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Risposta a "Un limite ai vegetariani"



Desidero contestare le affermazioni contenute nella lettera "Un limite ai
vegetariani", pubblicata su Il Tirreno.
Lo faccio in maniera necessariamente sintetica, limitandomi alle principali.


ATLANTA. Per l'inesistenza del nesso tra vegetarianesimo ed infanticidio
rimando alle sottocitate dichiarazioni dello stesso Procuratore del processo
di Atlanta (e della Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana). Trovo
assurdo aggiungere qualsiasi altra parola, e voler essere "piu' papisti
del Papa". Altrimenti, con pari logica, si
dovrebbe affermare che l'omicidio di Cogne e' avvenuto
"perche' in casa vi era un mestolo". La follia degli assassini, e non il
vegetarianesimo e/o i mestoli, inducono all'infanticidio.
Se gli fosse stato chiesto, il pediatra interpellato avrebbe
naturalmente
affermato
che un
mestolo, vibrato con forza sulla testa di un neonato, ne provocherebbe il
decesso. Ma questo significa che i mestoli siano causa, o motivo, di
infanticidio?

VEGETARIANESIMO ETICO. Qualsiasi sofferenza gratuitamente inflitta
rappresenta il massimo dell'illiceita' etica. Ovverossia, se possiamo
raggiungere un risultato buono con un'azione che non faccia del male a
nessuno, ed invece ne scegliamo consapevolmente una che ottenga il medesimo
effetto arrecando pero' dolore e/o danno, questa seconda azione e' immorale.
Su questo, si sono trovati d'accordo tutti i sistemi etici, presenti,
passati (e futuri). Su questa semplicissima ed obiettiva considerazione, si
basa il vegetarianesimo etico. Infatti, essendo possibile la sopravvivenza e
la perfetta salute della specie umana con una dieta vegetariana, da un punto
di vista morale pare doveroso optare per essa. Gli uomini non hanno i tre
stomaci come i ruminanti, ma non hanno neppure i canini sporgenti, a
sciabola, dei carnivori: quelli che li hanno infatti - come risaputo - non
vengono definiti uomini, ma "vampiri".
Da questo vegetarianesimo etico va distinto il vegetarianesimo "salutista",
proprio di coloro che lo adottano per motivi igienici: la scelta
vegetariana, come infatti e' ormai acclarato dalla letteratura scientifica
internazionale, garantisce una migliore durata e qualita' della vita,
sopratutto per quanto riguarda la prevenzione di patologie cardiovascolari
ed oncologiche (cfr. documento delle American Dietetic Association).

NAZISMO E VEGETARIANESIMO. E' del tutto infondata l'affermazione che i
nazisti fossero vegetariani. Vegetariano "sui generis" lo era Hitler, ma
questo non per motivi etici, ma semplicemente per le sue difficolta'
digestive. In ogni caso, il fatto che una realta' di alto contenuto
valoriale ed ideale sia fatta propria da un gruppo con un'idologia abietta,
non ne intacca in alcun modo la dignita' ed il significato. I capolavori
dell'arte europea non sono diventati "una schifezza" perche' i nazisti ne
abbiano fatto incetta e spediti in Gemania, cosi' come la Bibbia non diviene
"una fetenzia" per il fatto che sia costantemente rinvenuta in tutti i
nascondigli dei latitanti di mafia, camorra e n'drangheta.

ANIMALISMO CONTRO FILANTROPIA. Nel Genesi, descrivendo la condizione
nell'Eden, cioe' quella che Dio desidera e realizza, e che sara'
ripristinata alla fine dei tempi, e' scritto: "Poi Dio disse: Ecco, io vi
do ogni erba che produce seme e che e' su tutta la terra e ogni albero di
cui e' il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo" [Gn. 1, 29].
Nella Lettera ai Romani, S. Paolo scrive: "La creazione stessa attende con
impazienza la rivelazione dei figli di Dio ... e nutre la speranza di essere
lei pure liberata dalla schiavitu' della corruzione, per entrare nella
liberta' dei figli di Dio: sappiamo bene, infatti, che tutta la creazione
geme e soffre fino ad oggi... ma non e' la sola, ma anche noi ... gemiamo
..." [Rm. 8, 19- 23].
Bastano queste due citazioni (ve ne sarebbero molte altre) per dimostrare
come la volonta' di Dio - per i credenti - o la semplice etica - per i non
credenti - esigono che si combattano non solo i mali ed i dolori
che affliggono gli esseri umani, ma tutti quelli tormentano qualsiasi
creatura o essere senziente.
Il conflitto animalismo/filantropia non ha dunque alcuna ragione di essere,
e nasce da una visione profondamente sbagliata - e superata - del nostro
agire ed essere etici.
Le considerazioni che ho fatto sono necessariamente incomplete: in un punto,
ad esempio (quello in cui si dice che in Cina mangiano i cani) si parrebbe
voler fondare l'etica su basi relativistiche e naturalistiche: la
possibilita' di tale approccio e' stata gia' negata da Hume nel '700, e
definita "fallacia naturalistica".

