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NEWS: Giornali Internet 07/10/07



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CACCIA
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CACCIA:QUINDICENNE FERITO DAL PADRE DURANTE BATTUTA A INTROD
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=43977
(ANSA) - AOSTA, 7 OTT - Un ragazzo di 15 anni di Sarre, di cui non sono
state ancora rese note le generalità, è rimasto ferito questa mattina,
intorno alle 8,20, durante una battuta di caccia nei boschi di Les Combes,
nel comune di Introd, da una rosa di pallini sparata dal padre.
Il giovane, secondo le prime testimonianze, sarebbe finito sulla traiettoria
del colpo sparato dal genitore ad una preda, rimanendo colpito alla testa ad
un braccio e ad una spalla. Trasportato ad Aosta in elicottero, le sue
condizioni non paiono gravi. Sul posto stanno indagando i carabinieri di
Saint-Pierre. Lo scorso anno, nella stessa zona che ha ospitato per anni le
vacanze del Papa, un cercatore di funghi di Aosta era stato impallinato ad
una spalla da un cacciatore. (ANSA).
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A SAN GIOVANNI LA PUNTA
Bracconaggio: denunciati tre professionisti e guardia venatoria
http://www.lasicilia.it
A San Giovanni La Punta i carabinieri hanno sorpreso e denunciato a piede
libero quattro bracconieri. Si tratta di due medici quarantunenni, di un
impiegato di 55 anni e di una guardia venatoria ittico-ambientale dell’
Enelcaccia di Catania, di 54 anni. Li avevano scambiati per rapinatori e
hanno rischiato grosso quando, i carabinieri, richiamati da alcuni colpi di
arma da fuoco, sono intervenuti con armi in pugno. Il "quartetto" aveva
fatto "base" in un’area del Parco Commerciale "Le Zagare", al confine tra
San Giovanni La Punta e Aci Bonaccorsi, luogo che i militari dell’Arma
tenevano sotto controllo nelle ore notturne per via di diversi furti
denunciati da alcuni residenti della zona e da una gioielleria del grosso
centro commerciale. I quattro avevano già caricato in macchina, un grosso
fuoristrada, le prede ed erano sul punto di partire quando sono stati
raggiunti e bloccati dai carabinieri. Da un rapido controllo è emerso che si
trattava di quattro professionisti messinesi. A loro carico i militari hanno
ravvisato i reati di bracconaggio (l’area è interdetta alla caccia per la
vicinanza al centro abitato di San Giovanni La Punta), esercizio della
caccia con mezzi vietati e porto abusivo di armi. Durante la perquisizione
dell’automezzo, oltre alle prede catturate (tre conigli selvatici) i
carabinieri hanno rinvenuto il grosso faro grazie al quale i bracconieri
immobilizzano di notte le prede. L’episodio è avvenuto verso le 2 del
mattino tra venerdì e sabato.
Non è la prima volta che si verificano episodi del genere nell’hinterland
catanese. A Camporotondo, ad esempio, un uomo è stato denunciato a piede
libero per esercizio abusivo di attività venatoria e si trattava di un
ispettore della Polizia municipale operante in uno dei centri della
provincia di Catania. Scattava per il bracconiere anche l’aggravate d’essere
un pubblico ufficiale sorpreso in attività venatoria abusiva. CARMELO DI
MAURO
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LA LOTTA AL BRACCONAGGIO. Qualcuno confida alla Lipu: «Pensavamo cessassero
i controlli»
«Adesso gli uccellatori hanno rialzato la testa»
La denuncia dal Nucleo di vigilanza zoofila Quattro persone sorprese in
pochi giorni
http://www.bresciaoggi.it/storico/20071007/Provincia/Caa.htm
Oltre cinquecento trappole sequestrate in meno di una settimana
(prevalentemente archetti ma anche un buon numero di «sep», le piccole e
difficilmente individuabili tagliole per la cattura degli uccelli
insettivori), col consueto e triste corollario di pettirossi e altri uccelli
protetti e particolarmente utili agonizzanti con le zampe fracassate; un
discreto numero di reti da uccellagione rimosse e, soprattutto, quattro
uccellatori sorpresi sul fatto e verbalizzati: quasi uno al giorno.
E sullo sfondo una constatazione e una sensazione: rispetto agli anni
precedenti le trappole sono aumentate, comparendo nuovamente in zone dalle
quali erano sparite da tempo, mentre «i bracconieri agiscono con la
convinzione di subire meno controlli, all’insegna di una presunzione di
impunità».
