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NEWS: Giornali Internet 28/10/07



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CACCIA
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Caccia: uccide per errore l'amico
A Montecodolo di Zeri (Massa Carrara) in battuta a cinghiale
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-10-28_128127162.htm
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(ANSA) - ZERI (MASSA CARRARA), 28 OTT - Un cacciatore di 46 anni, R.A., e'
morto dopo essere stato colpito da un compagno durante una battuta di caccia
al cinghiale. Il fatto e' avvenuto a Montecodolo, nel comune di Zeri, in
Lunigiana. Secondo una prima ricostruzione l'uomo sarebbe stato colpito per
errore da un cacciatore pontremolese. Ferito in modo grave, l'uomo e' stato
trasportato con il Pegaso dell'Elisoccorso all'ospedale di Pisa dove, pero',
e' deceduto poco dopo.
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ERBEZZO. Un uomo di 55 anni, di Sant’Anna d’Alfaedo, è stato fermato all’
esterno del Parco della Lessinia con una lepre e una beccaccia abbattute
nell’area protetta
Bracconiere nella rete della Forestale
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Aaa.htm
Colto a cacciare nel Parco naturale della Lessinia, rischia una condanna
penale e pesanti sanzioni un uomo di 55 anni di Sant’Anna d’Alfaedo, già
conosciuto per precedenti reati legati sempre alla caccia. Gli agenti della
Forestale di Bosco lo hanno avvistato con una lepre in mano mentre
attraversava un prato nei pressi di Malga Rambalda Nuova, sopra il Vajo dei
Falconi, nel comune di Erbezzo, all’interno dell’area protetta.
«Mentre eravamo appostati due spari nel vajo hanno attirato la nostra
attenzione», raccontano i forestali «e poco dopo è comparso un cane da
ferma, seguito a poca distanza da un uomo con fucile a tracolla e una lepre
in mano». Puntando il binocolo, gli agenti sono riusciti a identificare il
personaggio, e lo hanno fermato nei pressi di Malga Volpina, appena fuori
del confine del Parco. Alla richiesta di aprire il bagagliaio sono spuntate
le prede: una lepre e una beccaccia.
Il cacciatore ha negato di aver catturato le due bestiole all’interno del
Parco e sarà presumibilmente questa la sua tesi difensiva, perché si tratta
di specie cacciabili, ma non all’interno di un’area protetta. I forestali
hanno comunque provveduto al sequestro delle due prede e del fucile, un
Beretta calibro 20, procedendo a denunciare il cacciatore. L’uomo rischia
fino a sei mesi di arresto o un’ammenda da 100 a 12 mila euro per la
violazione della legge quadro sui parchi e l’arresto fino a sei mesi con l’
ammenda da 450 a 1500 euro per la violazione della legge sulla caccia, oltre
alle sanzioni amministrative per l’introduzione di fucile e cane da ferma
all’interno dell’area protetta.
L’uomo era già stato pizzicato negli anni scorsi perché colto ad addestrare
cani da caccia all’interno del Parco. Era stato anche coinvolto con una
denuncia per ricettazione nell’operazione della Forestale chiamata
«Colibrì», che aveva scoperchiato il traffico illecito di selvaggina dai
paesi dell’Est europeo. Poi nel processo il reato fu derubricato a semplice
importazione senza permessi doganali, perché l’importo della merce a lui
destinata non superava un determinato valore.
Per la caccia all’interno del Parco potrebbe scattare subito la sospensione
della licenza e nel caso di condanna anche la revoca del porto d’armi.
«È un episodio esecrabile», commenta Diego Lonardoni, direttore del Parco,
«e ringrazio il Corpo forestale dello Stato per il servizio che fa e il
sostegno che dà all’unico guardaparco che abbiamo. Mi auguro che serva di
lezione per scoraggiare anche solo il pensiero di immaginare la caccia all’
interno di un’area protetta».
Da Paolo Guidi, coordinatore provinciale del Corpo forestale, arrivano gli
elogi ai propri agenti: «Da tempo siamo sulle tracce di bracconieri e
risultati come questo arrivano dopo lunghi periodi di appostamenti e di
sacrifici», commenta Guidi, «ma la nostra attenzione continua ad essere
massima, pur con tutti i problemi legati al personale disponibile per ogni
stazione». V.Z.
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RANDAGISMO
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Un magnate libera il canile Porto Empedocle.
Nell'area ex Montedison sono rimasti pochi cani, una ventina sono partiti
ieri in aereo
http://www.lasicilia.it/giornale/2810/AG2810/AG/AG05/04.html
Porto Empedocle. Avere tanti soldi non vuol dire non nutrire sentimenti
nobili. La prova si è avuta ieri mattina quando alcuni volontari animalisti,
coordinati da Assuntina Dani Rametta, hanno provveduto a caricare su un
grosso furgone 13 cuccioli e 4 esemplari adulti di cane, ospiti da mesi nel
capannone dell'area ex Montedison adibito da anni in canile provvisorio.
Le bestiole, tutte prelevate con cura e amore dai volontari, sistemate
dentro gabbie tutto sommato accoglienti sono state caricate sul furgone per
essere trasportate all'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo da dove
avrebbero preso poco dopo un aereo per Milano Malpensa.
A pagare il viaggio di sola andata verso alcuni canili attrezzati del nord
Italia è stato un imprenditore molto noto in tutto il Paese, il quale ad
Assuntina Dani Rametta ha chiesto la consegna del silenzio sulla propria
identità. La volontaria e i suoi collaboratori che hanno accompagnato i cani
fino al capoluogo meneghino hanno avuto l'obbligo di non divulgare il nome
di chi, intenerito per le disavventure di chi ama gli animali nel profondo
Sud, ha deciso di mettere mani al portafogli e contribuire a una giusta
causa.
Nessuno scopo di lucro, nessun secondo fine, nessun interesse personale in
questo straordinario gesto di generosità al quale è raro assistere. Alla
resa dei conti il viaggio di trasferimento della ventina di cani è costato
circa tremila euro, tutto compreso. Bazzecole per chi, a quanto si è capito,
di soldi ne maneggia parecchi. Da sottolineare come il numero più
consistente di cani sia stato smistato dal gruppo Moncada, interessato allo
sgombero del capannone per i propri progetti di rilancio dell'intera area ex
Montedison.
Dopo la partenza di ieri, nella struttura adibita a canile restano meno di
una decina di cani, tra cui alcuni cuccioli che facilmente verranno
prelevati e trasferiti anch'essi in altri centri italiani.
Francesco Di Mare
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Centinaio cani morti nel tarantino
All'interno un gran numero animali malati e non curati
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-10-28_128126057.htm
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(ANSA) - STATTE (TARANTO), 28 OTT - Un centinaio di cani sono trovati morti
a ridosso del canile di Statte (Taranto) da volontari della polizia
ecozoofila di Roma. La struttura municipale versa in difficolta' da marzo
per le mancate sovvenzioni da parte dei Comuni in seguito alle irregolarita'
nelle autorizzazioni e di struttura riscontrate dalla Ausl. I volontari,
arrivati per portare cibo e medicinali, hanno trovato il macabro scenario:
all'interno del canile un gran numero di animali malati e non curati.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it