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NEWS: Giornali Internet 15/08/07



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CACCIA
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SORPRESI DAI CARABINIERI NELLA ZONA DI PADULO
BLOCCATI IN CAMPAGNA DUE BRACCONIERI:FORNITORI DI CINGHIALE PER I RISTORANTI
http://www.unionesarda.it
Erano sotto controllo da tempo i due bracconieri denunciati ieri mattina dai
carabinieri della compagnia di Tempio Pausania.Cacciatori di frodo
che,secondo i militari,propio in questo periodo riforniscono con la carne di
cinghiale numerosi ristoranti della Costa Smeralda e non solo.B.A.50
anni,originario di Orune,e S.A.25 anni di Tempio Pausania,sono stati
bloccati nelle campagne di Padulo.I carabinieri li accusano di bracconaggio
e porto illegale di arma da fuoco.Quando i militari li hanno fermati avevano
con loro tutta l'attrezzatura per una battuta di caccia grossa,ed in
particolare le doppiette immediatamente sequestrate da carabinieri.I due non
hanno fornito nessuna spiegazione,l'operazione si è conclusa con
l'dentificazione dei due cacciatori di frodo ed il recupero dei fucili e
munizioni.L'inchiesta dei carabinieri di Tempio,però,è appena alle prime
battute.Da tempo,infatti,i militari si stanno occupando di un traffico di
selvaggina che dall'alta Gallura rifornisce i ristoranti più frequentati
della Costa Smeralda.L'inchiesta ,però,riguarda anche la vendita di carne di
cinghiale agli organizzatori di diverse sagre che sono state recentemente
organizzate in altre località dell'isola.
Un'inchiesta che ha più di un precedente.Qualche tempo fa i carabinieri
della stazione di Porto Cervo individuarono un gruppo di bracconieri
particolarmente attivi nella cattura di ungulati e volatili selvatici
intorno alla località turistica di Pantogia in Costa Smeralda.In questo caso
vennero denunciati alla magistratura un gruppo di manovali originari del
cagliaritano,che lavoravano nel cantiere di una villa.La carne di cinghiale
recuperata era destinata,secondo la polizia giudiziaria,ai ristoranti
compiacenti pronti a pagarla profumatamente per poterla servire ai clienti
più esigenti.(a.b.)
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Beccato con l'accendino ancora in mano. Disoccupato e bracconiere, accusato
dei roghi di Villa San Pietro e Pula.   Alessandra Sallemi
http://www.lanuovasardegna.it
CAGLIARI. È stato trovato il presunto incendiario di Villa San Pietro per i
roghi di venerdì e sabato, e con lui la certezza di quale sia il prossimo
passo che le istituzioni devono compiere nella lotta agli incendi: una
concertazione di azioni fra il grande apparato della vigilanza e quello dei
servizi sociali. Perché Gianfranco Incani, 42 anni, disoccupato di Pula con
un passato di bracconiere e un risentimento evidente (raccontano gli
inquirenti) verso le guardie forestali, unico ostacolo alla sua attività di
cacciatore di frodo, è persona disagiata.
Forse anche dedito all'alcool come probabilmente dimostrerebbe lo stato nel
quale i forestali l'hanno trovato. Sabato pomeriggio, in un sentiero vicino
ai focolai che in tre orari successivi sono stati accesi nella periferia di
Villa San Pietro c'era lui, in «evidente stato di alterazione per
l'assunzione di alcolici», con l'accendino ancora in mano.  Non un cittadino
soltanto aveva visto questa figura allontanarsi da uno dei tre focolai
accesi a poca distanza uno alle 10.30, uno alle 11.45 e il terzo alle 13.
Tre punti giusti per far divampare un incendio da tragedia, a ridosso
com'erano delle prime case del paese, tutte sottovento rispetto all'origine
del fuoco.
