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NEWS: Giornali Internet 18/09/07



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CACCIA
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BURE. Nuovo episodio nella frazione
Sfiorate dai pallini dei cacciatori
Brutta avventura domenica per due donne Gli abitanti chiedono controlli sui
cacciatori
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Caa.htm
Lamentele a Bure per il comportamento irresponsabile di alcuni cacciatori.
Domenica, prima giornata della stagione venatoria, verso le 11 una pioggia
di pallini ha sfiorato due donne che stavano camminando sulla strada che da
Villa Avanzi di San Pietro porta a Bure. «Abbiamo sentito i pallini che ci
sfioravano le gambe e poi sbattevano sul muro di recinzione di una casa»,
lamenta una delle due signore, «oltre a un botto infernale. Per fortuna non
avevo la carrozzina, altrimenti avrebbero potuto colpire la mia bambina».
A quanto pare i cacciatori si trovavano troppo vicini alle case, dietro un
muro e stavano sparando a un fagiano, che è stato colpito a una zampa. L’
animale si è accasciato in un vigneto, vivo e spaventato. Si è subito
formato un capannello di persone che hanno lamentato il ripetersi di questi
episodi. «Non ne possiamo più», aggiunge una signora che abita nella zona,
«spesso mi arrivano i pallini fin sui vetri della finestra e devo tenere i
bambini in casa, perché in giardino possono essere colpiti. Abbiamo già
fatto denuncia ai carabinieri, ma senza alcun risultato».
La richiesta, dopo questo ennesimo episodio, è quella di una maggiore
sorveglianza dei guardiacaccia. «Presenteremo un’altra denuncia», promettono
le signore, «ma vorremmo che ci fosse finalmente un riscontro serio. Questo
è un centro abitato, i cacciatori devono rispettare le distanze di
sicurezza». G.G.
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Forestale denuncia 2 cacciatori stanavano prede con il furetto
http://www.lasicilia.it/giornale/1809/EN1809/PEN/PEN1/navipdf.html
Cacciavano con il furetto, il cui uso è vietato, ma sono stati individuati
dagli uomini del Corpo forestale. È accaduto in contrada Ramata, dove due
cacciatori di Castel di Judica stavano utilizzando il furetto per stanare un
coniglio. I denunciati sono P. R., 68 anni e A. A., 53 anni di Castel di
Judica e ad entrambi sono stati sequestrati i fucili e le munizioni, mentre
il furetto, anch’esso sequestrato è stato affidato in custodia a P. R., che
ha ammesso di esserne il proprietario. Entrambi devono rispondere di caccia
di frodo e violazione alla legge che regola le attività venatorie.
I due sono stato sorpresi durante un servizio straordinario sul rispetto
della legge sulla caccia, disposto dal capo dell’Ispettorato forestale di
Enna Antonino Manuele. A denunciare i due, una pattuglia del distaccamento
di Enna Bassa, diretto dal maresciallo Giuseppe Iuppa. Sono stati gli
ispettori Antonino D’Alia a Mario Castagna a scoprire che utilizzavano il
furetto. Numerosi i controlli effettuati tra sabato e domenica, ma la
maggior parte dei cacciatori sono risultati in regola con la normativa. I
controlli straordinari proseguiranno fino alla chiusura della stagione di
caccia e quindi per gli uomini del Corpo forestale. Un barbagianni ferito da
pallini è stato recuperato dai forestali e consegnato al Centro recupero
fauna selvatica di parco Ronza, diretto dalla dott. Viviana Ingrasciotta.
GIULIA MARTORANA
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L’attività antibracconaggio della Forestale, gli strumenti trovati a Penna
San Giovanni
Sequestrati richiami per le quaglie
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=3901D5AEEEDB51F41B66CD8
DD26CA32A
PENNA SAN GIOVANNI - Il Personale del Comando Stazione Forestale di Sarnano,
nel corso di un servizio notturno antibracconaggio, ha rinvenuto in località
Quintili del Comune di Penna San Giovanni due richiami elettromagnetici
vietati che riproducevano il canto della specie di avifauna Coturnix
coturnix, nota ai più come quaglia.
