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NEWS: Giornali Internet 28/06/07



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CACCIA
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SCOPELLO
Bracconieri sulle montagne
http://www.lasicilia.it
È stata denunciata da alcuni cittadini la presenza dei bracconieri sulle
montagne che sovrastano il borgo. Il loro obbiettivo è intrappolare piccoli
uccellini come i cardellini per poi ingabbiarli e venderli come animali da
compagnia. «La pratica - dicono - avviene con una certa frequenza e
regolarità proprio sulle montagne sopra Scopello e rappresenta uno degli
hobby più disumani consumati dai bracconieri che posizionando le loro
trappole sui fiumi e sui corsi d’acqua, impediscono ai piccoli uccellini di
abbeverarsi e bagnarsi, finendo cincastrati in queste vere e proprie
tagliole».
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VALDOBBIADENE
Cervo ucciso Assoluzione per gli imputati
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3426326&Pagina=CASTELFRANCO%20MONTEBELLUNA
Valdobbiadene
(L.Bel.) Dopo cinque udienze e due richieste di archiviazione finalmente
l'avvocato Andrea Arman e Angelo Din, appassionati di caccia possono tirare
un sospiro di sollievo. Accusati da una telefonata anonima arrivata alle
guardie provinciali, di aver ucciso in Capitel de Garda, zona del
comprensorio valdobbiadenese un cervo del peso di circa un quintale, Arman e
Din hanno vissuto quattro anni molto difficili additati dai loro
concittadini come se fossero tra i peggiori malfattori. "In questi anni -
spiega Angelo Din - ho vissuto molto male, tra insonnie ed incubi che mi
hanno rovinato l'esistenza. Ora posso tirare un grande sospiro di sollievo".
Arman e Din infatti sono stati assolti per non avere commesso il fatto
attibuito loro, dopo che la stessa Provincia costituitasi parte civile in
queste ore si era ritirata. "In questo processo - spiega l'avvocato Arman -
si è detto e scritto di tutto e di più, a sproposito. Noi eravamo più che
sicuri di essere nel giusto, di aver ucciso l'animale negli spazi consentiti
e la sentenza del giudice Vitale ci ha restituito quanto da tempo ci
aspettavamo: il rispetto della persona. Finalmente possiamo mettere una
pietra sopra su quanto è accaduto. Sulla vicenda è stata fatta chiarezza e
sono state smontate nei nostri confronti accuse che non avevano alcun senso
per sussistere".
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Marche - Caccia in deroga, proposta di legge della Giunta regionale
Petrini: "Una normativa per dare certezza alla comunità marchigiana"
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=10272&Cat=1&I=null&IdTipo=0
&TitoloBlocco=Enti%20Locali
Regolamentare il prelievo venatorio delle specie in deroga alla normativa
comunitaria. È l'obiettivo della proposta di legge della Giunta regionale,
trasmessa in Consiglio, su proposta dell'assessore alla Caccia, Paolo
Petrini. Il testo uniforma la legislazione regionale alla direttiva
79/409/Cee che disciplina la conservazione degli uccelli selvatici. "È
necessario uniformare alla normativa europea la legislazione regionale che
dovrà separatamente trattare il prelievo delle specie attualmente non
cacciabili - sottolinea Petrini - Un passaggio legislativo fondamentale, per
consentire alla Regione di programmare l'attività venatoria e per dare
certezze alla comunità marchigiana. Il prelievo in deroga non è un regalo
concesso annualmente ai cacciatori, ma risponde tassativamente a requisiti
di sicurezza pubblica, di prevenzione dei danni alle colture e al bestiame,
di protezione della flora e della fauna, di ripopolamento e reintroduzioni
delle specie animali in determinate aree". La proposta di legge definisce,
in particolare, le motivazioni per le quali le deroghe vanno concesse,
"valutata l'inesistenza di soluzioni alternative soddisfacenti", su proposta
degli Ambiti territoriali di caccia, sentite le Province e l'Istituto
nazionale per la fauna selvatica. Precisa, inoltre che i prelievi in deroga
possiedono, comunque, durata certa e stabilita preventivamente. Obbliga
anche l'utilizzo di un apposito tesserino per controllare i prelievi
effettuati, mentre la Regione dovrà trasmettere, agli organi competenti, una
relazione annuale sullo stato di attuazione delle deroghe. Abroga, infine,
tutte le disposizioni incompatibili con la nuova disciplina (red).
