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NEWS: Giornali Internet 28/08/07



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CACCIA
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NCENDI/ LANZILLOTTA: SI' A DIVIETO CACCIA AREE BOSCHIVE BRUCIATE
Garantire stop attività venatoria anche nelle zone limitrofe
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2007/08_agosto/28/incendi_lanzillott
a_si_a_divieto_caccia_aree_boschive_bruciate,13054007.html?pmk=nothpcro
Roma, 28 ago. (Apcom) - In risposta alla lettera inviatale oggi da alcune
associazioni ambientaliste e animaliste per fermare la preapertura della
caccia nelle zone colpite da incendi e in quelle limitrofe, il ministro per
gli Affari regionali, Linda Lanzillotta fa sapere "di essere già al lavoro
con la Protezione Civile affichè nei prossimi giorni venga emanata
un'ordinanza in tal senso".
"L'obiettivo - si legge nella nota del Ministero - è quello di garantire
l'immediato stop della stagione venatoria nelle aeree colpite da incendi.
Operazione che sarà possibile anche grazie alla perimetrazione provvisoria
delle zone boschive incendiate che palazzo Chigi ha messo a punto proprio in
queste ore con un apposito decreto".
Per quanto riguarda, inoltre, la possibile estensione di questo divieto
anche alle zone limitrofe a quelle incendiate il ministro Lanzillotta
concorda con l'appello delle associazioni ambientaliste e invita "tutte le
regioni a contribuire, con i propri strumenti normativi, a tutelare
l'ecosistema di quei territori che gli incendi circostanti hanno messo a
dura prova in questi ultimi mesi".
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Incendi - Pecoraro Scanio: " Divieto di caccia nelle regioni colpite dalle
fiamme"
Il ministro dell'Ambiente chiede alle regioni una rigorosa applicazione
della legge sugli incendi
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=16371&Cat=1&I=immagini/Ince
ndi/3544.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Dall'Italia
Ennesima giornata roghi in tutta la penisola. In Campania la situazione piú
critica, qui le fiamme continuano a bruciare i boschi del Sannio e della
Costiera Amalfitana. Anche in Calabria si continuano a registrare
segnalazioni di roghi: 4 quelli di maggiori proporzioni nelle province di
Cosenza e Crotone. Migliora invece la situazione nel catanzarese, dove è
stato spento il rogo che da sei giorni stava mandando in fumo il Parco
nazionale della Sila nel territorio di Albi. Intanto, sul fronte politico,
si discute sulle del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha
chiesto alle regioni una rigorosa applicazione della legge sugli incendi
boschivi laddove prevede il divieto di caccia per dieci anni nelle zone
percorse dal fuoco e di vietare l'attività venatoria anche nelle aree
contigue e circostanti a quelle colpite dagli incendi. "Alla luce degli
enormi danni patiti dal nostro territorio per mano di incendiari criminali -
ha dichiarato il ministro - chiedo alle regioni un'assunzione di
responsabilità per assicurare il rigoroso rispetto della legge che già
prevede il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco e l'emanazione di
provvedimenti per vietarla nelle aree limitrofe". Plaudono all'intervento
del leader dei Verdi tutte le maggiori associazioni ambientaliste che
definiscono Il blocco delle preaperture un provvedimento "doveroso,
ragionevole e altamente responsabile". Animalisti italiani, Enpa, Lav, Lac,
Legambiente, Lipu e Wwf avevano invocato questa misura in una lettera
inviata oggi al ministro per gli Affari regionali Lidia Lanzillotta (mg).
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Il ministro dell'Ambiente vuole impedire l'apertura nelle aree devastate
"I danni sono stati enormi: fate rispettare la legge, che prevede uno stop
di 10 anni"
Pecoraro Scanio scrive alle regioni
"Divieto di caccia nelle zone incendiate"
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/incendio-cefalu/apertura-ca
ccia/apertura-caccia.html
Alfonso Pecoraro Scanio
ROMA - Divieto di caccia per dieci anni nelle zone devastate dagli incendi e
nelle aree circostanti, così come prevede la legge. E' la richiesta alle
Regioni del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che vorrebbe
impedire l'apertura della stagione venatoria (in molte zone programmata per
il prossimo fine settimana) dove i roghi hanno provocato maggiori
distruzioni.
