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NEWS: Giornali Internet 09/10/07



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CACCIA
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Parte colpo da fucile e muore cacciatore
http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL074916
08/10/2007 - Un uomo di 52 anni e' rimasto ucciso da un colpo esploso dal
suo fucile partito accidentalmente dopo che il cacciatore e' caduto a terra.
L'incidente e' accaduto stamani nel grossetano. La vittima, Piero Meini, era
uscito di casa con il suo fucile da caccia in braccio. Mentre camminava e'
scivolato e, cadendo, dal fucile e' partito un colpo che lo ha raggiunto
alla testa uccidendolo all'istante.
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MELDOLA - Cacciatore colpito accidentalmente da pallini
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=256232&section=news/Forl
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MELDOLA – E' stato raggiunto accidentalmente alla gamba da due pallini
partiti dall'arma dell'amico 75enne nel corso di una domenicale battuta di
caccia nella riserva di San Paolo Aquiliano, nei pressi di Meldola.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri, i pallini hanno
raggiunto la gamba dello sfortunato cacciatore, un 63enne, dopo aver colpito
prima alcuni sassi che si trovavano nel terreno. Se la caverà con cinque
giorni di prognosi.
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Incidente di caccia nelle campagne di Perdasdefogu. Spara per errore
all'amico.
http://www.lanuovasardegna.it
PERDASDEFOGU.   Stavano cacciando insieme da un paio di ore come tante altre
volte, immersi nel verde delle campagne attorno a Perdasdefogu. Ma qualcosa,
evidentemente, è andato storto perché a un certo punto - erano circa le 8,50
di ieri - dal fucile di uno dei due è partita accidentalmente una rosa di
pallini che ha preso in pieno l'altro, centrandolo al volto e alle braccia.
Fortunatamente in modo non grave.  Mario Bruno Salis, 55 anni di
Perdasdefogu, per il dolore ha lanciato un urlo. Il suo amico, sconvolto per
l'accaduto, ma ancora lucido nonostante tutto, non ha perso tempo né ha
pensato di chiamare il personale del 118: ha caricato subito l'amico
sull'auto per poi ingranare la marcia e filare dritto all'ospedale di
Lanusei.   Alle 9,20, dallo stesso ospedale, è partita la segnalazione ai
carabinieri della compagnia di Jerzu che si sono subito precipitati a
Lanusei per capire meglio cosa era successo. Ma sin dall'inizio è apparso
chiaro che ci si trovava davanti all'ennesimo incidente di caccia. Secondo
la prima ricostruzione dell'accaduto, il colpo di fucile a Perdasdefogu
sarebbe partito a causa di un gesto improvviso, unito a un momento di
disattenzione.  Un gesto che a Mario Bruno Salis è costato il ricovero
immediato in ospedale a Lanusei, dove i medici del pronto soccorso gli hanno
diagnosticato però solo, e per fortuna, ferite superficiali. I pallini
esplosi dal fucile, dunque, non sono arrivati in profondità. L'uomo non è
dunque in pericolo di vita e, stando ai primi accertamenti clinici, guarirà
in alcune settimane di cure.  Sull'episodio stanno continuando comunque a
indagare i carabinieri della compagnia di Jerzu. (v.g.)
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SANTA NINFA
Cacciavano nella Riserva
Denunciati
http://www.lasicilia
SANTA NINFA. m.l.) Due cacciatori se ne andavano in giro per contrada
Biviere, all’interno della Riserva naturale integrata «Grotte di Santa
Ninfa», ma sorpresi dai carabinieri della Stazione sono stati denunciati. La
segnalazione alla Procura di Marsala, con l’accusa di esercizio dell’
attività venatoria in una Riserva, domenica pomeriggio, è scattata nei
confronti di due marsalesi di 42 e 39 anni. Erano le 16,30 circa quando i
militari dell’Arma, avvertiti da una telefonata anonima, hanno rintracciato
i due uomini all’interno della Riserva che è stata istituita nel 1996 per
proteggere e valorizzare un ambiente carsico di interesse speleologico,
naturalistico e geomorfologico. Ai cacciatori, che non avevano con sè ancora
della selvaggina, i carabinieri hanno sequestrato due fucili da caccia.
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IL BLITZ. Indaga la polizia provinciale
Maxi-sequestro di uccellagione
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Dac.htm
Un maxisequestro di uccellagione è stato compiuto nelle scorse ore dagli
agenti appartenenti al comando della polizia provinciale berica.
Il blitz è avvenuto in seguito ad una segnalazione che si è rivelata
corretta. Gli agenti hanno scoperto che l’uccellagione era stata catturata
in maniera abusiva e pertanto l’hanno sequestrata in grossa quantità,
segnalando l’episodio alla magistratura che ha avviato degli accertamenti
per fare piena luce sui responsabili. Fra oggi e domani sarà possibile
sapere qualcosa di più.
Il blitz rientra nella consueta attività di controllo e verifica dell’
attività venatoria da parte degli agenti comandati da Giancarlo Bonavigo e
coordinati dall’assessore Marcello Spigolon; controlli che si intensificano
durante l’apertura della stagione della caccia che vede nel Vicentino
migliaia di appassionati e che di recente ha suscitato forti polemiche fra i
vari gruppi che compongono l’universo degli associati.
