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NEWS: Giornali Internet 22/10/07



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CACCIA
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Seui. Orlando Atzeni freddato da un compaesano ora denunciato per omicidio
colposo
Cacciatore ucciso dal fuoco amico
Meccanico di Nurri centrato al volto dalla rosa di pallettoni
http://www.unionesarda.it
È stato fulminato da un colpo di fucile a pallettoni che lo ha colpito in
pieno volto, durante una battuta di caccia ieri mattina alle 13 sui monti di
Seui. Orlando Atzeni, 42 anni, meccanico di Nurri, è morto sul colpo e nulla
hanno potuto fare i suoi compagni di battuta per soccorrerlo.
Quando i carabinieri della stazione di Seui avvisati da una telefonata sono
giunti nella pineta di Telesassu, il meccanico di Nurri giaceva a terra
esanime in un lago di sangue. In serata i carabinieri hanno identificato e
denunciato il compagno di battuta che avrebbe esploso il colpo mortale. Si
chiama Luciano Orrù, 42 anni anche lui meccanico, compaesano e fraterno
amico della vittima. Che ora piange Orlando Atzeni e poi dovrà difendersi
dall’accusa di omicidio colposo.
FUOCO AMICO. Per molte ore le cause della morte sono rimaste avvolte da un
fitto mistero. Si è parlato dapprima di un agguato tra i pini della ex
Marsilva, ipotesi subito smentita, poi si è diffusa la voce che il colpo
fatale sarebbe partito accidentalmente dallo stesso fucile di Atzeni, tenuto
in mano mentre scavalcava un muretto a secco. Solo nel tardo pomeriggio i
carabinieri della Compagnia di Jerzu, al comando del tenente Luigi Nocerino,
hanno confermato che a uccidere il meccanico di Nurri è stato il proiettile
esploso dal fucile dell’amico di Atzeni. Hanno sequestrato fucili e
munizioni che ora saranno inviati all’autorità giudiziaria. La salma di
Atzeni è stata trasportata nella camera mortuaria dell’ospedale di Lanusei
dove oggi sarà effettuata l’autopsia.
FITTO MISTERO. Ancora incerte sono al momento le modalità dell’incidente. L’
imprudenza e il mancato rispetto delle regole sarebbero comunque alla radice
della disgrazia.
TRAGICA PASSIONE. Neppure ieri mattina Orlando Atzeni aveva voluto
rinunciare alla battuta di caccia, la sua grande passione, e si era mosso in
compagnia del fratello e dell’amico in direzione delle aspre campagne di
Seui, nella pineta di Telesassu. La mattinata era trascorsa tranquilla fino
alle 13.
La compagnia si trovava a circa trenta metri dalla strada sterrata che porta
a Esterzili quando si è consumata la tragedia . L’eco della fucilata è
risuonata nel bosco e subito dopo i compagni di caccia si sono trovati di
fronte ad un uomo riverso a terra con il volto devastato dalla micidiale
rosa dei pallettoni. I soccorsi si sono rivelati da subito inutili. Sulla
fine del meccanico di Nurri pesa ancora una volta il dramma di una
consuetudine antica che si è trasformata in strumento di morte. NINO MELIS
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Cacciatore muore d'infarto salma recuperata in un dirupo
pensionato di bordighera
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=598780&IDCate
goria=594
Pigna. Muore d'infarto mentre stava effettuando una battuta di caccia al
cinghiale. E' accaduto ieri nel primo pomeriggio nella zona, piuttosto
impervia, tra Carmo Langan ed il Colle della Melosa. Emilio Colli, 69 anni,
pensionato, conosciutissimo a Bordighera dove viveva con la famiglia, è
stato colpito da malore mentre stava cercando, a quanto pare, di recuperare
il suo cane scivolato in un crinale. A nulla sono serviti i tempestivi
soccorsi dapprima dei compagni di caccia e poi del medico del 118.