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Lombardia - Commissione "Attività produttive": progetti di legge caccia
subito iscritti all'ordine del giorno
Saffioti: "Nel piano faunistico provinciale di Bergamo ancora qualche
limitazione di troppo"
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=10059&Cat=1&I=null&IdTipo=0
&TitoloBlocco=Enti%20Locali
Dopo l'approvazione del calendario venatorio avvenuta ieri in Giunta
regionale e che fissa per il 16 settembre l'avvio della nuova stagione della
caccia, i relativi progetti di legge sul prelievo delle specie in deroga e
sulla cattura di richiami vivi saranno iscritti all'ordine dei lavori della
Commissione consiliare "Attività produttive" già per la prossima settimana.
Lo ha annunciato questa mattina il Presidente della Commissione Carlo
Saffioti (FI), che ne darà comunicazione durante la riunione della
Commissione regionale "Attività produttive" prevista per domani pomeriggio,
dove all'ordine del giorno ci sarà l'esame del progetto di legge che prevede
interventi a favore dei Comuni montani. Settimana prossima in Consiglio
regionale approderà invece, nella seduta del 3 luglio, il provvedimento che
prevede l'istituzione dell'Osservatorio regionale della Caccia. Obiettivo
dell'Osservatorio regionale sarà quello di coordinare le ricerche per la
raccolta e l'elaborazione dei dati relativi alla fauna selvatica ed adottare
ogni iniziativa per promuovere la gestione sostenibile del patrimonio
faunistico e dei relativi habitat."Sono soddisfatto -ha detto il Presidente
Carlo Saffioti (FI)- per l'approvazione in Commissione di uno strumento
tecnico che dovrebbe rendere meglio supportata da atti scientifici la caccia
in deroga, facendo cosí venir meno le strumentalizzazioni ambientaliste.
Spero che l'Osservatorio possa anche essere uno stimolo utile affinché
l'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica possa recuperare quel ruolo che
da diversi anni di fatto non riesce piú a svolgere, penalizzando l'attività
venatoria"."Da ultimo -tiene a precisare Saffioti, intervenendo sul via
libera alla Variante al Piano faunistico provinciale bergamasco- esprimo
soddisfazione nel vedere come la legge presentata da me e dai colleghi
Giosuè Frosio e Pietro Macconi, dopo l'approvazione del Consiglio regionale,
abbia consentito di sbloccare una situazione fortemente penalizzante per i
cacciatori orobici qual era quella del precedente Piano faunistico
provinciale. Devo peró purtroppo registrare anche nella nuova versione del
Piano il permanere di alcune prescrizioni e limitazioni di troppo previste
dall'assessorato regionale competente, che mi auguro possano prossimamente
essere a loro volta superate" (red).
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La Forestale di Trento ha sequestrato una cinquantina di animali selvatici
di grossa taglia custoditi in recinti
di PIETRO GOTTARDI
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=27881&p
agina=17&versione=testuale&zoom=&id_articolo=144473
La Forestale di Trento ha sequestrato una cinquantina di animali selvatici
di grossa taglia custoditi in recinti. Chi sta pensando ad un blitz in un
circo o in uno zoo, pur avendo fatto un'associazione di idee che potrebbe
reggere, sta sbagliando. E probabilmente continuerebbe a farlo ostinandosi a
cercare un'operazione della Forestale plausibile rispetto a strutture
presenti sul territorio provinciale. Già, perché a finire sotto sequestro
sono stati dei veri e propri «insospettabili»: gli ospiti a quattro zampe
del Centro Provinciale per la fauna selvatica del Casteller, a Trento. È
evidente che cervi, caprioli, camosci, mufloni e cinghiali oggetto del
provvedimento, non hanno nessuna colpa. Il sequestro in realtà è la
conseguenza della condotta di chi ha in gestione la struttura sulla collina
di Trento, ossia l'Associazione provinciale cacciatori. Da sei anni,
infatti, il Centro del Casteller risulta privo delle necessarie
autorizzazioni richieste dalle leggi per detenere fauna selvatica. Semplice
negligenza? Negligenza interessata (vedremo poi eventualmente perché)? La
risposta non ci compete: quel che è certo è che da una quindicina di giorni
gli animali del Casteller sono a disposizione dell'autorità giudiziaria in
quanto «detenuti» in una struttura priva delle autorizzazioni richieste
dalla legge provinciale 24 del 1991 e dalla legge nazionale Cites che
disciplina in modo specifico la detenzione degli animali problematici. Il
