ipotizza che fossero tra i
promotori di un traffico internazionale di selvaggina protetta che toccava
Campania, Toscana, Friuli e i paesi dell'Est Europa, in particolar modo
Romania e Bulgaria. Per gli investigatori sono gli eredi della «barbona di
Scafati» una donna di 70 anni diventata famosa perché in casa sua furono
trovati oltre 300 animali morti, di cui alcuni in via di estinzione. I tre
«imbalsamatori», famosi nell'ambiente dei bracconieri e protagonisti
dell'operazione «Faraone», coordinata dai sostituti procuratori di Napoli
D'Alessio e Cortigiano, erano già da tempo nel mirino della polizia
provinciale diretta dal comandante Sergio Costa. Nelle loro abitazioni a
Giugliano, Villaricca e Qualiano, sono stati sequestrati oltre 80 carcasse
di animali, attrezzature per la tassidermia, congelatori per conservare le
spoglie degli uccelli, reti da uccellagione e trappole, uccelli vivi
protetti detenuti illegalmente e anche armi da caccia non denunciate
all'autorità di ps. Uno dei tassidermisti denunciati era titolare di
autorizzazione per l'esercizio della professione, ma la esercitava in nero e
su specie protette. Un altro, di Giugliano, esercitava abusivamente e su
specie sottoposte a tutela speciale. Infatti, nel corso della perquisizione
sono state rinvenute gru, cavalieri d'Italia, gufi e barbagianni, pernici di
mare, volpoche e avocette. L'operazione della Polizia provinciale di Napoli
ha consentito di sequestrare, oltre che gli animali già imbalsamati e quelli
congelati prossimi alla stessa fine, anche taccuini, agende e riferimenti al
vasto giro di bracconieri sui quali proseguono le indagini della Procura.
L'ipotesi è che ci fosse un gruppo di bracconieri che uccideva volatili
proprio per partecipare al business dell'imbalsamazione. I guadagni sono
notevoli, infatti far imbalsamare un piccolo volatile costa 20 euro ma far
diventare un trofeo di caccia una civetta o un aquila può costare anche 400
euro. La selvaggina sequestrata al momento del blitz ai tre imbalsamatori
avrebbe reso un guadagno di oltre 30mila euro. «L'operazione nasce in
collaborazione con la Lipu e da una serie di indagini sull'attività dei
bracconieri e sul traffico internazionale di "trofei" di caccia. - spiega
Sergio Costa - La pratica della tassidermia, cioè l'arte di conservare le
spoglie di un essere vivente in modo da mantenerne le forme nel tempo, è
consentita dalla legge italiana ed è regolata mediante una serie di
autorizzazioni di carattere amministrativo. Il tassidermista deve dichiarare
la lecita e corretta provenienza degli animali da imbalsamare, la specie da
trattare e la tecnica di imbalsamazione. Inoltre, deve mantenere un registro
di carico e scarico per la gestione dei rifiuti provenienti dai reagenti
chimici impiegati. Infatti i denunciati oltre ad aver violato le norme sulla
caccia dovranno rispondere di reati fiscali e illecito smaltimento dei
rifiuti».
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ANIMALI
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Quando la natura si vendica...
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3415691&Pagina=1
C'è chi si è venduto la coscienza per il denaro che doveva portare questa
manifestazione, chi ha calpestato la sensibilità del proprio elettorato, chi
ha pensato che anche i propri elettori ambientalisti potessero vendersi...
per un biglietto d'ingresso, chi ha fatto strappi ai regolamenti, ha
commesso irregolarità (si pensi alla Valutazione d'incidenza ambientale
approvata solo dopo aver organizzato un megaconcerto rock in un parco
naturalistico, a poca distanza da un canile, e addirittura a biglietti
venduti), chi s'è arrampicato sul valore culturale della manifestazione per
non dire che ciò che domina - a sinistra come a destra - è il denaro, chi ha
promesso però di risarcire con denaro sonante, chi prima protestava e poi
s'è fatto silenzioso, chi ha detto "sempre prima le persone, poi gli
animali", non ha voluto proteggere i cani ingabbiati e non ha saputo
proteggere nemmeno le persone, chi ha affermato che tanto i cani non
avrebbero sentito, chi ha censurato... Ma la natura ha fatto il suo colpo di
scena e dopo un solo giorno si è vendicata travolgendo quelle torri del
suono che diffondevano musica rock in un parco protetto, un ambiente creato
per il silenzio, il fruscio del vento e della pioggia, le strida degli
uccelli, dov'è il miagolio dei randagi e dove gli umani hanno relegato
l'abbaiare dei reietti.
La natura ha detto a chi vuol capire che un parco è fragile non meno di un
capolavoro dell'arte come Piazza San Marco. La musica ha bisogno di spazi
adeguati e destinati allo specifico uso. Ricordiamo tutti il concerto dei
Pink Floyd a Venezia e le problematiche conseguenti, così come torna alla
mente, meno di un anno fa, l'annullamento del concerto di Gilmour in Piazza
San Marco causato dal crollo di una putrella della sovrastruttura del palco.
Il Parco di San Giuliano, così come Piazza San Marco, non è posto per grandi
manifestazioni. Deve restare alla vegetazione, agli uccelli che vi
nidificano, alla colonia felina fantasma che si nutre intorno al canile, ai
cani abbandonati, alle persone che apprezzano il contatto con l'ambiente
naturale. Noi speriamo sinceramente che lo si capisca, che questo grande
spettacolo venga trasferito altrove per sempre. Speriamo non serva ricorrere
alle denunce per maltrattamenti e sia bastata la ribellione della natura.
Monica Virello Associazione canili veneto

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it