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NEWS: Giornali Internet 26/09/07



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CACCIA
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Trasportavano cardellini, denunciati due bracconieri
Nel bagaglio dell’autovettura sono state rinvenute anche due borse
contenenti reti per uccellagione
La Polizia stradale di Frosinone ha fermato due uomini di origine campana,
entrambi con precedenti penali
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1287942&Sectionid=8&Edit
ionid=2
DUE bracconieri fermati sulla A/1. Nella mattinata di ieri, all’altezza del
km. 626 sud dell’autostrada A/1, nel comune di Frosinone una pattuglia della
Polizia stradale, in servizio di vigilanza, composta dall’assistente capo
Paolo Mazzocchi e dall’assistente Fabrizio Margiotti, ha proceduto al
controllo di un’autovettura Ford Focus con due persone a bordo che
transitava in quel momento lungo l’autostrada. Mentre gi agenti proseguivano
la loro operazione di controllo, dall’interno del bagaglio proveniva un
intenso cinguettio di uccelli. Pertanto i due poliziotti hanno deciso di
eseguire l’ispezione del veicolo. L’intuizione dei due agenti non poteva
essere più giusta. L’operazione, infatti, ha permesso di rinvenire tre
gabbie con all’interno circa cinquanta cardellini, specie protetta dalle
norme che regolano l’attività venatoria, alcuni dei quali usati come
richiamo. Caso simile a questo si era verificato anche alcune settimana fa
nella nostra provincia e anche in quella occasione le forze dell’ordine
erano riuscite a fermare in tempo i malintenzionati. Nello stesso bagaglio
sono state rinvenute dagli agenti della Polizia stradale di Frosinone due
grandi borse contenenti due reti per uccellagione con funzionamento a
trappola. Tutto il materiale rinvenuto all’interno dell’autovettura è stato
sottoposto a sequestro, gabbie, reti e altri dispositivi idonei alla pratica
dell’uccellagione, attività vietata dalla legge ma che continua ad essere
praticata in modo illecito da tanti. Le due persone fermate, S. P. di 35
anni e I. G. di 58 anni, entrambi campani con precedenti penali per
bracconaggio, sono stati segnalati alle autorità giudiziarie in attesa di
provvedimenti nei loro confronti. Gli uccelli catturati, destinati al
mercato illecito nel napoletano, sono stati liberati immediatamente in luogo
idoneo dal personale della Polizia stradale di Frosinone.
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PERGUSA, CONTRADA SCIOLTABINO
CACCIATORI DI FRODO IN FUGA, RECUPERATI DALLA FORESTALE UN FURETTO E RETI
ILLEGALI
http://www.lasicilia.it
Cacciatori di frodo scoperti dalle guardie del Corpo forestale, scappano
alla vista delle "divise", ma nella fuga abbandonano una gabbia con un
furetto e due zaini. È accaduto ieri in contrada Scioltabino, nei pressi del
lago Pergusa, durante un controllo sui cacciatori e sul rispetto della legge
venatoria. Gli ispettori Domenico Calandra e Mario Castagna, del
distaccamento del corpo forestale di Enna Bassa, stavano effettuando una
perlustrazione nelle zone di caccia quando hanno notato in lontananza un
gruppetto di cacciatori che si sono rapidamente dati alla fuga. I due
ispettori forestali hanno raggiunto il posto dove avevano avvistato il
gruppo e sul terreno hanno trovato la gabbietta con il furetto, piccolo
predatore utilizzato per la caccia al coniglio, il cui uso è vietato in
provincia di Enna e due zaini. All’interno sono state trovate delle reti
utilizzate per la caccia di frodo al coniglio. Le ricerche dei cacciatori
sono risultate vane. Il materiale è stato sequestrato: il furetto è stato
consegnato alla dott.ssa Viviana Ingrasciotta, responsabile del Centro
recupero fauna selvatica di Parco Ronza; le reti invece sono state
consegnate alla Procura di Enna dove è stata anche presentata una denuncia
contro ignoti per caccia di frodo. Si tratta dell’ennesimo risultato messo a
segno dagli ispettori del Corpo forestale contro i cacciatori illegali. I
controlli sono stati disposti in apertura della stagione venatoria dal
comandante provinciale del Corpo, Antonino Manuele. GIULIA MARTORANA
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Figline
Va a caccia a Panzano ma due 'colleghi' lo minacciano di morte perchè viene
da fuori
http://www.lanazione.it
MINACCIATO in Chianti un cacciatore figlinese. L'uomo alle prime luci
dell'alba si trovava nei boschi di Panzano alla ricerca di selvaggina,
quando due persone si sono avvicinate intimandogli "di non venire più a
caccia da queste parti, altrimenti o te, o il cane o l'automobile...". La
frase non è stata completata ma il messaggio è evidente: "Ho segnalato il
fatto ai carabinieri di Greve - ha raccontato -, ma senza presentare
denuncia in quanto loro erano in due e io ero solo, quindi la mia
testimonianza non avrebbe avuto valore".
IL CACCIATORE valdarnese, ancroa scosso per l'episodio, non ha voluto
replicare ai due 'colleghi' preferendo ritirarsi in buon ordine, comunque ha
presentato un esposto all'Arcicaccia chiantigiana e un altro lo presenterà a
quella procinviale. "In fin dei conti - ha affermato - quella del Chianti è
la stassa ATC (ambito territoriale di caccia) di Figline, e non capisco
perchè non possiamo andarci anche noi, visto che paghiamo le tasse sulla
caccia". Il fatto è sicuramente preoccupante perchè se si lasciano correre
certi "messaggi" si rischia di far degenerare uno sport che invece dovrebbe
unire, e non è neppure accettabile la motivazione fornita dai due che
sostengono non sia giusto che gente da fuori venga a cacciare in una zona
dove altri curano il ripopolamento della selvaggina.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
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