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NEWS: Giornali Internet 29/08/07



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CACCIA
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ANIMALI: DENUNCIATI DUE CACCIATORI PER POSSESSO ABUSIVO DI MEZZI DI CACCIA
Sequestrate anche due trappole per la cattura di animali selvatici,
presumibilmente cinghiali, nascoste dentro un furgone
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5541
29 agosto 2007 – Domenica scorsa, in località “Via da Piedi” di Furci
(Chieti), il personale del Comando Stazione di Gissi del Corpo forestale
dello Stato ha sequestrato due trappole per la cattura di animali selvatici
(“lacci”) e denunciato due cacciatori, un quarantaseienne del posto e un
cinquantottenne di Vasto (Chieti) per possesso di mezzi di caccia abusivi.
Le trappole sono state messe a disposizione della Procura di Vasto in quanto
dalla normativa sulla caccia non ne è consentita neanche la detenzione. I
due “lacci”, costituiti da cavi d’acciaio con funzione di nodo scorsoio,
terminanti con una catena per l’ancoraggio, erano stati occultati dentro un
furgone bianco di marca estera, sotto un tappetino di gomma, e potevano
essere utilizzati per catturare animali di grossa taglia, presumibilmente
cinghiali. L’atteggiamento di guida di uno dei due indagati ha insospettito
gli agenti della Forestale che, in un primo momento, hanno controllato i
cani che si trovavano all’interno del furgone e poi hanno scoperto dei pezzi
di catena che fuoriuscivano dal tappetino di gomma posto sul fondo. Tra l’
altro uno dei cani non aveva neanche il microchip di identificazione
previsto dalla legge sul randagismo, per cui il proprietario è stato
opportunamente sanzionato.
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L’EMERGENZA VETERINARIA. Domenica i capannisti bresciani non potranno
utilizzare richiami vivi ma l’interpretazione della norma è al centro di un
aspro dibattito
L’aviaria congela l’agenda venatoria
La Regione vara un rigido piano di profilassi Fino a lunedì saranno vietate
esposizioni con volatili e il rilascio di selvaggina da piuma
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070829/Provincia/E.htm
MISURE PRECAUZIONALI. Moloto rigide le misure precauzionali adottate dal
Pirellone per scongiurare il prima possibile la diffusione del virus. Va
ricordato che nei due allevamenti di Paderno si sono concluse ancora sabato
le operazione di soppressione dei 25mila tacchini infetti, così come prevede
la legge. Non solo. E’ stata istituita una zona di restrizione del raggio 1
km attorno al focolaio; una zona di attenzione del raggio di 10 km e una
zona di sorveglianza e controllo corrispondente al rimanente territorio
regionale. Impressionante il numero di controlli che verranno effettuati nei
708 allevamenti avicoli del Bresciano (ben 13 milioni di capi tra polli,
tacchini, oche, anatre) dai veterinari dell’Asl: nelle zone di restrizione e
attenzione verranno effettuati controlli sierologici (10 campioni di sangue)
in ogni allevamento, oltre a tamponi tracheali. Negli allevamenti di anatre
e oche anche un pool di feci. Controlli strettissimi anche sulla
movimentazione di animali e sul carico e scarico di uova e pulcini. Tutto
per accelerare nel più breve tempo possibile il ritorno alla normalità.
L’assessore provinciale all’Agricoltura, Sergio Grazioli, sottolinea che
questa circoscritta epidemia di aviaria «non rappresenta in alcun modo un
problema per il comparto avicolo bresciano. Non ci sono danni indiretti, non
ci sonodecine di allevamenti costretti al blocco del commercio carni così
come per la vescicolare suina». I danni diretti (abbattimento dei 27mila
tacchini) verranno rimborsati dall’Asl.
