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NEWS: Giornali Internet 24/09/07



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CACCIA
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MIRANO Scontro in un terreno coltivato
Litiga con un cacciatore e finisce all'ospedale
L’anziano colpito con un bastone
Mirano
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3516624&D
ata=2007-9-24&Pagina=TERRAFERMA
La battuta di caccia finisce a pugni e bastonate. È successo l'altro giorno
nella campagne che circondano Mirano. Ad avere la peggio è stato un anziano,
tra l'altro disabile, colpito alla testa con un bastone. L'ottantenne, A.M.,
è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Mirano dove gli è
stato riscontrato un ematoma alla testa per una Prognosi di sette giorni
salvo complicazioni. L'anziano è quindi stato dimesso dopo essere rimasto in
osservazione per 12 ore.
Il fatto è accaduto sabato mattina verso le 9 nel terreno di proprietà della
moglie di A.M. nei pressi della frazione di Scaltenigo. A quell'ora un
cacciatore con i suoi cani sarebbe stato notato dall'ottantenne sul terreno
della moglie, coltivato a soia. L'anziano avrebbe quindi "invitato" il
cacciatore, magari usando anche qualche aggettivo poco gradito, ad andarsene
dal campo perchè stava calpestando il raccolto. Cosa che il cacciatore ha
fatto. Il problema è che subito dopo lo stesso cacciatore, dopo aver
appoggiato a terra il fucile, si sarebbe diretto verso l'anziano, che
brandiva un bastone, affrontandolo.
Ne è nata una breve colluttazione da cui è uscito malconcio proprio
l'anziano, finito a terra. Il cacciatore se ne sarebbe quindi andato
lasciando l'ottantenne a terra dolorante. A quel punto è intervenuto un
altro cacciatore che ha cercato di aiutare l'anziano ad alzarsi
accompagnandolo poi nel vicino rustico familiare. L'uomo è stato quindi
accompagnato al pronto soccorso. Verso le 10 al nosocomio è giunto anche il
figlio che risiede a Padova. Sono in corso indagini da parte delle forze di
polizia per poter individuare l'aggressore ed eventuali testimoni.
Pino Moggian
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Un cacciatore stroncato da infarto
lungo i sentieri dei boschi di Versasio
http://www.laprovinciadilecco.it/PolComo/20070924/pdf/LE2409-LCRO01.pdf
Un uomo è morto ieri mattina stroncato da un malore mentre si trovava nei
boschi di Versasio, località ai piedi dei Piani d’Erna. L’uomo, Giosuè
Pozzi, di 78 anni, che risiedeva a Bonacina, si trovava sembra per una
battuta di caccia, nei boschi di Versasio quando per cause da stabilire è
stati colpito da malore. È successo nelle prime ore di ieri mattina.
Sono stati chiamati i soccorsi inviati sul posto dalla centrale operativa
del «118». Il personale sanitario ha cercato di rianimare il settantottenne
che era stato colpito con ogni probabilità da un infarto.
Ma tutti i tentativi di rianimarlo e di soccorrerlo sono risultati vani. L’
uomo era già morto. L’infarto che l’aveva colpito.
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Arbus. Il cacciatore colpito da un centinaio di pallini
Spara alla lepre e ferisce il padre
http://www.unionesarda.it
Si è sfiorato il dramma nel corso di una battuta di caccia nelle campagne di
Arbus. Un giovane ha sparato su un cespuglio convinto che a muovere i rami
fosse una lepre, invece era il padre che cercava di stanare la selvaggina.
Il poveretto è stato raggiunto dalla rosa di pallini ed è rimasto ferito,
per fortuna in modo lieve. Padre e figlio erano usciti per quella che doveva
essere una semplice battuta nella zona di Cuccuru 'e Cauli, una località a
circa dieci chilometri dal paese, Mirko Atzeni, 19 anni, di Arbus, era
sicuro di aver colpito una lepre, invece la fucilata partita dal suo calibro
12 ha centrato in pieno il padre Fausto, 48 anni, ferendolo leggermente. I
medici dell'ospedale di San Gavino gli hanno estratto cento pallini da tutto
il corpo e assegnato venti giorni di cure. Ora si trova ricoverato nel
reparto di chirurgia, dove oggi gli verrà estratto un pallino da un occhio.
L'incidente è accaduto ieri mattina, intorno alle 8,30, nelle campagne di
Arbus, una zona ricca di selvaggina. Sembra che Mirko Atzeni abbia
intravisto qualcosa che si muoveva in mezzo ad un cespuglio. Convinto che si
trattasse di una lepre ha imbracciato il fucile e ha fatto partire un colpo
che ha raggiunto il padre. Subito soccorso dal figlio e da altri cacciatori
l'uomo è stato accompagnato all'ospedale di San Gavino. (g.p.p.)