Difficile recuperare anche la salma dell'uomo, sposato, tre figli, due
maschi (giardinieri) ed una donna già grandi. Nella zona in cui Colli si è
sentito male vi sono sentieri piuttosto ripidi e scoscesi e l'uomo è caduto
in una specie di dirupo. Soltanto con l'ausilio dell'elisoccorso dei vigili
del fuoco e dell'intervento del Soccorso Alpino si è potuto riportare a
valle il corpo del pensionato, coltivatore diretto. Una famiglia nota la sua
nella città delle palme, dove l'uomo viveva in via Aurelia, insieme alla
moglie. Con il cognato si occupava di un grande vivaio situato proprio a due
passi dall' abitazione, mentre i figli avevano ottenuto in sub appalto la
pulizia del verde verticale della città. «Una persona perbene», lo ricordano
amici e parenti sorpresi per quanto è avvenuto nell'entroterra di Pigna,
seppur si sapeva, in città, che Colli già in passato aveva avuto problemi di
cuore.
Loredana Demer
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Ex pompiere volontario, era iscritto all'associazione venatoria da 55 anni.
Domani verrà celebrato il funerale
Malore fatale mentre va a caccia
Costantino Serafini, 70enne di Ragoli, aveva appena lasciato la baita
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=33480&p
agina=22&versione=testuale&zoom=&id_articolo=172633
RAGOLI - Era partito prima dell'alba da casa per andare a caccia. Un malore
improvviso lo ha stroncato a poche centinaia di metri dalla baita che aveva
appena lasciato, in località Ancis. Costantino Serafini, 70 anni, è stato
trovato privo di vita sul sentiero, a 1200 metri di quota, dal cugino con
cui aveva appuntamento per la caccia alla lepre. L'allarme al 118 è scattato
pochi minuti prima delle 8 di ieri ed a nulla è valso l'intervento del
medico rianimatore, arrivato in elicottero. Il pensionato lascia la moglie
Angelina ed i figli Rolando, guardiaboschi del comune di Ragoli, Teodoro e
Fiorella. «Quando ho visto l'elicottero dirigersi verso il monte, ho subito
pensato che fosse accaduto qualcosa a Costantino - spiega il presidente
dell'associazione cacciatori di Ragoli, Serafino Leonardi - proprio ieri
(sabato per chi legge, ndr) mi aveva detto che domenica mattina sarebbe
andato al monte, a caccia della lepre. Era iscritto all'associazione da ben
55 anni, un vero appassionato. Tutta l'associazione partecipa al lutto della
famiglia». Verso le sei del mattino, ieri, Serafini era partito da casa, in
auto, per raggiungere la località Ancis, dove ha un po' di campagna e la
baita. Avrebbe atteso l'alba, come era solito fare, prima di uscire con il
fucile e con il cane alla caccia della lepre. Verso le 7 avrebbe lasciato la
baita. Pochi passi e poi si è accasciato a terra. Lo ha trovato, neppure una
mezz'ora dopo, Agostino Venturini, il cugino con cui aveva appuntamento.
Sono intervenuti i sanitari del 118, ma per l'uomo non c'era più nulla da
fare. Serafini, dopo una vita di lavoro con un'impresa di costruzioni, da
qualche anno era in pensione. Aveva sempre partecipato attivamente alla vita
della comunità e per anni è stato volontario dei vigili del fuoco. «Lo
conosciamo tutti bene in paese - ricorda il comandante dei pompieri di
Ragoli Geremia Pretti - avevamo partecipato insieme alle Olimpiadi dei
vigili del fuoco in Germania ed in Austria. La caccia era una delle sue
passioni più grandi, soprattutto quella alla piuma e alla lepre. Siamo stati
chiamati anche noi in supporto all'elicottero stamattina (ieri per chi
legge, ndr) e abbiamo subito saputo che non c'era più nulla da fare. Siamo
vicini alla famiglia». Nell'ultimo periodo Serafini aveva avuto qualche
problema di salute che però non gli impediva di dedicarsi alla sua passione
più grande, la caccia. Il funerale verrà celebrato domani alle 14 alla
chiesa parrocchiale di Ragoli.
