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NEWS: Giornali Internet 30/08/07



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CACCIA
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INCIDENTE DI CACCIA. La vittima è un pensionato di Isola Rizza
Pulisce il fucile ucciso da un colpo
È stato raggiunto al petto da un pallettone mortale
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/V.htm
Un pallettone da caccia arrivato in pieno petto. Un colpo micidiale a
distanza di pochi centimetri dal quale non avrebbe potuto avere scampo. È
morto così, ieri pomeriggio, Carlo Rigoni, 59 anni. Il pensionato stava
pulendo i suoi fucili da caccia in vista dell’apertura della stagione
venatoria, che avverrà tra due giorni, quando è partito uno sparo dalla
canna di un’arma, l’ultima che Rigoni stava oliando dopo mesi di inutilizzo.
Non sapeva, non ricordava forse, che il fucile era carico e quando ha
iniziato a maneggiarlo, l’arma ha sparato.
Non è stato facile, inizialmente, chiarire la scena che si è presentata ai
soccorritori prima e ai carabinieri poi: in un primo momento si è
addirittura pensato che l’uomo, un infermiere in pensione, molto conosciuto
in paese, avesse potuto rivolgere di proposito l’arma contro di sé. Ed
invece i rilievi della sezione scientifica dei carabinieri di Verona e i
colleghi della stazione di Oppeano hanno ricostruito la tragica fatalità: un
incidente terribile che è costato la vita all’appassionato di caccia.
L’incidente è capitato intorno alle 18. Rigoni, che abitava in Corte
Chiocciola 46, era sceso nello scantinato dove teneva i fucili da caccia,
per pulirli.
L’uomo è morto sul colpo e a nulla è servito purtroppo l’intervento del
personale dell’elisoccorso di Verona Emergenza accorso ad Isola. Rigoni
lascia la moglie ed una figlia di 32 anni.D.A.
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ESIOMAGGIORE Scempio ambientale nella zona di Col de Pedena in alta Valle di
Canzoi ai confini del Parco Nazionale
Bracconieri si "mangiano" un bosco intero
La proprietaria: «Quello che è successo ha dell’incredibile. Ci sono anche
le tacche per sparare»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3490054&Pagina=FELTRE
Cesiomaggiore
Quasi un intero bosco tagliato sul Col de Pedena, in Val di Canzoi,
all'insaputa dei proprietari.«Una quantità di legna pari ad un camion con
rimorchio - spiega la moglie del proprietario - tagliata e gettata giù per
la scarpata probabilmente da bracconieri. Il bosco è stato acquistato due
anni fa da mio marito, che commercia in legna da ardere, e questa primavera,
durante un sopralluogo si è accorto di quanto accaduto. Forse già durante
l'autunno scorso qualcuno si è armato di motosega e di altri attrezzi e si è
divertito a tagliare tutte quelle piante che gli davano fastidio per i suoi
scopi gettandole nella scarpata sottostante dove ora stanno marcendo: in
questo modo si è liberato la visuale in un'ampia zona sottostante. Parliamo
anche di piante di carpino nero con venti centimetri di diametro: una specie
che per raggiungere tale misura impiega centinaia di anni».
Il bosco che è stato oggetto di questo atto di vandalismo ambientale, sembra
con finalità ben precise, si trova ai confini del Parco delle Dolomiti
Bellunesi sul "Col de Pedena" in una zona che ha una visuale a 360°, utile
quindi per eventuali appostamenti.
«Nel nostro bosco sono presenti e visibili anche postazioni tipiche di chi
va a caccia - prosegue la signora - visto che su molte delle piante rimaste
in piedi sono visibile anche delle tacche predisposte per appoggiarvi dei
fucili. Già in passato mio marito si era accorto di qualche taglio isolato,
lasciando perdere, ma quello che è successo adesso è decisamente troppo».
I padroni del bosco si interrogano poi sul perché dopo la loro denuncia non
sia successo nulla: «Già ad aprile abbiamo denunciato il fatto al comando
della Forestale ma finora ci hanno comunicato di non avere nessuna novità a
riguardo: forse se il bosco fosse stato dentro il Parco si sarebbero mossi
con più solerzia». P.C
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Via il divieto di caccia dai valichi bellunesi
Reolon: «Tutela solo per i migratori»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3490010&Pagina=2
Incontro lunedì sera tra i Presidenti delle riserve di caccia provinciali e
il Presidente della Provincia Sergio Reolon sui temi delle restrizioni
relative ai valichi e il controllo sui cinghiali. Secondo l'articolo 21
della legge nazionale 157 del 1992 sono state mappate le zone di transito
della fauna migratoria per impedirne la caccia. Tra quelle indicate anche i
valichi del Fadalto, del San Boldo e di Praderadego. «Sto discutendo con
l'assessore regionale Donazzan - afferma il presidente Reolon - per togliere
tali valichi dal divieto generale di caccia poiché non trova alcuna
giustificazione l'inserimento di essi nel Piano faunistico. Se sono le
specie migratorie a dover essere tutelate non si comprende perché ci debba
essere il divieto totale di caccia». L'ispettore Franco De Bon definisce
l'aspetto tecnico. «In tali valichi non sono presenti segni né attuali, né
passati, di fenomeni di migrazione. Se così fosse ci sarebbe traccia delle
strutture a terra per la cattura mentre non ne rimangono vestigia. Le zone
di passaggio e riproduzione sono altre, come il lago di Santa Croce e il
lago di Busche dove c'è il divieto di caccia. La provincia di Belluno -
prosegue - è elogiata a livello nazionale per la tutela della fauna e noi
stessi siamo gelosi e consapevoli del nostro patrimonio». Sul cinghiale,
dice Reolon: «Abbiamo condiviso con i presidenti delle riserve la necessità
di procedere con la massima responsabilità nel piano di controllo del
cinghiale.Non si tratta di caccia libera, ma di un'autorizzazione data solo
ad alcuni cacciatori per la soppressione dei cinghiali. Nel 2007 ne sono
stati abbattuti 92». I cinghiali sono presenti soprattutto nelle zone
dell'Alpago, dell'Alto Comelico e del Grappa. «Difficile la
quantificazione - afferma De Bon - perché entrano ed escono dal territorio.