Il giorno prima, venerdì pomeriggio, c'era stato un altro fuoco pericoloso,
a nord del paese, con inneschi a un passo dalle case e tutte lungo la
direzione del vento: il maestrale spirava forte e c'è voluto anche il
Canadair di stanza a Pula per avere ragione del rogo, con gli abitanti
davvero in preda al terrore e i vigili del fuoco e i forestali impegnati
quasi in un corpo a corpo con le fiamme. Stessi connotati di Incani aveva
l'individuo che qualcuno aveva visto allontanarsi lungo un sentiero a
ridosso degli inneschi. L'uomo è stato arrestato dagli agenti del nucleo
investigativo di polizia ambientale e forestale della stazione di Pula e il
sostituto procuratore della Repubblica Alessandro Pili l'ha fatto portare al
carcere di Buoncammino, l'accusa è di incendio doloso.  Ieri mattina il
comandante del Corpo forestale, Giuseppe Delogu, durante la conferenza
stampa organizzata per dare conto dell'operazione di polizia giudiziaria, ha
spiegato che Incani è la seconda persona arrestata per incendio doloso nel
giro di breve tempo, le indagini continuano su altri roghi e gli sviluppi
non dovrebbero tardare. Fino ad oggi, in tutta la Sardegna, sono state 150
le persone sottoposte ad indagine, di cui 85 per incendio colposo e 65 per
incendio doloso. Delogu ha dichiarato che «filone comune degli arresti
effettuati è il disagio sociale dovuto a mancanza di occupazione che
caratterizza gli incendiari in zona. Non ci sarebbe quindi, come in altre
regioni italiane, il disegno di un'organizzazione criminale alle spalle...
l'emergenza incendi è emergenza sociale e contro questo Canaidair e più
mezzi di soccorso possono fare ben poco, serve invece intensificare
l'assistenza dei servizi sociali nei confronti di questi soggetti». Delogu
ha spiegato che negli ultimi tre anni sono aumentati gli incendi nelle
periferie urbane, prima piuttosto rari. E che il connotato del disagio
sociale è cominciato a emergere con molta frequenza. L'anno scorso due
fidanzatini tossicodipendenti furono arrestati perché scoperti responsabili
di 48 incendi a Quartucciu. Due amici giovanissimi dediti alla piromania
sono stati rintracciati a Iglesias e un tossicodipendente incendiario
l'hanno arrestato poco tempo fa i carabinieri di Villacidro. Dall'inizio
dell'anno gli arrestati sono stati 3 e tutti hanno dato fuoco a sterpi nelle
periferie urbane.
 «Tre - precisava il comandante Delogu - non sono un campione sufficiente
per affermare che esiste un caso ma certo sono una spia», soprattutto se
collegata ai fatti degli scorsi anni.  Informalmente i contatti con i
servizi sociali sono stati presi, ma è la collaborazione permanente che è
diventata indispensabile. La popolazione si è dimostrata sensibile, gli
allarmi sono tempestivi, ma quando l'incendiario è l'adolescente che mette
fuoco per veder arrivare l'elicottero, si capisce perché l'esperto dello
spegnimento davvero non basta più.
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ROCCA SAN FELICE
Dodici cinghiali uccisi dai gas della Mefite
Strage di animali appena liberati. La protesta: nessuna protezione
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20070815&ediz=AVELLINO&npag=37
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PAOLO CICCONE Rocca San Felice. La Mefite, malefica palude situata nella
valle d'Ansanto a Rocca San Felice, continua, da millenni, a mietere
vittime, soprattutto animali. Questa volta a cadere sono stati ben dodici
cinghiali: quattro adulti, e otto piccoli. Probabilmente, i poveri animali
si sono addentrati nell'alveo del cratere in cerca d'acqua e sono stati
uccisi dagli effetti venefici dell'anidride carbonica mista a gas di acido
carbonico che, provenienti dal sottosuolo, si sprigionano in abbondanza in
quei luoghi. Questi gas, più pesanti dell'aria, tendono a ristagnare e di
conseguenza il loro effetto si manifesta in maniera più evidente in assenza
di venti. Questi animali protetti erano stati recentemente immessi nel folto
bosco circostante in seguito a un programma di ripopolamento. "Non c'è -
dice Eligio, un cacciatore del luogo - un’adeguata protezione che impedisca
l'accesso soprattutto agli animali. Per loro non servono cartelli, ma
recinti efficaci e resistenti. Auspichiamo che l'amministrazione comunale di
Rocca provveda subito con un opportuno progetto". «Il progetto c'è e le
opere sono state già appaltate - dice il sindaco facente funzioni di Rocca
San Felice, Giuseppe Fiorillo -. I lavori dovrebbero iniziare a giorni e
prevedono una recinzione con una staccionata in legno: unico elemento
resistente agli effetti degli acidi che in quel luogo si sprigionano. Oltre
alla staccionata sono previste aree di sosta per auto ed aree attrezzate per
i visitatori». Il luogo è da sempre frequentato da curiosi che, purtroppo,
sono, talvolta, anche deceduti, come documentano sin dal XVII secolo i
registri parrocchiali di Rocca San Felice. Risale al 21 agosto 1993 il
decesso di due geologi che hanno perso la vita ignorando la pericolosità del
luogo.