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CAGLIARI: CACCIATORE ANNEGA IN UN POZZO PER SALVARE I SUOI CANI
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1459921615
Cagliari, 22 ott. - (Adnkronos) - Nel corso di una battuta di caccia e'
morto annegato per tentare di salvare i suoi due cani finiti dentro un
pozzo. E' accaduto nella localita' 'Spadula' nelle campagne di
Gonnosfandadiga (Cagliari). La vittima si chiamava Antioco Lisci, 38 anni,
nato a San Gavino Monreale ma residente a Gonnosfanadiga. Secondo quanto
accertato dai carabinieri della compagnia di Villacidro l'uomo, ieri sera,
e' uscito per una battuta di caccia in una zona che conosceva abbastanza
bene. Era solo con i suoi 4 cani. Due di questi sono caduti in una sorta di
pozzo, una fossa profonda 5 metri e larga 3, colma fino a meta' d'acqua e
melma.
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Claudio Arduini, 53 anni, di Fondi, impallinato per sbaglio da «colleghi»
mentre insieme al cane si trovava in un bosco
Cercano cinghiali, sparano al cacciatore
Schegge A due centimetri dall'arteria succlavia: intervento al San Giovanni
di Dio
Orazio Ruggieri
FONDI Solo per due centimetri le due schegge non sono state fatali a Claudio
Arduini, il 53enne cacciatore di Fondi, impallinato ieri alle 10.30, mentre
era uscito con il cane per una passeggiata «venatoria» nella campagne.
http://www.iltempo.it/latina/2007/10/22/210930-cercano_cinghiali_sparano_cac
ciatore.shtml
L'uomo è stato salvato dal primario del reparto di chirurgia dell'ospedale
«San Giovanni di Dio» di Fondi, Giovanni Baiano, che gli ha estratto due
minuscole schegge di proiettile, molto taglienti, che, dopo essergli
penetrate nella scapola sinistra, si erano fermate nella clavicola ad appena
due centimetri dall'arteria succlavia che, se fosse stata intaccata, avrebbe
provocato un tragico epilogo.
L'uomo, mentre era a caccia di tordi in località Vallaneto, tra Fondi e
Sperlonga, è stato colpito involontariamente da due schegge di proiettili da
parte di cacciatori impegnati nella prima battuta al cinghiale della
stagione in provincia, dove tale pratica è possibile appunto dal 21 ottobre
al 21 gennaio 2008.
Evidentemente, i cacciatori hanno scambiato il cane nero del malcapitato per
il cinghiale, a causa anche della vegetazione, ed hanno sparato sul segugio,
uccidendolo sul colpo. Due successive schegge di proiettili di rimbalzo,
hanno poi ferito il 53enne, che è stato immediatamente accompagnato presso
l'ospedale di Fondi dal capo-battuta e da un secondo cacciatore.
Al «San Giovanni» solo il tempestivo intervento dell'équipe del primario di
chirurgia Giovanni Baiano ha tirato fuori Claudio Arduini da una situazione
molto critica, rimettendolo in sesto, prima delle dimissioni previste tra
otto giorni.
L'attenzione dei carabinieri della compagnia di Gaeta è subito passata a
capire come esattamente sia accaduto il fatto. A questo proposito importante
sarà l'esame delle due schegge estratte dal prof. Baiano e consegnate ai
militari della stazione di Fondi.
Gli investigatori del capitano Cosimo Damiano Di Caro hanno intanto appurato
che il fucile della vittima era caricato a pallini, tipici per la caccia ai
tordi.
Per l'Arma sembra non vi siano dubbi sul fatto che si sia trattato soltanto
di un incidente, ma ovviamente la dinamica dell'accaduto va chiarita nei
dettagli.
Già ieri sera, negli uffici della stazione dei carabinieri di Fondi, sono
stati ascoltati due componenti della squadra impegnata nella battuta di
caccia al cinghiale.
Al momento non risulta essere stato preso alcun provvedimento da parte della
Benemerita.
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Il ferito è il pordenonese Armando Saccaro ricoverato in Rianimazione al
Santa Maria degli Angeli
Cacciatore spara all'amico, grave
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3549398&Pagina=1
Incidente durante una battuta al fagiano. Uno dei proiettili ha raggiunto il
cervello
È finita con una corsa all'ospedale la mattinata di un cacciatore e di un
suo amico che stavano puntando dei fagiani in un terreno privato in via
Levade, a Villanova di Pordenone. L.S., 66 anni di Fiume Veneto ha
impallinato l'amico, Armando Saccaro, 63 anni di Pordenone, provocandogli
ferite talmente gravi che l'uomo è stato ricoverato in prognosi riservata
nel reparto in Rianimazione dell'ospedale di Pordenone. Saccaro sarebbe
stato colpito di schiena; alcuni pallini di piombo lo hanno raggiunto alla
testa e uno è finito vicino al cervello.