Ma affrontare questi temi naturalmente esula dalle dimensioni della lettera
ad un
giornale.


Con viva cordialita'
Michele Scotto di Santolo






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*UN LIMITE AI VEGETARIANI*

Atlanta, USA. Nel maggio scorso una coppia è stata condannata
all'ergastolo per l'omicidio del figlio di sei settimane, morto per
denutrizione. La severità della condanna mi lascia molto perplesso,
perchè ho parecchi dubbi sull'esistenza del dolo da parte dei due.
Volevano veramente causare la morte del piccolo? Non potrebbe
semplicemente trattarsi di due mentecatti ignoranti? Forse è solo un
caso, ma è un fatto che i due sono adusi al più cieco vegetarismo nonchè
animalisti convinti,e -volontariamente o no- hanno ammazzato un bambino
che al decesso pesava solo un chilo e 400 grammi, pur di non consumare
prodotti di origine animale. Infatti, lo nutrivano con latte materno:
ma -mi ha detto un amico pediatra- che il latte di una donna che non
assume prodotti animali è privo di microelementi reperibili nella carne e
nel pesce, ed è privo di molte vitamine, specie quelle del gruppo B, ed
in particolare della vitamina B12, reperibile solo nei prodotti animali,
che è essenziale per la cresicta e lo sviluppo del bambino.

*LATTE DI SOIA*
Bontà loro,
aggiungevano anche latte di soia, col risultato che il piccolo è morto, e
i medici legali hanno riscontrato che si potevano vedere tutte le ossa
attraverso la pelle del cadaverino. Comunque sia, questo dovrebbe far
riflettere molti sprovveduti che danno ascolto a taluni famosi
cioccolatai dell'etica e della filosofia che blaterano di "armonia
universale" e di "crudeltà verso gli animali" in base ad una visione
della vita e dei rapporti fra uomo ed animali, tanto infantile quanto
bamboleggiante, ma tutt'altro che innocente. Parificare le bestie agli
esseri umani e pretendere che siano considerate persone, è indice di una
sensibilità etica distorta fondata sull'odio contro il genere umano, in
nome di una personificazione degli animali, contro natura e contro ogni
logica. Non è un caso che -irretiti dalle scemenze dello pseudofilosofo
Richard Wagner- Adolf Hitler e molti personaggi al vertice del partito
nazista fossero vegetariani ed odiassero la caccia e i cacciatori, come
no!
n è un caso che i nazisti imposero leggi a favore degli animali fino
all'assurdità di vietare la sperimentazione scientifica su di essi, nel
loro farneticante odio contro l'umanità.
Anche se noi esseri umani siamo predatori ed onnivori, gli adulti hanno
tutto il diritto di scegliere un regime alimentare buono per gli
erbivori, ma imporlo a chi non può scegliere, come nel caso del bambino
ucciso, è un atto di sopraffazione che dovrebbe essere sanzionato
penalmente, per tutelare la salute dei più piccoli.

*TANTA IPOCRISIA*
Non abbiamo tre stomaci come i ruminanti e siamo fatti per mangiare di
tutto, animali compresi, perchè ogni forma di vita vive a spese di altre
forme di vita in qest'universo e fare finta di non capire un dato del
tutto evidente è una bella dimostrazione di ipocrisia. Che lo si voglia o
no, per gli animali noi siamo cibo, e non c'è alcuna ragione oggettiva
per cui essi non debbano essere cibo per noi. In Oriente si mangia di
tutto, compresi i cani, alla faccia di un delirio antiumano che guarda
alle presunte sofferenze degli animali ma se ne infischia di quelle dei
propri simili, ai quali riserva quella gelida indifferenza che solo
l'odio può ispirare.
Dedicare tempo, energie e denaro alle bestie, significa negare tempo,
energie e denaro ai propri simili che ne hanno bisogno. Una giovane
fanatica, quando io gli chiesi perchè non aiutava piuttosto le persone
afflitte dalle malattie o dalle difficoltà della vita, mi rispose secca:
"per queste cose c'è già chi ci pensa", con la stessa malvagità
dimostrata da Caino di fronte a Dio che gli chiede conto di suo fratello
Abele: "Non sono il suo custode" fu la sua risposta, come dire: "Che me
ne importa...che si arrangi"!
*Fabrizio Bonuccelli*