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Selargius. Giuseppe Cara soccorso dall'elicottero del 118 nelle campagne
di Pattada
Cacciatore ferito da un compagno
Raggiunto al gluteo da un pallettone è stato operato a Nuoro
Un cacciatore di Selargius è stato ferito a un gluteo da una fucilata
esplosa da un compagno di battuta. L'uomo è stato operato.
http://www.unionesarda.it
Avevano deciso di sobbarcarsi un bel po' di chilometri per poter mettere a
segno alcuni colpi eccellenti e magari rientrare a casa, a tarda sera, se
non proprio con carnieri eccezionali almeno con qualche bel capo di
selvaggina. Ma una fucilata non è propriamente andata a segno come avrebbe
voluto il proprietario del sovrapposto calibro 12. Invece di una lepre,
davanti alla rosa dei pallettoni c'è finito un compagno di battuta,
raggiunto a un gluteo dalla scarica di piombo. A finire in ospedale è stato
Giuseppe Cara, cacciatore di 53 anni di Selargius. A ferirlo è stato
Giovanni Spiga, 46 anni di Quartu. Il primo è stato immediatamente soccorso
e trasferito in ospedale a Nuoro dove i medici l'hanno sottoposto a un
intervento chirurgico per estrarre il pallettone.
Le sue condizioni non sono preoccupanti, dovrà sopportare una convalescenza
di dieci giorni. I fatti risalgono a ieri mattina. Il gruppo di amici era
partito ben prima dell'alba da Quartu per raggiungere le campagne tra
Pattada e Osidda, una zona particolarmente adatta alle battute venatorie e
soprattutto piuttosto popolata di lepri e conigli. In tutto, si è mesa in
viaggio una comitiva composta da sei persone, tutti amici e compagni di
tante battute di caccia. La mattina stava scorrendo positivamente, ma verso
le nove qualcosa non è andata per il verso giusto. Uno sparo, un urlo di
dolore. Un pallettone "impazzito" è andato a conficcarsi nel gluteo di
Giuseppe Cara, finito per terra sanguinante e dolorante. È stato il compagno
di caccia e responsabile della fucilata, Giovanni Spiga, a soccorrerlo per
primo. Con un telefono cellulare è stato chiesto l'intervento dei
carabinieri e del centro di soccorso 118 che ha inviato sul posto un
elicottero. Ma le ricerche non sono state semplici vista la difficoltà di
intercettare, dall'alto, il gruppo. Tra l'altro i cacciatori indossavano
abiti mimetici e questo non ha certo aiutato i piloti del velivolo a
intercettarli tra la macchia mediterranea. Alla fine le ricerche hanno dato
gli esiti sperati e il ferito è stato raggiunto, caricato sulla barella e
trasferito dopo un volo piuttosto veloce all'ospedale di Nuoro.
Cara è stato operato. Ne avrà per una decina di giorni. I militari della
Compagnia di Ozieri hanno sentito diversi testimoni per cercare di
ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, e in primo luogo i diretti
interessati: sia il cacciatore raggiunto dai pallettoni che il proprietario
dell'arma con cui è stato esploso il colpo. Quest'ultimo, ma soltanto in
caso di denuncia, potrebbe essere accusato di lesioni volontarie. A. PI.
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Inciampa e dal fucile parte un colpo
Falegname di 39 anni muore all’istante tornando da una battuta di caccia
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070924&ediz=04_FROSINONE&npag=49&;
file=G_1627.xml&type=STANDARD
di ALDO CEPPARULO
La morte arriva anche in un’assolata alba di domenica. La morte può
scaturire anche da una fatalità incredibile come scivolare, inciampare e far
partire un colpo dal fucile al termine di una battuta di caccia ai volatili
autunnali cha amano cibarsi nelle campagne latinensi.
Giampaolo Trombin aveva 39 anni e lavorava in una falegnameria a Tor Tre
Ponti. La sua grande passione era la caccia. Ieri mattina, poco dopo le 7,30
stava tornando nella sua casa di via Quartaccio, a Borgo Podgora, alla
periferia di Latina.
Una prima ricostruzione dell'incidente vede Trombin che cammina a piedi
nella sua tenuta da cacciatore, con lui il fratello e un cugino. Sono un
terzetto di appassionati e più che sparare amano la campagna, cercano lo
sport e l’aria aperta. La battuta di caccia ai pennuti, ieri, era andata
abbastanza bene, i tre uomini avevano camminato per chilometri, tra i campi
di kiwi e quelli di broccoli dove talvolta appaiono i tordi, le allodole e
altri pennuti la cui caccia è autorizzata.
Il rientro, nel sole di settembre e sotto un cielo senza una nuvola, era
tranquillo. A poche centinaia di metri da casa un ponticello che sovrasta un
piccolo canale tradisce proprio Giampaolo Trombin: inciampa, perde l’
equilibrio e nella caduta parte un maledetto colpo dal fucile semiautomato
“Benelli” calibro 12.