"Alla luce degli enormi danni patiti dal nostro territorio per mano di
incendiari criminali - scrive in una nota il ministro - chiedo alle Regioni
un'assunzione di responsabilità per assicurare il rigoroso rispetto della
legge, che già prevede il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco e
l'emanazione di provvedimenti per vietarla nelle aree limitrofe". Secondo
Pecoraro Scanio "è del tutto evidente infatti che gli incendi significano
distruzione degli habitat naturali per la nostra fauna e le aree limitrofe a
quelle bruciate sono oggi le preziose e delicate zone di fuga e ricovero per
specie già martoriate dal fuoco".
Sulla stessa linea del ministro anche il capogruppo dei Verdi alla Camera
Angelo Bonelli, secondo il quale gli animali morti sarebbero stati un
milione. "Sarebbe irresponsabile che di fronte ad una devastazione
ambientale di queste proporzioni, con le perdite già subite dal nostro
patrimonio faunistico, si possa pensare che la stagione venatoria possa
svolgersi regolarmente come se nulla fosse accaduto".
Le Regioni avranno pochi giorni di tempo per decidere il da farsi. In molte
zone la caccia dovrebbe aprire già nel prossimo week-end. Questa mattina,
intanto, il Tar di Palermo ha accolto la richiesta presentata da Wwf e
Legambiente: l'apertura in Sicilia, programmata per sabato e cioè con un
anticipo di quasi un mese rispetto al solito, è stata rinviata.
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Consentito 'sparare' da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto
Al via sabato la stagione venatoria
La maggior parte delle specie si potranno cacciare dalla terza domenica di
settembre. Cambiano da regione a regione le regole per l'attività, i
divieti, le preclusioni e i carnieri giornalieri. Pecoraro Scanio: ''Stop
alla caccia in aree colpite da incendi''
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1248647092
Roma, 28 ago. (Ign) - Cacciavano i primitivi, e lo raccontavano con i loro
graffiti. E oggi, dopo essere stata una delle prime attività dell'uomo,
continua ad essere una di quelle che appassionano milioni di italiani.
Doppietta, sovrapposto o carabina, i cacciatori stanno già preparando tutto
l'occorrente per la stagione ufficiale della caccia che si apre sabato 1°
settembre.
Da regione e regione, però, cambiano le specie cacciabili e i relativi
periodi di caccia; e poi ancora i divieti, le preclusioni e i carnieri
giornalieri. Per avere le informazioni complete e una sorta di vademecum per
limitazioni e modalità che ogni cacciatore deve conoscere ci si può avvalere
dei calendari venatori pubblicati sul sito della Federcaccia.
In generale, dal 1° settembre al 31 gennaio 2008 la caccia è consentita per
tre giorni alla settimana, a scelta del cacciatore, fra lunedì, mercoledì,
giovedì, sabato e domenica, con l'esclusione di martedì e venerdì, giorni di
silenzio venatorio ai sensi della legge 157/92. Non è consentito cacciare
per tre giorni consecutivi ma si può fare da un'ora prima del sorgere del
sole fino al tramonto. Non costituisce esercizio venatorio la presenza sul
posto di caccia prima o dopo l'orario consentito per attendere ai lavori
preparatori, sempre che l'arma sia scarica e in custodia.
Tra le varie disposizioni regionali, si segnala che in Calabria, ad esempio,
la quaglia si può cacciare dall'8 settembre al 16 dicembre, mentre è solo
dal 1° al 30 settembre che la volpe può essere cacciata, ma senza ausilio
del cane. In Liguria, invece, la caccia alla volpe è consentita ai singoli
cacciatori dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio, in ogni giornata
aperta alla caccia. Nella regione ligure, specie vietate per inconsistente o
non dimostrata consistenza faunistica sono la pernice bianca, la lepre
bianca, con cervo, daino e camoscio.