ALESSANDRO SALA assessore provinciale alla Caccia, definisce la limitazione
imposta dal Pirellone «assurda e poco chiara. Abbiamo chiesto una
precisazione al Dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asl di Brescia,
tramite il nostro direttore, Federico Pea. La risposta è stata lapidaria in
quanto è confermato con le stesse parole quanto previsto dal decreto della
Direzione generale sanità del Pirellone». La domanda sorge spontanea: può il
singolo cacciatore trasferire dalla propria abitazione il merlo in gabbia
all'appostamento fisso senza incorrere in eventuali sanzioni? Stando al
comunicato Asl - chiude Sala - si parla di aziende e non di privati
cittadini. Quindi per i singoli cacciatori nessuna restrizione in tema di
movimentazione». L’assessore evidenzia un'altra anomalia della normativa.
«Il decreto precisa che le disposizioni decadono il 3 settembre. Il divieto
al rilascio di volatili interessa quindi solo domenica. Ciò significa che,
essendo previsti altri 3 giorni di prelievo, prima della tradizionale
apertura della caccia, la terza domenica di settembre di fatto non ci sono
più restrizioni al trasferimento dei merli in gabbia». Pietro Gorlani
Fino al 3 settembre «Sono vietate fiere, mercati, esposizioni e raduni di
volatili. E’ vietata l’introduzione e l'immissione di selvaggina cacciabile
da penna e il ripopolamento faunistico». Sono le misure urgenti - in vigore
da ieri - adottate dalla Direzione Regionale Sanità della Regione Lombardia
per arginare il diffondersi dell’influenza aviaria nella nostra regione.
Un’emergenza - è bene ricordarlo - esclusivamente veterinaria e non
sanitaria. Il virus H7N3 riscontrato nei giorni scorsi in due allevamenti di
tacchini di Paderno Franciacorta è a bassa patogenicità: non è letale per
gli animali (presentano solo qualche difficoltà respiratoria) e
assolutamente innocuo per gli uomini. Ma giustamente la Regione ha adottato
il disciplinare imposto dalla Ue per prevenire eventuali mutazioni del
virus, che potrebbe diffondersi e assumere caratteristiche più virulente.
Sergio Botta
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IL NO DEGLI AMBIENTALISTI. Le associazioni parlano di danni alla fauna e di
direttive ignorate
«È un vero un regalo politico agli estremisti della doppietta»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070829/Provincia/D.htm
Le pre apertura della stagione di caccia? Secondo La Lega abolizione caccia,
ma anche secondo il Wwf di Brescia è una «misera manovra elettorale per
attirarsi i consensi della parte più becera dei cacciatori». Una manovra
politica, insomma, attuata anche a spese di una specie come la tortora
comune in diminuzione a livello europeo e in questo periodo ancora in fase
riproduttiva.
Esattamente come altre specie che saranno prese a fucilate nei prossimi
giorni, come allodola, marzaiola, pernice rossa, quaglia e starna, tutte in
calo su scala continentale come affermato dalle ricerche di «Birdlife
international».
A nome della Lac, il segretario Guido de Filippo ricorda che la direttiva
europea sulla conservazione degli uccelli vieta la caccia in periodo
riproduttivo, mentre il Wwf di Brescia aggiunge che questo via libera
anticipato agli spari è stato dato senza che la Provincia abbia preso
provvedimenti seri in tema di tutela dei valichi montani interessati dalla
migrazione.
Il Tar di Brescia, lo ricordiamo, aveva nei mesi scorsi ingiunto al Broletto
di ampliare l’elenco delle «selle» montane del Bresciano interdette all’
attività venatoria entro l’apertura della nuova stagione di caccia. Ciò però
non è avvenuto: l’amministrazione provinciale si è limitata a mettere sotto
tutela una parte del giogo del Maniva, rinviando altre decisioni all’arrivo
di un nuovo parere scientifico richiesto all’Istituto nazionale per la fauna
selvatica.
Poi, sempre secondo il Wwf, c’è il capitolo spinoso delle deroghe, «che
ormai non sono più tali essendosi trasformate in una consuetudine», e che
finiscono, insieme a provvedimenti come appunto il via libera anticipato
alle doppiette, per azzerare la filosofia delle legge quadro nazionale, nata
come strumento di tutela del patrimonio faunistico.