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FIERE VENATORIE
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SARNICO. Rassegna
I cacciatori si sfidano «fischiando»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070815/Provincia/Cab.htm
A Sarnico sarà un Ferragosto all’insegna della caccia. In piazza XX
Settembre, si apre stamattina la 52esima edizione della «Fiera degli uccelli
e mostra canina» che ogni anno richiama sul lago migliaia di seguaci di
Diana.
La rassegna comincerà all’alba con la gara di canto degli uccelli da
richiama. Alle 10, spazio al «chioccolo», una sfida davvero suggestiva. In
pista i cacciatori che imiteranno il canto dei volatili.
La piazza ospiterà invece il mercato dei cani da caccia e alle 14 il
comitato raccoglierà le iscrizioni della mostra che inizia alle 16,15 e si
chiude alle 18 con la proclamazione dei migliori esemplari di ogni razza.
Coma da tradizione la delegazione di cacciatori sarà molto folta. Negli
ultimi anni, la vetrina ha premiato molti cani allevati e addestrati nella
nostra provincia. La conferma di una tradizione radica.E.C.
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ALLEVAMENTO
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MOTTA DI LIVENZA
Sette tori in fuga, caccia aperta a Lorenzaga
Mobilitati pompieri, carabinieri, Forestale e Protezione civile: in serata
uccisi 4 animali , due sono stati sedati mentre uno è ancora libero
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3475769&Pagina=ODERZO%20MOTTA%20QUARTIER%20DEL%20PIAV
Motta di LivenzaPaura ieri a Lorenzaga di Motta per la fuga di alcuni
giovani tori che sono scappati nella campagne tra il mottense e il vicino
veneziano. Ed è subito scattata la caccia agli animali.
Erano le prime ore del pomeriggio di ieri; gli uomini della ditta di
autotrasporti Gasparello stavano scaricando una partita di torelli
all'azienda Daniel, ex Tagliapietra, nella frazione di Lorenzaga, a due
passi dal confine con la provincia di Venezia. Ad un certo punto qualcosa
non dev'essere andato per il verso giusto; sette tori hanno trovato una via
di fuga e inaspettatamente sono riusciti a scappare in diverse direzioni.
L'allarme è stato dato subito: erano le 15.30 quando sono intervenuti i
Vigili del Fuoco, i Carabinieri, il Corpo Forestale, la Polizia della
provincia di Venezia e la protezione civile da Ormelle. Nel corso del
pomeriggio si è creata una folla intorno all'area in questione ossia tra via
Largoni al confine con Annone e via Paludelli. La notizia si è sparsa in un
baleno, tanto che molti sono giunti a vedere gli sviluppi della questione
anche da Annone Veneto e San Stino di Livenza. Intervenuta anche l'Ulss di
Treviso con un tiratore scelto per cercare di anestetizzare gli animali.
Alle 17.30 è giunto anche l'elicottero dei Vigili del Fuoco di Bologna per
individuare la posizione dei tori nascosti tra i campi di granoturco. Sul
luogo molta gente ed anche un pizzico di timore, vista la situazione
tutt'altro che semplice. Molto preoccupato anche il capo-stalla, un giovane
africano, che non si è dato pace per l'incidente. La ricerca è proseguita
fino a sera. Alle 20 sono stati rintracciati e uccisi quattro animali, due
sono stati sedati e uno è rimasto in libertà. Un caso simile è stato
registrato pochi mesi fa a Cavalier di Gorgo: una mucca imbizzarrita era
riuscita scappare, provocando diversi danni in un giardino, danneggiando
parzialmente un'auto parcheggiata e costringendo le forze dell'ordine a
cercare l'animale per un paio di giorni.Gianandrea Rorato

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it