In Lombardia l'esercizio venatorio è consentito dalla terza domenica di
settembre, anche con l'ausilio del cane, in forma vagante o da appostamento
fisso. Anche nel Lazio si inizia il 16 settembre (come in Piemonte) ma
l'esercizio in forma vagante con il cane da seguito è consentito dal 2 al 31
gennaio compreso, limitatamente al periodo di caccia al cinghiale, stabilito
dalle singole province.
In Sardegna, in una giornata di caccia non si potranno abbattere più di 15
capi di selvaggina, di cui massimo 4 pernici, 1 lepre, 5 conigli e 10
anatidi. Per il cinghiale, invece, nei giorni stabiliti non potrà esserne
abbattuto più di uno ogni 5 fucili, con un massimo di 10 cinghiali ogni
compagnia composta da un numero qualsiasi di cacciatori.
In Sicilia, la quaglia può essere cacciata solo dal 9 settembre all'11
novembre incluso, mentre per il cinghiale dal 1° novembre al 31 gennaio la
caccia in battuta è consentita esclusivamente nei giorni di lunedì o
mercoledì o giovedì. A Ustica, la caccia a coniglio, tortora, merlo e
colombaccio è consentita esclusivamente ai residenti dal 15 settembre.
Mentre nelle tre isole delle Egadi (Favignana, Marettimo e Levanzo) la
caccia alla sola selvaggina migratoria, ai non residenti, è consentita a
partire dall'1 ottobre.
E ancora, in fase di preapertura, in Veneto, nelle giornate dell'1, 2, 8, 9
e 15 settembre è consentito il prelievo venatorio da appostamento delle
specie merlo, tortora, ghiandaia, gazza, cornacchia nera e grigia. Specie
per le quali, tranne la cornacchia nera, è consentita la caccia -
esclusivamente da appostamento - anche in Umbria nei giorni 1 e 2 settembre.
Sempre in Umbria, i cacciatori in possesso di residenza venatoria possono
esercitare attività a partire dal primo giorno della stagione, mentre chi ce
l'ha in altre regioni potrà cacciare dalla terza domenica di settembre.
In Friuli Venezia Giulia si può esercitare attività venatoria al cervo dal
1° ottobre al 30 novembre, mentre in Abruzzo, nella zona di protezione
speciale dei Monti Simbruini e nel Parco Naturale Silente-Velino, l'attività
è consentita tra il 7 ottobre e il 31 dicembre, ad eccezione della caccia di
selezione agli ungulati.
Infine, in Basilicata la caccia al cinghiale è aperta dal 3 ottobre al 31
dicembre, esclusivamente nei gioni di mercoledì e domenica alle squadre di
15 cacciatori, e comunque non inferiori a 7. Altre informazioni anche sulle
regole venatorie per Toscana, Marche e Puglia possono essere scaricate sul
sito della Federazione italiana della caccia.
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RAVENNA - approvate dalla Regione le modalità in materia di caccia
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=242761&section=news/Rave
nna
RAVENNA - Lunedì, in materia di caccia,la Regione Emilia - Romagna ha
deliberato le modalità per il prelievo in deroga nelle province e nei
riguardi di quelle specie di avifauna che, più di altre, arrecano danni alle
produzioni agricole.Di fondamentale importanza, al fine della salvaguardia
delle stesse popolazioni selvatiche, è stato ritenuto necessario intervenire
nel rispetto della biologia della fauna stessa e nella fase temporale in cui
questa può arrecare i maggiori danni alle colture. A tal fine la
deliberazione regionale stabilisce le modalità di intervento in ogni singola
provincia e per ogni singola specie.
Per la provincia di Ravenna si interviene nei confronti di : passero,
passera mattugia, tortora dal collare orientale, cormorano e storno.
