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NEWS: Giornali Internet 16/09/07



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CACCIA
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Caccia al cinghiale, ferito accidentalmente un 18enne
http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=22872
Era da poco passato mezzogiorno quando G.R., 18enne originario di Melfi e
attualmente residente a Rapone(Pz), è stato raggiunto da un colpo di grosso
calibro alla spalla sinistra. Il giovane, operaio e coniugato, stava
partecipando a una battuta di caccia al cinghiale nei boschi dell’alta
Irpinia. L’uomo che ha esploso accidentalmente il colpo, A.D. classe 59 di
Calitri,  era anche lui coinvolto in una battuta di caccia. Il G.R. è stato
prontamente soccorso ed è stato trasportato con l’eliambulanza all’ospedale
civile di Sant’Angelo dei Lombardi. Per A.D., invece, è scattata la
segnalazione alla locale Procura Della Repubblica per lesioni colpose ed
esercizio dell’attività in periodo di chiusura. I carabinieri continuano ad
essere sul posto per identificare le restanti persone che hanno preso parte
alla battuta di caccia e ricostruire al meglio l’episodio.
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Gheppio ferito con un colpo di fucile
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1281678&Sectionid=8&Edit
ionId=2
I fucili dei bracconieri continuano a mietere vittime tra le specie di
uccelli protette. Questa volta a farne le spese è stato un gheppio, ferito
con un colpo di fucile. Ieri mattina il signor Rocco Cellupica ad Anitrella
ha rinvenuto il rapace diurno a terra. «Mi dispiaceva lasciarlo lì a morire
per cui ho telefonato al 1515 del Corpo Forestale, che mi ha segnalato il
recapito telefonico del responsabile provinciale della Lega Italiana
Protezione Uccelli». Avvertita la Lipu di Frosinone, al signor Cellupica non
è rimasto altro da fare che riporre il volatile in una scatola appositamente
forata ed attendere l’arrivo dei soccorsi. Ad un primo sommario controllo, l
’animale è risultato ferito ad un’ala; per cui è stato trasferito al Centro
Recupero Fauna Selvatica della Lipu a Roma. Qui le radiografie a cui è stato
sottoposto hanno riscontrato la presenza di diversi pallini all’interno del
corpo ed una frattura all’ala sinistra; ferite che non fanno temere per la
sua vita, ma che non rassicurano circa la possibilità per il rapace di
tornare a volare. «L’ennesimo gesto inqualificabile – ha commentato il
responsabile per la provincia di Frosinone della Lipu, Marcello Gelfusa –
che segue i ferimenti illegali di specie non cacciabili».
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Il consigliere Castelli appoggia l’iniziativa del sindaco di Roccafluvione e
chiede una deroga
“Sì alla caccia ai cinghiali nei boschi bruciati”
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=B2B94E0BE03126878361EDF
39B1DEB02
ASCOLI - La legge prescrive il divieto di esercitare la caccia, la
pastorizia e l'edilizia per un arco di dieci anni nei territori colpiti
dagli incendi. “A ciò - spiega il consigliere regionale di An Guido
castelli - si aggiunga che, secondo almeno da quanto emerso dall’ultimo
consiglio dei ministri, il responsabile del dicastero ambientale Pecoraro
Scanio è intenzionato addirittura a precludere alla caccia una porzione di
territorio più ampia rispetto a quella interessata dagli incendi. Una sorta
di “area di rispetto” che dovrebbe, secondo i desiderata del politico
ambientalista, essere dichiarata “off limit” per i cacciatori. In questi
giorni la problematica è stata affrontata, con la consueta attenzione, dal
primo cittadino di Roccafluvione. Il Sindaco Mariani, infatti, ha ricordato
come all'interno delle zone colpite dal fuoco vi siano ampie porzioni di
territorio rimaste intatte. Superfici che potrebbero costituire un ottimo
rifugio per i cinghiali. Il rischio, insomma, è che la proliferazione
incontrollata del selvatico possa andare ad ulteriore discapito delle
colture agricole, dell'economia dei Comuni interessati e della stessa
incolumità pubblica. Ai danni (già drammatici) potrebbe aggiungersi la
conseguente beffa. A questo punto ritengo assolutamente doveroso sostenere l
’iniziativa di Mariani e delle associazioni venatorie che hanno segnalato la
situazione alla Regione. In questo senso ho presentato una richiesta formale
al Presidente della Giunta regionale affinché si faccia luogo ad una deroga
al divieto di caccia previsto dalla norma nazionale. In realtà, ai fini di
una deroga, sarebbe giusto prendere in considerazione anche la caccia alle
altre specie di selvaggina”.
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PORTO VIRO Si è risolta la querelle per il rifiuto dell’Ambito territoriale
sui criteri di gestione dei luoghi di pratica venatoria
Caccia aperta anche nelle botti
Trovata l’intesa con la Provincia per l’accesso alle postazioni fisse in
laguna Vallona
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3508553&Pagina=DELTA
È a disposizione dei cacciatori, già da oggi, il centinaio di "botti" in
laguna Vallona, a Porto Viro. Dopo che l'Ambito territoriale di caccia aveva
rifiutato la gestione degli appostamenti fissi (le cosiddette botti) in
laguna Vallona, giustificando la decisione con motivi di accesso ai
cacciatori quando invece la situazione è così da una quindicina d'anni e
l'accesso viene garantito o attraverso il cancello principale della
proprietà "Uva" o il "Gotolo".