verbale di sequestro è stato redatto e firmato dall'ispettore della stazione
forestale di Trento, Ezio Berteotti, il quale approfondendo una segnalazione
ricevuta, ha scoperto che l'assoluta mancanza di presupposti legali per
l'operatività del Centro del Casteller. Quel che è emerso dalle indagini,
infatti, è che i responsabili del Centro faunistico avevano, come dire,
«neutralizzato» le rigide prescrizioni della normativa, non rinnovando
nemmeno le autorizzazioni necessarie per tenere aperto il centro. In pochi
sapevano di questa situazione, anche se pare che qualcuno avesse sollecitato
invano chi di competenza, a regolarizzare dal punto di vista legale la
struttura. Di certo erano all'oscuro della grave lacuna i Forestali che al
pari dei cacciatori hanno continuato a portare al Centro gli animali feriti
o malati recuperati nei boschi di tutto il Trentino, ignari del fatto che
non avesse le autorizzazioni richieste. Tutti, infatti, davano per scontato
che il Centro del Casteller che è di proprietà della Provincia ed è retto
dall'Associazione cacciatori, fosse in regola con tutti i requisiti di
legge. Sul perché le autorizzazioni non siano state rinnovate, ora si tratta
di capire se di semplice negligenza si è trattato, o se - approfittando del
fatto che per sei anni non è stata tenuta una contabilità puntuale degli
animali in entrata ed uscita dal Casteller - qualcuno abbia gestito la fauna
di passaggio dal Centro in modo poco chiaro.
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Un'oasi sulla collina boscata del Casteller
Da allevamento selvatici a centro di cura e parco
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=27881&p
agina=17&versione=testuale&zoom=&id_articolo=144474
Il Centro di Casteller è sorto su iniziativa della Federcaccia, alla metà
del secolo scorso ed ha svolto per anni le funzioni di centro di allevamento
della fauna selvatica, in prevalenza legata all'attività venatoria.
L'impegno del Centro in questo campo è ormai da tempo venuto meno, stante le
ristrette normative nel campo delle immissioni faunistiche. Con il progetto
in corso di realizzazione l'Associazione cacciatori ha voluto far rinascere
il Centro di Casteller e farlo tornare ad essere un supporto nevralgico di
tutta la propria attività. Il Centro, ridenominato da tempo, «Centro della
fauna alpina A. Falzolgher», oltre a curare gli animali selvatici feriti,
vuole presentarsi ai cacciatori ed a tutti i trentini come un contenitore
multiservizi, dal volto moderno ed innovativo. L'impegno di maggior
consistenza e di più ampio respiro dell'Associazione cacciatori nel
riprogettare Casteller è quello della riconversione funzionale dei vecchi
recinti di allevamento che occupano gran parte dell'area del Centro. È
un'area di grande valenza naturalistica e che copre una superficie di circa
sei ettari per la maggior parte a bosco a prevalenza di latifoglie, tipiche
del querceto termofilo misto, quali carpino e roverella, ma con la presenza
di alcuni altri ecosistemi di particolare valore, come il lago delle
Cannelle. Gli intendimenti dell'Associazione sono quelli di trasformare
questa grande area in un parco faunistico, ospitante tutte le specie di
animali selvatici presenti sull'arco alpino, aperto alla visitazione di
tutti. Un parco pensato soprattutto per essere visitato dai ragazzi e dalle
classi scolastiche, come vero e proprio momento didattico a contatto con la
natura, per un'offerta di apprendimento nuova ed accattivante.
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L’autista del camion e il suo socio multati per oltre tremila euro per
violazione di leggi sugli animali
Cani nel cassone del tir, salvati
Cinque segugi salvati dalla polstrada di Verona Sud, due denunciati
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Eac.htm
Cinque cani da caccia chiusi in una gabbia da un metro per 70 centimetri,
profonda 50. Cinque segugi italiani destinati a non meglio specificati
acquirenti di Cosenza. Animali in quelle condizioni si sarebbero fatti 800
chilometri.
A liberarli è stata la polizia stradale di Verona Sud l’altra sera. Durante
un controllo nelle aree di sosta, la pattuglia ha notato due persone che
vista la polizia hanno tentato di nascondere quello che stava contenuto nel
porta pallettes del cassone del camion. Gli agenti si sono avvicinati e
hanno visto le povere bestie schiacciate l’una contro l’altra,
impossibilitate a restare sulle zampe, mezze tramortite per il gas di
scarico che avevano inalato da Vicenza fino a Povegliano Sud.