E per finire, contro le pre aperture decise in varie parti d’Italia (non
solo nel Bresciano), l’intero mondo protezionista italiano o quasi ricorda
che a causa degli incendi che hanno colpito molte aree del Paese le specie
migratorie si troveranno persino nella difficoltà di trovare il cibo: a
fronte di questo ulteriore problema sarebbe logico introdurre provvedimenti
straordinari di tutela; altro che fucilate.P.BAL.
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INCENDI E ANIMALI IN FUGA: BERNARDI (DS) SULLA CACCIA
http://www.ilcapoluogo.it/content.php?article.5237
L'Aquila, 29 ago.- Il consigliere comunale DS Bernardi ha inviato ai vertici
regionali e al sindaco laseguente lettera: "I recenti incendi sviluppatisi
nel nostro territorio hanno pregiudicato il patrimonio boschivo e distrutto
l’habitat naturale della fauna selvatica. Molte specie animali sono state
costrette a cercare riparo nelle aree limitrofe a quelle percorse dal fuoco,
aree nelle quali è imminente la riapertura della caccia. L’alta
concentrazione di animali selvatici in queste zone richiamerà sicuramente
numerosi cacciatori e potrebbe mettere a rischio la loro stessa incolumità e
quella dei tanti escursionisti che le frequentano. Già i primi focolai che
hanno colpito il bosco di San Giuliano, ad esempio, hanno spinto numerosi
animali a cercare rifugio, cibo e acqua nei pressi di fonti a ridosso del
territorio di Arischia, una vasta area che richiama in tutte le stagioni
numerosi appassionati della montagna. A tal fine, appare ragionevole e
doveroso prendere opportuni ed urgenti provvedimenti per tutelare non solo
le aree interessate direttamente dagli incendi, ma anche quelle ad esse
limitrofe. In particolare si chiede di estendere il divieto di caccia e di
attività cinofile nell’area denominata “fuori porta la montagna”, nel
territorio del Comune dell’Aquila, che si estende da Via Antica Arischia e
dalla S.S. 80 fino ai confini con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti
della Laga".
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FORLI' - Sabato prima giornata di anticipazione della caccia 2007-2008, in
Provincia
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=243027&storico=giorno&se
ction=news/Forli
FORLI' - Apre sabato 1° settembre la prima giornata di anticipazione della
stagione venatoria 2007/2008, che proseguirà nelle successive giornate fisse
di domenica 2, giovedì 6, domenica 9 e giovedì 13 settembre, salve le
limitazioni disposte dai singoli AA.TT.CC. (Ambiti Territoriali della
Caccia). In tali date è consentita la caccia esclusivamente da appostamento,
fisso e temporaneo, sino alle ore 13.00 alle specie tortora, merlo,
cornacchia grigia, ghiandaia e gazza.
Dal 1° settembre inoltre l’esercizio venatorio è consentito nei confronti
degli esemplari appartenenti alle specie passero, passera mattugia, tortora
dal collare e storno secondo periodi, località, forme e quantitativi
prelevabili qui di seguito indicati:
- Dal 1° settembre 2007 al 10 ottobre 2007 al passero ed alla passera
mattugia, esclusivamente da appostamento fisso e temporaneo senza l’uso di
richiami vivi, nel raggio di 100 metri dalle coltivazioni sementicole con
coltura in atto, dai frutteti e dai vigneti per un numero massimo
giornaliero e stagionale rispettivamente di dieci e cinquanta capi per
ciascun cacciatore;
- Dal 1° settembre 2007 al 31 ottobre 2007 alla tortora, da appostamento
fisso e temporaneo, esclusivamente nel raggio di 100 metri dagli
appezzamenti coltivati a girasole o sorgo con coltura in atto   per un
numero massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di cinque e
cinquanta capi per ciascun cacciatore;
- Dal 1° settembre 2007 al 15 dicembre 2007 allo storno per un numero
massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di venti e duecento capi
per ciascun cacciatore, con le seguenti modalità: dal 1° settembre al 15
novembre esclusivamente da appostamento fisso e temporaneo senza l’uso di
richiami vivi, nel territorio  ricompreso nei comuni di: Bertinoro, Borghi,
Castrocaro Terme-Terra del Sole, Cesena, Cesenatico, Civitella di Romagna,
Dovadola, Gambettola, Gatteo, Forlì, Forlimpopoli, Longiano, Meldola,
Mercato Saraceno, Modigliana, Montiano, Predappio, Roncofreddo, San Mauro
Pascoli, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Sogliano al Rubicone, con
esclusione dei territori compresi tra la S.S. n. 16 “Adriatica“ e il mare;
dal 16 novembre al 15 dicembre nell’intero territorio provinciale da
appostamento fisso e temporaneo, senza l’uso di richiami vivi,
esclusivamente nel raggio di 100 metri da vigneti, frutteti ed oliveti.
