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NEWS: Giornali Internet 19/09/07



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CACCIA
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VILLA ESTENSE. L’UOMO E’ STATO DENUNCIATO PER LESIONI
Agricoltore nel vigneto "impallinato" ad un polpaccio dalla doppietta di un
cacciatore: 20 giorni di prognosi
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3511457
&Pagina=ESTE%20MONTAGNANA
Villa Estense
La caccia è aperta da appena un paio di giorni e già si contano le prime
vittime. Non si tratta però di lepri o fagiani, ma del polpaccio di un
agricoltore, impallinato dalla doppietta di un cacciatore nella mattinata di
lunedì. Il fatto è accaduto verso le 9 dell'altro ieri nei campi a ridosso
di via Arzerini, la lunga strada di campagna che porta dal centro del paese
in direzione di Granze: Vittorio Sartore, 69 anni, stava lavorando nel suo
vigneto, a poca distanza dall'abitazione in cui vive con i famigliari,
quando una sventagliata di pallini di piombo provenienti dal fucile di un
cacciatore di Solesino gli è arrivata addosso.
G.T., queste le iniziali del cinquantanovenne amante della doppietta, stava
concludendo una battuta mattutina nelle vicinanze del vigneto e non si è
avveduto della presenza del coltivatore. Fortunatamente solo due pallini si
sono conficcati nella gamba di Sartore, che si è messo a urlare per il
dolore. Il cacciatore è accorso sul posto per dare una mano al
sessantanovenne, ma questo non gli eviterà guai legali. Se la rosa esplosa
dalle cartucce fosse stata direzionata più in alto, l'anziano avrebbe potuto
rimanere ferito in modo ben più grave, ma i pallini non hanno colpito alcun
organo vitale e l'uomo si è subito fatto medicare all'ospedale di Este. La
prognosi è di una decina di giorni, giusto il tempo che si possano
rimarginare i punti applicati alle ferite dai medici del pronto soccorso
atestino: la denuncia d'ufficio procede solamente sopra i venti giorni di
prognosi, quindi è scattata immediata la querela da parte dell'agricoltore.
Il cacciatore, in regola con i permessi, è stato denunciato per lesioni. In
quell'area della Bassa si può andare a caccia, ma bisogna rispettare con la
massima attenzione le distanze di sicurezza dalle case. Accade a volte che
una sventagliata colpisca, con poca violenza, un tetto o una finestra, ma
era da molto tempo che in zona nessuno rimaneva ferito per un incidente
venatorio. F.G.
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CACCIA. Si è sfiorata la tragedia a Cassola. Pochi centimetri e l’uomo
avrebbe perso l’occhio
Anziano impallinato al volto mentre raccoglie il radicchio
L’uomo è stato medicato al pronto soccorso. La polizia sta cercando il
cacciatore che ha sparato
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/PrBas/Daa.htm
Impallinato al volto mentre raccoglie il radicchio nei campi. Ha rischiato
grosso, domenica, un pensionato di Cassola. L’anziano, P.F., 78 anni, è
infatti stato colpito al mento da un pallino e per estrarlo è dovuto andare
all’ospedale. Sul fatto indaga il commissariato di polizia, che sta cercando
di risalire a colui che ha premuto il grilletto senza adottare le necessarie
precauzioni. L’incidente, capitato proprio nel giorno di apertura della
caccia, è avvenuto nella campagna di San Zeno. Intorno alle 16, il
pensionato si stava dedicando alla cura dei campi e dell’orto, la passione
di una vita. All’improvviso, ecco una fitta di dolore al mento. Lì per lì l’
uomo ha pensato a una dolorosa puntura di un insetto, anche perché dalla
ferita usciva poco sangue, e per tutta la domenica ha sopportato senza
grossi problemi il fastidio provocato dalla lesione. Lunedì, però, dato che
la situazione non pareva proprio migliorare, si è recato al pronto soccorso
del San Bassiano, dove i medici hanno capito immediatamente cos’era
successo: l’uomo era stato colpito da una fucilata. Un po’ più in alto e
avrebbe potuto rimetterci un occhio. Il pensionato è stato curato e poi
dimesso con una prognosi di dodici giorni. Una segnalazione dell’accaduto è
stata inoltrata alla polizia.
Il quasi ottuagenario ha riferito agli agenti di aver sentito degli spari,
ma di non essersi accorto che era stato preso in pieno da un pallino. Non ha
nemmeno visto chi poteva essere la doppietta, perché intorno ci sono dei
campi di mais che nascondono la visuale.