Periodicamente, dalla polizia provinciale e dal corpo forestale vengono
scoperti degli abusivi che non cacciano le specie consentite o che
utilizzano dei metodi vietati dalla legge, come nel caso dell’ultimo
sequestro.
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BRACCONAGGIO: UCCIDE ILLEGALMENTE DUE CAMOSCI, SORPRESO E DENUNCIATO DALLA
FORESTALE

Vigogna (VB) - Una pattuglia del Coordinamento Territoriale dell'Ambiente
della Val Grande del Corpo forestale dello Stato ha denunciato un
bracconiere all'interno del Parco Nazionale, sulle montagne sovrastanti il
Comune di Vigogna (Verbano-Cusio-Ossola). Il bracconiere aveva appena ucciso
illegalmente due giovani femmine di camoscio, quando è stato sorpreso dai
Forestali che erano appostati sul luogo, richiamati dai colpi di carabina.
L'uomo è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria e gli animali sono stati
sequestrati. Nelle prossime settimane inizierà il censimento annuale dei
camosci da parte del personale del Corpo forestale dello Stato. Non è la
prima volta che si verificano atti di bracconaggio all'interno del Parco
Nazionale della Val Grande: per questo motivo la Forestale sta potenziando i
servizi di sorveglianza su tutta l'area protetta.
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ILLASI. I carabinieri portano via l’arma a un cacciatore che aveva detto di
volerla usare contro una conoscente
Minacce, fucile sequestrato
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Daa.htm
Stagione della caccia finita per un illasiano, troppo lesto di lingua, il
quale ha pensato bene di minacciare una sua compaesana di utilizzare contro
di lei il suo fucile. È stata sufficiente la minaccia di passare dalle
parole ai fatti per far agire i carabinieri della locale stazione, partiti
immediatamente al sequestro dell’arma su denuncia della donna.
Una lite sorta fra i due, tra i quali non scorre buon sangue, ha portato l’
uomo a inveire contro la conoscente con minacce verbali che facevano
riferimento alla sua disponibilità a far ricorso alle armi per sostenere le
proprie ragioni.
Questo genere di situazioni, il più delle volte, si esaurisce in una
minaccia solo verbale, ma non sono rare le conseguenze drammatiche quando si
ritiene che farsi giustizia da soli abbrevi i tempi per risolvere le
questioni.
La donna, spaventata da quello che sarebbe potuto succedere se il conoscente
fosse passato dalle minacce ai fatti, ha sporto subito denuncia ai
carabinieri, i quali dopo aver verificato che l’uomo effettivamente
possedeva un fucile da caccia regolarmente denunciato, ne hanno disposto il
sequestro cautelare. Dalla sua abitazione, oltre al fucile, i militari hanno
portato via anche un centinaio di cartucce.
«Si tratta di una forma di sequestro cautelare prevista dalla legge»,
spiegano i carabinieri di Illasi, «quando ci si trova di fronte a minacce
specifiche e dirette. Per intervenire non è necessario che chi minaccia
brandisca l’arma proprio in quel momento, basta che dica di averla e che
asserisca di volerla usare per finalità diverse da quelle previste dalla
legge per la caccia».
Pare che all’origine della discussione fra i due, che non sono vicini di
casa, ma abitano comunque a poca distanza uno dall’altra, ci fossero
questioni inerenti le rispettive proprietà.
Anche lo scorso agosto, in una situazione analoga, ma che aveva coinvolto
persone diverse, si rese necessario l’intervento dei carabinieri, che quella
volta posero sotto sequestro due fucili da caccia in possesso di un
cittadino, il quale anche in quel caso aveva minacciato di adoperarli contro
un compaesano.
Il sequestro cautelare è una forma di prevenzione per togliere dalle mani
delle persone un rischio reale e impedire quindi loro di trasformare la
rabbia di un momento in tragedia. V.Z.
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LA SENTENZA
La Regione sconfitta al Tar dai cacciatori trevigiani, doppiette ancora
libere nei "corridoi"
Treviso
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3533688&P
agina=NORDEST
NOSTRA REDAZIONE
Torna immediatamente libera la caccia nei "corridoi", le zone di rispetto -
di almeno 500 metri - fra le varie aziende venatorie e le aree di
ripopolamento e tutela. "Inventati" dalle legge regionale 1 del 2007 per
favorire la libera caccia, ma poi bocciati ad agosto da una delibera della
Giunta veneta, erano diventati motivo di scontro fra la Regione e Treviso,
l'unica provincia che li aveva realizzati e resi operativi.
Contemporaneamente sono stati cancellati tutti gli atti della giunta e della
presidenza regionale emessi fra agosto e settembre a modifica del Piano
faunistico venatorio.
