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NEWS: Giornali Internet 25/09/07



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CACCIA
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Lite tra animali nel bosco Cacciatore finisce nei guai
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=32112&p
agina=35&versione=testuale&zoom=&id_articolo=165495
Uccisione di animali. È questa la denuncia che si è beccato un cacciatore
roveretano, M. I. di 62 anni, per aver sparato ad un dobermann che stava
litigando con il suo cane da caccia. L'episodio risale a sabato mattina ma
la proprietaria della bestia ammazzata a fucilate ha formalizzato la querela
di parte al commissariato di polizia solo ieri mattina. La signora, l'altro
giorno, era uscita di casa con i suoi due cani per una passeggiata nei
boschi del paese. Ad un certo punto, non vedendo nessuno in giro, ha
liberato dal guinzaglio il dobermann per consentirgli di sgranchirsi le
zampe con una corsetta. La bestia si è infilata tra i cespugli e quindi tra
gli alberi della boscaglia. Dopo qualche minuto, la padrona ha sentito
ringhiare, prima un cane poi un altro. Quei versi dal tono tutt'altro che
amichevoli sono stati zittiti improvvisamente da uno sparo. Spaventata, ha
atteso qualche istante prima di muoversi dal posto dove, a causa del fragore
della fucilata, era rimasta immobile, praticamente paralizzata. Dal bosco,
però, ha visto uscire il suo dobermann che ha provato ad andare incontro
alla donna ma che, colpito evidentemente a morte, a metà tragitto è crollato
a terra, privo di vita. Affranta e incredula, dopo aver constatato il
decesso della malcapitata bestiola, la signora ha chiamato il «113» con il
cellulare. Una volante del commissariato di polizia ha raggiunto Marco e gli
agenti hanno chiesto pure l'intervento del custode forestale. Proprio grazie
al tutore della fauna, si è risaliti all'identità del cacciatore. Di fronte
alle domande degli ispettori, l'uomo ha cercato dapprima di negare ogni
addebito ma poi ha confessato di aver sparato temendo per la sorte del suo
cane da caccia. Il dobermann, ha raccontato il cacciatore, avrebbe aggredito
senza motivo il suo fedele amico a quattro zampe che stava per soccombere.
Il padrone avrebbe quindi cercato di spaventare il feroce assalitore ma non
riuscendo a scacciarlo gli avrebbe sparato. La proprietaria del dobermann,
come detto, dopo aver cercato di superare lo sconforto ha deciso di sporgere
denuncia. Il reato di uccisione di animale, infatti, secondo il codice
penale è perseguibile solo a querela di parte. N. G.
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BRAONE. Il sindaco ha scritto una «memoria» alla Provincia
Troppi cinghiali in valle provocano danni alle colture
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070925/Provincia/Eag.htm
Un numero imprecisato di cinghiali nei territori dei Comuni di Niardo e
Braone sta provocando danni alle colture. Alla luce di diverse segnalazioni,
il sindaco di Braone, Clemente Facchini, ha scritto una memoria a enti e
autorità responsabili, soprattutto la Provincia, chiedendo «di porre in atto
le azioni necessarie e dovute per la tempestiva soluzione del problema,
prima che la situazione sfugga al controllo». Facchini ipotizza che «i
cinghiali sarebbero stati immessi verosimilmente nel confinante territorio
del comune di Niardo da «pseudo-cacciatori» per determinarne la diffusione e
la conseguente cacciagione».
«La riproduzione degli animali rilasciati procurerà gravi danni e squilibri
all’ecosistema - rilevare il sindaco - sia al territorio che alle proprietà
pubbliche e private, sia alle attività agricole che alle componenti animali
e vegetali».
A sostegno delle sue argomentazioni il sindaco cita un articolo della legge
n. 26/1993 che non consente l’immissione dei cinghiali sull’intero
territorio della Lombardia e menziona pure la norma che prevede misure
finalizzate a prevenire la diffusione di malattie infettive, che potrebbe
verificarsi a seguito dell’introduzione di animali non sottoposti ai
prescritti controlli sanitari. Il sindaco ricorda che i cinghiali hanno
provocato danni a proprietà private, a due pozzi d’acqua pubblici in
località Servil e Negola, ricostruite dal Parco dell’Adamello per favorire
migliori condizioni di equilibrio biologico ed ambientale.
Clemente Facchini chiede se possibile un risarcimento di 500 euro, tale è il
danno quantificato, e l’intervento della Provincia per risolvere una volta
per tutte i problemi causati dai cinghiali.LU.RA.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it