Si tratta comunque di un fatto molto grave. Se il pallino fosse caduto dall’
alto, infatti, non si sarebbe mai conficcato nella pelle e, in particolare,
nel mento. Il cassolese si è sicuramente trovato nella linea di tiro di una
doppietta che ha sparato ad altezza uomo incurante dei rischi. D.M.
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Trappola per volatili sequestrata dalla Forestale
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070919&ediz=03_RIETI&npag=34&file
=Z_1519.xml&type=STANDARD
Agenti della Forestale in servizio in località Valle Oracola, nel comune di
Rieti, hanno individuato un congegno per la cattura di selvatici, con all’
interno un richiamo vivo, costituito da una “cornacchia”, per attirare altri
volatili. La trappola realizzata in rete metallica elettrosaldata e legno,
era costituita da uno scomparto centrale nel quale si trovava la
 “cornacchia” da richiamo, e alle due estremità due ante richiudibili a
scatto una volta che il selvatico vi fosse entrato. Il congegno è stato
posto immediatamente sotto sequestro mentre la “cornacchia” esca, è stata
restituita alla libertà
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STAGIONE VENATORIA
Galan impallina la Provincia: «Caccia vietata nei corridoi»
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=351170
2&Pagina=TREVISO
Alla fine Galan ha deciso di vietare la caccia nei corridoi di caccia. Con
una delibera di giunta ieri pomeriggio il governatore ha risolto con l'unica
mossa che gli rimaneva la querelle che dalla fine di agosto contrappone
Provincia di Treviso e Regione. E il bisticcio di parole - vietare la caccia
nei corridoi di caccia - non fa altro che rafforzare la consapevolezza della
Provincia di avere la coscienza a posto e di stare dalla parte del giusto.
Così la pensa il presidente Leonardo Muraro che prima di arrivare a questo
punto aveva già detto: "Obbedisco", pur sottolineando il suo disappunto
verso l'operato della Regione che a gennaio ha istituito i corridoi e poi ad
agosto ha deciso di eliminarli. Ma adesso a tutto questo si aggiunge un
ulteriore provvedimento: questa volta si vieta la caccia nei corridoi e
l'effetto è immediato. Del commissariamento del settore minacciato dalla
Regione, invece, non si parla più. "Galan continua a fare errori su errori:
è riuscito davvero a complicare le cose per bene e noi ora dobbiamo lavorare
per la casta di Venezia e spendere soldi pubblici", dichiara Muraro,
rifacendosi agli scandali portati alla luce dal best seller di Gianantonio
Stella. "Viene da pensare che ci sia sotto qualcosa - insiste il
presidente -, ma io sono uno che bada al sodo: sono sempre in buona fede,
anche se parlando di commissariamento Galan ha fatto una sparata grande come
la basilica di San Marco, perché per farlo devono esserci presupposti che
invece non ci sono".
Adesso la Provincia si prenderà i suoi sessanta giorni di tempo per rivedere
i confini delle aziende venatorie. Nel frattempo nessuno potrà cacciare nei
corridoi, nemmeno - e qui sta la beffa - i concessionari. "La Regione
metterà i cartelli di divieto di caccia su tutti i corridoi, mentre noi
verificheremo se ci sono le condizioni per ridare l'autorizzazione ai
concessionari proprio per i corridoi. La legge parla di sei mesi per
rispondere alle richieste delle aziende venatorie, qui invece si tratta di
una modifica della concessione a cui si aggiunge un decreto ingiuntivo del
governatore. In questo caso, quindi, il tempo a disposizione è di sessanta
giorni".
E c'è da dire che la Provincia non ha nessuna intenzione di sbrigare la
faccenda prima. "Sarebbe impossibile - spiega Muraro -. Dobbiamo ottenere
gli assensi dei proprietari e poi l'ok dell'Istituto nazionale della fauna
selvatica: non sono cose che si ottengono dall'oggi al domani". Anna Girotto
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LA POLEMICA
Un decreto firmato da Galan vieta la caccia nei "corridoi" di Treviso
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3511113&P
agina=NORDEST
Treviso
Il braccio di ferro sulla caccia tra Regione e Provincia di Treviso, si è
concluso. Le polemiche, però, restano. «Noto con piacere che il governatore
della Regione, in merito alle mie richieste sul federalismo e l'autonomia
che riguardano il bene di tutto il popolo veneto con la possibilità di
investire maggiormente in strade, scuole, sicurezza, sanità e altri servizi,
non ha mai accennato alcun segno di risposta. E ora invece, per la caccia,
smuove mari e monti».