I dati e le considerazioni arrivano dal Nucleo di vigilanza zoofila della
Lipu, Lega italiana protezione uccelli, coordinato anche quest’anno nel
Bresciano da Piergiorgio Candela: un gruppo di agenti di nomina prefettizia
da non confondere con la guardie venatorie volontarie nominate dalla
Provincia.
Gli uomini della Lipu, dicevamo, stanno operando da pochi giorni nella
nostra provincia rinnovando un impegno più che ventennale nella lotta al
bracconaggio, e in particolare alla nuovamente fiorente uccellagione. E in
questa fase iniziale del campo hanno fatto controlli soprattutto nell’area
che scende dal monte Guglielmo all’alto Sebino: la più importante del
Bresciano per le dimensioni del flusso migratorio. E proprio per questo la
più «frequentata» dagli archettari.
Così, dall’altopiano di Zone all’entroterra collinare di Sulzano, hanno
potuto verificare che quest’anno gli uccellatori hanno addirittura rimesso a
nuovo vecchie tese abbandonate da anni. E hanno anche avuto una spiegazione
sul campo di questa improvvisa recrudescenza: «Una delle persone che abbiamo
sorpreso mentre piazzava archetti - ricordano gli agenti zoofili della
Lipu - ci ha detto di aver deciso di preparare la propria tesa perchè aveva
saputo che quest’anno le guardie volontarie non avrebbero potuto fare
controlli e compilare verbali». Fortunatamente per l’avifauna protetta la
realtà è diversa.
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Intervento dopo l’aggressione a Scapin
«Con gli ambientalisti un dialogo difficile»
Lettera di un ex presidente di riserva
Pedavena
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3531630&Pagina=FELTRE
L'aggressione armata all'ambientalista Scapin continua a far discutere.
Nella "querelle" ora entra anche Mario Zanella, per anni presidente della
riserva di caccia pedavenese.
«Mi rivolgo direttamente al Presidente della sezione di Pedavena - spiega
Zanella, una sezione della quale sono stato ospite e presidente per alcuni
anni. Sono rimasto amareggiato ed offeso per quanto letto sui giornali e
siccome nessuna voce si è levata dall'interno della Sezione lo faccio io». A
seguito della denuncia da parte di Scapin di essere stato vittima di un
colpo di fucile sparato nella sua direzione ma che fortunatamente non ha
colpito il bersaglio (o che forse era solo un'intimidazione o una rosata di
pallini in caduta dopo aver perso velocità e potenza) non c'è stato nessun
commento finora da parte dei cacciatori.
«La caccia - continua Zanella - è garantita dalla Costituzione della
Repubblica Italiana ed un referendum ne ha ribadito l'assoluto diritto ad
esistere. La caccia è tradizione millenaria, anche se gli scopi sono
cambiati nel tempo, è passione, è amore per il territorio e, anche se
contraddittorio, verso quello che si caccia». Zanella comprende che sia
difficile capire le sue espressioni in merito all'attività venatoria: «Chi
non capisce probabilmente non conosce a fondo le modalità, le
caratteristiche e le usanze seguite dai cacciatori. Costoro pagano
profumatamente questa passione magari per ritrovarsi, come nel caso del
comune di Pedavena, stretti tra le zone protette derivate dal Parco delle
Dolomiti Bellunesi. Un po' alla volta, il parco, impedirà una qualsiasi
minima attività di caccia e tra qualche anno, almeno nel comune di Pedavena,
che lentamente si vede depredato del suo territorio, la caccia non esisterà
più».
Zanella spiega la "pericolosità" di questi eventi in quanto a tutt'oggi sono
proprio i cacciatori a tenere sotto controllo l'ambiente: «Personalmente non
ho mai visto protezionisti dedicarsi allo sfalcio dei prati in montagna,
alla pulizia dei sentieri e dei boschi. I cacciatori lo fanno». Fra le varie
associazioni ci deve essere un dialogo per riuscire a coesistere assieme
nello stesso territorio con uno sforzo da parte delle controparti di
accettare i pensieri di chi non la pensa allo stesso modo e Zanella spiega
anche questo concetto: «Con i nostri ambientalisti mi sembra sia difficile
avere un dialogo perché sono loro a non accettare le nostre ragioni. Se si
vuol prendere un singolo caso, un unico episodio per tentare di mettere
all'indice un'intera categoria non si fa una disamina corretta ma
semplicemente del terrorismo psicologico che potrebbe produrre anche effetti
non desiderati».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it