La mattina si presentava sotto i migliori auspici con cielo terso e sole
splendente, e la coppia aveva deciso di trascorrerla dando spazio alla
passione del fiumano per la caccia. Così, senza fare troppa strada, i due
hanno scelto quale terreno di caccia Villanova di Pordenone, una zona dove
non mancano i fagiani. Adottando una tecnica usuale per i cacciatori, hanno
optato per una battuta a largo raggio per spingere la preda verso il
cacciatore. Così il cacciatore fiumano e Armando Saccaro si sono allontanati
affinchè il fagiano fosse messo nelle condizioni di avvicinarsi al
cacciatore. Ma le cose non sono andare come sarebbero dovute andare. Il
cacciatore ha sentito un rumore e ha pensato subito che si trattasse del
fagiano. Ha così impugnato il fucile Beretta calibro 12 e ha puntato l'arma
in direzione del fruscio e ha sparato.
È a quel punto che, dalle grida uscite dal cespuglio dove ci sarebbe dovuto
essere l'animale, ha capito che non aveva impallinato il fagiano, bensì
l'amico. Armando Saccaro è stato colpito dai pallini alla testa, all'addome
e a un braccio: è stato necessario portarlo subito all'ospedale di
Pordenone. In un primo momento - l'arrivo al Santa Maria degli Angeli è
avvenuto prima delle 9 - le sue condizioni non sembravano gravi, ma nel
corso della mattinata si sono aggravate a tal punto da spingere i medici al
ricovero in Rianimazione con prognosi riservata. Dopo aver effettuato alcuni
esami specialistici, i cui esiti sono stati spediti via mail all'equipe di
neurochirurgia dell'ospedale di Udine per un consulto, è stato deciso che
Saccaro rimarrà a Pordenone e per ora non si parla nemmeno di intervento
neurochirurgico. L'episodio è ora al vaglio dei carabinieri di Pordenone.
Vista la gravità dele ferite riportate da Saccaro, infatti, scatterà
d'obbligo una denuncia nei confronti del cacciatore di Fiume Veneto che
probabilmente dovrà rispondere di lesioni colpose. Susanna Salvador
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CURTAROLO E’ successo ieri mattina nelle campagne tra Piazzola e Campo San
Martino. I cacciatori impegnati in una battuta che poteva finire malissimo
Spara al fagiano ma impallina l'amico
Denis Bonin, 29 anni, è stato colpito al fianco da una scarica di pallini.
Condotto in ambulanza all’ospedale di Cittadella
Curtarolo
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3549383&Pagina=1
Per cacciare un fagiano ha ferito l'amico. Solo la prontezza di riflessi di
quest'ultimo ha permesso che le ferite inferte dalla fucilata non fossero
gravi, ma pensando a mentre fredda a quanto accaduto, vengono i brividi.
Se la caverà con dieci giorni circa di prognosi e con altrettanti pallini di
3 millimetri che dovrà suo malgrado "portare" sotto la pelle, Denis Bonin,
29 anni, residente a Curtarolo, ferito involontariamente da un amico durante
una battuta di caccia festiva.
Questa è la stagione del rilascio dei fagiani. E proprio a caccia di questi
volatili domenica mattina si era messo il gruppo di amici cacciatori nella
zona di campagna compresa tra i comuni di Piazzola sul Brenta e Curatrolo.
Persone che da anni possiedono la licenza di caccia e per questo sono
esperte. L'episodio non è avvenuto quando era buio ma poco prima delle 9.
Tutto si è svolto in pochi istanti. Il drappello di cacciatori stava
camminando su un prato. All'improvviso alla distanza si è alzato in volo un
fagiano. Uno dei cacciatori ha imbracciato il fucile ed ha esploso un colpo.
