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NEWS: Giornali Internet 28/09/07



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CACCIA
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CAPALBIO Cacciatore stroncato da infarto
http://www.provincia.grosseto.it/rassegna/text.php?text=_487782 (17/9/2007)
UN CACCIATORE di 75 anni, Orlando Mibelli di Roma, è morto ieri pomeriggio
stroncato da un infarto al termine di una battuta di caccia.
Mibelli insieme ad altri cacciatori ieri mattina si era recato nell’azienda
di caccia «La Capita» in località Poggio Pelato di Capalbio. Mentre il
gruppo di cacciatori stava tornando alle macchine il Mibelli si è accasciato
al suolo.
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Pescara
Cacciatori vicino a parchi, cinquemila euro di sanzioni
http://www.ansa.it
Gli agenti del Comando provinciale di Pescara della Guardia forestale hanno
elevato sanzioni amministrative per 5.000 euro complessivi a 15 persone che
esercitavano la caccia nelle zone vicine al perimetro dei parchi. Diversi
agenti hanno agito in borghese per avvicinarsi ai cacciatori senza destare
sospetti ed evitare che avvertissero gli altri con il telefono cellulare.
Le 15 persone sottoposte a sanzione sono sia residenti sia non residenti
nella provincia di Pescara. Tra l'altro sono stati sequestrati due fucili
nonche' due apparati radio ricetrasmittenti, che non possono essere
utilizzati durante la caccia.
Diverse le tipologie di violazione riscontrate dalla Forestale. Si va
dall'uso vietato di richiami all'esercizio della caccia senza polizza
assicurativa; dal mancato recupero di bossoli delle cartucce all'esercizio
venatorio in zone comprese nel raggio di cento metri da immobili adibiti ad
abitazione o luogo di lavoro ovvero a meno di 50 metri da vie di
comunicazione ferroviaria o da strade carrabili. Alcuni stavano addestrando
cani in terreni coltivati. (ANSA)
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Milano
CACCIA: FORMIGONI E BECCALOSSI, DECISIONE GOVERNO VERGOGNOSA
http://www.agi.it/milano/notizie/200709282037-cro-rmi1058-art.html
(AGI) - Milano, 28 set. - "Una decisione vergognosa di un Governo che ormai
vive solo facendo favori ai propri estremisti". Il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni e la vicepresidente Viviana Beccalossi
commentano cosi' le notizie trapelate in merito all'impugnazione della Legge
sulla caccia in deroga della Lombardia, decisa dal Consiglio dei Ministri.
La vicepresidente Viviana Beccalossi, che e' anche assessore
all'Agricoltura, con delega alla Caccia, aggiunge: "Ancora una volta
l'azione persecutoria di un Governo imbrigliato e condizionato dalla
sinistra radicale da una parte, e da Alfonso Pecoraro Scanio dall'altra,
sceglie come vittima sacrificale la Lombardia e, in questo caso, piu'
specificatamente, i cacciatori lombardi. Non conosco i motivi che hanno
portato il Consiglio dei Ministri ad impugnare una legge sulla caccia in
deroga, votata in Consiglio regionale anche da numerosi esponenti
dell'opposizione, perche', in sfregio a qualsiasi logica di corretti
rapporti istituzionali, la notizia e' giunta da un comunicato stampa dei
Verdi mentre la riunione dei ministri era ancora in corso. Un fatto
inaccettabile e per certi versi vergognoso. Non fatico comunque a pensare
che si tratti dell'ennesima decisione ideologica dettata minuziosamente ai
suoi colleghi dal ministro dell'Ambiente". "Su questi temi qualcuno continua
a muoversi cercando le pagliuzze e non accorgendosi delle travi - aggiunge
Viviana Beccalossi -. Da anni i Verdi, in materia di caccia, si accaniscono
contro la Lombardia, ignorando, o meglio, fingendo di ignorare quanto accade
in 'Regioni rosse' come la Toscana, la Liguria o l'Emilia Romagna in cui
siedono in giunta e dove le decisioni assunte sono molto piu' favorevoli ai
cacciatori di quanto avviene nella nostra Regione". (AGI)
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Genova: caccia, il Tar approva il calendario savonese
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=25858
Si è tenuta ieri a Genova l’udienza del TAR, il Tribunale Amministrativo
Regionale, sulla richiesta di sospensiva presentata da un’associazione
ambientalista contro le disposizioni emanate dalla Provincia di Savona per
regolamentare l’attività venatoria.
Il Tribunale ha riconosciuto pienamente legittime le disposizioni contenute
nel Calendario Venatorio Provinciale con il solo spostamento della deroga
anticipatoria della caccia al cinghiale dal 16 settembre al 1 ottobre 2007.
Il Tar ha riconosciuto come il calendario venatorio provinciale sia
rispettoso della legge regionale vigente.
