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NEWS: Giornali Internet 19/06/07



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CACCIA
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Insieme alla badante aveva abbattuto a colpi di scopa i rifugi dei volatili
sulla grondaia. L’anziana si è giustificata spiegando che gli animali
sporcavano
Distrugge i nidi di rondine, ottantenne patteggia
In frantumi le uova con i pulcini, per il giudice ha causato la morte di un
animale senza necessità
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aac.htm
Ha fatto abbattere dalla badante quattro nidi di rondine, costruiti sulla
grondaia ed è finita nei guai insieme alla sua collaboratrice domestica con
l’accusa di uccisione di animali. Ieri l’anziana di 83 anni, residente nell’
entroterra Gardesano è scesa a patti con il pm e ha concordato una pena ad
un mese e dieci giorni.
La badante, venuta dall’est, è stata costretta a pagare una multa di 1.200
euro così come stabilito dal decreto penale di condanna, emesso subito dopo
la presentazione della denuncia.
Un epilogo giudiziario amaro per una vicenda iniziata nell’agosto di due
anni fa nella nostra provincia. L’anziana si era accorta della presenza di
quattro nidi di rondine con alcuni pulcini dentro e altre uova in procinto
di aprirsi, sulle mensole di una grondaia sotto il tetto della sua casa a
due piani. Ha dato così ordine alla badante di disfarsene con una scopa
perché, si è giustificata con gli inquirenti, «quelle rondini sporcavano».
Con questa operazione, ovviamente, i pulcini sono morti e le uova sono
andate in frantumi. Un’azione che rientra nell’articolo del codice penale
che infligge una pena da tre a diciotto mesi a chiunque, per crudeltà o
senza necessità, cagiona la morte di un animale.
Il «repulisti» della badante, però, non è passato inosservato. Una vicina di
casa ha notato la donna proprio mentre stava uccidendo i pulcini ed ha
avvertito la Lipu, la Lega protezione uccelli. Che, in men che non si dica,
ha denunciato l’operato delle due donne alla procura. Nel frattempo, sono
stati realizzati anche alcuni riscontri fotografici in base ai quali erano
evidenti sulla grondaia le macchie dei nidi abbattuti. Il sostituto
procuratore, d’altro canto, in base alle prove raccolte non ha avuto dubbi e
ha presentato subito il conto all’anziana e alla sua badante: un decreto
penale di condanna con 1.200 euro di ammenda. La collaboratrice domestica ha
deciso di pagare senza battere ciglio anche per non aver intoppi poi sul suo
permesso di soggiorno.
L’anziana, invece, ha deciso di opporsi al provvedimento della procura e ha
così instaurato, insieme al suo legale, l’avvocato Katia Gaspari, un
procedimento ordinario. Nel frattempo, la stessa donna ha inviato una
lettera in procura nella quale prima di tutto scagionava la sua
collaboratrice e poi faceva riferimento al suo stato di salute non ottimale
che le aveva tolto la serenità di giudizio. Alla fine della missiva, si
scusava per il gesto che aveva commesso. Il procedimento è durato fino a
ieri mattina quando di fronte al gip Marzio Bruno Guidorizzi, l’anziana ha
concordato una pena di un mese e dieci giorni. Tra l’altro, questo reato
rientra nell’indulto e, comunque, il giudice ha sospeso l’esecuzione della
pena. (gp.ch.)
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ALLEVAMENTO
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CASALEONE
Bruciati vivi 7mila pulcini di faraona
Un incendio ha distrutto un allevamento privato
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Caf.htm
Casaleone. Un incendio sviluppatosi l’altra notte in un allevamento di via
Cavalle ha ucciso 7mila pulcini di faraone. Le fiamme sono divampate tra le
quattro e le cinque di ieri, intrappolando e uccidendo migliaia di animali.
L'incendio potrebbe essere dovuto al malfunzionamento di una delle numerose
lampade a gas posizionate all'interno dell'allevamento avicolo, strumenti
usati abitualmente per riscaldare le piccole faraone. Il letto di paglia,
disteso su tutta la pavimentazione, avrebbe poi preso facilmente fuoco
favorendo rapidamente la propagazione delle fiamme. L'incendio non ha
lasciato tracce particolarmente visibili all'esterno della struttura:
tutt'altra situazione all'interno dove i vigili del fuoco di Legnago hanno
impiegato quattro ore per domare le fiamme. L'intervento è terminato alle 9
di mattina ma per gli animali non c'è stato niente da fare: migliaia di
carcasse carbonizzati giacevano sul pavimento. L'allevamento, di proprietà
di Augusto Toffaletti di Cerea si trova in aperta campagna. A breve distanza
altri due capannoni, probabilmente anch'essi destinati all'avicoltura, che
però non sembrano aver avuto danni.
Alberto Cogo

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it