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NEWS: Giornali Internet 18/08/07



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CACCIA
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In Liguria 26 mila cacciatoriè la "densità" più alta in Italia
indagine istat
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=582995&IDCate
goria=584
ROMA. La Liguria ama la caccia più di ogni altra regione italiana: è quanto
rivela un'indagine Istat risalente al 2004, ma contenuta nell'Annuario delle
statistiche ambientali pubblicato soltanto ieri. Sebbene la Toscana risulti
essere la regione con il più alto numero di doppiette in assoluto (sono
114.779, seguita dalla Lombardia con 91.825), la Liguria detiene il primato
nella classifica basata sull'indice di densità venatoria. L'indice è
calcolato come rapporto fra il numero di cacciatori complessivo sul
territorio e la superficie agraria e forestale della regione: una grandezza
che tiene conto della diversa dimensione delle regioni (e non si limita a
prendere in considerazione unicamente la porzione di territorio adibita alla
caccia).
La Liguria dunque, pur contando «solo» su 26.339 doppiette, ha un indice
pari al 14,4%: un dato superiore di ben dieci punti percentuali rispetto
alla media nazionale, pari al 4,1%. Complessivamente, su tutto il territorio
italiano, al 2004 si contano 806.395 cacciatori.
fra. s.
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BORGOSATOLLO
Cacciatori al lavoro Da giovedì sarà festa
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070818/Provincia/Eaa.htm
Per i cacciatori di Borgosatollo si avvicina l'apertura della quarta
edizione di «Cacciatori in festa». Giovedì 23 agosto, al centro sportivo
comunale apriranno i battenti degli stand gastronomici. Un robusto menù
sfoggia in capo alla lista i due gettonatissimi piatti della festa, salmì di
lepre e salmì di cinghiale; che fanno il paio con gli ottimi vini della
Franciacorta iscritti qualche riga più sotto. A fare l'ospite d'onore per il
primo giorno di Cacciatori in festa sarà il classico «polenta e osèi» (e per
le prenotazioni è meglio chiamare il 3393126268 o il 3477348035), mentre per
la seconda serata la sagra cambia registro e si affida al teatro, con
l'esilarante spettacolo «La principessa», spettacolo curato da Paolo Granci.
Nelle tre serate successive saranno invece le melodie del liscio a staccare
dai tavoli i sempre numerosi commensali. Venerdì la musica sarà opera di
d.j. Bolpagni, seguito da Barbara e Giorgio, e infine domenica con il trio
Melody. L'iniziativa organizzata dalle sezioni comunali di Arci Caccia e
Federcaccia, in collaborazione con l'associazione Fael (famigliari e amici
emopatici contro la leucemia), alla quale andrà il ricavato dell’iniziativa
insieme alla Casa di Riposo di Borgosatollo, e il Comune.G.C.
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un appello da Leonforte
L'associazione dei cacciatori sollecita regole meno rigide
http://www.lasicilia.it/giornale/1708/EN1708/EN/EN04/03.html
Leonforte.  A pochi giorni dall'avvio della stagione dedicata a Diana,
l'Associazione venatoria unione cacciatori "Granfonte" di Leonforte
(affiliata all'Unione nazionale Enalcaccia pesca e tiro), presieduta da
Enrico Caruso, che è anche segretario provinciale, chiede un maggiore
impegno da parte dei cacciatori e di tutti gli organi preposti alla
risoluzione della problematica venatoria.
«Proprio mentre si è prossimi all'apertura della stagione venatoria, non si
può certo dire che per i cacciatori va tutto bene. Come ogni anno - precisa
Caruso - a inizio di stagione si ritorna alle grandi promesse, fatte ai
cacciatori da quella parte politica che si dice ambientalista, accanendosi,
invece, contro l'attività venatoria e sorvolando su ben altre problematiche
che stanno portando il nostro territorio alla distruzione».
Nel suo lunghissimo intervento, Enrico Caruso denuncia che cacciatori sono
costretti a subire mille angherie e restrizioni di ogni tipo.
«Per fortuna - aggiunge Caruso - non tutti vedono il problema caccia come il
male incurabile che sta portando il nostro territorio alla distruzione e la
nostra associazione si presenta sempre più compatta per cercare d'arginare i
danni e i torti, subiti negli anni, cercando concrete soluzioni alle varie
problematiche venatorie, muovendoci su un territorio ostile a chi ama la
caccia».
