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NEWS: Giornali Internet 27/09/07



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CACCIA
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PIOVE DI SACCO
Cacciatore impallinato a una coscia
Ieri mattina nelle campagne di Cavarzere. Il colpo ha ferito anche il
braccio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3520220&Pagina=MONSELICE%20CONSELVE%20PIOVE%20DI%20SA
Piove di Sacco
(G.P.) Un piovese di 43 anni è dovuto ricorrere alle cure del pronto
soccorso piovese per «alcuni corpi estranei».
Questi non sono altro che pallini da caccia. Benito Benvegnù, abita a Piove
di Sacco in via Caselle 79. Ieri mattina era a caccia sulle campagne di
Cavarzere. Per cause che sono ancora in via di accertamento da parte dei
carabinieri di Piove di Sacco, il piovese è stato centrato alla coscia e al
braccio sinistri da una scarica di pallini.
Molto probabilmente si tratta di un incidente, anche se il ferito,
contattato personalmente, non ha inteso fornirci spiegazioni. Benvegnù ha
raggiunto l'ospedale di Piove di Sacco da solo. Dopo le cure è stato dimesso
con una prognosi di guarigione di otto giorni.
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Oriolo Romano
Due bracconieri denunciati dalla Forestale
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070927&ediz=02_VITERBO&npag=37&fi
le=I_1366.xml&type=STANDARD
Il periodo della caccia al cinghiale ancora non è arrivato. Ma c’è già chi
ha preparato la doppietta in anticipo. E così altri due bracconieri sono
finiti nella rete del comando della stazione del Corpo forestale di Oriolo
Romano. Lo scenario è quello di località Valloni, al confine con Bassano
Romano, proprio a ridosso del parco naturale regionale di
Bracciano-Martignano. E’ notte fonda - sono le 3,30 - e le pattuglie della
forestale sono già appostate nella zona. Poco distanti, due bracconieri
hanno appena abbattuto un cinghiale di cinque mesi. Se alla fine gli uomini
della Forestale sono riusciti a prenderli è soprattutto per la conoscenza
del territorio e l’abitudine a muoversi col buio. Per i due - V.F. e G.E,
rispettivamente quarantenne e ventenne, entrambi di Oriolo Romano - è
scattato il sequestro della preda, delle munizioni e dei fucili, uno dei
quali sprovvisto del riduttore di colpi, quindi vietato per l’uso venatorio.
I due ora rischiano anche una condanna al pagamento di un’ammenda di 1.500
euro. In questo periodo infatti la caccia al cinghiale non è ancora
consentita.
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Polizia Provinciale. Denunciati 12 cacciatori
http://www.provincia.ragusa.it
Vasta operazione negli ultimi giorni della Polizia Provinciale che ha
denunciato 12 cacciatori e sequestrato altrettanti fucili, oltre a 3 furetti
e altri mezzi acustici. Proprio in questi giorni sono stati intensificati i
servizi di vigilanza venatoria al fine di prevenire il compimento di
illeciti in materia di caccia e di contrastare il triste fenomeno del
bracconaggio. I dispositivi di controllo, attuati anche in orari notturni,
hanno interessato tutto il territorio provinciale. Particolare attenzione è
stata prestata alle zone rurali, ubicate soprattutto nel territorio di
Chiaramonte Gulfi, Acate, nei pressi delle due Riserve Naturali del Pino d’
Aleppo e della foce del fiume Irminio nonché della zona archelogica di
Camarina. L’attività di controllo ha portato negli ultimi tre giorni all’
accertamento di 12 ipotesi di reato a carico di altrettanti cacciatori, che
sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente
per territorio e agli stessi sono stati sequestrati i fucili di caccia,
nonchè 3 furetti oltre alla selvaggina illecitamente abbattuta (conigli,
quaglie), oltre alle attrezzature il cui uso è vietato (richiami acustici).
Quest’ultima operazione condotta negli ultimi giorni porta a 300 i
cacciatori controllati dalla Polizia Provinciale, dall’apertura della
stagione venatoria 2007/2008 ad oggi, con la denuncia di complessive di 23
persone all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato previste e punite
dalla normativa in materia venatoria (L.157/1992), con il sequestro di 22
fucili e 10 furetti; mentre sono 17 le infrazioni amministrative accertate
per violazioni oltre che della citata legge dello Stato anche per violazione
della L.R. 33/1997. Le ipotesi più frequenti di reato riguardano l’esercizio
della caccia con mezzi vietati ed in massima parte mediante l’uso del
furetto (assolutamente vietato nella Provincia di Ragusa). Va evidenziato
che nella quasi totalità dei casi i cacciatori denunciati appartengono alle
province limitrofe di Agrigento, Catania, Siracusa, Caltanissetta ed Enna.
