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NEWS: Giornali Internet 21/06/07



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NOCIVOSARAITU
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LANZO INTELVI (CO)
Inutili i normali repellenti, l'unico metodo per allontanare gli ungulati è
quello dei fili elettrici Razzia negli orti, i cervi divorano centinaia di
piante di insalata
http://www.laprovinciadisondrio.it
LANZO INTELVI (CO)  - Furbi come una volpe, agili e voraci più di una lepre,
hanno divorato in un batter d'occhio oltre 500 piantine di insalata. Non c'è
dissuasore che tenga per un branco di cervi che in questi giorni si è spinto
a valle fino in località +Mulini;, ai margini dell'abitato della frazione di
Scaria per far razzia in orti e giardini. Sono almeno quattro le proprietà
prese di mira dalla famiglia di cervidi composta da quattro esemplari con i
cuccioli al seguito, che aspettano il calar della notte per introdursi
all'interno dei giardini brucando tutto ciò che trovano. Disperati i
proprietari degli appezzamenti che dopo essere passati dal supermercato per
rifornire la dispensa di frutta e verdura, si sono rivolti agli agenti del
servizio faunistico-venatorio dell'amministrazione provinciale per cercare
di porre fine alle scorribande notturne degli animali. A difesa dei giardini
sono stati posti dei fili particolari. Una volta entrato in contatto,
l'animale dovrebbe fare marcia indietro in aggiunta a repellenti, uno
speciale prodotto che sparso nei dintorni delle propietà rurali dovrebbe
scoraggiare l'animale. Tutto inutile. Lo stratagemma in questo caso non ha
funzionato. Al momento l'unico rimedio possibile, secondo il consiglio delle
guardie di Villa Saporiti, sarebbe l'installazione di fili elettrici
collegati a una batteria. Una vera e propria barriera che senza nuocere alla
salute dei cervi, dopo la leggera scossa fa retrocere l'ungulato. Una
soluzione già adottata con successo in molti posti dell'Alto lago, quella
dei fili elettrici collocati ai margini di alcune strade. Da alcuni anni
ormai si sta assistendo nei paesi della Valle d'Intelvi alla colonizzazione
di alcune specie di animali selvatici che trovano nei giardini, negli orti e
negli edifici soluzioni alternative e idonee alla sopravvivenza e alla
riproduzione. Guai a dare loro da mangiare. Esiste la possibilità che non
vadano più via. H il nuovo contesto edilizio urbano, con il costante
avanzamento delle case viene tolto territorio abituale per la fauna
selvatica, che trova opportuno adattarsi a una vita più urbanizzata in
quanto questa le permette di sopravvivere a un +minor costo energetico;
grazie al fatto che facilmente reperiscono cibo e acqua a sufficienza. Così
sta avvenendo in questi giorni nell'habitat dei Mulini di Scaria: un
ambiente naturale che, anche se caratterizzato da un agglomerato urbanizzato
di una certa dimensione, garantisce cibo in ogni stagione, scorte
alimentari, rifugio tranquillo adatto al riposo e alla riproduzione e la
possibilità di colonizzare l'area partendo dalle zone periferiche boschive.
