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NEWS: Giornali Internet 25/10/07



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: SEI PERSONE DENUNCIATE E SEQUESTRATI NUMEROSI RICHIAMI VIETATI
Le violazioni contestate hanno riguardato sia l’esercizio della caccia con
mezzi vietati, costituiti da richiami acustici elettro-magnetici, che l’
esercizio all’interno di un’area protetta
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5810
24 ottobre 2007 – In alcune operazioni, effettuate dal Comando Provinciale
ed eseguiti dagli uomini dei Comandi Stazione di Spilinga e Vibo Valentia
del Corpo forestale dello Stato, sono stati denunciati all’Autorità
Giudiziaria sei cacciatori. Le violazioni contestate hanno riguardato sia l’
esercizio della caccia con mezzi vietati, costituiti da richiami acustici
elettro-magnetici, che l’esercizio all’interno di un’area protetta. In
questo secondo caso, sono stati deferiti due soggetti provenienti da Palmi
(Reggio Calabria), I. D. di 29 anni e R. C. di 31, sorpresi a caccia all’
interno dell’Oasi di protezione del Lago Angitola gestita dal Wwf,
dichiarata Zona Umida dalla Convenzione di Ramsar (Convenzione
internazionale relativa alle Zone Umide di importanza internazionale), ed
area rientrante nel parco naturale regionale delle Serre. Il bacino dell’
Angitola, infatti, rappresenta un habitat di primaria importanza per la vita
degli uccelli acquatici, per la propria posizione strategica lungo la
direttrice di migrazione che numerose specie utilizzano per spostarsi dai
siti di nidificazione a quelli di svernamento. Con l’apertura dell’attività
venatoria, il Corpo forestale dello Stato ha intensificato i controlli per
verificare il corretto esercizio della caccia nella provincia di Vibo
Valentia. I servizi, svolti nei comuni di Maierato, Pizzo, Ricadi e
Spilinga, hanno portato, complessivamente, al sequestro penale di sei fucili
da caccia, di circa cento cartucce di vario calibro e di sette richiami
acustici di genere vietato, completi di accessori quali nastri con incisi i
canti degli uccelli, accumulatori elettrici ed altoparlanti. Il materiale
posto sotto sequestro è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria
competente.
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BRACCONAGGIO: NIBBIO REALE FERITO NELLA PROVINCIA DI GENOVA, DENUNCIA CONTRO
IGNOTI
Accertamenti hanno riscontrato che la ferita è stata causata da un fucile da
caccia, poiché sul corpo del volatile sono stati rinvenuti dei pallini di
cartucce da caccia
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5809
24 ottobre 2007 – Gli uomini del Comando Stazione di Arenzano (Genova) del
Corpo forestale dello Stato, in seguito ad una segnalazione di un privato
cittadino, hanno recuperato un nibbio reale (Milvus milvus) ferito all’ala
sinistra in località Fabbriche nel Comune di Genova. Il rapace è stato
consegnato successivamente all’Ente Nazionale Protezione Animali della
sezione di Genova. In seguito l’Enpa, a seguito di visite accurate, ha
accertato che la ferita era stata causata da un fucile da caccia, poiché sul
corpo del volatile erano stati rinvenuti dei pallini di cartucce da caccia.
Dal Comando Stazione di Arenzano (Genova) del Corpo forestale dello Stato è
scattata quindi una denuncia contro ignoti all’Autorità Giudiziaria per
violazione dell’art. 2 della legge sulla caccia n° 157/1992.
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LAMPEDUSA
Segnalati due cacciatori che usavano strumenti di richiamo vietati
http://www.lasicilia.it
I carabinieri della stazione di Lampedusa, nel corso di uno specifico
servizio, hanno segnalato in stato di libertà alla competente autorità
giudiziaria T. G. classe ’68, ed M. S, classe ’55, poiché ritenuti
responsabili a vario titolo delle violazioni sulle normative che
regolamentano la caccia. I due sono stati trovati in località Monte
Imbriacola, con richiami acustici con altoparlanti per la cattura di
esemplari di fauna selvatica appartenenti a specie protette. Inoltre
venivano sequestrate 3 fucili calibro 12 e 60 cartucce caricate a palla
frammentate.
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SAN GIOVANNI SUERGIU
Spara e uccide una lepre: denuncia e multa da 500 euro
http://www.unionesarda.it
È costato caro M. D, 54 anni, avere sparato ad una lepre in tempo di caccia
vietata alla selvaggina nobile stanziale.
Questo tipo di attività venatoria infatti era possibile fino al 18 ottobre
scorso. Nei giorni scorsi i forestali di Sant’Antioco hanno predisposto una
serie di controlli nel territorio di loro competenza.
Così domenica mattina nella località Rio Palmas a San Giovanni Suergiu, nel
corso del servizio venatorio antibracconaggio, una pattuglia di forestali
intorno alle 11,30 del mattino, dopo aver sentito lo sparo di una doppietta,
hanno fermato un’auto che è transitata pochi minuti dopo. Nel corso della
perquisizione, sotto il sedile dell’autista, i forestali hanno rinvenuto una
lepre. Così gli agenti dopo avere stilato il verbale amministrativo che
prevede la multa salata, hanno sequestrato la lepre ed il fucile,
regolarmente denunciato, che l’uomo teneva poggiato dietro i sedili. (t. s.)
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L'animale è stato dimenticato dal proprietario al pascolo estivo
Rabbi, la mucca selvatica nel mirino dei cacciatori
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=33660&p
agina=47&versione=testuale&zoom=&id_articolo=173586
VAL DI RABBI - Latita da tutta l'estate ed ora potrebbe presto finire sotto
i colpi delle doppiette dei cacciatori. Questa è la storia di una mucca che
si è macchiata dell'unica colpa di essere stata dimenticata dal suo
proprietario in val di Rabbi e che alcuni cacciatori hanno deciso di
eliminare anziché tentare, tramite il Soccorso alpino, di riportarla a valle
sana e salva. Tutto comincia quando dall'allevamento di Emma Dalpiaz, a San
Giacomo di Caldes, è scomparsa una delle sei mucche. L'animale si trovava
per il pascolo estivo sui prati della malga di Bolentina, luogo dal quale
uno dei bovini è sparito improvvisamente. Le ricerche, iniziate
immediatamente con la convinzione di ritrovare entro breve tempo la mucca,
non hanno però dato l'esito sperato e così alla proprietaria ed alla sua
famiglia non è rimasto altro da fare che spargere la voce su quanto
accaduto, sperando che qualcuno si facesse vivo. Solamente di recente
l'appello è stato raccolto da una persona che ha segnalato la presenza di
una mucca sulla destra orografica della val di Salec, sotto la cima Gamberai
ed uno dei figli della signora Dalpiaz si è prontamente recato sul posto per
verificare se la mucca notata in quella zona, tra l'altro piuttosto
impervia, fosse quella scomparsa. Purtroppo non si trattava dello stesso
animale ma di un'altra mucca, precisamente una manza di tre anni pezzata
rossa, agile come un animale selvatico a causa dei mesi trascorsi da sola
nel bosco e difficilmente avvicinabile. Il proprietario, proveniente dalla
provincia di Brescia, solitamente alpeggia il suo bestiame in val Salec
senza alcun controllo ed ha dimenticato la mucca senza poi andare a
riprenderla. Sta di fatto che, anziché cercare di recuperarla appunto
coinvolgendo il Soccorso alpino ed ovviamente prima delle nevicate previste
per questi giorni, sul posto alcuni cacciatori sono già pronti per
eliminarla. L. Za.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it