Sulla linea di tiro c'era però il Bonin. Una distanza con lo sparatore di
circa una trentina di metri. Il ragazzo in una frazione di secondo ha
realizzato quanto stava succedendo e con grande prontezza di riflessi si è
gettato a terra. Purtroppo non è riuscito ad evitare alcuni dei pallini
della "rosa" a quella distanza già ampia. I colpi per i fucili da caccia
sono costituiti da diverse decine di pallini che, una volta premuto il
grilletto, propagandosi in aria formano quella che viene chiamata
tecnicamente "rosa". Letale per animali di piccola taglia, non crea
particolari lacerazioni sul corpo permettendo poi di mangiarli. Bonin è
stato colpito dalla parte più esterna della "rosa", sulla parte destra del
corpo. Capo, braccio e coscia. Grande dolore, ma è sempre rimasto cosciente
e lucido. Immediato l'allarme al soccorso sanitario 118. La centrale
operativa di Padova ha inviato l'ambulanza del presidio di Piazzola sul
Brenta, quella dall'ospedale di Cittadella con medico a bordo e
l'elicottero. Gli ultimi due mezzi sono rientrati quasi subito visto che il
ragazzo è andato lui stesso incontro all'ambulanza arrivata in pochi minuti.
Le sue condizioni erano molto meno gravi di quanto descritto al telefono
negli attimi di concitazione dopo il ferimento. Effettuati gli esami
radiografici e le medicazioni all'ospedale della città murata, il
malcapitato è stato dimesso in tarda mattinata. Sul posto per i rilievi di
legge è intervenuta una pattuglia dei carabinieri della stazione di Piazzola
sul Brenta. Da un punto di vista medico risulta estremamente invasivo
togliere le microsfere dalla pelle visto che non ledono punti vitali. Ferite
ben più gravi sarebbero potute esserci se i pallini avessero colpito zone
del corpo particolari come il volto. Colpi di fucile da caccia sono letali
solo se sparati a distanza ravvicinatissima. Quanto accaduto ha rischiato
comunque di trasformare una passione in tragedia. Michelangelo Cecchetto
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Cinghiale carica e morde cacciatore all'ospedale
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=598858&IDCate
goria=592
varazze
AGGREDITO da un cinchiale durante una battuta di caccia, un uomo è rimasto
ferito a braccia e gambe, travolto e, a quanto pare, anche morsicato
dall'animale. Poi è finito rovinosamente a terra e l'ungulato si sarebbe a
quel punto allontanato.
E' accaduto ieri intorno alle 13 in località Pero nell'entroterra di
Varazze. L'uomo, A. F., 59 anni, di Varazze, è stato soccorso prima dai suoi
compagni e poi dal 118. Trasportato con codice "verde" all'ospedale San
Paolo di Savona ha riportato alcune abrasioni e contusioni, nonchè ferite
provocate dalle zanne e dal muso a braccia e gambe. Guarirà in pochi giorni.
Stando alla versione fornita al pronto soccorso, A.F. stava puntando il
cinghiale che, come spesso accade, ha caricato contro. La furia si sarebbe
sfogata prima travolgendo il cacciatore, poi a colpi con il muso e infine
facendolo rotolare tra le sterpaglie.
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BRACCONAGGIO: SEQUESTRATO UN INGENTE QUANTITATIVO DI AVIFAUNA NON CACCIABILE
NEL MUGELLO
Un bracconiere è stato denunciato in seguito alle operazioni di controllo
del Corpo forestale dello Stato
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5797
22 ottobre 2007- Un cacciatore è stato sorpreso da una pattuglia del Comando
Stazione di Borgo San Lorenzo (Firenze), mentre sparava con un fucile ad un
gruppo di fringuelli in volo. E’ accaduto ad Osteria Nuova, nel comune di
Scarperia (Firenze). L’uomo, immediatamente identificato, aveva già
abbattuto 33 esemplari di piccoli uccelli non cacciabili (fringuelli,
pispole, frosoni, zigoli, verdoni). Il ricco bottino è stato rinvenuto in un
sacchetto di nailon all’interno dell’autovettura parcheggiata a breve
distanza dal luogo di esercizio dell’attività venatoria. Tra gli esemplari
sono stati trovati, inoltre, alcuni storni abbattuti al di fuori del periodo
consentito e in luogo non ammesso. Gli animali uccisi sono stati sottoposti
a sequestro penale insieme all’arma, ed il responsabile denunciato per il
reato previsto dalla normativa nazionale sulla caccia e sulla tutela della
fauna selvatica.