E Caruso conclude: «Trovando, inoltre, non poche difficoltà in chi mira solo
ed esclusivamente ad agguerrite campagne di tesseramento, rendendole sempre
più impregnate di rivalità e ostacolando quell'unione tra i cacciatori che
oggi più che mai è indispensabile al raggiungimento di importanti obiettivi.
Per centrare i quali non giova tutto questo caos che ha messo in ginocchio
l'attività venatoria, resa già fragile da leggi politico naturalistiche
anticaccia e da diversi fattori naturali e ambientali che stanno portando la
caccia ad abbassare le doppiette, invece portarci al livello degli altri
Paesi europei».
Carmelo Pontorno
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ALLEVAMENTO
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ncora volatili mortil'allerta per l'aviariaresta a livelli massimi
l'influenza h 7 che uccide gli animali
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=582974&IDCate
goria=594
Carcasse di germano reale recuperate nel torrente Impero e alla foce del
Nervia. «Segnalate subito i casi»
CONTINUANO ad essere trovati volatili morti e continua l'allarme influenza
aviaria ceppo H7, «quella che non è affatto nociva per l'uomo» sottolineano
più volte le autorità sanitarie. Dopo i casi di Imperia, Arma di Taggia e
Camporosso, ora tocca anche a Ventimiglia. Alcune carcasse di esemplari di
germano reale sono state recuperate nella città di confine ieri dai tecnici
dell'Asl addetti alla sicurezza, task-force raddoppiata nei turni e nei
numeri.
Salgono così a 40 circa i casi sospetti e a 15 quelli fortemente sospetti,
di diffusione del virus tra i volatili migratori presenti in Riviera. Sono
tutti al vaglio dell'istituto di profilassi di Padova. Sono invece 13 i casi
già accertati. L'allerta è al livello massimo e le autorità sanitarie dal 13
agosto sono mobilitate con l'unità di crisi costituita nella circostanza "h
24".
Ieri mattina a Imperia, alla foce del torrente Impero, dove la diffusione
del virus è risultata piuttosto massiccia, presenti una quarantina di
germani reali e papere ancora in vita, 4 carcasse sono state recuperate
dagli operatori dell'Asl. Indossate le speciali tute di livello protettivo 6
(le più sicure) raggiunta la foce, hanno raccolto i resti animali. L'unità
di crisi dell'Asl istituita per far fronte alla moria, grazie alla immediata
mobilitazione che ha indotto a richiamare dalle ferie buona parte del
personale, monitorizza minuto per minuto la situazione, eseguendo ripetuti
controlli non solo presso gli allevamenti.
«Raccomandiano a tutti coloro che possiedono allevamenti "domestici" di
segnalare immediatamente ai veterinari i loro casi - fa presente il dottor
Pier Luigi Conte, dirigente dell'unità di crisi Asl per l'infezione
aviaria - E' importante, nell'interesse di tutti, che vengano alla luce
anche tutti quei casi sospetti tra volatili che stazionano lungo i corsi
d'acqua dell'entroterra, nei laghetti o all'interno dei giardini di privati.
Un caso di morte può significare la moria di altri volatili nell'arco di
poche ore. Se interveniamo con tempestività, abbiamo possibilità di
circoscrivere la diffusione. Per quel che riguarda il consumo di carne,
quella acquistata presso le macellerie, non c'è alcun problema: i controlli
sono meticolosissimi, non si corrono rischi».
Tutti i veterinari sono operativi e pronti a raccogliere da forze
dell'ordine e cittadini, le segnalazioni, nonchè a fornire i consigli utili.
«Non ci stancheremo mai di ripetere - aggiunge Conte - che non sussistono
problemi di contagio per l'uomo, ma per l'animale colpito è morte sicura.
Non c'è scampo e non ci sono cure. L'uomo deve cercare di evitare il
contatto con specie contagiate esclusivamente perchè potrebbe trasformarsi
in "portatore sano" e perciò diffondere il virus».