Stanno procurando seri danni all'agricoltura, all'economia e alla zoocenosi,
la comunità animale autoctona. Ai tempi dei romani, come dimostrano le
immagini sulla tomba di Flavio Ostilio, qui esisteva la caccia al cinghiale,
ma allora l'ambiente era una fitta foresta». Soddisfatti dell'incontro anche
i cacciatori. «Ci adeguiamo alle indicazioni della Provincia - dice Roberto
Bottos, presidente dei cacciatori di Mel - che tiene una buona linea. Siamo
d'accordo sul controllo guidato ai cinghiali. Vengono scelti solo alcuni
cacciatori e preparati con un corso specifico». Cristina Orsega
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LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA SODDISFATTA PER LA SOSPENSIONE DEL
CALENDARIO VENATORIO
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=27647&idSezione=1
Sulla decisione del TAR di Palermo di sospendere il calendario venatorio in
Sicilia, interviene anche la Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC),
storica associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente.
Secondo Antonio Matasso, delegato responsabile della Sezione regionale
siciliana della LAC, «il blocco delle attività venatorie nella nostra isola,
disposto dalla giustizia amministrativa, può invertire la pericolosa
tendenza alla preapertura della stagione di caccia, affermatasi nella gran
parte delle regioni italiane. Un avvio anticipato della caccia – prosegue
Matasso – avrebbe rappresentato la peggiore risposta all’allarme, appena
rientrato, per i roghi che hanno devastato la Sicilia». La delegazione
siciliana della LAC rilancia inoltre la proposta di una moratoria della
caccia per tutto l’anno nell’isola, già avanzata da tutte le associazioni
ambientaliste al ministro Lanzillotta, in conseguenza delle devastazioni
causate dagli incendi e dai cospicui danni già subiti dalla fauna selvatica.
Proprio in relazioni all’emergenza incendi, Matasso chiede una verifica
sulla mancata applicazione in Sicilia della legge 353 del 2000, che impone
il divieto di edificazione, di pascolo ed anche di caccia nei soprassuoli
delle zone boscate percorsi dal fuoco.
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FOGGIA. Incendi, sindaco Vieste: 'no a caccia in terreni bruciati'
http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=29716
Afferma di essere 'categoricamente contraria' all'esercizio della caccia nei
territori colpiti dagli incendi, il sindaco di Vieste, Ersilia Nobile (FI).
Lo afferma in una dichiarazione diffusa anche con lo scopo di chiarire
alcune dichiarazioni in proposito che le sono state attribuite in modo non
corretto, secondo quanto è detto in un comunicato del Comune. 'Esiste una
legislazione che vieta tassativamente l'esercizio della caccia nei territori
percorsi dal fuoco - sostiene Nobile - e non vedo come io, in qualità di
sindaco, possa sovvertire quella norma'. Il sindaco Nobile si è anche detto
sorpreso delle dichiarazioni dell'assessore regionale alle Risorse
Agroalimentari, Enzo Russo, che aveva affermato di ritenere inopportuno
prevedere un blocco momentaneo della pre-apertura della caccia in assenza di
certezze scientifiche sull'effettivo stato di stress della fauna". 'Non so
perchè la Regione si sia posta in questi termini - conclude il sindaco di
Vieste - di fronte ad una situazione davvero grave per i nostri territori e
per la nostra fauna già martoriata dal fuoco'. Daniela Zazzara
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CACCIA:REGIONE CALABRIA VIETA ATTIVITA' IN ZONE INCENDIATE
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/regioni/20070830162234416971.h
tml
(ANSA) - CATANZARO, 30 AGO - La Giunta regionale calabrese ha deciso di
vietare la caccia in tutte quelle zone distrutte dagli incendi e di
effettuare la mappatura dei territori colpiti dal fuoco avvalendosi della
collaborazione del Corpo Forestale dello Stato. A riferirlo e' un comunicato
dell'Ufficio stampa della Giunta regionale. Il provvedimento e' stato
adottato in considerazione del grave fenomeno degli incendi boschivi che, in
quest'ultimo periodo, ha interessato la regione, incendi dovuti per lo piu'
alla straordinaria situazione climatica e soprattutto a comportamenti dolosi
o colposi, e che hanno causato la distruzione di rilevanti superfici di
terreni boschivi e di macchia mediterranea, con conseguenti gravi danni ai
relativi habitat e alla fauna selvatica presente. La delibera e' stata
licenziata accogliendo anche alcune indicazioni fornite dalle associazioni
ambientalistiche e, allo stesso tempo, e' stato deciso di prevedere
ripopolamenti straordinari di selvaggina stanziale, nei territori
interessati dagli eventi. (ANSA).