Si potranno cacciare:
PASSERO- P. MATTUGIA dal 1 settembre al 10 ottobre esclusivamente da
appostamento fisso e temporaneo, senza uso di richiami vivi, esclusivamente
nel raggio di 100metri da coltivazioni sementicole, con coltura in atto, dai
frutteti e dai vigneti, per un massimo giornaliero e stagionale di 10 e 50
capi per operatore;
TORTORA DAL COLLARE dal 1 settembre al 31 ottobre da appostamento fisso e
temporaneo esclusivamente nel raggio di 100 metri da coltivazioni di
girasole e sorgo con coltura in atto, per un massimo giornaliero e
stagionale di 5 e 50 capi per operatore;
CORMORANO dal 1 dicembre  al 31 gennaio 2008 da appostamento e/o vagante,
esclusivamente nel raggio di 100 metri da bacini destinati all’allevamento
del pesca, per un numero massimo giornaliero e stagionale di 5 e 30 capi per
operatore;
STORNO dal 1 settembre al 15 novembre esclusivamente da appostamento fisso e
temporaneo, senza l’uso di richiami vivi, su tutto il territorio provinciale
delimitato a sud dalla congiungente la strada provinciale n.70 di Prugno con
la n. 63 di Valletta-Zattaglia e la strada Comunale per Monte Visano fino al
confine con Forlì-Cesena, per proseguire dal 16 novembre al 15 dicembre, da
appostamento fisso e temporaneo, senza uso di richiami vivi esclusivamente
nel raggio di 100 metri da vigneti, frutteti ed uliveti, dell’intero
territorio provinciale, per un numero massimo giornaliero e stagionale di 20
e 200 capi.
Con la medesima deliberazione, la Regione Emilia - Romagna ha provveduto
altresì ad individuare le esclusive figure che possono occuparsi di tale
prelievo, individuandole fra i cacciatori residenti in Regione Emilia -
Romagna quelli iscritti all’ATC locale, ai residenti che esercitano la
caccia con mobilità, che esercitano la caccia in aziende faunistiche
venatorie o che abbiano optato per la caccia da appostamento fisso con uso
di richiami vivi.
Contemporaneamente, nella medesima seduta, la Regione ha stabilito di
rinviare alla prossima stagione venatoria il divieto di utilizzo dei pallini
di piombo nelle zone di protezione speciale di zona umida.
Si ribadisce che in tali zone è vietata la preapertura, nelle modalità e per
le specie previste dal calendario venatorio provinciale, rimanendo
consentito il prelievo in deroga alle specie e nelle modalità sopra
descritte per la difesa delle colture agricole.
"C’era molta attesa rispetto a queste decisioni assunte dalla giunta
regionale sia da parte del mondo venatorio, ma in particolare da parte degli
agricoltori. In questo periodo stanno maturando colture suscettibili di
gravi danni da parte di storni, passeri e tortore. La possibilità di
consentirne il prelievo in deroga contribuirà certamente a contenere i
danni. Il dibattito sull’argomento negli ultimi giorni è stato molto
serrato - dichiara l’assessore provinciale alla caccia Libero Asioli -
penso che la giunta, anche alla luce del parere dell’Istituto Nazionale
Fauna Selvatica, abbia assunto la migliore decisione possibile. Ricordo che
si tratta di un atto che disciplina la possibilità di caccia in deroga
previsto dalla normativa europea per la difesa delle colture e questa è la
motivazione per cui non è stato previsto l’uso dei richiami vivi. Ora, l’
auspicio è che la deliberazione regionale possa avere il suo corso e che sia
possibile attuare gli interventi di difesa delle colture che si vogliono
tutelare."