I richiami costituiti da Timer, batteria, registratore, altoparlanti esterni
con l’ausilio di una cassetta audio riproducevano il canto della quaglia,
inoltre erano impostati, con un timer, per funzionare dalle 22,30 alle 6 in
modo da richiamare sul posto la selvaggina facilitandone l’abbattimento.
Un’azione illegale. L’attrezzatura vietata è stata sequestrata con
conseguente denuncia alla competente Autorità Giudiziaria contro ignoti per
il reato di esercizio venatorio con l’ausilio di mezzi non consentiti. Per
tale violazione è prevista la sospensione della licenza di caccia da uno a
tre anni e un ammenda fino ad euro 1500, con relativa confisca di tutti i
mezzi illegali utilizzati. Sono in corso indagini per individuare i
responsabili e gli agenti del Corpo Forestale, si tratta appunto degli
uomini in servizio nella caserma di Sarnano, stanno appunto raccogliendo
elementi per arrivare a dare un nome a quanti vanno a caccia senza
rispettare le regole indicate nella normativa.
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Bracconaggio
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070918&ediz=14_PESARO&npag=44&fil
e=G_4532.xml&type=STANDARD
PENNA SAN GIOVANNI La Forestale di Sarnano, nel corso di un servizio
notturno antibracconaggio, ha rinvenuto in località Quintili, Comune di
Penna San Giovanni, due richiami elettromagnetici vietati che riproducevano
il canto della quaglia. L’attrezzatura è stata sequestrata e la Forestale ha
presentato denuncia contro ignoti per il reato di esercizio venatorio con l’
ausilio di mezzi non consentiti. Per questa violazione è prevista la
sospensione della licenza di caccia da 1 a 3 anni e un’ammenda fino a 1500
euro. De Magistris
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Cirò. L'attrezzatura illegale rinvenuta nella località Ianniguercio. Una
"gabbia a cielo aperto"
La Forestale sequestra una rete per uccellagione
http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=43-qk3-0706-art_4.t
xt
Cirò - Una rete per uccellagione, completa di tiranti in filI di ferro e
picchetti in legno, pronta all'uso, predisposta per praticare illegalmente
il prelievo venatorio, asportata e sequestrata dagli uomini del Comando
Stazione Forestale di Cirò.
Gli agenti del Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato di Cirò,
nell'ambito di servizi, mirati a prevenire e reprimere illeciti in materia
venatoria, condotti nel comprensorio delle zone litorali, ha individuato, in
località "Ianniguercio", agro del comune di Crucoli, una rete per
uccellagione, ben ancorata al terreno, pronta per essere utilizzata.
La trappola in argomento, predisposta in un terreno ulivetato, formava una
"gabbia" a cielo aperto, della larghezza di sei metri della lunghezza di
sette e dell'altezza di tre metri. circa, le cui pareti erano rappresentate
da qattro spezzoni di rete in nylon issati su altrettanti montanti in ferro
posti ai vertici della struttura.
A suffragare l'ipotesi che la rete avesse già adempiuto all'illecito compito
di cattura di volatili, la presenza di significative quantità di piume e
penne, riconducibili essenzialmente alla specie "quaglia", che gli agenti
forestali hanno rinvenuto all'interno della "gabbia".
Il funzionamento della suddetta trappola è abbastanza semplice; una volta
predisposte le reti, volutamente non tese ma abbastanza flaccide, viene
collocato alla base della trappola un richiamo acustico elettromagnetico,
con amplificatore del suono, che riproduce il canto della specie di avifauna
che il bracconiere intende catturare, generalmente quello della quaglia o di
fringillidi, il cui suono emesso attira i volatili che inevitabilmente
rimangono intrappolati nelle maglie della rete, senza possibilità di fuga.
