[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 24/10/07



======
CACCIA
======
Trasferta carnica per i bracconieri bresciani
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3552083&Pagina=AMBIENTE%20%26%20NATURA
Bracconieri bresciani in trasferta sulle montagne Carniche. Due operai
impegnati nel lavoro di manutenzione sullo Zoncolan sono stati denunciati
dagli agenti di polizia ambientale della provincia di Udine alla Procura di
Tolmezzo perchè trovati con 100 archetti e 20 metri di rete con i quali
avevano catturato numerosi uccelli, in particolare pettirossi e silvidi, ma
anche un falco. I due avevano costruito gli archetti, tipici delle valli
bresciane con materiali reperiti in loco posizionandoli vicino allea sede di
lavoro. E' stato proprio il "sentiero" tracciato andando ogni giorno a
recuperare le prede e a rispristinare le trappole l'elemento che ha tradito
la loro attività. Di solito i pettirossi, che pesano dai 15 ai 20 grammi,
vengono venduti a due euro l'uno ai ristoranti che hanno in menù "polenta e
osei". Gli agenti provinciali hanno avuto buon gioco a appostarsi e quindi
coglierli sul fatto. Un risultato positivo per il corpo di vigilanza
provinciale che comunque è in difficoltà di organico, non ha completato la
sua trasformazione in corpo di polizia provinciale e è alle prese con una
ristrutturazione delle pattuglie che crea qualche disagio agli agenti per
accoppiamenti non proprio felici tra sedi di residenza e luogo di lavoro.
-----
Poiana ferita, salvata dal sindaco
Il rapace, ferito dai cacciatori, sarà curata e reimmessa in libertà nella
stessa zona
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071024&ediz=10_CIV_VECCHIA&npag=4
2&file=H_3646.xml&type=STANDARD
Stava camminando su un prato la poiana trovata a Cellere nel pressi del
bosco del Timone, alla periferia della cittadina della Tuscia. Il rapace era
stato ferito molto probabilmente da una fucilata di qualche cacciatore senza
scrupoli. Ma per sua fortuna c’era in zona il sindaco Leandro Peroni che con
altre persone stava facendo un sopralluogo per verificare se ci fosse la
possibilità per realizzare un laghetto artificiale per la pesca sportiva.
«All’improvviso abbiamo visto uscire da dietro degli arbusti il rapace -
racconta il primo cittadino - visto che non era volato via ho capito che c’
era qualcosa che non andava, infatti aveva un’ala spezzata e questo gli
impediva di spiccare il volo. Ho quindi deciso di prenderlo e portalo in
Comune, da lì ho chiamato la Polizia provinciale che lo ha poi prelevato e
portato al centro recupero rapaci di Ronciglione dove sarà curato. Speriamo
torni in forma, se così sarà lo riporteremo nel suo habitat come abbiamo
fatto un paio di anni fa con un altro rapace che trovammo ferito anch’esso
in zona».
Al.Sa.
-----
UMBRIA, CACCIA: GIUNTA REGIONALE PROROGA ENTRATA IN VIGORE DEL DIVIETO DI
USO MUNIZIONI CON PIOMBO NELLE ZONE UMIDE A PROTEZIONE SPECIALE
http://primapress.it/index.php?pagina=inc/obj_news_dettaglio.php&id_news=855
7&id_pagina=&id_pagina_madre=&prof=&id_stringa=
(PRIMA) PERUGIA - La Giunta Regionale dell'Umbria, su proposta dell’
assessore alla Caccia Lamberto Bottini, ha approvato la delibera con la
quale si proroga alla stagione venatoria 2008/2009 l'entrata in vigore del
divieto di utilizzo di munizioni con pallini di piombo nelle zone umide
soggette a protezione speciale. Il divieto era previsto nella delibera della
Giunta regionale del 2006, “Misure di conservazione per la gestione delle
zone di protezione speciale”, ai sensi di direttive comunitarie adottate
dalla normativa nazionale. “Per uniformare la normativa regionale in materia
venatoria a quella di altre Regioni confinanti – spiega l’assessore
Bottini - viste anche le difficoltà manifestate dalle associazioni venatorie
a reperire in commercio munizionamenti con pallini di acciaio, la Regione
Umbria ha ritenuto opportuno prorogare l'entrata in vigore di tale divieto
alla stagione venatoria 2008/09”. Tra le zone a protezione speciale
interessate alla proroga, nei tratti in cui è consentita la caccia,
rientrano il lago Trasimeno, di Corbara e di Piediluco, fiumi, stagni e
paludi. (PRIMA)
-----
Le richieste venatorie
Cacciatori in calo continuo
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=C17E441B5B85645724CC388
B4370509D
FANO - Il mondo della caccia appare sempre più in difficoltà, di fronte alle
politiche restrittive attuate sia a livello regionale che a livello
governativo. Nel 2006 i titolari delle licenze di caccia a Fano sono calati
del 10 per cento, mentre quest’anno il fenomeno si è accentuato, facendo
segnare una diminuzione del 15 per cento.
In allarme si sono poste quindi le associazioni venatorie con il proposito
di rivendicare il ruolo positivo che i cacciatori svolgono in favore della
salvaguardia dell’ambiente. Quasi a sfatare un luogo comune che identifica
il cacciatore come colui che fa man bassa delle risorse territoriali, Paolo
Antognoni, presidente della Federcaccia fanese, forse l’associazione che ha
risentito di meno del “dissanguamento” in atto, ha voluto evidenziare il
ruolo positivo svolto dai suoi associati nella cura dell’ambiente, secondo
il principio che solo una natura integra e ben equilibrata tra predatori e
vittime, consente una buona riproduzione della selvaggina. Una nota positiva
è emersa dal piccolo ricambio generazionale che vede i giovani appassionarsi
in modo particolare alla caccia al cinghiale.
Certo che l’abolizione delle specie in deroga – passero e fringuello –
oggetto di una caccia tradizionale nel fanese, ha influito molto sulla
diminuzione del numero dei cacciatori. “Dopo la scadenza del 21 ottobre – ha
dichiarato Antognoni – siamo in attesa di chiarimenti per quanto riguarda la
caccia allo storno, che secondo la legge regionale è cacciabile solo entro
100 metri dai fondi dove si trovano alberi con frutti pendenti. Attendiamo
anche che si effettuino studi più approfonditi e si dettino norme precise
per quanto riguarda la caccia nei Sic (Siti di interesse comunitario) e
nelle Zts (Zone di produzione speciale), tenendo presente che in altri Paesi
della Comunità Europea, tali zone sono state create non per vietare la
caccia, ma per tutelare flora e ambiente”. Tra le altre richieste figura
anche quella di autorizzare la caccia alla quaglia dal 1° settembre. Ma
quanto costa praticare questa passione? Molto. E forse anche questa è una
delle ragioni del calo dei cacciatori. Tra Licenza e quota Atc la cifra e di
400 euro all’anno. La spesa totale va da un minimo di 3.000 a 10.000 euro,
secondo le tasche dei seguaci di Diana.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it