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Galbiate l'originale struttura verrà allestita nell'ex roccolo di costa
perla sul monte barro il museo della caccia
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=L
E_PROVINC&Bassa=si&Pagina=27&IDNotizia=2592230
Galbiate(p. zuc.) nasce sul monte barro il «museo della caccia»: la regione
ha concesso un finanziamento di 4.000 euro finalizzato alla realizzazione di
una sezione staccata del già esistente museo «meab». l'originale struttura,
dedicata alla tradizione venatoria, verrà realizzata presso l'ex roccolo di
costa perla. la progettazione esecutiva degli interventi di ristrutturazione
dei locali è stata presentata al «servizio musei» della regione e conta
finora su una somma complessiva di 8.857 euro. la storia recente del roccolo
viene ricostruita anche dal presidente dell'ente barro, giuseppe panzeri:
«in seguito ai mutamenti legislativi e della sensibilità popolare
intervenuti negli anni settanta, che non consentivano più il funzionamento
dei roccoli a scopo venatorio, il parco monte barro (istituito nel 1983) fra
i suoi primi atti fece esplicito riferimento all'impianto di costa perla con
l'obiettivo di acquisirlo come sede di un centro faunistico». la struttura
fu convertita in stazione ornitologica sperimentale, tra le prime in italia
direttamente gestite da un ente pubblico: è rinata, così, a nuova vita.
«l'importanza che il parco annetteva a questo monumentale roccolo ? spiega
panzeri - è testimoniato dalla decisione di non subordinarne l'acquisizione
ai finanziamenti, ma di rompere gli indugi assumendo un mutuo di 180 milioni
di lire a totale suo carico, operazione che nel 1988, per un piccolo ente
come il nostro, ai suoi primi passi e a finanza derivata, poteva sembrare
addirittura azzardata». a distanza di quasi vent'anni il bilancio è
«oltremodo positivo. ora il parco guarda ancora avanti e si avvia a
sperimentare il primo «museo della caccia» del territorio.
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FIERE VENATORIE
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il caso Imposto il divieto totale per tutti i volatili, i diecimila
visitatori hanno dovuto consolarsi con la mostra canina Canzo, fiera degli
uccelli senza i pennuti Improvviso giro di vite per l'influenza aviaria, gli
organizzatori non sono riusciti ad ottenere deroghe
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=E
RBA&Bassa=si&Pagina=17&IDNotizia=2592076
CANZO Una "Fera di usei" senza "usei", quella svoltasi ieri in paese. Per la
prima volta dopo quarantasei anni di gloriosa storia, la manifestazione di
punta dell'estate canzese va in scena senza il suo elemento principale. Un
cartello giallo alle casse avvertiva i visitatori che per questa edizione,
dall'Asl, era giunto il divieto per l'esposizione dei volatili. Un
recentissimo decreto regionale con nuove misure contro l'influenza aviaria,
recepito dall'Asl di Como, ha portato a questa decisione, a cui
l'organizzazione ha cercato di opporsi fino all'ultimo momento. Pare che sia
stato registrato un nuovo focolaio in provincia di Brescia, ma le notizie
sono frammentarie. «Purtroppo dall'Asl sono stati irremovibili, fino a
sabato sera ho cercato, con il sindaco Silvia Tresoldi, di avere una deroga
ma non è stato possibile - spiega Alberto Rizzi, presidente
dell'Associazione cacciatori di Canzo - Non potendo comunicare in altro modo
ai visitatori il disguido, abbiamo deciso di affiggere un cartello ad ogni
ingresso. Per quanto può contare il mio parere, ritengo questo decreto
assolutamente eccessivo, si potevano bloccare solo gli uccelli da cortile se
proprio se ne vedeva l'esigenza». Tutta la parte ornitologica della fiera è
quindi saltata. Gli espositori sono stati avvertiti con margine e non si
sono presentati, mentre in mattinata l'Asl ha fatto chiudere in gabbia anche
i falchi. «In pratica hanno chiesto la rimozione di tutto ciò che aveva le
penne. Stamani si sono presentati e hanno fermato l'esibizione di
falconeria. Noi avevamo la speranza di sbloccare tutto all'ultimo momento e
avvertire quindi gli espositori, ma così non è stato». La manifestazione,
nel suo singolare svolgimento senza uccelli, ha comunque riscosso un grosso
successo di pubblico: «Nel corso della giornata abbiamo avuto seimila
visitatori paganti, più i bambini che si possono quantificare in circa
duemila e gli invitati. Credo che il numero di presenze sfiori le diecimila.