Forse il cacciatore ha usato l’arma a mo’ di bastone nel tentativo di
sorreggersi mentre cadeva. Ha appoggiato il calcio sul terreno friabile e la
mano gli sarebbe scivolata giù, mentre perdeva l’equilibrio, sfiorando il
sensibilissimo grilletto del “Benelli”. Esplode il colpo, la rosa di pallini
nemmeno si apre: è un blocco di piombo che gli ha squassa il fianco destro.
L’emorragia è terribile, inarrestabile: il volto di Giampalo diventa terreo,
un rantolo ed è la fine. Poi accorrono dalla vicina Strada Quartaccio altri
parenti, arriva l’ambulanza a tutto gas con la sirena in azione. Ma per il
team di soccorso è un affannarsi inutile: Giampaolo Trombin è ormai spirato.
Lascia la moglie Sabrina, un figlio di 10 anni e la consorte che fra due
mesi, in novembre, lo renderà padre per la seconda volta: sarà una bimba.
Purtroppo non conoscerà mai il papà. Il tragico incidente di caccia è al
vaglio del sostituto procuratore di turno al quale oggi gli investigatori
della Squadra mobile invieranno il rapporto investigativo. I detective della
Questura hanno ascoltato i testimoni, la Scientifica ha esaminato il fucile
“Benelli”. Probabilmente sulla salma del povero Giampaolo Trombin verrà
eseguita un’autopsia.
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DOPPIETTE E POLEMICHE. Nella diatriba legata alle nomine degli ambiti
territoriali, accolto il ricorso di Enalcaccia
Il Tar boccia la delibera Ora si va a caccia di presidenti
L’assessore Coletto smorza i toni e dice che non cambierà niente Ma è tutto
da rifare
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Baa.htm
Alessandra Vaccari
Il Tar dà ragione agli iscritti di Enalcaccia e accoglie il ricorso del suo
presidente contro le nomine «arbitrarie» negli ambiti territoriali.
La legge regionale 1 del 5 gennaio 2007 prevede che il presidente di ogni
Atc, zone di caccia in cui è suddivisa la Provincia possa essere solo un
appartenente alle tre associazioni maggiormente rappresentative in ambito
nazionale e regionale. Il Veneto, sulla base del numero di iscritti ha
individuato tre associazioni Fidc Federcaccia, Acv Associazione cacciatori
veneti ed Enalcaccia. Da undici anni a questa parte, a causa di continue
proroghe della vecchia legge regionale, alcuni Atc erano retti da persone
iscritte ad associazioni venatorie non rappresentative come Libera caccia e
Anuu associazione uccellatori e uccellinai. Ed è proprio a quest’ultima
associazione che erano stati assegnate le presidenze degli ambiti 4 e 5,
Adige e Tartaro.
Da qui l’esposto al tribunale amministrativo regionale da parte del
presidente di Enalcaccia Bruno Cazzola, che è anche avvocato. Ma l’esposto è
stato presentato dai colleghi Alfredo Perulli e Gianfranco Ceoletta.
«L’Atc 4 da 11 anni è retto da un facente funzione iscritto all’Anuu, che
non è mai riuscito a farsi eleggere presidente, ed è rimasto vice,
sopravvivendo a dimissioni e anche a decessi considerato che uno dei
presidenti dell’Atc 4 è stato anche il preside Biasin, imputato dell’
omicidio della sua compagna di San Bonifacio», dice Cazzola, aggiungendo una
nota di cronaca.
«Per anni», aggiunge il presidente di Enalcaccia, «le nostre numerose
raccomandate con richiesta di chiarimenti sono rimaste senza risposta. E il
presidente di un Atc amministra ogni anno una cifra che si aggira sui
250mila euro, quindi cifre di tutto rispetto che meritano altrettanto senso
di responsabilità da parte di chi fa le nomine». Cazzola denuncia che «l’
assessore provinciale Coletto facendo scadere i termini avrebbe fatto
firmare al presidente della provincia Elio Mosele un atto illegittimo con
cui nominava quattro persone incompatibili su sei a capo degli Atc della
nostra provincia».
Da qui il ricorso vinto di Enalcaccia. Il Tar ha sospeso l’«efficacia del
provvedimento del presidente Mosele firmato l’8 maggio di quest’anno».
«Tanto rumore per nulla», replica l’assessore provinciale alla caccia Luca
Coletto. «Vista la sospensione verranno messi i vecchi direttivi di ambito
in attesa di nominare i nuovi presidenti. Questo significa che
sostanzialmente resteranno le stesse persone dato che avevamo commissariato
gli ambiti in attesa di nominare i presidenti. Inoltre a presentare l’
esposto è stata Enalcaccia che di certo non è l’associazione più
rappresentativa, visto che a Verona come numero di iscritti prima c’è
Federcaccia, quindi Acv, Anuu e Libera caccia». Secondo la delibera appena
sospesa gli ambiti erano stati così assegnati: due a Libera caccia, uno a
Federcaccia, due ad Anuu e Federcaccia e uno ad Enalcaccia.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it