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Lazio - Fontana (Verdi): "Il Lazio, come la Calabria, vieti la caccia"
"Urgenza di prevenire ulteriore danni alla fauna selvatica e ai loro habitat
gravemente compromessi"
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=16620&Cat=1&I=null&IdTipo=0
&TitoloBlocco=Enti%20Locali
"Il Lazio come la Regione Calabria vieti l'apertura della caccia in
considerazione del grave fenomeno degli incendi boschivi che ha colpito il
territorio regionale, determinando uno stato d'emergenza ancora in atto". È
quanto chiede Enrico Fontana, Capogruppo dei Verdi al Consiglio regionale
del Lazio.
"L'inerzia della maggioranza dei Comuni che in questi anni non hanno
provveduto a redigere il catasto delle aree percorse dal fuoco - dice
Fontana - di fatto ha reso inapplicabile la legge, che vieta l'esercizio
dell'attività venatoria per dieci anni nei territori percorsi dal fuoco".
"Con la nomina del Commissario delegato per l'emergenza incendi, Bertolaso e
i poteri sostitutivi dati ai Prefetti, l'auspicio è che presto si possa
arrivare ad un censimento completo delle aree percorse dal fuoco e ai
relativi provvedimenti. Nel frattempo si pone l'urgenza di prevenire
ulteriore danni alla fauna selvatica e ai loro habitat gravemente
compromessi, sospendendo l'inizio della stagione venatoria" (red).
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Sabato 1 e domenica 2 settembre si apre la stagione di caccia con l’apertura
anticipata ad alcune specie di uccelli
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a7.08.30.18.17
Firenze, 30 agosto 2007- Ma non in tutti i luoghi i fucili riprenderanno a
sparare da sabato.
Il WWF ricorda che sulla base della delibera regionale 923 del dicembre 2006
non si può cacciare in preapertura nelle Zone di Protezione Speciale (aree
di particolare importanza per le rotte migratorie inserite nella Rete Natura
2000 della Comunità Europea). Delle complessive 61 ZPS in Toscana, alcune
sono già in divieto di caccia e inserite in aree protette, ma importanti
aree di questo tipo sono state fino ad oggi sottoposte comunque all’
esercizio venatorio. L’apertura anticipata però quest’anno non vi sarà
consentita, come sancito dalla citata delibera regionale.
Niente spari quindi nel Padule di Fucecchio, negli Stagni della Piana
Fiorentina, a Chiusi, Massaciuccoli, nella laguna di Orbetello e nel padule
di Suese, così come in tutte le altre ZPS (zone umide e non).
Chi vi fosse trovato ad esercitare la caccia, incorrerà in sanzioni penali.
La delibera regionale del dicembre scorso prevede inoltre altre tutele per
queste aree, fra cui il divieto di aprire nuove cave e nuove discariche, di
costruire impianti eolici e nuovi elettrodotti, realizzare nuovi impianti di
risalita, utilizzare le munizioni in piombo per la caccia, effettuare l’
addestramento dei cani. Finalmente quindi degli elementi di tutela concreti
per ambienti di eccezionale e inestimabile valore.
E non vi è solo questo: se le Regioni (Toscana in testa) continueranno ad
ostacolare l’emanazione da parte del Governo di quel Decreto che è
necessario per l’adeguamento alle normative europee (e che è previsto anche
nella stessa ultima Finanziaria) per sancire i criteri di tutela minimi
necessari per queste aree, allora la caccia potrebbe diventare del tutto
interdetta in queste zone anche per tutto il resto della stagione. Se
infatti mancherà il Decreto ministeriale, sulla base della complessiva
interpretazione delle norme vigenti e come confermato da recenti sentenze di
TAR e Consiglio di Stato, le aree Natura 2000 (ZPS e anche SIC) devono e
dovranno considerarsi a tutti gli effetti equiparate ai Parchi e alle
Riserve Naturali e come tali in divieto assoluto e completo di caccia.
Il Decreto governativo è già pronto ma in agosto le Regioni hanno fatto sì
che la sua approvazione slittasse a data da definirsi, con il chiaro intento
di favorire gli interessi del mondo venatorio posticipando l’entrata in
vigore di vincoli specifici su queste aree.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it