L’assessore Scrivano ha commentato: "Sono contento perché è stato
ristabilito il buon senso: in questi giorni abbiamo dovuto spiegare il
perché di questo rimando che ha creato confusione e non è stato facile. La
scelta di anticipare la caccia ai cinghiali e ai caprioli non è stata
assunta per fare un piacere ai cacciatori ma anche, e soprattutto, per
tutelare il mondo agricolo. Il calendario provinciale tiene conto di tutte
le esigenze mantenendo un equilibrio tra mondo venatorio, agricolo e tutela
ambientale. La Provincia ha fatto bene ciò che doveva fare pur essendo
accusata ingiustamente".
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IL CASO. Dopo la sospensiva dei primi di settembre ieri avrebbe dovuto
entrare nel merito
Caccia, apertura anticipata il Tar decide... di non decidere
Ricorso ambientalista formalmente rigettato perchè ormai era inutile
affrontare la questione
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070928/Provincia/Daa.htm
Il Tar lascia l’amaro in bocca sia alla Provincia che alla Lac. Senza
entrare nel merito del provvedimento deciso dal Broletto, i giudici di via
Malta liquidano l’apertura anticipata della caccia con un dispositivo
stringato che di fatto si limita a prendere atto del tempo trascorso e
quindi dell’inutilità di decidere sulla bontà dell’orientamento della Giunta
provinciale.
Se sia possibile anticipare il calendario venatorio per alcune specie e per
i capannisti per ora non è dato sapere. La sentenza vera e propria, che
potrebbe essere depositata tra parecchi mesi, non andrà ad intaccare il
contenzioso scoppiato tra il Broletto ed i sostenitori dell’abolizione della
caccia. Guido De Filippo, responsabile regionale della Lac, prevede che l’
anno prossimo si verificherà esattamente la stessa situazione e ribadisce l’
intento di ricorrere ancora una a volta per ottenere un decreto d’urgenza.
Anche in presenza di una direttiva dell’Unione europea che vieta tale
attività nella stagione in cui i piccoli dipendono dai riproduttori, periodo
settembrino compreso, non esiste, invece, una decisione sicura del Tribunale
Amministrativo.
«Quello che è certo - precisa De Filippo - è che le nostre richieste di
blocco nei confronti di una modifica del calendario venatorio sono sempre
state accolte in via cautelare con una sospensiva. Vorrà dire che l’anno
prossimo agiremo allo stesso modo».
Prosegue con il solito ritmo e le stesse prescrizioni l’attività che a
Brescia coinvolge circa trenta mila doppiette e, tra queste, circa 9 mila
capannisti, i destinatari del contestato provvedimento della Giunta
provinciale.
Nonostante la vita breve del permesso accordato dal Broletto (si sparò solo
domenica 2 settembre), un giorno dopo il quale era intervenuto il decreto
urgente del Tar, l’anticipazione della caccia non aveva riversato frotte di
cacciatori tra boschi e montagne della provincia.
Per ora il Tar con una sentenza salomonica respinge il ricorso degli
abolizionisti, ma giusto perchè ormai sono trascorsi i termini ed è già in
vigore il calendario «normale».F.P.
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MALTRATTAMENTI
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SANGUINETTO. Gli legano una corda al collo
Il daino del vallo rischia la morte per impiccagione
Gli agenti lo hanno liberato dopo molte ore di sofferenze
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Bag.htm
Stefano Vicentini
Qualcuno ha tentato di far del male ai daini che da sette anni sono ospiti
del fossato del castello di Sanguinetto. Ieri mattina, infatti, il custode
degli animali Mario Vighini - incaricato dal municipio di controllare e dar
da magfiare alla coppia - ha scoperto che il maschio era rimasto prigioniero
un un angolo del vallo con una fune di metallo attorcigliata tra le corna ed
il collo. Una posizione scomoda ed assai pericolosa: ogni piccolo movimento,
infatti, rischiava di stringere ancora di più il cappio attorno all’animale.
Che, infatti, con lo sguardo impaurito ed assai agitato, è rimasto immobile
fino all’arrivo della polizia provinciale allertata da un fax inviato dal
municipio.
In attesa dell’intervento degli agenti dei Palazzi scaligeri è toccato ai
volontari dell’associazione «Libera caccia» di Sanguinetto - che da sempre
seguono le sorti dei due animali - portare loro un po’ di conforto. Senza,
però, potersi avvicinare: ogni volta che hanno provato a farlo, infatti, il
daino spaventatissimo si agitava ancora di più peggiorando la sua scomoda
situazione.
La polizia provinciale, giunta verso le 17 assieme ai medici del serevizio
veterinario dell’Ulss 21, hanno così provveduto a narcotizzare l’animale ed
a liberarlo dalla fune di metallo. Confermando il sospetto iniziale: gli è
stata attorcigliata attorno al collo da qualcuno. Che ora rischia la
denuncia per maltrattamenti.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it