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PESCA
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Genova
Pesca in area protetta, sub denunciato e animali liberati
http://www.ansaweb.it
Santa Margherita Ligure (GE) Gli uomini della Guardia Costiera di Santa
Margherita Ligure hanno denunciato alla Procura di Chiavari un subacqueo che
oggi e' stato sorpreso a prelevare ricci di mare e stelle marine all'interno
dell'area protetta di Portofino.L'uomo, residente in provincia di Novara, e'
stato sorpreso dai militari mentre si immergeva sott'acqua nei pressi di una
spiaggia vicino a villa Bonomi-Bolchini, a Paraggi. Dovra' rispondere di
prelievo di specie protette all'interno di una riserva marina.Tutti gli
esemplari illecitamente prelevati sono stati poi reinseriti all'interno del
loro habitat naturale. (ANSA)
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ZOO
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Riccione, dopo la morte del delfino la polemica arriva fino a Roma
http://www.romagnaoggi.it
RICCIONE (RN) - Appello degli animalisti al ministro dell'Ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio, affinche' si occupi, in prima persona e con la massima
urgenza, delle difficili condizioni degli animali detenuti in cattivita',
dopo la morte del delfino Mose', scomparso a soli 10 giorni dalla nascita
nel Parco acquatico 'Oltremare' di Riccione. La Lav accusa: I delfinari non
sono lambiente naturale per i delfini: occorre rivedere le leggi
attualmente in vigore.In particolare, si legge in una nota, la Lav
sottolinea ''lo sfascio della normativa in materia di zoo di terra e
d'acqua'' e invita Pecoraro Scanio ''a rimettere mano al decreto del
Ministero dell'Ambiente che regola il mantenimento in cattivita' dei
delfini''. Attualmente il numero di questi delfini e' in diminuzione a causa
di caccia, catture, inquinamento, traffico marino e riduzione dell'habitat,
per non parlare degli 'incidenti' di pesca. ''I delfinari dovrebbero essere
dei veri e propri santuari in cui il rispetto dell'animale e' condizione
irrinunciabile - precisa la nota della Lav - Purtroppo la realta' e' ben
diversa e i delfini sono trattati, nella maggioranza dei casi, come dei
giocolieri da addestrare che devono continuamente esibirsi davanti a un
pubblico urlante e a volte poco rispettoso, costretti a una vita
innaturale'.
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MALTRATTAMENTI
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Il cane non si calma e lui gli dà da bere birra
http://www.ilmessaggero.it
PERUGIA - Il cane non si calma e lui gli dà da bere birra: la polizia lo
denuncia per maltrattamento di animali. Ora il cane, un cucciolo meticcio di
tre mesi, è stato affidato al canile dell'Asl di Perugia. Protagonista
dell'episodio un rumeno di 52 anni, che chiedeva lelemosina all'esterno di
un supermercato di via Settevali. Ad accorgersi che stava maltrattando il
cane che aveva vicino sono stati una commessa del supermercato ed alcuni
clienti, che hanno chiamato il 113: in particolare, luomo avrebbe versato
nella ciotola dell'animale della birra che aveva comprato poco prima nello
stesso supermercato.
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BALENE
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CILE, SCOPERTO CIMITERO BALENE DATATO CINQUE MILIONI DI ANNI
A 200 km a nord di Santiago.
http://www.ansaweb.it
Un gruppo di studenti, guidati da una professoressa di biologia, ha scoperto
un cimitero di balene risalente alla quinta epoca del periodo Terziario a
200 km a nord di Santiago, nella zona di Los Maitenes (Puchuncavi).I resti,
ritrovati in un'area di 5 ettari a sei chilometri dal mare, risalgono al
periodo Plioceno dell'era Cenozoica che va dai 5 ai 2 milioni di anni fa.
Tra i fossili ritrovati, una costola di due metri, una vertebra lombare e
un'enorme mandibola.Artefici della scoperta, gli alunni del Collegio Villa
Aconcagua di Concon appartenenti al Club Explora della Commissione Nazionale
di Scienza e tecnologia, che non sono nuovi a questo genere di scoperte. Il
gruppo aveva infatti portato alla luce anche un altro sito paleontologico
risalente a 10 milioni di anni fa (appartenente al periodo Mioceno, tra i 24
e i 5 milioni di anni fa), nella zona di Horcon, dove vennero ritrovati
altri resti di balene ma di dimensioni piu' ridotte.Riguardo alla
destinazione finale di queste ossa, la professoressa di biologia Marta
Andrade che guida il gruppo ha proposto di installare un Museo di storia
naturale a Concon. Tra le altre ipotesi quella di costruire un museo nel
luogo del ritrovamento o di trasportare i resti in quello di
Valparaiso.(ANSA)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it