Un buon risultato». Sono piovute naturalmente anche le critiche, nonostante
il cartello: «In diversi si sono lamentati, ma noi non potevamo farci nulla.
Il cartello era agli ingressi e ben visibile - spiega Rizzi - I critici alla
fine sono sempre gli stessi, quest'anno hanno avuto modo di attaccarci».
Alla fine la "Fera di usei" senza "usei" ha visto una forte presenza di
cani: «Grazie alla Pro Segugio che ci ha dato una grossa mano si è
implementata la rassegna canina. Il nostro concorso di bellezza per cani ha
assunto il ruolo di evento principale». Non c'erano uccelli, però c'erano i
loro nidi, vuoti naturalmente: «Nella zona coperta c'era una interessante
mostra dei nidi d'uccelli e delle trappole, più una parte dedicata ai trofei
degli ungulati. Alla fine la "Fera" ha rispettato il trend consueto di
presenze». Giovanni Cristiani
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COMMERCIO
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Traffico animali protetti: due denunce
Durante i controlli alla dogana di Bari, i militari hanno trovato nell'auto
delle albanesi (una delle quali residente a Foggia) due pappagalli e
altrettante tartarughe
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.asp?IDNoti
zia=182174&IDCategoria=11
BARI - Due pappagalli vivi della specie protetta 'Platicercus Eximius
Eximius' e due tartarughe della specie protetta “Testudo Hermanni” sono
stati trovati da militari della Guardia di finanza in due auto guidate da
cittadine albanesi.
Gli animali sono stati trovati durante controlli doganali nell’area del
porto fatti dalle fiamme gialle in collaborazione con personale del Cites
Corpo forestale dello Stato.
Le due donne, residenti una a Foggia l’altra a Vittoria (Ragusa), sono state
denunciate per aver violato la normativa sul commercio internazionale delle
specie animali e vegetali in via di estinzione.
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MALTRATTAMENTI
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Lascia il cane in macchina sotto il sole Cacciatore denunciato per
maltrattamenti
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1268795&Sectionid=8&Edit
ionId=8
di ANNA PIERSANTI
QUARANTA minuti chiuso in una macchina parcheggiata, sulla strada
provinciale Ex 48, sotto il sole cocente con i finestrini chiusi e una
temperatura di 40 gradi all'interno dell'abitacolo. Doveva essere una
passeggiata da 40 minuti, per il cane da caccia; ma quel viaggio si stava
trasformando in una grande sofferenza. E quando il gruppo dei volontari di
Italcaccia e del Nucleo Tutela Ambientale di Guidonia stavano per
intervenire per liberare l’animale, il padrone, un operaio di 38 anni di
Roma con la passione per la caccia, è tornato all'autovettura. L'uomo ha
ammesso di aver lasciato il cane solo per una quarantina di minuti. Dopo
averlo portato con sè, forse con la speranza di poterlo provare sul terreno,
intimorito di incorrere in qualche sanzione e controllo, ha preferito
lasciare la povera bestia nella macchina e da solo effettuare le scelte
della posta fissa per l'apertura della stagione venatoria a settembre. I
volontari, dopo aver informato i carabinieri, hanno poi provveduto ieri a
inoltrare una denuncia per maltrattamenti alla Procura di Tivoli.
«Generalmente tra cacciatori e cani - dice Paolo D'Alessandris del gruppo
Italcaccia di Guidonia - il rapporto è di grande attenzione e di grande
intesa al momento dell'attività venatoria ma, a volte qualcuno si dimentica
o tralascia di considerare questo aspetto. Riteniamo che le regole vadano
rispettate da tutti e se i cani non possono essere lasciati scorrazzare, in
questo momento, sul terreno di caccia è inutile portarli con sè e poi
lasciarli a soffrire chiusi in macchina».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it