In occasione di queste giornate di pre-apertura, l’Assessore provinciale
alla Caccia, Luigi Rusticali, rinnova l’invito ai cacciatori all’osservanza
di tutte le norme di sicurezza prescritte a tutela dell’incolumità dei terzi
e di salvaguardia delle colture agricole e delle opere approntate sui
terreni. In attesa di mappature definitive, ricorda inoltre che in virtù
della legge 21/11/2000 n.353, art.10 è vietata la caccia per 10 anni nei
soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco.
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Caccia, confermate le preaperture il 1 e 2 settembre, approvata la deroga
per la caccia allo storno
http://www.pratoblog.it/content/view/10433/346/
di pratoblog
Approvate le preaperture nei giorni 1 e 2 settembre si torna a cacciare in
tutto il territorio provinciale non sottoposto a divieto. Al via dunque l’
attività venatoria da appostamento e da appostamento fisso, nei laghi
artificiali o altre superfici allagate artificialmente. È stata definita
dalla Regione Toscana anche la deroga per la caccia allo storno sia nelle
preaperture che dal 16 settembre e fino al 31 gennaio 2008 su tutto il
territorio regionale ad eccezione delle superfici boscate e dei territori in
divieto.
Dal 16 ottobre, fino al 9 dicembre, è invece cacciabile solo nei vigneti,
dove non è terminata la raccolta dell'uva, negli uliveti e in prossimità
degli stessi per un raggio di 100 metri. L'assessore provinciale alla
Caccia, Roberto Rosati, in occasione dell'inaugurazione della nuova stagione
venatoria ricorda come "il rispetto delle regole in un attività come quella
venatoria è fondamentale e si inserisce in un azione di tutela dell'ambiente
e di salvaguardia delle specie, in particolare di quelle protette. La caccia
di selezione - prosegue - ha la precisa finalità di coniugare equilibrio
ambientale e salute degli animali".
Ma entriamo nei dettagli del calendario venatorio. Il periodo di caccia
generale inizia il 16 settembre e termina il 31 gennaio 2008; tre i giorni
durante la settimana in cui è consentita l'attività venatoria, da scegliere
fra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. La caccia vagante, con o
senza l'ausilio del cane è consentita fino al 5 gennaio 2008.
Ci sono alcune eccezioni: la caccia in battuta alla volpe nelle zone
collinari è consentita, con un numero minimo di otto partecipanti e l'uso
esclusivo di cani da volpe, fino al 31 gennaio; la caccia vagante nelle zone
di pianura appositamente delimitate è consentita fino al 31 gennaio. La
caccia alla pernice rossa e starna è consentita su tutto il territorio
provinciale dal 16 settembre al 31 dicembre 2007.
La caccia al cinghiale in battuta è consentita, all'interno dell'area
vocata, ai soli cacciatori abilitati a partire dal 13 ottobre 2007 e fino al
12 gennaio 2008, esclusivamente nei giorni di mercoledì, sabato e domenica.
Le battute di caccia, da effettuarsi nei giorni suddetti, sono consentite,
in base alle deroghe previste dal Regolamento Regionale, con un numero
minimo di 20 cacciatori iscritti a ciascuna squadra. La caccia al cinghiale,
nelle aree non vocate al cinghiale, è consentita dal 13 ottobre 2007 al 5
gennaio 2008 secondo le modalità del piano annuale di gestione.