I cani inoltre emanavano un forte odore acre a causa della restrizione e
della mancanza di aria all’interno del cassone.
I poliziotti hanno liberato i cani che sono temporaneamente custoditi al
canile municipale. È probabile che uno dei poliziotti se li adotti tutti e
cinque. Si tratta di quattro femmine tra i tre anni e l’uno e mezzo e di un
maschio di due anni e mezzo. Ieri mattina al canile i cani sono stati
sverminati, vaccinati e microchippati. Inoltre è stata presentata l’istanza
per l’adottabilità dei cani e per la sterilizzazione delle femmine.
I due uomini fermati, un vicentino (proprietario del camion) e un cosentino
sono stati denunciati a piede libero per maltrattamento d’animali ed è stato
loro comminata una sanzione di oltre tremila euro per violazione delle leggi
sanitarie in materia di animali. (a.v.)
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Gli amici di Vermiglio hanno salutato Natale Depetris: «Era un punto di
riferimento per tutti»
Se n'è andato il «Bazega», barista e cacciatore
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=27911&p
agina=47&versione=testuale&zoom=&id_articolo=144594
VERMIGLIO - Cacciatore da una vita e gestore dello storico bar «Bazega» da
oltre quarant'anni (iniziò l'attività nel 1963), è scomparso recentemente a
Vermiglio Natale Depetris, conosciuto appunto come «Bazega», classe 1937. La
sua figura, nota a Vermiglio ma non solo, è stata ricordata anche durante la
santa messa che ha accompagnato il suo ultimo viaggio, evidenziando che in
lui la passione per la caccia era nata in tempi in cui, ancora, si diventava
cacciatori spinti dalla necessità e non come accadde più tardi, in tempi
migliori, per hobby. Quest'anno sarebbe stato festeggiato dagli amici
cacciatori per le sue 50 licenze, mentre in passato per due legislature è
stato componente del direttivo, rivestendo la carica di vicepresidente e
contribuendo, come è stato letto dagli amici nel messaggio in chiesa, «con
la sua personalità, al grande salto di qualità della gestione venatoria
invidiata non solo in Trentino. Nel suo bar c'era posto per tutti ed eravamo
trattati come veri amici, non negava mai un complimento a nessuno, ed ogni
occasione era buona per festeggiare, non solo gli eventi venatori ma
qualunque avvenimento paesano. Sicuramente per noi questa è una grossa
perdita perché assieme all'amico perdiamo un punto di riferimento
importantissimo, non solo per l'ambiente venatorio ma anche per i molti
giovani che frequentavano il suo locale». Natale Depetris lascia la moglie
Rita, i figli Emanuela ed Emilio, i nipoti Daniela, Giuliano, Maicol e
Denny, oltre ai tanti amici cacciatori e a quanti in tutti questi anni
l'hanno conosciuto ed apprezzato, dietro il bancone di un bar in cui ha
passato gran parte della sua esistenza.
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PESCA
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CAVALLINO-TREPORTI I carabinieri hanno denunciato per pesca abusiva un uomo
scoperto su un mezzo vietato
Sequestrata "vongolara" da 250mila euro
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3426245&Pagina=4
Ha cercato di nascondersi sotto un telone per evitare il controllo notturno
da parte dei carabinieri. Ma alla fine è stato denunciato per danneggiamento
ambientale. Nel miro dei carabinieri del Nucleo natanti è finito un
pescatore di Pellestrina, T.A. 35 anni, che l'altra notte è stato notato su
un'imbarcazione per la raccolta di vongole ormeggiata in modo un po' strano
dalle parti di Cavallino-Treporti. Ad insospettire i militari era stato il
fatto che al passaggio dell'imbarcazione dei carabinieri le luci della
"vongolara" si erano immediatamente spente. A questo punto è stato fatto il
controllo e l'uomo è stato trovato nascosto sotto un telone. Nel controllo
sono stati trovati circa 900 chili di vongole. Da qui la denuncia per
l'utilizzo del mezzo vietato e dannoso per l'ambiente. L'imbarcazione, di un
valore complessivo di circa 250mila euro, è stata sequestrata.
Nella medesima operazione, che ha visto i carabinieri impegnati in varie
zone della laguna e anche in mare aperto (tra Chioggia a
Cavallino-Treporti), sono state inflitte otto multe per attività di pesca
svolta in orari non consentiti. In questo caso sono state inflitte sanzioni
per un ammontare complessivo di 60mila euro.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it