«Per chi ha volatili "in casa" - dice infine - raccomandiamo la pulizia
delle voliere oltre le attività di prevenzione abbligatorie. Gli escrementi
essiccati possono rimanere per un tempo sufficiente ad infettare altri
volatili».
Natalino Famà
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RANDAGISMO
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Durante la notte in cui sono stati manomessi i box per far scappare gli
animali sono state notate auto sospette vicino alla struttura
Il presidente dell’Anta smentisce Pluto progetto fauna e accusa
"Canile, ci sono due testimoni"
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=7D63CAD5A8E189AA9D52E03
760AA35F3
SANT’ELPIDIO A MARE – Accuse, ostilità, auto sospette e testimoni: il
“giallo di una notte di mezza estate” è servito. Non sembra destinato a
chiudersi con leggerezza il caso dei box aperti e manomessi due notti fa al
canile Pluto House di Sant’Elpidio a Mare, che hanno causato la grande fuga
a quattro zampe di oltre 200 sui 400 animali custoditi.
Mentre nella struttura la situazione torna alla normalità e migliorano le
condizioni degli animali rimasti feriti, si indaga sui possibili colpevoli,
e non mancano i dubbi sulle responsabilità.
Anche il sindaco elpidiense Alessandro Mezzanotte si è interessato del caso,
ed ha sentito gli uffici comunali per valutare contromisure, magari
transennamenti all’esterno del canile o la presenza di un guardiano notturno
per evitare nuove incursioni indebite.
Intanto, a farsi sentire è il presidente nazionale dell’Anta Bruno Mei
Tomasi. Nel frattempo, buone notizie riguardo al canile che verrà, a
Montegranaro: “Da fine agosto sarò in pianta stabile nella zona per
accelerare i tempi di realizzazione del Villaggio del cane, che è stato
pensato e sarà realizzato insieme alla nostra associazione. Sant’Elpidio a
Mare, Porto Sant’Elpidio, Montegranaro e Monte Urano avranno un alloggio
ideale per i loro animali, sarà una delle migliori strutture in Italia. Gli
altri comuni che hanno dei cani a Pluto House, trattandosi di numeri
modesti, potranno riprenderli, magari affidandoli alle famiglie, contiamo di
riuscire a sistemarli tutti. I tempi saranno rapidi, già entro ottobre
contiamo che il Villaggio a Montegranaro possa essere pronto”.
Solo pochi mesi, insomma, e il fatiscente casolare di Pluto House sarà
smantellato. Intanto, però, Mei Tomasi torna sugli episodi dell’altra notte,
sui quali ha ben più di un sospetto. “Ricordo che il canile di Sant’Elpidio
a Mare è stato sequestrato per maltrattamento, sovraffollamento e perché la
struttura era considerata un lager. Per quanto riguarda i fatti del 16
agosto, è facile intuire chi siano i fautori o mandanti del gesto. Le
possibilità di scoprirli sono notevoli, ci sono due testimoni che hanno
visto alcune auto, tali sospetti sono riportati nella denuncia presentata ai
Carabinieri. I responsabili non potevano essere passanti qualunque,
conoscevano benissimo il canile e i cani, tra questi escludo che possano
essere i volontari che operano attualmente”.
E per chiudere, dal presidente Anta una netta presa di distanza dall’
associazione Pluto Progetto Fauna. “Non abbiamo nulla a che vedere con loro,
l’Anta è subentrata nella gestione del canile sotto sequestro per liberare i
cani dall’angosciante situazione in cui erano stati costretti. Che l’Anta
sia cosa diversa lo dice soprattutto chi oggi si avvicina al canile e ne
riscontra la diversità, e lo sanno le persone che operano all’interno della
struttura”.
Il presidente smentisce poi anche le dichiarazioni rilasciate da Lidia Gomez
Olivera, vicepresidente di Pluto progetto fauna, attraverso le quali la
stessa affermava di aver avvisato il presidente Anta della fuga dal canile
dopo essere stata contattata dalla Polizia durante la notte.
“Non ho nulla da spartire con i rappresentanti di Pluto, ne con chi li
sostiene – afferma Mei Tomasi - Dopo il sequestro non ho mai sentito alcun
loro rappresentante, come invece qualcuna tenta di far credere, ciò è
assolutamente falso”.
PIERPAOLO PIERLEONI,

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it