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NEWS: Giornali Internet 30/09/07



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CACCIA
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Caccia: spara a specie protetta, denunciato pensionato
http://www.telereggiocalabria.it/dettaglio_news.php?id=2806
Un pensionato, C.G., è stato denunciato dai carabinieri di Vibo Valentia con
l'accusa di abbattimento di volatile appartenente a specie protetta. Secondo
quanto si è appreso, i carabinieri, nel corso di un controllo nei boschi tra
la città di Vibo e quella di Cessaniti, hanno sorpreso l'uomo mentre stava
sparando ad alcuni colombi domestici, specie dichiarata non cacciabile già
da diversi anni. La selvaggina uccisa, che l'uomo aveva nascosto in una
busta, é stata sequestrata insieme ad un fucile calibro 12 e ad alcune
cartucce.
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Catturano cardellini, due denunciati
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20070930&ediz=04_FROSINONE&npag=39&;
file=E_1778.xml&type=STANDARD
Gli uomini del distaccamento di Cassino della Polizia Provinciale ieri
mattina hanno individuato e denunciato due persone, O.R. e D.A.A.,
provenienti da Napoli, che stavano utilizzando reti per catturare
cardellini. Nella zona Frassi, nel comune di Arce, i due avevano catturato
decine di esemplari che sono stati poi liberati dagli agenti nella zona dove
erano stati catturati. Ai due sono stati sequestrati gli attrezzi, reti
comprese. E’ stato un cacciatore a effettuare la segnalazione alla polizia
provinciale. L’operazione è stata poi condotta dal capitano Vettese, dall’
assistente Fragnoli e dall’agente Cerro.
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CEVO. L’animale, liberato in marzo, era munito di un radiocollare
Capriolo abbattuto: una «sfida» al parco
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070930/Provincia/Cad.htm
Un gesto crudele e insieme di evidente «sfida» a chi lavora per la tutela
della fauna selvatica. I bracconieri, infatti, hanno abbattuto nei giorni
scorsi uno dei caprioli rilasciato dal Parco dell’Adamello il 6 marzo: un
esemplare munito di radiocollare per controllarne gli spostamenti.
I resti dell’animale, letteralmente scarnificato, sono stati rinvenuti in
località Zimilina, nel territorio di Cevo, da Paola Bernardi e Alessia
Chiappini: le due biologhe che da alcuni mesi, con l’ausilio del «radio
trekking», stanno studiando gli spostamenti degli ungulati sul territorio.
«L’apparecchio dell’animale - spiega Anna Bonettini, funzionario del Parco -
aveva iniziato a dare il segnale di mortalità: una frequenza mutata emessa a
seguito dell’immobilità dell’esemplare per alcune ore».
I segnali hanno guidato le biologhe in località Zimilina, fra Cevo e
Fresine, in una ricerca nella quale sono state affiancate dal presidente
della sezione comunale dei cacciatori di Saviore, Lino Tiberti.
Del capriolo, completamente scuoiato e scarnificato sul posto, rimanevano
solo il capo con appeso l’apparecchiatura elettronica, la gabbia toracica,
una striscia del mantello e le ossa delle zampe. Un gesto subito condannato
dall’assessore al Parco, Martino Martinotta, e dai presidenti delle sezioni
cacciatori di Cevo, Berzo Demo e Saviore. L.RAN.
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L'ambientalista Marco Scapin impaurito e arrabbiato racconta l’aggressione a
mano armata subìta ieri mattina
«Ho sentito il sibilo della pallottola»
Per salvaguardare i miei cani ho anche deciso di lavorare part time a scuola
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3523747&Pagina=9
Pedavena
Ha sentito la pallottola passargli accanto. Marco Scapin paladino degli
animali in provincia di Belluno e nemico numero uno dei cacciatori, ieri
mattina ha dovuto chiamare in suo aiuto i carabinieri perché vittima di una
sorta di "attacco" a fuoco di due o tre cacciatori che si trovavano vicino
alla sua abitazione, in Val di Faont.Momenti di paura, sfociati in rabbia e
nel ricorso alle forze dell'ordine che sul posto hanno inviato subito una
pattuglia del Corpo forestale.Un fatto che lo stesso Scapin spiega come
strettamente connesso alla minaccia subita otto giorni fa da un cacciatore,
a pochi metri da casa sua.
