[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 20/06/07



======
CACCIA
======
ANTIBRACCONAGGIO: SEQUESTRATO FUCILE A BRACCONIERE
Continua l’attività di controllo per garantire la migrazione dei falchi
pecchiaioli
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5219
20 giugno 2007 – Nei giorni scorsi gli uomini dei Comandi Stazione di
Gambarie d’Aspromonte e San Roberto (Reggio Calabria) sono intervenuti con
un’attività antibracconaggio in seguito ad una segnalazione al numero d’
emergenza 1515. Nel mese di giugno lo Stretto di Messina è il teatro della
grande migrazione di rapaci, in gran parte falchi pecchiaioli, che lasciano
l’Africa per raggiungere i siti di nidificazione nell’Italia Settentrionale
e nel resto d’Europa. Gli agenti della Forestale, per individuare i
bracconieri, hanno chiamato la pattuglia del Coordinamento territoriale che
opera nel parco nazionale dell’Aspromonte e che ha in dotazione un
sofisticato metal detector. E’ stato così individuato un fucile con
matricola abrasa e svariate munizioni, il tutto accuratamente occultato
dalla vegetazione. Sono state anche recuperate delle cicche di sigarette ed
altri reperti che potranno portare all’identificazione dei bracconieri.
-----
La Provincia paga i corsi a S. Floriano
La scuola di caccia nel mirino della Lac
«I soldi di tutti solo per pochi»
Pordenone
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3417686&Pagina=1
Il segnale d'allarme lo aveva lanciato l'assessore provinciale Danilo
Narduzzi: la nuova proposta di legge regionale sulla caccia - aveva
spiegato - vuole cancellare la scuola di Pordenone che si trova nel parco di
San Floriano. Una scuola finanziata in parte dalla stessa Provincia e in
parte dai cacciatori. Ora a prendere posizione è il delegato provinciale
della Lac (Lega anti caccia), Alessandro Sperotto. «In più occasione -
spiega - l'associazione ha manifestato la totale contrarietà all'istituzione
di una scuola di caccia regionale, evidentemente foriera di insegnamenti che
nulla hanno a che vedere con la conoscenza e la tutela dell'ambiente». Ma
l'attacco della Lac prende anche un'altra direzione. «Fino a qualche tempo
fa chi pensava al parco di San Floriano lo rappresentava con i suoi
meravigliosi luoghi e percorsi come la sede ideale per conoscere da vicino
la fauna e capire l'importanza della sua conservazione. Purtroppo non è
così. Non solo esiste una scuola di caccia, ma l'assessore Danilo Narduzzi
ha anche fatto presente che la Provincia con le risorse dell'intera
collettività ha intrapreso l'ennesima iniziativa per accontentare solo lo
0,8\% dei cittadini, ovvero i cacciatori. Tra le altre cose - va avanti
Sperotto - il corso di caccia al cinghiale prevede pure un fine settimana
alla Prada, sull'Appennino Emiliano. Una settimana che in parte potrebbe
essere pagata con i soldi di tutti i contribuenti della Destra Tagliamento a
un numero ristretto di cacciatori».
La Lac entra nel merito anche del programma di "studi" previsto alla scuola
di San Floriano. «L'allettanteprogramma consiste in caccia da capanno alla
migratoria, allevamento del fagiano con visita in allevamento, dove vivono
interessanti esempi di fauna selvatica, balistica applicata alla caccia,
prelievo dei corvidi, prelievo della volpe - anche con cani in tana - caccia
di selezione al capriolo, controllo del cinghiale e, dulcis in fundo -
caccia al cinghiale sull'Appennino Emiliano con corso di abilitazione alla
caccia in Carinzia. Dei 20 corsi organizzati solo 3 sono indirizzati al
resto della società "civile": 2 con le scuole e uno con gli insegnanti».
A questo punto Alessandro Sperotto passa all'attacco. «L'associazione
tramite una distribuzione di volantini inviterà tutti coloro che fruiscono
del parco di San Floriano, passeggiando e godendo momenti di distensione a
manifestare contro l'ennesima prevaricazione della cultura di violenza
insita nell'attività venatoria promossa con i soldi di tutti dalla
Provincia. La Lac ha inoltre organizzato incontri di birdwatching che danno
la possibilità di osservare la bellezza dei luoghi che ci circondano
(Valcellina - Magredi) e delle specie di uccelli che li popolano» L'ultimo
affondo. «Vogliamo ricordare infine agli amministratori provinciali - come
si può leggere nei cartelli del parco di San Floriano, gestito dalla stessa
Provincia in virtù della convenzione stipulata con la Fondazione Luigi Bazzi
e madre Ida - che la convenzione all'articolo 2 recita: lo scopo
fondamentale inequivoco e non lucrativo dell'affidamento della gestione dei
poderi Colle San Floriano e Colle Mori è quello dell'istituzione di un Parco
naturale per l'istruzione naturalistica. In realtà - conclude il delegato -
quella che in realtà si sta compiendo è un'opera di distruzione
naturalistica. La Provincia - a nostro avviso - sta snaturando le finalità
della stessa gestione». Loris Del Frate
-----
LA POLEMICA
Vertici atc: un patto "ad escludendum" per tenere fuori Cacciatori veneti
dalla corsa per le presidenze
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3417559&Pagina=1
Vigilia di tensione per l'ultimo atto del rinnovo degli ambiti territoriali
di caccia.Questa sera a Porto Tolle alle 21 con l'elezione del presidente,
del vice e del segretario del comitato di gestione, si chiude per il Ro3 la
lunga trafila che ha portato dopo 11 anni alla riformulazione dei direttivi
che guideranno questi organismi di controllo venatorio. Saranno presenti i
vertici provinciali a fare da garanti istituzionali e l'assemblea sarà
valida con una maggioranza della metà più uno dei nominati nel comitato che
è formato da rappresentanti del mondo venatorio, agricolo, ambientale e
dagli incaricati della Provincia. Non dovrebbero esserci problemi per
l'elezione di Lorenzo Carnacina che gode della maggioranza dei consensi come
esponente di Federcaccia e che proseguirebbe in nell'incarico ricevuto nel
1997.