Il presidente della Provincia, Leonardo Muraro, commenta così il decreto di
Giancarlo Galan che vieta con effetto immediato la caccia nei "corridoi".
«Lunedì Galan - prosegue Muraro - intimava di svolgere il lavoro di 60
giorni in 48 ore pena il commissariamento, tanto che viene da pensare che ci
sia sotto qualcosa. Ieri invece ha disposto il divieto di caccia nei
corridoi fino a quando la Provincia darà attuazione alla diffida regionale e
quindi modificherà i confini delle aziende faunistico-venatorie già
concessionarie in base alla legge regionale 1 del 2007 ossia il piano
faunistico-venatorio approvato dal consiglio provinciale».
Per Muraro «ciò che conta è che il decreto di Galan emanato ieri dà
finalmente atto che l'operato della Provincia è pienamente legittimo e che
quindi risultava assolutamente ingiustificata ogni eventuale ventilata
ipotesi di esercizio di poteri sostitutivi o, addirittura, di
commissariamento. Diamo dunque atto al presidente Galan di aver finalmente
compiuto un passo indietro e messo in atto l'unica soluzione possibile: il
divieto di caccia nei corridoi approvati dallo stesso consiglio regionale».
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MALTRATTAMENTI
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VALLADA AGORDINA
Il tragico destino di una volpe: chiusa in un sacco e schiacciata dalla
pressa
Vallada agordina
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice=351126
9&Pagina=AGORDINO
Il cuore batteva ancora quando l'hanno rinchiusa in un sacco nero delle
immondizie e gettata nel cassonetto dei rifiuti. Una morte atroce quella
della povera volpe finita schiacciata nella pressa del mezzo per la raccolta
delle immondizie. Tra l'altro la pressa ha dato il colpo di grazia ma non è
riuscita a finirla, rendendo ancor più terribile l'agonia dell'animale. L'ha
scoperta domenica sera R.G., che si era recato a gettare il sacchetto delle
immondizie nel cassettone sotto casa in località Sachet. «Ho alzato il
coperchio del cassettone e sono stato investito da un odore nasuabondoo,
così ho guardato dentro e ho visto qualcosa che si muoveva. Ho scorto un
animale che a prima vista mi pareva un cane e senza pensarci due volte sono
corso a chiamare un amico che abita lì vicino: assieme abbiamo rovesciato il
cassonetto dei rifiuti per far uscire l'animale e solo allora siamo riusciti
a capire che era una volpe». «Lentamente la volpe si è trascinata fuori
continua il testimone- reggendosi in piedi con le zampe anteriori, mentre le
altre sembravano paralizzate. Era magra, spelacchiata e ricoperta dai suoi
stessi escrementi. Rinchiusa nel sacco nero aveva fatto lì dentro i suoi
bisogni e si era sporcata di conseguenza. Vicino al cassonetto è poi
arrivata altra gente, tutta sbigottita e inorridita quanto noi. È stata una
scena davvero raccapricciante». «Penso -continua l'uomo- che sia un gesto da
condannare apertamente. L'autore di una simile atrocità dovrebbe vergognarsi
anche solo di aver pensato una cosa del genere. Gli animali si lasciano dove
sono, anche loro hanno diritto a una morte dignitosa, oppure si chiamano le
autorità competenti che sanno cosa devono fare in questi casi». Il problema
degli abitanti di Sachet è anche quello che episodi di questo tipo possano
diffondere malattie come rabbia e cimurro, di cui sembra che siano affette
molte volpi. «Non sono un veterinario -riprende R.G.- ma chiudere un animale
nel cassonetto che poi disperde gli escrementi in un'area in cui vanno a
giocare i bambini, visto che si trova vicino alla chiesa parrocchiale, mi
sembra veramente un atto da sprovveduti. Significa che , al di là del gesto,
non ha pensato neppure alle sue conseguenze. Noi alla fine abbiamo avvertito
la guardia provinciale che, dopo aver visto della drammatiche condizioni
della bestia, chiaramente agonizzante, ha provveduto a sopprimerla. Ma
sapere di appartenere al genere umano in questi casi fa davvero
rabbrividire». Dario Fontanive

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
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