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Il comunicato di SSNV

Sulla vicenda del neonato morto ad Altanta
11/05/2007

In merito alla vicenda del piccolo di 6 settimane morto ad Atlanta per
l'incuria dei genitori, Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
SSNV - un'associazione di professionisti della salute che si prefigge di
fornire informazioni scientifiche corrette sulla nutrizione a base di
cibi vegetali - vuole sottolineare che la vicenda non ha nulla a che
vedere con l'alimentazione vegetariana e vegana.

Infatti ci sono stati altri casi, e sempre ci saranno, di genitori
irresponsabili che non si prendono cura dei propri figli e non li nutrono
in maniera adeguata, qualsiasi siano il loro stile di vita e le loro
scelte alimentari.

Afferma la dottoressa Luciana Baroni, presidente di SSNV: "Il neonato
aveva solo 6 settimane, e a questa eta' i bambini possono nutrirsi solo
di latte materno o, in mancanza di questo, di formule apposite per
l'infanzia (anche a base vegetale). Qualsiasi altro prodotto non e'
adatto, quindi, se i genitori non fossero stati vegani e avessero nutrito
il bambino con latte vaccino o anche con omogeneizzato di carne, gli
effetti sarebbero stati allo stesso modo devastanti. Non ha quindi
importanza che i genitori fossero vegani o meno, lo stesso problema di
inadeguatezza si sarebbe presentato anche con cibi a base animale,
perche' a quell'eta' ogni cibo che non sia latte materno o una formula
per l'infanzia e' assolutamente inadeguato.".

D'altra parte, lo stesso afferma il procuratore Chuck Boring: "Non ha
alcuna importanza il fatto che fossero vegetariani. Il bambino è morto
perché non lo nutrivano. La dieta vegetariana invece è una buona scelta.
Questi genitori hanno mentito sul fatto che il bambino fosse
quotidianamente nutrito".

Anche Amy Lanou, autore di "Healthy Eating for Life for Children"
(Un'alimentazione sana per la vita dei bambini) afferma che se il bambino
fosse stato nutrito nutrito in modo adeguato con alimenti a base vegetale
non sarebbe certo morto. Il problema e' che non e' stato nutrito
abbastanza e con i prodotti giusti per la sua eta'.

Si ricorda che la Posizione Ufficiale sulle diete Vegetariane
dell'American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada, aggiornata
al 2003, afferma che "Le diete vegane ben bilanciate ed altri tipi di
diete vegetariane risultano appropriate per tutti gli stadi del ciclo
vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia ed
adolescenza." Tale documento e' basato su oltre 250 articoli della
letteratura scientifica internazionale degli ultimi anni, e non su
conoscenze approssimative vecchie di decenni o basate sul "buon senso
comune".

Sul sito di SSNV e' stata creata di recente una sezione chiamata "Bambini
Vegetariani", che riporta le foto e alcuni dati di tanti bambini
vegetariani e vegani di ogni eta'. Sono tanti i genitori vegetariani che
in Italia fanno crescere i propri figli in piena salute con
un'alimentazione a base vegetale, fornendo loro fin da piccoli sani
schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, che possono
offrire importanti vantaggi nutrizionali, tanto che, secondo le
testimonianze dei genitori, i loro figli sono mediamente piu' sani dei
loro coetanei, per quanto concerne le piccole e grandi malattie tipiche
dell'infanzia.

"Invitiamo tutti i genitori che volessero approfondire l'argomento della
nutrizione a base vegetale a partire fin dallo svezzamento, a consultare
il nostro sito, www.scienzavegetariana.it, ricco di articoli di
approfondimento sulla questione" conclude la dottoressa Luciana Baroni.

Comunicazione a cura di Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
www.scienzavegetariana.it - info at scienzavegetariana.it