Dove invece si preannunciano scintille è nell'assemblea prevista per domani
sera alle 21 in sala consiliare a palazzo Celio. Si riuniranno i nominati
nel Ro2 che è anche l'atc dove la seconda associazione polesana, Cacciatori
veneti, rivendica il diritto di avere un presidente, visto che la
maggioranza del Ro1 che si riunirà a Badia il 26 giugno è blindata da
Federcaccia ed Enalcaccia.
A Rovigo i giochi sembrano più aperti. Cacciatori veneti, in via ufficiosa,
sembra intenzionata a lanciare la candidatura a presidente del suo
segretario provinciale Franco Guida. Ma il vero fatto nuovo sarebbe un
ventilato pattoad escludendumche le altre associazioni capeggiate da
Federcaccia starebbero per architettare ai danni di Acv, in vista del voto
di domani sera.
Il recentemente riconfermato presidente di Cacciatori veneti Lorenzo Monesi
sembra abbia fatto sapere di essere pronto a dare ordine ai suoi di
disertare l'assemblea se le manovre delle associazioni belligeranti
venissero messe in pratica. E pare anche che dall'assessorato provinciale
sia arrivato un perentorio "Tiriamo dritto" con la precisazione che la
maggioranza semplice renderà comunque valida la riunione.
Resta da capire chi potrebbe essere il successore di Lino Zenato, da sempre
in quota Libera caccia. Se Enalcaccia non fosse interessata ad alcuna
nomina, potrebbe essere proposto il nome di Nicola Dirodi che di Libera
caccia è lo storico presidente. F.P.
========
AMBIENTE
========
ABUSIVISMO: NOVE PERSONE INDAGATE AL TERMINE DELL’OPERAZIONE “CASA NEL
 BOSCO”
Sequestrato lussuoso complesso immobiliare che si estende per circa 13.500
metri quadrati in provincia di Siena
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5216
20 giugno 2007 - Nastro a bande rosse e bianco e relativi sigilli sono stati
posti alla lottizzazione che ha visto trasformare una casa rurale posta in
mezzo ai boschi, testimone di un recente passato di quella che fu la civiltà
contadina prima dell’abbandono alla fine degli anni 50, in un lussuoso
complesso immobiliare che si estende per circa 13.500 metri quadri, formato
da sei blocchi anche di tre piani e piscina condominiale. Il sequestro
preventivo della lottizzazione è stato realizzato in località “Le Vigne” in
Comune di Casole D’Elsa (Siena), in seguito alle indagini portate avanti da
diversi mesi dagli uomini del Corpo forestale dello Stato. Attraverso
sopralluoghi, analisi di documentazione tecnica e rilievi di campagna con
sofisticate strumentazioni, la Forestale ha appurato una serie di reati
condivisi dai magistrati inquirenti a carico di diversi soggetti, che a
vario titolo hanno contribuito all’ennesimo stravolgimento di luoghi
naturali e seminaturali con disboscamenti e colate di cemento. I reati
ipotizzati vanno dalla lottizzazione abusiva, per aumento di superfici
edificabili attraverso false rappresentazioni dello stato dei luoghi e false
stime delle superfici esistenti, sagome di edifici difformi a quanto
previsto dal piano degli interventi, violazioni allo strumento urbanistico
per aver totalmente demolito e realizzato ex novo, in posizione diversa,
alcuni fabbricati che potevano essere soltanto ristrutturati, falso
ideologico e abuso d’ufficio. Alcuni immobili e la piscina inoltre risultano
edificati in area boschiva quindi soggetta a tutela paesaggistica senza aver
acquisito la prevista autorizzazione, effettuando per la loro realizzazione
consistenti movimenti di terre e incidendo profondamente sull’assetto del
profilo collinare, mentre il piano integrato prevedeva interventi che
incidessero minimamente sull’assetto del terreno, preservando le pendenze
esistenti. Nove le persone indagate a vario titolo.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it