Proprio per tale motivo, quindi, c'è stata la pronta attivazione
dell'amministrazione comunale, tramite il consigliere delegato a Caccia e
pesca Virginio Mantovan, in stretta sinergia con l'assessore Alessandro
Tessarin. «Non vedo - spiega Mantovan - motivazioni valide per rifiutare la
gestione, in quanto essa è fatta da sempre dai cacciatori dell'Ambito
territoriale Ro3. Sono stato interpellato da più associazioni venatorie per
risolvere la questione attraverso la Provincia. Per questo, fin da subito ho
contattato l'assessore Spinello, nonchè la proprietà "Uva", e con essi siamo
arrivati a un accordo per una soluzione aggiuntiva, che va a garantire
l'attività venatoria per il 2007-2008 e non solo, a più di 100 cacciatori
dell'Ambito in Vallona, unica zona lagunare di Porto Viro».
Mantovan puntualizza che «l'amministrazione comunale si è attivata subito
anche per questa soluzione aggiuntiva, in quanto il suo obiettivo è di dare
risposte positive a tutti i cacciatori, a qualsiasi associazione essi
appartengano, dando l'esempio di una più corretta gestione del territorio
venatorio e soprattutto per non precludere ulteriore territorio ai
cacciatori, il che creerebbe maggiori pressioni venatorie in altre località.
Oggi, quindi, si va a caccia anche in Vallona e di ciò va reso merito anche
all'amministrazione provinciale, nella persona di Spinello». Maria Gabriella
Bergo
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STAGIONE VENATORIA. Prima giornata di caccia dopo l’anteprima del 2
settembre, stoppata sul nascere dal Tar dopo un reclamo della Lac
Tornano a sparare 29 mila doppiette
Regole ferree: limiti alle specie e alle giornate I cacciatori sono
diminuiti sensibilmente: soltanto dieci anni fa erano quasi il doppio
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070916/cronaca/Aac.htm
Il popolo delle doppiette torna a sparare. C’è chi il fucile lo ha appeso al
chiodo da tempo, chi ci sta pensando da anni e non si è ancora deciso e chi
invece tiene ancora duro; ma i cacciatori che hanno resistito a norme e
regole sempre più rigide e restrittive sono pronti questa mattina a
svegliarsi prima dell’alba, a calzare gli stivali, infilare la doppietta in
spalla e a fare fuoco.
IL CALO DEI SEGUACI di Diana è sensibile, ma sono più di 29 mila i bresciani
pronti a godersi questa nuova stagione venatoria. Sono solo un piccolo
drappello, nulla a che vedere con gli oltre 48mila della stagione 86/87, ma
restano comunque una realtà significativa. In sostanza negli ultimi dieci,
undici anni, il popolo dei cacciatori si è quasi dimezzato, riducendosi di
oltre il 40 per cento, ma chi è rimasto fedele alla doppietta è pronto a
caricare e a sparare. Seguendo, come da invito dell’assessore provinciale
Alessandro Sala, le rigide regole imposte dal calendario venatorio di questa
nuova stagione che ha preso il via con l’anteprima del 2 settembre per la
caccia da appostamento temporaneo bloccata sul nascere da una sentenza del
Tar chiamato in causa da un reclamo presentato dalla Lac, la lega per l’
abolizione della caccia.
LE REGOLE quindi, prima di tutto. Una delle norme cardine impone un tetto
alle giornate con lo «schioppo» in spalla. Durante l’intera stagione, da
oggi e fino al 31 gennaio, il cacciatore ha a disposizione solo 55 giorni.
Un limite di tempo legato anche ai limiti di carniere. Per ogni giornata di
caccia non è possibile abbattere più di due capi di selvaggina stanziale
anche della stessa specie. Unica eccezione la lepre comune: un solo capo per
cacciatore. Da ricordare anche che sui laghi di Garda e di Iseo è vietata la
caccia fino al 29 settembre, per il turismo.
E SUL SITO di Federcaccia è disponibile il decalogo delle buone maniere per
evitare che le giornate di caccia si trasformino in tragedia. L’etica
venatoria per Federcaccia può essere ricondotta a due concetti essenziali:
educazione e buon senso. Sul terreno di caccia bisogna usare buone maniere e
alcune accortezze, tra cui, il saluto di altri cacciatori, l’educazione del
proprio cane, cedere il passo agli anziani o a chi è indifficoltà. Sempre
nel decalogo di Federcaccia anche alcune indicazioni sull’utilizzo dell’
arma: il fucile va sempre usato in assoluta sicurezza, il fucile va caricato
solo nell’immediatezza dell’inizio della battuta di caccia e va scaricato
quando si passano zone scoscese. Il fucile non va usato come un bastone, nè
passato carico a un altro cacciatore.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it