La caccia al fagiano è consentita fino al 31 dicembre 2007 compreso, fatta
eccezione per l'Azienda faunistico-venatoria Artimino nel Comune di
Carmignano dove la stessa è consentita fino al 31 gennaio 2008. L'esercizio
della caccia rimane vietato nelle zone di ripopolamento e cattura di tutta
la provincia, mentre la gestione privata dell'attività venatoria si esercita
nell'azienda faunistico-venatoria di Artimino.
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Caccia, chiesto il rinvio delle sanzioni
Troppo complicato il “tesserone”: proposto un anno di sperimentazione
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070829&ediz=06_UMBRIA&npag=35&fil
e=B_2246.xml&type=STANDARD
di LUCIANO GIANFILIPPI
A fine settimana i cacciatori umbri, 42 mila, potranno staccare dal chiodo i
fucili, indossare la tuta mimetica e andare finalmente alla preapertura
della stagione venatoria 2007-2008. Sabato primo settembre e domenica, dice
il ”calendario venatorio della Regione Umbria” è «consentito il prelievo
delle specie tortora, merlo, colombaccio, germano reale, marzaiola,
alzavola, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza, esclusivamente da
appostamento». Poi una tregua fino al 16 settembre, data della vera apertura
della stagione di caccia.
I cacciatori umbri, ecco la novità, dovranno portarsi dietro un tesserino
venatorio che si è sensibilmente gonfiato, fino a quasi 90 pagine. Tante
caselle da compilare, per ogni giorno di caccia, tanti dati anche personali
da inserire, come il codice fiscale.
Ed è su questi due punti, cioè tesserino venatorio e calendario, che si sono
appuntate ieri mattina nel Palazzo della Provincia a Piazza Italia le
frecciate del club della caccia ”Le Torri”. Il gruppo perugino ha tesserato
circa 1400 cacciatori ed è una associazione estremamente dinamica in molti
settori, che vanno dalla caccia alla lepre, alle iniziative per la
salvaguardia dell’ambiente naturale in tutta la provincia.
In questi ultimi giorni il club ”Le Torri” ha tenuto, insieme a Anlc-Libera
Caccia e a Confavi-Cpa, una serie di assemblee a Perugia, a Marsciano, a
Todi, per illustrare le novità di questa stagione, le nuove regole
regionali, raccogliere le angoscie e le proteste dei cacciatori.
E tutte queste considerazioni sono state illustrate dal presidente del club
Mario Bartoccini e da Franco Granocchia, consigliere comunale di Sinistra
Democratica.
Per Granocchia bisogna parlare non di tesserino venatorio, ma di ”tesserone”
: un libro di formato inadatto alle tasche, pure capienti, delle giacche dei
cacciatori. Per di più, sempre secondo Granocchia, contiene errori tecnici
dato che i giorni possibili di caccia sono 80, ma invece ci sono solo 76
pagine da compilare. Poi si è usato un inchiostro evanescente, tra il rosso
e il rosa, di difficile lettura, specialmente per i cacciatori più anziani.
Inoltre sembra troppo complicato, dato che ogni giorno di caccia va distinto
con pallini e crocette, che specificano appunto giornata, Atc, tipo di
caccia, capi abbattuti. Poi una valanga di dati personali, con il rischio di
sbagliare in buona fede. Troppo complesso per cacciatori che già pagano 240
euro per la licenza, ma che rischiano per ogni errore di dover pagare una
multa di 60 euro, pesante molto sul bilancio di un pensionato. Da qui la
proposta lanciata alla Regione: attuare un anno di sperimentazione del ”
tesserone” con il blocco o rinvio delle eventuali multe. Un appello
pressante rivolto alla presidente Lorenzetti e all’assessore Bottini a fare
un passo indietro.