Generalmente tale attività di bracconaggio viene praticata all'imbrunire o
all'alba, nel periodo di "passo" o di "ripasso" dell'avifauna. A volte
vengono utilizzati richiami vivi non autorizzati, ossia altri uccelli
catturati con analogo metodo, ai quali viene, volutamente, attraverso
custodia in luoghi al buio, fatto saltare l'orologio biologico in modo da
indurli a cantare di continuo.
L'utilizzo, per il prelievo venatorio, di reti per uccellagione, è vietato
ai sensi dell'art. 3 della legge 11.02.1992, n. 157 (legge sulla caccia).
Tutto il materiale rinvenuto, costituito da paletti in ferro assemblabili,
vari spezzoni di rete in nylon, tiranti in fil di ferro e picchetti in legno
è stato sottoposto a sequestro penale, a carico di ignoti, a disposizione
della Procura della Repubblica di Crotone. La Forestale ha, quindi, avuto
modo di accertare come le tecniche illecite del prelievo venatorio,
utilizzate nel comprensorio, siano delle più varie ed articolate. Non è
nuovo, infatti, il rinvenimento ed il conseguente sequestro penale sia di
reti e sia di richiami vietati, contenuti, questi ultimi, quasi sempre in
manufatti metallici creati artigianalmente, chiusi con lucchetto e ben
ancorati al suolo, la cui messa in funzione, spesso, non richiede l'azione
manuale dell'uomo, poichè vengono impiegati congegni elettronici con
funzione di "timer".
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Ponza. Riprende la strage di poiane
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1282666&Sectionid=8&Edit
ionId=3
PONZA — Riapre la caccia e, come ogni anno, riprende sull’isola lunata la
strage di poiane. In molti, in questi giorni, assicurano di aver visto
cacciatori a Monte Guardia far fuoco sui rapaci protetti. Nella zona, in
passato, sono stati trovati depositi clandestini di fucili e cartucce. In
occasione del rogo che quest’estate ha devastato l’isola, è stato udito
distintamente anche un boato, derivante dall’esplosione di un mucchio di
tali cartucce a contatto con il fuoco. Sono state individuate delle voragini
in quell’area, come se fosse esploso un ordigno. L’uccisione dei rapaci, che
alcuni isolani dicono vengano anche mangiati dai bracconieri, pone
nuovamente il problema dei controlli a Ponza e dell’assenza di un comando
del Corpo forestale dello Stato.
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Richiesta alla Regione delle associazioni venatorie
Deroga al divieto della caccia nelle zone colpite dagli incendi
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=8BB1EF35FE75B27D5D9E0F4
3AC9E74FA
ASCOLI - La legge prescrive il divieto di esercitare la caccia, la
pastorizia e l'edilizia per un arco di dieci anni nei territori colpiti
dagli incendi. E a ciò si aggiunga che, secondo almeno da quanto emerso dall
’ultimo consiglio dei ministri, il responsabile del dicastero ambientale
Pecoraro Scanio è intenzionato addirittura a precludere alla caccia una
porzione di territorio più ampia rispetto a quella interessata dagli
incendi. Una sorta di “area di rispetto” che dovrebbe, secondo i desiderata
del politico ambientalista, essere dichiarata “off limit” per i cacciatori.
In questi giorni la problematica è stata affrontata, con la consueta
attenzione, dal primo cittadino di Roccafluvione. «A questo punto ritengo
assolutamente doveroso sostenere l’iniziativa di Mariani e delle
associazioni venatorie che hanno segnalato la situazione alla Regione. In
questo senso ho presentato una richiesta formale al Presidente della Giunta
regionale affinché si faccia luogo ad una deroga al divieto di caccia
previsto dalla norma nazionale. In realtà, ai fini di una deroga, sarebbe
giusto prendere in considerazione anche la caccia alle altre specie di
selvaggina».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it