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"Divisi nell'arena"



Spett. Redazione di Primopiano (TG3),

trovo profondamente scorretto che un'informazione che si autodefinisce
"servizio pubblico" e che comunque viene finanziata dai soldi di tutti
(animalisti compresi) sull'argomento della corrida mandi in onda un
programma giornalistico profondamente squilibrato come "Divisi nell'arena",
trasmesso ieri
15 agosto.

Un servizio che, senza contraddittorio alcuno, si e'
strutturato intorno alle interviste a: il presidente del comitato taurino,
un allevatore di tori da corrida, un torero affermato, un torero esordiente,
una giovane aspirante torera: tutti naturalmente concordi nel magnificare la
nobilta' e la dignita' di questa (infame) pratica.

Nessun animalista intervistato, nessun interrogarsi sulla questione se sia
giusto far soffrire ed uccidere per divertirsi, nessun riferire delle
(notissime) condizioni di malessere e di inebetimento cui gli animali sono
costretti prima di entrare nella plaza.

Gli animalisti, nei pochi secondi in venivano inquadrati, erano i "soliti
deficienti" con le facce pittate e le corna di cartapesta.
Un veterinario ha detto che si', in effetti il toro soffre molto, ma che ha
una
soglia del dolore piu' alta dei bovini normali, e soprattutto che se
venissero abolite le corride, la razza di tori specifica si estinguerebbe.
Logica magnifica; fa pensare a quella dei medici dei bracci della morte
delle prigioni americane, che curano a puntino i condannati, perche' devono
arrivare sani all'esecuzione capitale.

Un deputato dei verdi ha dichiarato che la corrida e' in passivo, e che lo
Stato per sovvenzionarla spende ogni anno 20 milioni di euro: ma tutto il
resto della trasmissione poi non e' stato altro che il negare la fondatezza
di questa sua affermazione.

Ma la vera apoteosi del non-senso e dell'assurdo sono state le interviste
cui accennavo sopra.

L'allevatore di tori, che ha detto che questi sono esseri felici e
fortunati, che (fino al momento del piccolo incidente con il terrore delle
folla e delle urla, della collera e del dolore, le trafitture di
lancia, gli arpioni delle banderillas conficcati nella carne, e la spada nel
polmone) vivono beati allo stato brado in due ettari di prateria. "Gli
animalisti e questi vegetariani anziche' protestare contro la corrida,
andassero a vedere cosa succede nei macelli!", ha affermato. Evidentemente
il sol caliente
deve avergli cotto il cervello, perche' "gli animalisti e questi
vegetariani" sono tali anche perche' conoscono perfettamente cosa succede
nei macelli.

Il presidente del comitato taurino, che ha detto che il re Juan Carlos e la
Infanta Isabella sono grandi appassionati di corride (falso: Isabella non ha
voluto la tradizionale corrida in occasione del suo matrimonio) e che solo
la regina Sofia non la ama, anche "per motivi politici" (non si capisce bene
quali). Ma sopratutto ha dichiarato che il valore della corrida risiede nel
fatto che essa e' trasversale, e che e' "l'unica occasione" in cui due
spagnoli di differenti opinioni devono trovarsi d'accordo sui fatti. Magari
la stessa cosa capita anche quando assistono ad un incidente stradale, ma
non mi pare un buon motivo per difendere questi eventi.

Il torero "affermato", di cui e' stata mandata in onda la vestizione. Qui il
giornalista ha commentato che, ad onta di Papa Paolo V che li scomunico' nel
1500, i toreri sono profondamente religiosi: infatti questo bacia un paio di
santini, e se ne infila uno nella camicia. Peccato!; gli storici non se ne
sono accordi, ma evidentemente oltre ai luterani, ai calvinisti, ecc.,
esiste un'altra confessione protestante cristiana; quella dei matador, che
rifiutano obbedienza al Papa di Roma e si attengono a cio' che gli ispira
direttamente lo Spirito Santo.

Il torero "giovane", gia' incornato a 15 anni, e che ora si accinge a
tornare nell'arena, forte e coraggioso. Ma che (e' sempre il giornalista che
commenta) torna "bambino quando gli chiedono se gli dispiace che il toro
muoia...". Si', a lui dispiace - e' la risposta - ma senza la morte del toro
"non c'e' la fiesta". Alla faccia del bambino! Dio ci scansi da bambini
simili! Da piccoli mostri che si divertono a veder soffrire e morire.

La "aspirante ex-torera", la quale si e' trasferita da Firenze in Spagna per
intraprendere questa attivita', ma che poi ha dovuto rinunciarvi perche' si
e' resa conto che esiste una vera e propria "mafia" (termine testuale
adoperato) nella tauromachia. Questa volta le dichiarazioni sono state
lasciate cadere senza commento ...

Erano rimaste in sospeso le dichiarazioni del deputato dei verdi, sugli
enormi finanziamenti che vengono sperperati per dare ossigeno alla corrida,
senza i quali sarebbe gia' estinta. Falso, secondo il giornalista. Per
rendersi conto della passione degli spagnoli per gli sport taurini, basta
andare a Pamplona, alla festa di San Firmino, dove per diversi giorni "si
mangia, si beve, si canta ... e ci si dimentica pure della festa del santo".
Peccato che lui - il giornalista - si sia dimenticato di accennare alle
decine di feriti, ed ai morti, che la festa di Pamplona ha fatto nel corso
degli anni.

Ma, c'e' poco da fare: non c'e' peggior cieco di chi non vuol vedere ...

Michele Scotto di Santolo