Il presidente del club Mario Bartoccini parla esplicitamente di «invadenza
della burocrazia nel mondo della caccia», già strettamente sorvegliato da
guardie provinciali, Corpo Forestale, guardie venatorie volontarie delle
associazioni ambientaliste e forze dell’ordine. Bartoccini torna a chiedere
la sospensione delle sanzioni per 2007-2008. Ma anche la creazione di un ”
Osservatorio faunistico regionale” che si occupi di censire la selvaggina in
Umbria. Bartoccini rileva anche il calo delle richieste di licenze di
caccia, la perdita di posti di lavoro nel settore delle aziende
faunistico-venatorie. Ma soprattutto fa notare che questo calendario
venatorio riduce di 6 giornate la caccia con il cane e polemizza con
Federcaccia ed Enalcaccia che «hanno fatto passi indietro».
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Scontro WWF - Arci Caccia
Ferretti: Bene la delibera regionale per per la caccia allo storno.
L'Associazione ambientalista: un pessimo inizio per la stagione venatoria
http://www.valdelsa.net/det-cy18-it-EUR-12562-.htm
"Esprimiamo piena soddisfazione per la delibera regionale che consente la
caccia di appostamento alla tortora, al merlo al colombaccio e agli storni
fin dai giorni di preapertura". Con queste parole, Alessandro Ferretti,
presidente provinciale dell'Arici Caccia di Siena, interviene a due giorni
dall'inizio della stagione venatoria in Toscana prevista per sabato 1° e
domenica 2 settembre.
"Siamo convinti - aggiunge Ferretti - che questo provvedimento consentirà un
buon intervento sulla gestione della specie che, proprio in questo periodo,
considerata l'elevata presenza di storni crea maggiori danni alle produzioni
agricole. Si tratta di un primo passo importante, anche se non pienamente
sufficiente, in quanto manca ancora la possibilità di utilizzare strumenti
adeguati come, per esempio, i richiami vivi. Inoltre, le limitazioni di
territorio sul quale poter intervenire riducono l'azione di salvaguardia
delle colture agricole".
"Per questo - prosegue il presidente provinciale di Arci Caccia -
auspichiamo una modifica della legge regionale sulle deroghe per dare
soluzioni a queste deficienze. Inoltre, proseguiamo nel sostenere la
campagna di raccolta firme a sostegno della petizione popolare, promossa
dall'Arci Caccia Toscana, rivolta al Ministro delle Risorse Agricole, Paolo
De Castro, ed al Governo Prodi per reinserire lo storno nell'elenco delle
specie cacciabili. In questi giorni cacciatori ma anche moltissimi
agricoltori e semplici cittadini esasperati dall'eccessiva presenza di
branchi di storni nelle città, stanno firmando la petizione".
"Una piccola nota di rammarico - conclude Ferretti - è rappresentata dalla
mancata richiesta da parte dell'Amministrazione provinciale di Siena di
consentire la caccia di alcune specie di acquatici che avrebbe permesso, a
chi caccia queste specie, di iniziare la stagione venatoria nel periodo più
adatto".
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PESCA
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ANIMALI: PESCA ABUSIVA DI TROTE IN PROVINCIA DI LUCCA
Pescatori sorpresi con più di 80 trote pescate abusivamente nel lago di
Villa Collemandina
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5542
29 agosto 2007 – Durante un controllo sui pescatori effettuato nel lago di
Villa Collemandina, Comune di Villa Collemandina, in Garfagnana, una
pattuglia del Comando Stazione di Castelnuovo (Lucca) del Corpo forestale
dello Stato ha fermato due uomini che non solo stavano pescando
completamente privi di licenza e di permesso di pesca sul lago, ma che
oltretutto avevano già realizzato un ricco “bottino”. Infatti nei rispettivi
contenitori dove custodivano le prede appena pescate gli agenti hanno
rinvenuto ben 42 trote a testa che risultavano essere anche di misura
inferiore alla misura più piccola consentita (22 centimetri). I due
pescatori sono stati sanzionati per violazione della Legge Regionale che
regolamenta le norme sulla pesca ed è stata loro elevata una multa di circa
900 euro, oltre, naturalmente, al sequestro delle trote.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it