«L'ho incrociato mentre ero con il mio cane, mi aveva annunciato che
domenica avrebbe fatto fischiare le pallottole del suo fucile vicino a me,
così avrei capito che dovevo smetterla di creare problemi. Ha mantenuto la
parola!».
Erano le 9.05 quando i cani di Scapin cominciano ad agitarsi.«Ho visto che
c'era gente nel terreno di mia proprietà, nel bosco sopra casa mia - spiega
l'uomo - erano due o tre cacciatori, hanno fatto scendere verso casa mia i
loro cani, ne ricordo tutti i nomi. Ho preso i miei due e li ho subito messi
al sicuro. Poco dopo, mentre mi trovavo a qualche metro da casa, fermo e
zitto, è partito un colpo di fucile, ho sentito il sibilo della pallottola
accanto a me. Ho cominciato a urlare contro di loro. Poi ho chiamato subito
i carabinieri e qualche minuto dopo sono arrivati i forestali, ma ormai
quelli erano già scappati».
Scapin non riesce vivere tranquillo a casa sua.«Tre anni fa avevano
minacciato di uccidermi i cani per darmi una lezione - racconta - ho chiesto
di poter lavorare part time, subendo un notevole danno economico, ma almeno
il mattino sorvegliavo i miei cani».«Sto pensando di denunciarli per
violazione di domicilio a mano armata, introduzione di animali nel fondo
altrui, esplosioni pericolose - spiega - tutti reati penali. Persino la
legge sulla caccia vieta l'uso delle armi nei giardini e nei parchi privati,
come il mio».Scapin si sente una chiara vittima: «Il 13 settembre ho
depositato un esposto al sindaco di Pedavena per chiedere provvedimenti
urgenti per far rispettare le distanze previste per legge nel corso
dell'attività venatoria - conclude - un quarto d'ora dopo ho incontrato il
cacciatore che mi ha minacciato. Il sindaco ha risposto inviando una lettera
alla Provincia per sollecitare un adeguato controllo sulla caccia nell'area
da me indicata. Ma io sono politicamente scomodo e do fastidio alla
Provincia». Anna Valerio
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Associazioni ambientaliste sul piede di guerra: «Comitato faunistico dalla
parte dei cacciatori»
Via libera all'abbattimento delle coturnici
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=32351&p
agina=19&versione=testuale&zoom=&id_articolo=166681
«Il comitato faunistico provinciale ha dimostrato ancora una volta di essere
fortemente sbilanciato verso la componente venatoria, con una gestione della
fauna selvatica fatta non nell'interesse della comunità ma nell'interesse
dei cacciatori» - tuonano i rappresentanti delle associazioni ambientaliste
presenti nel comitato faunistico provinciale commentando l'approvazione dei
piani di prelievo del gallo forcello (496), coturnice (29) e pernice bianca
(39). «Specie - dicono - che sono in forte regresso e addirittura per quanto
riguardano pernice bianca e coturnice ai limiti dell'estinzione». Gli
ambientalisti presenti, in rappresentanza di Wwf, (De Guelmi) Lipu,( Merz)
Legambiente (Boso) e Pan Eppaa (Nones), oltre ai due esperti faunisti
Mustoni e Pedrini, avevano chiesto la sospensione della caccia a pernice
bianca e coturnice, richiesta non accolta dal comitato. «Chiaramente la fase
critica delle specie non è determinato solo ed esclusivamente dalla caccia -
spiegano gli ambientalisti - ma permettere ancora il prelievo venatorio a
queste due specie seppur in numero limitato non ha nessuna giustificazione
se non quella di accontentare alcuni cacciatori alla faccia del buon senso e
della gestione oculata del patrimonio faunistico provinciale». Oltre ai
piani di prelievo, nei giorni scorsi si è discusso anche del programma di
cattura di uccelli selvatici ai fini di richiamo, ovvero il famoso roccolo
provinciale finanziato dalla provincia, allo scopo di fornire i cacciatori
da capanno dei richiami vivi. La proposta è stata bocciata di misura.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it