Lo ha deciso ieri, con sentenza definitiva, il Tar del Veneto, in seguito al
ricorso presentato - con la tutela dell'avv. Massimo Malvestio - da
Federcaccia, Libera Caccia, Ass. Cacciatori Veneti, Italcaccia, Arci Caccia
e cinque presidenti di ambiti territoriali trevigiani. La seconda sezione
del Tar - presidente relatore Claudio Rovis, consiglieri Riccardo Savoia e
Alessandra Farina - ha bocciato severamente, nella forma e nella sostanza,
le delibere e i decreti della giunta regionale dell'agosto e settembre
scorso che riguardavano modifiche del Piano faunistico venatorio, tra cui
l'annullamento dei «corridoi» diventati il casus belli fra Regione e
Provincia di Treviso. È stata dichiarata pure illegittima la diffida del
presidente Galan al presidente Muraro con la quale si intimava l'immediata
osservanza del divieto di caccia regionale nei "corridoi".
Secondo la Provincia di Treviso il Tar «ha dunque dimostrato che la
Provincia aveva applicato correttamente il Piano faunistico venatorio, legge
regionale 1 votata dal consiglio regionale a gennaio». «Non serviva
ulteriore conferma, ma questa volta credo sia chiaro anche ai sassi che
avevamo ragione e avevamo sempre operato nel pieno rispetto delle leggi e
della normativa - dice il presidente Leonardo Muraro - come credo dimostri
l'arroganza dei provvedimenti presi dalla giunta regionale. Nell'ultimo mese
si sono voluti creare solo caos e disagi ai cacciatori, quando invece c'era
una legge regionale votata dal consiglio che in Provincia di Treviso è stata
applicata fedelmente. Sono stati persi tempo e soldi pubblici, senza alcun
motivo».
Merita di essere sottolineato il fatto che fra il ricorso dell'avv. Massimo
Malvestio, l'udienza di mercoledì 3 ottobre, e la sentenza pubblicata ieri
sono passati solo 20 giorni, un record di tempestività. Sergio Zanellato
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NOCIVOSARAITU
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Il convegno di studi ad Albarella
Cormorani in conflitto con le attività ittiche
Basi scientifiche per risolvere il problema
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3534271&Pagina=DELTA
(E.M.) I cormorani, secondo quanto reso noto in "Ecoplanet", quotidiano
tecnologico e scientifico (accusati di far strage di pesci nei fiumi e nelle
valli da pesca), sono stati oggetto di uno studio voluto dalla Provincia di
Grosseto, condotto da un pool di esperti (biologi, economisti e ingegneri)
di Istituti di ricerca di Firenze e Roma, in sinergia coi pescatori locali.
Dallo studio, solo alcuni interessanti flash: i cormorani censiti sia nei
loro dormitori notturni che nella laguna di Orbetello, si alimentano
soprattutto con pesci "sottotaglia"; quindi, da un mero punto di vista
economico, il loro impatto dovrebbe almeno essere meno negativo; si è
ipotizzata una media di consumo giornaliero di circa 420 grammi di pesce per
ogni cormorano n Italia, secondo gli ultimi censimenti riportati dal citato
studio, sarebbero circa 60mila i cormorani svernanti; infine, le Regioni
dove il cormorano è più presente, sono la Sardegna, il Veneto, l'Emilia
Romagna e la Lombardia. Il problema "cormorano", quindi esiste ed è serio,
alla luce anche del fatto che esso è considerato "specie prioritaria", nella
"Direttiva Ue Uccelli Italia", migratrice regolare, nidificante. Nel meeting
di Albarella si è dibattuto sul conflitto tra i vallicoltori e le attività
ittiche sul vasto territorio del Delta del Po da un lato, e le esigenze che
nascono dalla necessità di tutelare, nel contempo, l'esitenza del cormorano,
anche alla luce della richiamata "Direttiva Ue Uccelli Italia". Ad
Albarella, il gruppo di studio era notevole: i 50 migliori ricercatori
esteri in materia (giunti da ben 28 paesi, dalla Finlandia al Portogallo, ad
istraele), cui si sono aggiunti altri 50 circa ospiti italiani, a
rappresentare categorie, enti e associazioni interessati alla "gestione del
cormorano", in quanto specie ittiofaga. Poi vi erano vallicoltori e
pescatori professionisti. Inoltre, pure presenti ricercatori italiani di
Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, coi rispettivi "Piani di
monitoraggio e gestione del Cormorano". Non sono mancati i dirigenti
dell'Istituto Nazionale Fauna Selvatica e degli Enti patrocinatori: le
Province di Ferrara e Ravenna, i due Parchi regionali del Delta (veneto ed
emiliano), e i Consorzi delle Cooperative Pescatori del Polesine e Delta
Nord. Nel suo intervento, poi, Sandro Gino Spinello vicepresidente della
Provincia di Rovigo, ha focalizzato la necessità di affrontare con impegno
il problema, partendo da solide basi scientifiche. Sono state anche
visitate: la ex valle da pesca di Cà Zuliani, sul Po di Maistra, valle
anomala (dove sono state ricostiuite, dai Servizi Forestali Regionali, le
strutture vallive) e la Sacca degli Scardovari, nonchè la parte meridionale
delle valli di Comacchio. La speranza: l'impatto che il convegno potrebbe
avere sulla Comunità Europea, per una più incisiva gestione del conflitto in
atto, che pur c'è. Enrico Mancin

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it