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SAN DONÀ Pizzicati dalla Polizia Provinciale mentre sparano in zone vietate.
Dai Sette Casoni di Erlaclea al parcheggio di un ipermercato
Multe e denunce per i cacciatori "furbi"
Fondamentali le segnalazioni dei cittadini per cogliere sul fatto le
"doppiette" fuorilegge
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3549274&P
agina=14
San Donà
Denunciato alla Procura della Repubblica perché cacciava all'interno della
zona protetta di Sette Casoni di Eraclea. Il provvedimento è scattato nei
giorni scorsi per M.S., sessantenne di Jesolo sorpreso dalla Polizia
Provinciale mentre cacciava in una zona vietata. L'operazione è stata
compiuta con un'auto civetta, intervenuta sul luogo che ha rinvenuto anche
l'arma da fuoco abbandonata dall'uomo. Una pattuglia in borghese ha
individuato il cacciatore, mentre il fucile è stato trovato in un fosso a
circa cento metri di distanza. Sequestrati anche una lepre con tutta
probabilità appena abbattuta e alcuni bossoli di cartucce appena sparati ed
uno inesploso. Oltre alla denuncia, il cacciatore ha rimediato così una
multa di 154 euro e rischia ora una sospensione della licenza fino a dieci
anni.
Si tratta dell'ennesima operazione compiuta dalla Polizia Provinciale su
disposizione dell'assessore alla caccia Luigi Solimini che ha intensificato
la vigilanza nelle vicinanze delle abitazioni. "In tutti i casi - ha detto
il vicecomandante Graziano Voltarel, si sono rivelate fondamentali le
segnalazioni compiute dai cittadini". Sempre nei giorni scorsi, infatti sono
stati multati altri quattro cacciatori, destinatari di sanzioni fino a mille
euro. In località Palazzetto, la Polizia Provinciale, dopo un breve
inseguimento ha bloccato una Fiat Panda con a bordo due cacciatori.
All'interno dell'auto gli agenti hanno trovato quattro fagiani, muniti di
regolare documentazione, ma anche un fucile calibro 36 con la canna senza
custodia. Una violazione che costerà alle due doppiette una multa di oltre
mille euro. Due multe anche a Portogruaro, nelle vicinanze dell'ipermercato
Continente dove sono stati sorpresi due cacciatori che sparavano a circa tre
metri di distanza dalla strada. Davide De Bortoli
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VIONE. L’animale ferito da diverse morsicature è stato portato all’oasi di
Val Predina
Capriolo inseguito dai cani I soccorsi arrivano in tempo
http://www.bresciaoggi.it/storico/20071022/Provincia/B.htm
Brutta avventura a lieto fine ieri mattina attorno alle 8 per un giovane
capriolo. L’animale inseguito da alcuni cani e seriamente ferito a una zampa
si era accasciato sull’asfalto della statale del Tonale, nei pressi del
bivio di Cortaiolo, in territorio di Vione. A salvarlo, strappandolo dalle
fauci dei segugi impiegati per la caccia alla lepre, che «inspiegabilmente»
hanno preferito rivolgere le loro attenzioni a una preda più facile, quando
il piccolo ungulato era ormai allo stremo delle forze, sono stati i
carabinieri di Ponte di Legno e due uomini della Forestale allertati dagli
automobilisti.
Con uno straccio i soccorritori hanno bendato gli occhi del capriolo e
tamponato le ferite. Poco dopo un agente del nucleo ittico venatorio della
Polizia provinciale lo ha preso in consegna e , dopo una accurata visita di
un veterinario, il capriolo è stato trasportato all’oasi di Val Predina
nella bergamasca che si occupa di animali feriti. Una volta guarito il
capriolo verrà rilasciato nella zona di Vione.L.FEB.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it