“L’attività di controllo - afferma il comandante della Polizia Provinciale
Raffaele Falconieri - proseguirà senza soste soprattutto in concomitanza
dell’arrivo imminente delle specie migratorie (allodole, tordi, quaglie,
germano reale e altre specie acquatiche) proprio a tutela di queste razze ma
anche per dare tranquillità ai residenti. I risultati finora ottenuti sono
il frutto dell’encomiabile attività di pattugliamento e di appostamento
(spesso in zone impervie e di difficile accesso) svolte dalle squadre del
Nucleo di Vigilanza Venatoria di questa Polizia Provinciale, coordinate dai
tenenti Cannata, Carbonaro e Vindigni”.
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Un cucciolo di maiale ucciso a fucilate: la polizia locale ha aperto un’
inchiesta
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2007/09/27/CO01-ag.asp?Data=2
7/09/2007&Pagina=19
"Suinicidio" a Codogno: la povera bestiola trovata ai bordi della strada. Ha
dell’incredibile quanto avvenuto nei giorni scorsi lungo la via Emilia, nel
tratto di superstrada: alcuni automobilisti hanno segnalato la presenza
della carcassa di un animale proprio sotto il guard-rail. Sul posto sono
intervenuti i vigili di Codogno e il servizio veterinario dell’Asl. La
vittima era un suinetto di non più di 12 chili di peso, una sorta di Babe (l
’eroe di un film di qualche anno fa): davvero senza cuore gli autori del
gesto. Il suinetto era già privo di vita, ma a quanto pare la morte non era
stata causata da una fuga e da un eventuale investimento: alla bestiola era
stato sparato un colpo. Un elemento che ora si sta cercando di ricostruire,
per capire le ragioni che possano aver portato a una simile esecuzione. Su
un orecchio, il povero Babe recava peraltro il marchio, che potrebbe
quantomeno ricondurre all’identificazione del suo allevamento di
provenienza. Ma il ritrovamento del suino morto non è un caso isolato:
alcune settimane fa i vigili recuperarono un vitello morto gettato in un
fosso.
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L’ex assessore critica la Provincia
«Massacri legali di lepri e fagiani aprendo i corridoi ai cacciatori»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3520588&Pagina=TREVISO
In Provincia si torna a parlare di caccia. E dopo le "incomprensioni" tra
Galan e Muraro sui corridoi venatori, questa volta l'attacco
all'amministrazione di via Battisti sulla gestione della fauna selvatica è
arrivato direttamente dagli scranni della sala consigliare. Non solo:
l'attacco è arrivato da Mario Piovesan, esponente della Lega proprio come il
presidente Muraro, nonché assessore ai tempi di Zaia.
L'assemblea provinciale di ieri sera è stata infatti aperta dalla mozione
del consigliere leghista che ha portato all'attenzione dei colleghi la
situazione dei cosiddetti "corridoi provinciali", dove sarebbero in corso
"veri e propri massacri" a norma di legge. "Domenica - riferisce Piovesan -
nel corridoio che è stato istituito a Volpago nell'azienda venatoria Spinee
in una mattina sono state uccise 35 lepri. Accompagnati da una guardia
provinciale sono arrivate sei squadre di segugisti e sette di cacciatori di
fagiani che in pochi ettari hanno compiuto la strage. L'area, che confina
con una zona di ripopolamento, ha subito un danno gravissimo e in tre ore è
stato distrutto il lavoro di dieci anni". Adesso l'esponente leghista chiede
giustizia e per farlo non guarda alle bandiere. "Tutto questo è successo per
colpacdell'ottusità dell'assessore - commenta, puntando il dito contro
Lorenzon -. Lunedì in giunta Muraro dovrà mantenere la promessa e abolire i
corridoi provinciali".
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RANDAGISMO
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TARVISIO Stipati in due cuccette, affamati e sporchi.
Salvati dalla Polterra durante un controllo a un’auto slovacca
Sequestrati 16 cuccioli, due denunce
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
520176&Pagina=PROVINCIA
Tarvisio
Nuovo stop al traffico illegale di cuccioli. La Polizia di frontiera di
Tarvisio l'altra notte ha sequestrato 13 cuccioli e denunciato due
slovacchi - F.R., 32 anni e P.S., 40 - per maltrattamento di animali e
falsità ideologica. La pattuglia era impegnata in un controllo contro
l'immigrazione clandestina, quando verso mezzanotte ha fermato una Ford
Focus. Durante il controllo i poliziotti hanno sentito dei latrati provenire
dal bagagliaio. In due piccole cuccette hanno trovato stipati e lordi di
escrementi i cuccioli. Dei cani si è presa cura il veterinario Silvana
Lazzarin, che ha somministrato antibiotici e vitamine, in quando erano in
uno stato di denutrizione. I cuccioli sono stati sequestrati e affidati al
canile Astad di Trieste. Si tratta di uno yorkshire, 1 lhasa apso, un
pastore tedesco, due sharpei, quattro west terrier e quattro pinzer nani.
Gli animali sono senza microchip sottocutaneo e sono nati tra luglio e
agosto. Dalla documentazione esibita dai due slovacchi, risulterebbero
invece nati ad aprile. Un'età di sei mesi in netto contrasto con quanto
accertato dal veterinario. Questi documenti sono stati ritenuti falsi. La
polizia di frontiera non esclude che siano stati utilizzati per introdurre
in Italia altri cuccioli.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it